Barbara Spinelli: “Con Tsipras contro l’Europa dell’austerità”

Barbara Spinelli: “Con Tsipras contro l’Europa dell’austerità”

In un’intervista pubblicata su un giornale greco, l’editorialista di “Repubblica” si schiera a favore della candidatura del leader di Syriza a presidente della Commissione europea e si augura la nascita di una lista di sostegno in Italia: “Non dovrebbe essere una coalizione dei vecchi partiti della sinistra radicale ma qualcosa per scuotere la coscienza della società con l’obiettivo di unire tutte le forze colpite dalla crisi”. Per un’altra Europa, contro l’austerity e i nuovi nazionalismi.

Intervista a Barbara Spinelli di Argiris Panagopoulos, da www.avgi.gr, 22 dicembre 2013

L’Europa dà l’impressione negli ultimi anni e soprattutto dopo l’inizio della crisi di essersi allontanata dai suoi cittadini.
Si è molto allontanata fino a quasi spezzare la corda tra le istituzioni europee e la cittadinanza. Ci sono due responsabili: le Istituzioni europee e gli Stati membri.
Se le Istituzioni europee hanno la responsabilità di non pensare alla crisi in maniera solidale, la responsabilità maggiore spetta agli Stati membri perché nel trattato di Lisbona e nell’Unione, così com’è oggi, il potere degli Stati nazionali è preponderante. Perché ora gli stati contano di più, in particolare per il meccanismo del voto all’unanimità. E il più forte vince sul più debole, perché può mettere un veto contro i paesi più piccoli.

In questo senso la responsabilità è in primo luogo dei governi nazionali, in particolare quelli dei paesi del sud Europa che si trovano nel bel mezzo della crisi?
L’Europa doveva essere una unione solidale di tipo federale. In una struttura federale solidale la solidarietà viene per forza. Faccio un esempio: se lo stato della California si trova ad affrontare i problemi della crisi del debito non si parla di cacciarla subito dagli Stati Uniti. Con la creazione dell’euro non siamo andati in questa direzione.

Non doveva esserci l’unione politica?
Non c’è l’unione politica. Oggi non la chiamerei nemmeno unione questa area europea che è basata sul vecchio sistema di “equilibrio tra potenze”, che è stato mantenuto fino alla fine dell’ultima guerra.

Un sistema di relazioni interstatali che hanno portato ai conflitti delle due guerre mondiali.
La Comunità Europea e poi l’Unione Europea sono state create proprio per superare “l’equilibrio tra potenze”. Purtroppo oggi l’Europa agisce direttamente contro i propri stessi ideali.

Ci sono prospettive per invertire questo processo, che probabilmente porta a disastri più grandi aumentando la disuguaglianza , la povertà e la disoccupazione?
Moltissime cose dipenderanno da noi cittadini. Per questo motivo ritengo molto importanti le elezioni per il Parlamento Europeo. Perché anche se in Europa è tornato un sistema di “equilibrio tra potenze” esistono istituzioni con forti caratteristiche democratiche e fra queste c’è certamente il Parlamento europeo, che dovrebbe aumentare i propri poteri, molti di più di quelli previsti dal Trattato di Lisbona.
In queste elezioni europee i cittadini possono esprimersi con molta forza su quale sia la direzione in cui vogliono andare. In molti paesi questo desiderio dei cittadini di riappropriarsi dell’Europa si manifesta in modi diversi.
Mi sembra che oggi nell’opinione pubblica e tra i cittadini emergano tre tendenze principali.
La prima è di sostegno alla posizione dei “poteri forti”: la troika e gli stati più forti. Questa linea sostiene che l’Europa, così com’è oggi, va bene e che le terapie di austerità hanno successo. Perché questo si dice oggi, da Barroso alla Merkel. La terapia mortifera che è stata attuata ha avuto successo, perché la Grecia, la Spagna, il Portogallo, l’Italia e l’Irlanda hanno ormai il bilancio dei pagamenti in pareggio. Ma come diceva Keynes l’intervento è riuscito ma il paziente è morto.
Una seconda linea di pensiero dice basta all’Europa, usciamo, perché l’euro è un disastro e un cappio al collo. La scelta è “si” o “no” all’euro. Noi diciamo “no”.
La terza scelta è quella che ha fatto Alexis Tsipras. Io spero molto in una lista italiana per Tsipras per le elezioni europee, una lista che sostenga che dobbiamo imparare la lezione da quello che è successo: noi vogliamo l’Europa, ma la vogliamo radicalmente cambiata.
Vogliamo un’unione vera, come i padri fondatori l’hanno pensata. Un’Europa della solidarietà, con una Banca Centrale prestatrice di ultima istanza, una vera federazione.
Tsipras sostiene l’unione politica dell’Europa e la pone come perno della sua ampia proposta per l’Europa, i popoli e i suoi cittadini. E sostenendo l’unione politica si conduce in pratica al federalismo in Europa.

In Europa riemergono fantasmi del passato, grazie ad una specie di euroscetticismo, come si è visto nella sua polemica con Scalfari, sostenendo giustamente che Grillo non è la stessa cosa del Fronte Nazionale o di Alba Dorata.
In un certo senso penso che l’euroscetticismo sia una cosa benefica in questo momento. Lo scetticismo viene dalla Grecia, è una delle più antiche e più straordinarie correnti filosofiche, perché mette in questione una realtà che viene considerata apparente. Interroga la realtà, la mette in questione. Ci sono due tipi di scetticismo. Lo scetticismo che torna al passato e ai vecchi stati sovrani, portando la questione della vecchia sovranità assoluta degli stati. Se questa è una possibile soluzione significa che ci muoviamo in direzione di una regressione, verso un nuovo/vecchio “equilibrio tra potenze”.

Alimentando anche i nazionalismi …
Alimentando il nazionalismo in tutti i paesi. I paesi più deboli come la Grecia e l’Italia, se tornano alla sovranità nazionale, riducendo l’Europa ad una zona di mercato saranno sempre più deboli. I paesi più forti si detteranno leggo comunque. Quando abbiamo avuto le monete nazionali dipendevamo dal marco. Questo euroscetticismo è pericoloso. Io sono a favore di un’Europa unita, ma io sono scettica, nel senso filosofico antico.

Con la rielezione di Merkel alla cancelleria abbiamo visto due grandi famiglie politiche in Europa, i cristiano-democratici e i socialdemocratici, formare una “grande coalizione” per applicare l’austerità. Che tipo di alleanze possono essere create in Europa tra quelle che una volta si chiamavano le forze progressiste? In Grecia, per esempio l’alleanza della Merkel con i socialdemocratici fa paura.
Sono perfettamente d’accordo con le vostre preoccupazioni.
I socialdemocratici avrebbero potuto obbligare Merkel a inserire punti di programma più coraggiosi, come quelli del sindacato tedesco DGB per un “Piano Marshall per l’Europa”. I socialdemocratici sono stati assolutamente rinunciatari sul negoziato con la Merkel. Non hanno messo niente di nuovo. Anzi hanno ribadito di essere contrari a qualsiasi europeizzazione del debito. Questo è pericoloso. Il problema è che in tanti paesi d’Europa siamo purtroppo di fronte a “grandi coalizioni” di questo tipo, perché nessuno dei partiti può avere la maggioranza, cominciando dall’Italia, dove siamo in uno stato di immobilità a causa della “grande coalizione”.
La speranza è di rendere più difficile questa condizione nel Parlamento europeo, creando forti gruppi che contesteranno questa linea.

Dovrebbe quindi esserci uno scontro politico alle prossime elezioni europee?
Sicuramente. Non possiamo fasciarci la testa prima di romperla.

In Italia vede la prospettiva di una convergenza di forze per la ricostruzione dell’Europa, a cui si riferiva prima?
E ‘ molto difficile perché mi sembra che la tendenza ad immobilizzarsi sulle “grandi coalizioni” sia molto forte e la situazione in Italia è molto fluida. Mi piacerebbe vedere un’alleanza tra i paesi che soffrono maggiormente per la crisi e l’austerità. Vorrei vedere l’alleanza dei paesi dell’Europa del sud all’interno dell’Unione Europea per affrontare gli stati che impongono austerità. Si potrebbe mettere in minoranza la linea di Merkel. Una volta è stata messa in minoranza la linea Thatcher, quando è stato fatto l’euro. Ora può essere messa in minoranza la linea Merkel. Nel Parlamento Europeo si dovrebbe cercare l’alleanza con altri, come i Verdi tedeschi, che pongono la questione di un “Piano Marshall” per l’Europa.

La candidatura di Alexis Tsipras può contribuire a creare una coalizione di tali forze in Italia, al Sud e in Europa? Una coalizione che superi lo spazio classico dei partiti della sinistra radicale radunando forze sociali più ampie?
Questa è la speranza che abbiamo in Italia in un piccolo gruppo di persone. Vorremmo che in Italia ci fosse una lista civica, di cittadini attivi, una lista di persone della società civile che scelgono Tsipras come candidato alla presidenza della Commissione Europea. Non è semplice, perché abbiamo pochissimo tempo per creare qualcosa. Per farlo ci vorrà tutta l’intelligenza di Alexis Tsipras, come quella che gli ha permesso di formare una coalizione tra le anime della sinistra radicale greca.
E’ chiaro che non dovrebbe essere una coalizione dei vecchi partiti della sinistra radicale, perché non avrebbe alcuna possibilità di successo. Abbiamo bisogno di qualcosa di più grande, qualcosa per scuotere la coscienza della società, superando i margini molto stretti delle formazioni politiche della sinistra radicale. Con l’obiettivo di unire le forze della società colpite dalla crisi.

Il confronto con l’Europa dell’austerità e della barbarie necessita di una maggiore convergenza delle forze sociali rispetto a quelle espresse dai partiti della tradizionale sinistra radicale.
Sicuramente. Abbiamo visto in questi giorni le reazioni e le proteste di alcuni gruppi in Italia e abbiamo visto in precedenza le proteste in Grecia, Spagna, Portogallo. Il confronto con l’Europa dell’austerità è oltre la portata della vecchia sinistra radicale.
Una grande parte di cittadini ha perso la speranza nell’Europa, a questi cittadini bisogna fare un discorso diverso: non dentro o fuori l’Europa, ma come vogliamo cambiare l’Europa e che tipo di Europa vogliamo costruire.

In Grecia si usa il concetto di ricostruzione e rifondazione dell’Europa.
Questo è esattamente l’obiettivo che abbiamo di fronte per presentare una candidatura di Alexis Tsipras in Italia e nell’Europa del Sud. Questa è la sfida. E’ come lasciare alle spalle una guerra, perché gli anni di austerità equivalgono ad una guerra. Soprattutto in Grecia. Dopo la guerra l’Europa è uscita con una voglia di ricostruzione, con un enorme entusiasmo, che dobbiamo ritrovare.

Pochi giorni fa ha avuto una polemica con il fondatore di “La Repubblica” per l’eredità politica del suo padre e il suo uso. Che direbbero i padri dell’Europa vedendo crescere la disuguaglianza, la disoccupazione, la povertà e l’esclusione sociale in un continente immaginato non solo senza guerre, ma anche come una società solidale? Dal antifascismo fino all’Europa unita c’è stata la percezione per un’Europa più giusta.
L’Europa è nata dopo la guerra per finire le guerre e per lottare insieme contro la povertà. ll ragionamento dei fondatori dell’Europa, che per l’Italia sono Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, ha sostenuto che la povertà in Italia e nella Repubblica di Weimar ci ha portati al fascismo e al nazismo. Non è solo la questione di avere la pace invece della guerra, ma di avere lo stato sociale invece della povertà. Lo stato sociale è una protezione dalle guerre, così come la giustizia sociale. Ci possono essere periodi di crisi economiche, ma bisogna affrontarle tutti insieme e non con i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Per questo dobbiamo cambiare anche il nostro concetto di sviluppo.

Ha vissuto insieme a Tommaso Padoa Schioppa, che è stato consigliere di Giorgos Papandreou. Ha avuto una visione personale della crisi greca?
L’Europa e gli stati europei hanno completamente fallito nella loro politica sulla Grecia. In un certo modo hanno fatto un esperimento con la Grecia. L’hanno trattato come una cavia. Hanno cercato di vedere se funzionava la ricetta facendola pagare ai greci. Molto spesso hanno provato delle politiche ancora più dure, ma hanno fatto marcia indietro. Hanno aspettato per dare soldi e poi ritirali. Hanno giocato con la crisi. Questo è il grande scandalo.
L’idea che aveva Padoa Schioppa era che bisognava fare molta attenzione a preservare la democrazia e la giustizia sociale in Grecia. Per questo motivo ha sostenuto che quando gli stati più deboli hanno grandi difficoltà e non potevano crescere in maniera adeguata, l’Europa doveva prenderli in carico e fare programmi di investimento, aumentando le risorse a disposizione all’interno dell’Unione europea, adottando il concetto di un “Piano Marshall”, come quello del sindacato tedesco.
Papandreou l’ha proposto, ma quando non era più primo ministro. Solo allora ha fatto la proposta che aveva discusso a lungo con Padoa Schioppa. Come i socialdemocratici in Germania anche Papandreou non ha fatto la proposta al momento giusto.

52 Commenti

  1. 3 gennaio 2014. E’ anc0ra “esposta” pseudo intervista tale B. Spinelli.
    Cui prodest ? Non fate cattivi pensieri, il congresso c’è già stato.

    • Nonsonofrufrù

      Condivido giacomo al 1.000 x 1.000 . A Roma, per definire quelli che non si danno pace quando le cose(congresso) non vanno secondo i loro giochini, dicono “E nu ce vonno sta”.

  2. anche leggendo i commenti vari su questo blog e guardando la realtà dei fatti si comprende come la sinistra comunista in Italia sia praticamente finita. E’ così, inutile girarci intorno o illudersi che la candidatura di un tzipras alle europee possa invertire la tendenza.il perchè è molteplice e sarebbe troppo lungo addentrarvicisi..
    Unleader manca di sicuro..dopo bertinotti c’è stato il vuoto..manca un programma e un’analisi adeguata della realtà..manca il coraggio di prendere certe posizioni..per esempio sull’europa e sull’euro e si lascia che il disagio sociale vengo rappresentato dalle destre o dai movimenti populisti alla Grillo.
    In italia partitini come il pcl, pcml e via dicendo non hanno contato mai niente e non conteranno mai niente..ripartire da zero.

    • condivido eraldo,perchè bertinotti se ne andato …,doveva rimanere … è diventato ,anche lui salottino democratico . l’unita’ comunista-pianeta rosso…

    • bertinotti?hahaha,quello che beve solo champagne ai festini delle elite?

  3. Non ho scritto io il commento delle 16.54, ma chiunque l’abbia scritto al posto mio, HA CAPITO TUTTO quello che penso!
    Il prc si sta mettendo contro la sinistra, l’unica sinistra esistente.
    L’UNICA SINISTRA E’ PD/SEL.E soprattutto libera e democratica!

    a proposito di Landini, in effetti ha accolto positivamente la proposta di Renzi per il lavoro, dicendo che puo’ essere la strada per ridurre la precarietà…

    E ADESSO COSA DIRETE?
    che pure Landini è di destra?!!!

    • Certo diranno che è di destra, questi non ci stanno con la testa, sono sfascisti. Qualsiasi uomo di valore (Renzi, Vendola) loro lo devono attaccare per invidia, gelosia, astio, in quanto nel loro partito ci sono solo nullità.
      L’ultimo di valore ha dato le dimissioni (Bertinotti) gesto che questa nullità di Ferrero non farà mai.
      E pensare che Bertinotti aveva portato PRC al 9% e qundo ha perso le elezioni perdendo 2 punti si è dimesso.
      I vostri sono arrivati allo zerovirgola e ancora hanno la faccia tosta di rimanere al loro posto.
      Cmq nessuno che continua a mettere falce e martello nel simbolo, e dire le baggianate che dite voi potrà mai prendere uno straccio di voto.

      Il futuro è roseo claudia: Renzi e Vendola rimetteranno in sesto l’italia !! Meno soldi alla politica, meno parlamentari, meno partiti e più onestà e competenza. Ecco la ricetta !!

      • modemfemminiello

        Taci ricch…ionazzo modem

      • innanzitutto landini è stato molto tiepido con il venditore di fuffa renzi,sostanzialmente ha detto vedremo i fatti,poi dopo con che coraggio ancora vi consideriate di sinistra nel PD è un mistero.lobotomizzati,il partito vi passa una velina e voi a ripetere a pappagallo,alla faccia della libertà di pensiero.

    • spero che landini sbaglia ,se è così,maglio soli che male accompagnati. cè da fidarsi ,con renzi…….lesempio lo hanno gia’ dato ,io non mi fido più.ne con ilvoto ne con un’alleanza…. se la s.e l. sara’ un p socialista ,ma …attenti a lavitola ,e di non andare a bombardare e essere complici , come fece il p.d .s.

    • di solito non tanto libera hanno cacciato via dal pd facendo riferimento alla parola ,”compagno”,addirittura sono stati richiamati. poi se non bastasse . cisono troppe tessere false . è gia’ successo dai tempi di rutelli .

    • morosodiclaudia

      Claudiù te riconfermo che er posto ar Km 17 da Tiburtina, lasciato pe vecchiaia dar mignot…tone che c’era prima è ancora libero….i clienti te stanno ad aspettà …claudiù datte na mossa…guadagnerai tanti sordi e la tua vita de mer..da può avere na svorta grandiosa…

  4. Credo che il comunismo sia finito e PRC non solo NON E’ l’unico partito comunista di sinistra, NON E’ e basta stop.
    Non ha voti, non ha parlamentari. nulla di nulla.
    A sinistra del PRE ci sono sette sataniche tra il comico ed il grottesco capeggiate da Rizzo o Ferrando.
    Non oserei chiamarli partiti o movimenti perchè gli darei troppo onore.

    Per chi non lo avesse capito, in Italia la sinistra è SEL.
    Critica nei confronti del centrosx ma consapevole che solo standogli a fianco ed aiutandola può ottenere di più che senza di lei (SEL)
    Renzi, a mio parere è il punto più alto della politica di centrosx in quanto estromette i boiardi della vecchia politica. E vuole limitare costi ed influenze di quella nuova, a favore di una sanA amministrazione pulita ed onesta. Renzi + Vendola + Landini sono il futuro e lA SINISTRA DI QUESTO PAESE.

    • Claudia, mi puoi dire che vibratore stai usando? Perchè lo potrei consigliare a una mia amica che soffre di mancanza di orgasmi dato che non è nè per Renzusconi nè per Svendola…

    • morosodiclaudia

      Claudiù te riconfermo che er posto ar Km 17 da Tiburtina, lasciato pe vecchiaia dar mignot…tone che c’era prima è ancora libero….i clienti te stanno ad aspettà …claudiù datte na mossa…guadagnerai tanti sordi e la tua vita de mer..da può avere na svorta grandiosa…

  5. Divertenti i due gemelli diversi che postano su questo sito. Giochino : chi sono ?

  6. Povero Dandalo ! E’ gravemente ammalato : ha il “culto della personalità” per Marco Rizzo.

    • e per ferrando

      • buon anno alla galassia comunista.anche acoloro che non condivido le opinioni,giuste o sbagliate.e a quelli della sinistra s.e.l.spero ,che sentiremo presto. spero che il sito cambi regolamento.

    • Attila, mi sa che non c’hai capito un… di quello che ho scritto! Primo perchè non ho mai avuto “culti” (sono ateo ed anticlericale convinto) e di “personalità” ne vedo pochine peraltro, specie a Sinistra. Inoltre Marco Rizzo m’è stato sempre cordialmente antipatico, come tutti gli stalinisti, e non mi risulta che io abbia mai fatto il tifo per lui, per il suo buffo partito, in alcuno dei miei post. Come si dice: fino a prova contraria. Quanto a Ferrando, o meglio al Pcl, ho detto che lo voterò alle prossime elezioni europee e, con o senza il consenso di… Attila, lo ribadisco. Ma lo faccio senza fideismi, senza “culti della personalità” e conscio della situazione gravissima in cui è la Sinistra comunista ed anticapitalista italiana. A causa dei vari Bertinotti, Vendola, Ferrero, Grassi, Russo Spena ed altri microcefali che ammorbano il Prc da anni e che tu, invece, probabilmente continuerai a votare felice e contento! E dando pure a me dell’”ammalato”…
      Guarda, Attila, con questo nickname che ti sei dato poi… che ti devo dire? Buon 2014 e mi raccomando, vacci piano con l’alcool!
      E buon 2014 pure a Gianni S.!

  7. L'Arte Del Pensiero

    Quando leggo, argomentazioni, che parlano di solidarietà, oppure di socialdemocrazia, mi viene da pensare in che mondo vivete oppure chi vi paga per dire certe cretinate.
    Lo scontro di classe è durissimo, anche se il proletariato non è organizzato, come non lo sono le classi dei falliti ma almeno questi ultimi provano a farlo.
    Le parole d’ordine, non possono misurarsi con l’elemosina, anche perché non ci sarà accordata.
    Questa gente è fuori dalla storia, giocano a fare i filantropi, pensano di combattere i propri nemici con munizioni a salve e fucili che fanno cilecca.
    Per loro magari è anche facile giocare al buon sammaritano, con l’appoggio dei moderati e dei media e principalmente trovandosi in uno stato di classe privilegiato, anche se non necessariamente ricco, ma sicuramente di favore, come vediamo in quasi tutto il mondo di sinistra.
    Il proletariato non può più delegare, deve scendere in campo autonomamente ed iniziare a commettere i propri errori, soltanto così potrà iniziare a crescere, e a scrollarsi di dosso questi parassiti o intellettuali, chiamateli come volete.
    Sono decenni che si sentono dire sempre le stesse cose, nonostante il mondo sia in evoluzione, il solito servilismo, la solita manfrina per racimolare voti alla sinistra o alla destra, di questo o di quello, il volere essere ruota di scorta di piccoli ingranaggi spesso tossici, pronti ad inquinare quel poco di buono che si era costruito.
    Continuate pure a fare giochetti nel frattempo milioni di persone in Italia si trovano alla fame, altro che povertà.

  8. Non facciamo i finti tonti. Il PRC ha fatto una caterva di errori è vero. Ma è l’ unico soggetto politico comunista e di sinistra ( se vogliamo capire cosa si intende per sinistra) esistente oggi in Italia. Non si faccia finta di confondere certe scelte di sopravvivenza (tipo cartelli elettorali, scelte comunque sbagliate) con tutto il resto. Non mettiamo insieme Fds , Riv. Civile, Arcobaleno, Sel, Bertinotti, ecc… Sono solo affermazioni. Punto. Cambiare i dirigenti, può essere significativo oppure no. Dipende chi ci metti al loro posto, se ci sono. Quindi non diciamo le solite banalità. A sinistra non c’è niente. C’è solo PRC con tutti i suoi errori. Gli altri micro qualcosa se avessero avuto qualcosa da dire non sarebbero micro. Quindi hanno da dire molto meno del PRC. Quindi: oggettivamente è necessaria un’organizzazione politica della classe (in tutte le sue forme) e può nascere, fino a prova contraria, e la prova contraria, ad oggi, non esiste, solo da questo piccolo partito. Ad oggi tale organizzazione può nascere solo dal PRC. Quindi il PRC va sostenuto e anche criticato. Il sistema di potere sta cercando di creare, e ci sta quasi riuscendo, una cintura sanitaria intorno a questo partito. Lo fa perché ha il sistema mediatico, economico e l’intelligenza, soprattutto l’intelligenza, che glielo permette. E’ infinitamente più intelligente di tanti detrattori “a prescindere”. Avete notato gli attacchi che si stanno portando in questi giorni al PRC da parte di pseudo intellettuali (Spinelli, Flores d’Arcais…)? Ma crediamo sia casuale? Naturalmente sono solo alcuni esempi. Io sono molto critico verso questo mio partito, ma oggi lo trovo più simpatico. Chi si definisce comunista, secondo me, deve fare solo una cosa: criticarlo (con motivazioni documentate) e difenderlo. Altre prospettive e soluzioni ben vengano (se motivate ed al netto delle banalità), siamo tutti in trepidante attesa.

    • A Giacomo, ma che stai a dì? Oggi il Prc è il soggetto politico “comunista” meno credibile di tutti: in Italia, in Europa e nel mondo. Qualche mese fa stavate a fare campagna elettorale per Di Pietro, Ingroia, Sandro Ruotolo e Giuseppe Favia! Dentro un accrocco elettorale, Rivoluzione Civile, che sin dall’inizio aveva “offerto” a Bersani i propri voti e i propri eventuali parlamentari! Qualche mese fa, non qualche anno fa!… Ed era proprio Paolo Ferrero che “guidava” le “masse” in questa sapiente strategia! Oggi questo gruppo dirigente (screditatissimo eppure sempre lo stesso) sta facendo il solito vecchio giochetto: alza strumentalmente la voce, le spara grosse (viva Tsipras!…), e de facto si prepara ad offrire i propri voti (pochissimi peraltro) alla nuova versione del Centro-Sinistra. Nè più nè meno di quel che va facendo Vendola! State preparando ai vostri elettori (quelli che ancora ci credono, poveracci!) l’ennesima pietanza indigesta, l’ennesima turlupinatura! Partendo da Tsipras e dalle falci e martello per arrivare poi a qualche nuova versione di Ingroia, con la solita solfa delle esigenze “elettorali”, del “come facciamo ad entrare in parlamento?”. Se Tsipras (che a chiacchiere tanto elogiate) avesse ragionato come voi, oggi Syriza sarebbe all’1% e accodata… al Pasok! E probabilmente al 28% ci sarebbe Alba Dorata o qualche ex comico televisivo greco!
      “C’è solo il Prc”, pertanto, è un’affermazione che oggi fa sorridere, caro Giacomo! E non gridare al “complotto mediatico” inoltre! Ma quale “complotto”? Ma se questa larva di partito che è ormai questo Prc viene tenuta in piedi solo e soltanto per tenere buone (dentro il perimetro del Centro-Sinistra) un po’ di anime ingenue che ancora in buona fede vi danno il voto! E, dando il voto al Prc, continuano ad esempio a contribuire a livello locale a far vincere il Pd, Sel e le varie versioni del Centro-Sinistra in comuni, regioni e provincie dove il Centro-Sinistra ormai SGOVERNA, tanto quanto il berlusconismo! E basta dare un’occhiata al Sud per rendersene conto, dove i politici di Centro-Sinistra non sono meno mafiosi e corrotti di quelli di Centro-Destra!
      Chi è “comunista” ed “anticapitalista” oggi, in Italia, il suo voto e il suo consenso, pertanto, deve darlo al PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI! Chi invece vuole far vincere il Pd e il Centro-Sinistra, voti pure il Prc o Vendola…

      • Alfredo Giusti

        Caro Dandalo,

        pecchi di sopravalutazione di Rifondazione. Certamente il tuo partito è importante ed è la realtà di sinistra più organizzata; ma non è certamente il pezzo più forte di quest’area.

        La maggio parte della sinistra è in diaspora e non ha nessuna intenzione di votare il simbolo angusto e identitario di Rifondazione nè ama definirsi comunista. Andate pure da soli con la vostra prosopopea e appiopperete – come partito – l’ennesima botta alle possibilità di rinascita della sinistra, come fate da dieci anni a questa parte con la vostra narcisistica e vacua identità.

        Nessuno vi neghera il consenso di un ennesimo 0,5. Pochi ma puri e duri; se è questo che vi piace , fate pure.

        A mio avviso, la strada è un’altra e fa riferimento all’esperimento di “Cambiare si può” da voi fatto abortire con l’inganno e il tradimento degli impegno presi con Alba.

        E fa riferimento, soprattutto all’esperienza dei Referendum, l’unica vincente da un lungo periodo : davanti Comitati ,Movimenti e Società civile; in seconda fila, i partiti, consapevoli del loro scarso appeal, implacabilmente e ripetutamente confermato da tutti i sondaggi e dalle ultime tornate elettorali.

        cari saluti e buon ennesimo errore

        Alfredo Giusti del Circolo Dossetti di Sarzana e La Spezia

        • Alfredo Giusti

          Caro Dandalo e cari tutti,

          scusatemi se ho intestato il mio commento a Dandalo; voleva essere indirizzato a Giacomo.

          Alfredo Giusti

          • Anche se il commento non era diretto a me, qualcosa te la voglio dire comunque, Alfredo Giusti. Dovete smetterla, voi ex di “Cambiare si può” che ce l’avete “coi partiti”, di rompere l’anima e di gridare al “complotto”, al “tradimento” della “vecchia sinistra ideologica e novecentesca”… Insomma, finchè queste stron..te le si va a dire da Gad Lerner, da Santoro o da qualche altro personaggio simile, vabbè, passi pure… ma quando si ha la pretesa di continuare con questa solfa ancora nel 2014, beh, c’è un limite a tutto!
            Ma quale “inganno”, Alfredo Giusti? La verità è che “Cambiare si può”, Alba del prof. Marco Revelli ed altri innocui e buffi “movimenti” del genere sono stati un completo aborto ed un completo fallimento. Inconsistenti sul piano politico-programmatico, tutti protesi a differenziarsi dalla “vecchia Sinistra” (?…) e a fare un po’ di ecologia, di “decrescita” e di green economy a buon mercato, hanno ottenuto solo queste cose all’inizio del 2013, dopo tanto vano strepitare:
            1. elettoralmente non esistevano e non sono mai esistiti, cioè non avevano consensi, sic et simpliciter; ma soprattutto non erano affatto “alternativi” nè al Pd nè al M5S sul piano politico. In un paese “normale” questi rompico…oni travestiti da “intellettuali post-ideologici” sarebbero stati dentro una coalizione o cartello elettorale di Sinistra riformista (tipo quello francese), o cosiddetto rosso-verde come in Germania. In Italia, che è tutto fuorchè “normale”, questo riformismo radicaldemocratico all’acqua di rose e all’odor di viola mammola passa addirittura per… “sovversivismo” e quasi quasi per “brigatismo”: dunque perfino il Pd del “socialdemocratico” (?!) Bersani, inorridito, non se li è raccattati nella coalizione Pd-Sel-Psi. Avrebbe potuto farlo Grillo che però, intelligentemente, ha sentito puzza di bruciato ed ha preferito non sporcarsi le mani con questi quattro (vecchi) scemi scassamaroni di “Cambiare si può”; e infatti non ha abboccato: ha voluto fare l’”asso pigliatutto” insomma, e c’è riuscito ovviamente.
            2. I suddetti scassamaroni, pertanto, incapaci di presentarsi autonomamente alle elezioni (a proposito: perchè non lo avete fatto?) dove potevano finire, se non dentro Rivoluzione Civile? Che, tra le tante pecche, ha avuto anche quella di essersi fidata oltre misura di questi quattro scemi di “Cambiare si può”, i quali avevano la pretesa di “guidare il movimento” (sic), essendosi autoproclamati in una “storica” assemblea “il nuovo che avanza”. Il povero Ingroia fra l’altro gli aveva offerto anche alcune candidature importanti, ma al prof. Revelli, al prof. Gallino e ad altri ancor meno titolati personaggi (ad esempio una “scrittrice” di cui scordo il nome ora, che scriveva post ridicoli sul sito di Csp…) tutto ciò non bastava: volevano tutta la “torta”, ed è iniziata allora una sfibrante e stupida polemica (ben sfruttata dai media e, naturalmente, dal Pd…) tutta interna a Rivoluzione Civile e a “Cambiare si può”, che non si capiva se stava dentro Riv.Civ. oppure no, mentre intanto continuavano a rilasciare interviste, ecc. Proprio in “Cambiare si può” i quattro gatti avevano anche cominciato a litigare fra loro, e la maggioranza dei quattro gatti (tre contro uno) aveva perfino deciso saggiamente, a quel punto, di andare a votare per Ingroia senza menarla troppo. Fra l’altro “Cambiare si può” teorizzava apertamente e scioccamente una sorta di “grillismo di Sinistra”, e dentro Rivoluzione Civile ha sempre estremizzato la tendenza a renderla qualcosa di simile al M5S, col bel risultato di produrre, fra le tante, le candidature di Favia, di Sandro Ruotolo ed altri… aborti simili!
            Unico risultato che ha ottenuto “Cambiare si può”, pertanto: una totale inconsitenza politica, programmatica ed elettorale; un attacco continuo e a ben vedere immotivato a Rivoluzione Civile, già debolissima; un grande favore fatto da un lato al Pd, dall’altro al M5S, gli unici ad aver beneficiato di tanta polvere alzata…
            Questa è la (triste) storia di “Cambiare si può”: nessun complotto, nessun “inganno”, nessun “tradimento”, ma solo tanta tanta tanta STUPIDITA’ ed AMBIGUITA’.

      • tuuuuuttttti,semo fatti così ,famo a gara ,chi c ‘è la più grosso [il simbolo],dobbiamo ,cambiare e unificarci,gli anti-comunisti,ci godono dietro le spalle.e idirigenti ,tutti devono decidere la linea.. con il pd -sel o no .

  9. L’intervista è molto interessante, vengono sviluppati temi importanti, al di là del mio personale disaccordo su alcuni punti. Ma… sì, insomma, la dico semplice semplice: che c’entra tutto ciò con l’Italia, con il sistema politico italiano e con la ormai inesistente Sinistra italiana? Francamente, mi sfugge: in Grecia c’è una situazione economica spaventosa tanto quanto da noi ma, ciononostante, il sistema politico nel suo complesso pur sottoposto a scosse telluriche ha mantenuto una sua vitalità ed anche una sua “legittimità” di fondo. Il Pasok è tracollato, è vero, c’è Alba Dorata col suo 7%-8% ma appunto: Syriza e il Kke (ed altre forze studentesche, sindacali, ecc. minori) sono formazioni politiche nettamente “di Sinistra”, con un profilo anche ideologico ben preciso. La stessa Syriza, che oggi supera il 20% dei consensi, ha costruito la propria forza, negli anni, non solo a causa della “crisi economica” ma d’una scelta strategica di fondo assolutamente netta: SINISTRA DI OPPOSIZIONE, ANTIRIFORMISTA, ANTICAPITALISTA, che ha letteralmente “aggredito” in tutti questi anni il Pasok. Alla sua sinistra poi c’è addirittura il Kke, cioè un partito comunista “ortodosso” ancor più duro e intransigente su questo punto. Insomma, se oggi in Grecia c’è una Sinistra radicale che, tutta insieme, supera il 30% dei consensi elettorali, beh, lo si deve alla sua sostanziale INTRANSIGENZA (pur coniugata in forme diverse), non alla sua transigenza…
    Cosa c’entri tutto ciò con l’Italia, francamente mi sfugge, e non vedo alcuna similitudine possibile ad oggi: il Prc dal 1996 in poi è stato dentro o “a fianco” di tutte le coalizioni di Centro-Sinistra, e a livello locale (regioni, comuni, provincie) in maniera strutturale, stabile, organica. Da quando si è scisso, poi, Sel è stata sempre organica alle coalizioni targate Pd, mentre Rif.Com. tutto quello che ha saputo produrre dal 2008 in poi sono stati i tentativi fallimentari della Federazione della Sinistra e infine di Rivoluzione Civile (un cartello elettorale che “di Sinistra” non aveva neppure il colore dei pedalini!), tentativi questi tendenti a “tallonare” il Pd e il Centro-Sinistra per pietire pur sempre un qualche posto dentro l’ennesima coalizione di Centro-Sinistra. Anche oggi, al dunque, il gruppo dirigente di Rif.Com. (che è poi lo stesso che ha prodotto Rivoluzione Civile e la Fds) sta ritentando di giocare questa misera carta, fra l’altro con una militanza ormai inesistente e un consenso elettorale nullo. Anche perchè a forza di chiacchiere e di tentativi (fallimentari) di accordarsi con il Pd e di accodarsi ai vari carrozzoni di Centro-Sinistra, la protesta, la rabbia sociale e la disperazione sono state intercettate dal M5S e in questa fase anche dalla “nuova” Forza Italia e da movimenti esplicitamente reazionari come i Forconi.
    Quindi? Cosa c’entra la Sinistra greca con quella italiana? Cosa ha fatto in questi anni la Sinistra italiana per erodere il consenso del Pd, del Centro-Sinistra e per costituire una alternativa politica complessiva ad essi? Ve lo dico io: NIENTE. E cosa sta facendo tuttora? NULLA. Bisognerebbe intanto prendere atto di questo disastro (tutto italiano) e da qui ripartire: ma finchè si fa finta di niente e si fa credere che Paolo Ferrero è lo Tsipras italiano… beh, non si va da nessuna parte.

  10. Io spero che dal partito, dopo la riunione del cpn dell’ 11 gennaio, esca una gestione unitaria. In ogni caso è indispensabile, è un invito che un militante di base, come sono sicuro pensano tanti e tanti altri, rivolge alla segreteria che verrà eletta, che il sito di Rifondazione, e tutti i nostri scarsi mezzi di propaganda a nostra disposizione, vengano messi, come è giusto, a disposizione della linea e delle decisioni prese al congresso. Na va della nostra sopravvivenza.

    • sono daccordissimo con giacomo e ci deve essere un regola vera anche per l’iscrizione al sito troppi anti – comunisti ,e troppiinsulti ………

  11. Compagni cerchiamo di capire bene. Questa pseudo intervista è un semplice tentativo, anche se apparentemente insignificante, (come tanti in passato e tanti altri in futuro) di blindare a sinistra la costruzione di un progetto monolitico moderato in questo paese. Se si creasse a sinistra un’ organizzazione politica anticapitalista, con naturalmente in posizione determinante un partito comunista, un’operazione del genere (costruzione di un blocco moderato completamente impermeabile a sinistra, che avrebbe una portata di lunga, troppo lunga durata), non potrebbe concretizzarsi. Dal punto di vista del consenso elettorale siamo l’ uno o due per cento ? Il potere di chi sta di sopra, contro quelli che stanno di sotto, ha l’occhio lungo e state certi che ci controlla attentamente. Ha un’enormità di mezzi ed è, purtroppo, molto più intelligente di molti di quelli cui noi vorremmo rivolgerci.

  12. Alfredo Giusti

    Cari amici e compagni,
    provengo da un’antica militanza di sinistra partita dal Psiup e dal Pdup
    Io , e credo larga del mondo della diaspora di sinistra (che per l’assenza di rappresentanza alle ultime politiche si è astenuto o ha votato Grillo; si calcolano oltre 4 milioni di votanti ), siamo profondamente grati a Barbara Spinelli, che ha avuto il coraggio di metterci la faccia e di rendere più possibile una Lista per le prossime Europee, con la presenza determinante della società civile. Mi permetto di ricordare che Rifondazione ( nella fase iniziale e autentica di “Cambiare si può” ben diversa da quella taroccata e fallimentare, che ha portato alla tragica esperienza di “Rivoluzione civile” ) aveva accettato la logica del Referendum su acqua e nucleare : società civile davanti e partiti dietro in funzione di appoggio. Si vuole forse tornare indietro da quell’acquisizione ? E vuole diventare ancora una volta un numero telefonico ? Condivido totalmente l’editoriale di Claudio Grassi nel Sito di “Essere comunisti”; apprezzo molto lo spirito costruttivo del suo intervento

    • Alfredo Giusti bla bla bla bla…..in cielo, in terra e in ogni luogo.

    • dacci adriana

      BRAVI!!Continuate a “costruire”con queste modalità e vi ritroverete a terra!

    • Senza chiudere alla possibilità (bene accetta) che altre forze si accodino, credo che il punto sia proprio questo: che si accodino, visto che l’idea è dei partiti della sinistra radicale, non dei movimenti ondivaghi che sbandano di qua e di la. Questa volta deve essere la politica a tirare il carro, più vorranno salire sul carro e meglio sarà, ma che aiutino pure loro a spingere.

    • Alfredo Giusti, le feste sono finite, il caz..zeggio pure, vai a lavorare così non rompi…..

  13. Non c’è dubbio, ed è sempre stato così, che quando non ci sono condizioni rivoluzionarie, non nel senso di una molto breve ed illusoria presa di potere, dato il contesto, che i partiti, anche di tendenza comunista, come Syriza è (non è il Pasok né l’altra forza socialdemocratica a sinistra del Pasok uscita da Syriza, appunto), se si presenta la possibilità, hanno la necessità, oggettiva, di dover tendere a moderare alcune posizioni per garantirsi il consenso necessario. Certamente devono stare attenti a non moderarsi troppo. In Grecia, in questo senso, la presenza del KKE è molto utile. Il punto è, ed è anche il punto per tutte le forze comuniste : Se riesci ad ottenere posizioni di governo e riesci a fare dei passi in avanti (nell’interesse dei subalterni) rispetto allo stato delle cose esistenti, avrai fatto bene comunque. Altrimenti avrai fatto un grosso errore. Per cui, bando ad ogni retorica rivoluzionaria, credo proprio che, date le disastrose condizioni materiali, la quasi totalità dei possibili elettori di Syriza, e non solo, non si pongono il problema della rivoluzione ,ora, e subito, ma di migliorare il proprio stato di cose presenti.

  14. Tsipra in un anno dalle elezioni greche e’ riuscito a passare dall’antieuropa all’europa da ritrattare ….e si preparara a governare in una coalizione di larghe braghe greche…dal momento che il popolo non gli da’ la maggioranza,e lui lo sa’ bene,percio’ cari compagni,l’alternativa sarebbe solo una rivoluzione,ma sembra che ne’ qui ne’ in Italia ancora nessuno vuole richiare…e allora o questa minestra o questa finestra ….si diceva,e fatevi una passegiata in Grecia per capire il nuovo medio evo europeo
    saluti da atene e auguri

    • Ho sentito da Monia Benini (che in Grecia viene spesso) cosa sia il medioevo europeo di domani. Sicuramente più coerente e giusta la posizione del KKE, ma Syriza è pur sempre un insieme di forze di sx, nulla a che vedere con quello che può essere il pd e i suoi sodali qui in Italia.

  15. io sono per l’uscita dal trattato di maastrict e quindi dall’unione europea e dall’euro..che sono la causa principale della nostra rovina, Quindi invito i compagni a boicottare le elezioni europee e a non legittimare ulteriormente questo grande imbroglio. della spinelli è meglio che per decenza non dico quello che penso.

    • Caro eraldo, non so se hai ragione, ma di sicuro non basta scriverlo su questo sito per uscire dal trattato. Non pensi sia più costruttivo cercare di portare una forza consistente di sx in europa, magari anche per uscire o anche semplicemmente per incidere su certi meccanismi perversi? Diciamo che l’astensionismo rafforza solo chi andrà a votare, e cioè le forze borghesi, il voto a sinistra, per quanto piccole siano le speranze, può comunque essere utile per modificare alcune delle maggiori distorsioni di questa europa dei padroni…e poi non si sa mai cosa può accadere dopo, ma devi comunque esserci, non dissolverti in una nube di fumo.

  16. Non so se la Spinelli stia cercando soltanto di creare confusione, e di “scippare” un candidato eccellente alla sinistra radicale (almeno nel nostro paese). Prendiamo per buono un suo auspicio: la necessità di allargare il più possibile le forze che appoggiano Tsipras per cercare di ribaltare le politiche liberiste che l’europa dei padroni intende portare avanti. Porte aperte quindi a tutti i gruppi e le forze della società civile e della sinistra che condividano queste prospettive, ma che si mettano in coda, visto che T. rappresenta le forze della sinistra radicale, ed è quel campo politico che deve (e può) porsi all’avanguardia di un movimento in grado di cambiare gli equilibri disegnati dalla borghesia europea nel vecchio continente.

  17. nuvareggochiù

    Barbara Spinelli, quanti spinelli ti sei fatta? Segui il mio consiglio vai a farti fottere che ti passa.

    • Come mai tanti altri miei commenti in passato, giudicati troppo pepati e aggressivi dalla redazione, sono stati censurati e mai pubblicati, e ora il moderatore permette la pubblicazione di tale monnezza indegna, puro insulto maschilista? Misteri del sito web di Rifondazione…MAH!!!

  18. Se permettiamo anche Barbara Sinelli, il “nudda biscatu cu niente”(il nulla mischiato con niente), di sparare cazza…te vuol dire che come partito siamo liquefatti….

  19. Naturalmente ognuno può esprimere delle opinioni. La Spinelli le ha espresse (non capisco a che pro appaino pubblicate su questo sito con tutte le cose importanti da pubblicare).
    Allora io esprimo le mie opinioni su questa intervista. Ci sono due possibilità : 1) E’ solo un desiderio di pie intenzioni. 2) Ci può essere una motivazione peggiore. Il tentativo di un’incursione provocatoria che ha una provenienza precisa. Provenienza centro (PD) che non può sopportare (ed è comprensibile che sia così) spazi occupati a sinistra. Sarebbe e spero, in futuro, sarà un guaio grosso. Io propendo per il caso n.2. Con tutti i guai che le personalità varie hanno portato alla sinistra ed ai lavoratori,(CSP, Ingroia…), non è ancora ora di chiudere la porta in faccia a questi pseudointellettuali inorganici alle classi lavoratrici ? In ogni caso è bene informare che la candidatura di Tsipras (che è presidente di un partito formato da più partiti, la cui parte preponderante è formata da un partito comunista, e non da fantomatici cittadini),è stata decisa alla riunione della SE a Madrid, di cui fa parte il PRC. La Spinelli può votare Tsipras , se vuole, ma se lo fa in silenzio à meglio, perché quando si mettono di mezzo le “personalità” c’è il rischio che ti portino 10.000 voti e te ne facciano perdere 100/150.000.

    • dacci adriana

      ..Più chiaro di così! Farne un volantino contro l’intrusione provocatoria e scientemente perseguita,di demolire anche la sola possibilità che nasca una precisa,definita area di SINISTRA!Fa paura,vero “personalità”? Le vostre proposte,appelli,gridi di disperazione,infine girate sempre in tondo,nell’impossibile “sogno di una cosa”,che si formi un governo democratico,e questo è giusto,MA senza nemmeno una sfumatura di colore rosso.Rassegnatevi,non ci caschiamo più!

      • Nonsonofrufrù

        Sei sicura che non ci cadiamo più? Vai sul sito di “essere comunisti” e leggiti il commento di Grassi…..e capirai meglio.

  20. Ormai in Europa non vi è un’opzione un tempo definita “socialdemocratica” e che possa realmente contrastare l’opzione liberista. I partiti eredi della socialdemocrazia (Pd in Italia, Spd in Germania, Psf in Francia e Pse in Spagna) sono tutti, di fatto, alfieri del neoliberismo, del sistema di potere bancario-finanziario europeo (con i loro alleati sul piano interno). In opposizione a questo schieramento bi-partizan (che io definirei del pensiero unico) esistono al momento pericoli di reazione nazionalista e neo-autoritaria che non vanno trascurati. Compito di tutte le sinistre radicali ed antagoniste è di rompere questo schema, di dare sbocco politico al conflitto sociale, con un nuovo progetto, che sia di breve e di lungo termine al contempo. Oggi mi sembra che l’unico tentativo concreto in questa direzione è quello della sinistra europea e di Tsipras, dovremmo cercare tutti quanti di impegnarci in quella direzione, pur salvaguardando le specificità ed identità politiche e nazionali, ma subordinandole ad un progetto unitario e veramente alternativo al terribile dualismo che si profila all’orizzonte.

    Registrati per ricevere gli aggiornamenti e la Newsletter

Commenta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


cinque × 7 =

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

PRIVACY


Sostieni
Rifondazione Comunista
con una
donazione





o tramite bonifico sul cc intestato al PRC-SE al seguente IBAN: IT74E0501803200000011715208 presso Banca Etica.