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	<title>Rifondazione Comunista</title>
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		<title>Assemblea Nazionale &#8220;Convergiamo&#8221; del 27/09 &#8211; Le conclusioni</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 15:42:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Stop Rearm Europe: &#8220;Governo dica a Israele che Flotilla non si tocca&#8221;. Sì a Tavolo delle convergenze di Rete No DL Sicurezza e ad alleanze internazionali. “Il Governo italiano dica subito a Israele che la Global Sumud Flotilla non si tocca invece di scaricare sull’equipaggio stesso la responsabilità della propria incolumità e la buona riuscita [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Stop Rearm Europe: &#8220;Governo dica a Israele che Flotilla non si tocca&#8221;.</p>
<p>Sì a Tavolo delle convergenze di Rete No DL Sicurezza e ad alleanze internazionali.</p>
<p>“Il Governo italiano dica subito a Israele che la Global Sumud Flotilla non si tocca invece di scaricare sull’equipaggio stesso la responsabilità della propria incolumità e la buona riuscita della missione umanitaria, se la Flotilla sarà in pericolo l’intero Paese si bloccherà di nuovo. Non sarà solo sciopero generale ma uno sciopero sociale, una mobilitazione permanente, per la Flotilla, per Gaza, per la Palestina, per il diritto internazionale, contro la sospensione dello Stato di diritto in atto, l’economia di guerra e le politiche di riarmo che stanno ridisegnando la società sulle macerie dello Stato sociale”. Questo, in sintesi, l’appello in cima alle conclusioni dell’Assemblea Nazionale “Convergiamo” della campagna europea “Stop rearm europe”, tenuta ieri a Roma, presso la sede di Arci Nazionale, dai promotori italiani Arci, Ferma il Riarmo (Sbilanciamoci, Rete Italiana Pace e Disarmo, Fondazione Perugia Assisi, Greenpeace Italia), Attac e Transform Italia, alla presenza di oltre 200 portavoce di organizzazioni sociali e politiche.</p>
<p>“Sosteniamo il Tavolo per una ‘convergenza delle convergenze’ proposto dalla Rete No DL Sicurezza: basta competizioni, niente cappelli sulle iniziative, la priorità è essere al servizio riconoscendosi a vicenda per riuscire a dare una spallata al modello bellicista”. Anche perché “le questioni di guerra e pace non riguardano solo i pacifisti: il capitalismo di guerra può essere contrastato solo con una convergenza di saperi e conflitti diversi, dalla riconversione ecologica di industria e lavoro, passando per le vertenze territoriali, fino a scuola e sanità”, aggiungono.</p>
<p>E ancora: “Costruire alleanze e reti internazionali per sostenere le lotte in campo e dare un respiro europeo e globale alla mobilitazione. Una proposta al centro della lettera-appello che nei prossimi giorni invieremo ai mille aderenti a ‘Stop Rearm Europe’, alle reti europee e ai gruppi parlamentari europei”.<br />
Infine: “Dopo il fitto calendario di mobilitazioni di ottobre (il 4/10 corteo a Roma per la Palestina; l’11 incontro di ReSET a Bologna ‘Pensare l’Europa oggi’; il 12 la Marcia Perugia-Assisi con Francesca Albanese; il 14 corteo a Udine contro la partita Italia-Israele; il 17 a Roma Giornata della cancellazione delle povertà; il 18 corteo lavoratori ex Gkn a Firenze; il 25 manifestazione della Cgil contro l’economia di guerra; dal 20/10 al 30/11 la carovana ‘Per un’economia di Pace’ organizzata da Sbilanciamoci e Rete Italiana Pace e Disarmo che, in vista della legge di bilancio 2026, attraverserà l’Italia ecc.), appuntamento il 14-16 novembre a Barcellona per l’Unsilence Forum, il Forum Euromediterraneo contro genocidio, guerra e riarmo, organizzato da Novact e diverse reti internazionali, tra cui Stop Rearm Europe. Una due giorni di incontri e dibattiti, con il concerto gratuito dei Massive Attack. Sarà il primo evento internazionale in cui tutti i Paesi di ‘Stop Rearm Europe’ si incontreranno in presenza”, concludono.</p>
<p>Roma, 28 settembre 2025</p>
<p><em>Ufficio Stampa</em><br />
<em>Rosa Lella, cell: 348 9105440</em></p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Farcinazionale%2Fvideos%2F565603879948481%2F&amp;show_text=false&amp;width=560&amp;t=0" height="314" width="560" allowfullscreen="true" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p><a href="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2025/06/stoprearmqr.png"><img class="alignnone size-large wp-image-58067" alt="stoprearmqr" src="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2025/06/stoprearmqr-600x606.png" width="600" height="606" /></a></p>
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		<title>Rifondazione con le lavoratrici e i lavoratori del Teatro La Fenice: “la musica non ha colore, la musica è arte”</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 14:49:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I lavoratori del Teatro La Fenice hanno dichiarato “lo stato di agitazione permanente” a seguito della nomina di Beatrice Venezi alla Direzione Musicale del teatro e chiedono la revoca della nomina giudicata non trasparente, &#8220;imposta&#8221; e &#8220;non all&#8217;altezza della tradizione del Teatro&#8221;. In una lettera aperta al Sovrintendente le Professoresse e i Professori d’orchestra contestano [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I lavoratori del Teatro La Fenice hanno dichiarato “lo stato di agitazione permanente” a seguito della nomina di Beatrice Venezi alla Direzione Musicale del teatro e chiedono la revoca della nomina giudicata non trasparente, &#8220;imposta&#8221; e &#8220;non all&#8217;altezza della tradizione del Teatro&#8221;.</p>
<p>In una lettera aperta al Sovrintendente le Professoresse e i Professori d’orchestra contestano il metodo della nomina, avvenuta senza nessuna consultazione dei lavoratori, e il merito: “il suo curriculum non è minimamente paragonabile a quello delle grandi bacchette che in passato hanno ricoperto il ruolo di Direttore Musicale” de La Fenice.</p>
<p>La nomina di Beatrice Venezi – che nel 2021 ha ricevuto il premio &#8220;Atreju21&#8243; nell&#8217;ambito della festa Atreju organizzata annualmente dal partito Fratelli d&#8217;Italia e nel 2022 è stata nominata dall’allora ministro San Giuliano “consigliere per la musica” – è stata approvata all’unanimità dal presidente della Fondazione, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, e da tutti i consiglieri di indirizzo. Con le ovvie felicitazioni del ministro Giuli.</p>
<p>Dopo i lavoratori e l’Orchestra anche il pubblico de La Fenice si è fatto sentire: al solo annuncio della nomina si sono registrate disdette da parte degli abbonati storici del teatro.</p>
<p>Ancora una volta la destra al Governo pensa di poter imporre una sua fantomatica “egemonia culturale” attraverso nomine “improbabili” in tutti i luoghi di produzione culturale del paese, tagliando fondi agli artisti “scomodi” e imponendo censure.</p>
<p>Rifondazione comunista sostiene la lotta dei lavoratori e delle professoresse e dei professori d’orchestra in difesa del prestigio di un Teatro che ha fatto la storia culturale di questo paese e come tale è riconosciuto in tutto il mondo e in difesa di una gestione democratica e partecipata di quella che è una istituzione culturale pubblica.</p>
<p>Rifondazione comunista è con i lavoratori e gli orchestrali de La Fenice perché, come dicono in un loro volantino, “la musica non ha colore, non ha genere, non ha età. La musica è arte, non intrattenimento&#8221;.</p>
<p>Per Rifondazione comunista i teatri lirici hanno oggi più che mai bisogno di una grande riforma: devono tornare ad essere luoghi pubblici e democratici di produzione, formazione e diffusione culturale, devono poter contare sulla certezza di finanziamenti pubblici garantiti dallo Stato, devono poter valorizzare al massimo le grandi professionalità dei nostri lavoratori che devono poter partecipare alle scelte che li riguardano. Come tutti i luoghi della cultura devono essere sottratti alle ingerenze governative e devono avere un unico obiettivo: la qualità artistica delle produzioni.</p>
<p><em><strong>Stefania Brai</strong>, responsabile nazionale cultura Prc/Se</em></p>
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		<title>Rifondazione :“No Other Land”, il governo di destra e la censura della Rai</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 13:51:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 25 settembre Adriano Di Maio, direttore dell’area cinema e serie tv della Rai, annuncia alla stampa la programmazione su Raitre del film premio Oscar “No Other Land” per il 7 ottobre. La data è ovviamente simbolica come è simbolico il fatto che si tratta di un’opera diretta, prodotta, scritta e montata da un collettivo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 25 settembre Adriano Di Maio, direttore dell’area cinema e serie tv della Rai, annuncia alla stampa la programmazione su Raitre del film premio Oscar “No Other Land” per il 7 ottobre. La data è ovviamente simbolica come è simbolico il fatto che si tratta di un’opera diretta, prodotta, scritta e montata da un collettivo israelo-palestinese.</p>
<p>Mentre i coloni israeliani investivano uno dei registi – Basel Adra – e occupato la sua casa, mentre l’esercito israeliano aggrediva, picchiava e arrestava Hamdam Ballal, uno degli operatori del film, e mentre veniva ucciso da un colono Odeh Hadalin, tra i protagonisti del film, mentre accadeva tutto questo, la Rai ha pensato bene di sospendere la trasmissione di “No Other Land” senza nessuna giustificazione pubblica.</p>
<p>Rifondazione comunista chiede alla dirigenza del Servizio pubblico radiotelevisivo se è vero che la sospensione della programmazione del film è avvenuta a seguito di una “telefonata di natura politica”, come riportato dalla stampa.</p>
<p>Se la notizia risponde a verità Rifondazione comunista chiede che sia reso pubblico il nome dell’autore della telefonata, il contenuto della conversazione e il nome del dirigente o dei dirigenti che hanno acconsentito alla richiesta di censura. Altrimenti la Rai – Servizio pubblico pagato dai cittadini e dalle cittadine – chiarisca pubblicamente le motivazioni di una scelta di tale gravità.</p>
<p>Rifondazione comunista chiede ai membri del Governo di assumersi pubblicamente la responsabilità di una gravissima interferenza e censura politica sul servizio pubblico radiotelevisivo e sulla libertà di espressione e di comunicazione.</p>
<p>Rifondazione comunista da anni si batte per una nuova legge di riforma della Rai che la sottragga alle ingerenze governative cui è sottoposta grazie alla legge del 2015 del Pd e che la riporti sotto il controllo del Parlamento. Oggi anche in obbligata attuazione di un Regolamento europeo.</p>
<p>Ma come Rifondazione comunista riteniamo che non sia sufficiente cambiare la “governance”. Occorre affrontare i nodi della sua missione, della sua struttura aziendale, delle sue professionalità, del suo rapporto col paese reale. Finché il consiglio di amministrazione sarà privato di qualsiasi ruolo, finché tutti i poteri rimarranno nelle mani di una sola persona al comando, finché non si restituirà potere decisionale e ideativo alle varie strutture e alle tante professionalità, finché non si attuerà un reale decentramento e una reale democratizzazione interna ed “esterna” della Rai, non ci sarà una reale riforma del servizio pubblico.</p>
<p><em><strong>Stefania Brai</strong>, responsabile nazionale cultura Prc/Se</em></p>
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		<title>Acerbo (Prc): giovani comunisti denunciati a Lucca per sciopero del 22 settembre</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 07:36:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dieci manifestanti, di cui cinque giovani militanti di Rifondazione Comunista di Lucca sono stati convocati ieri dalla Questura locale. Sono formalmente indagati per il blocco della stazione di Lucca nell&#8217;ambito dello sciopero generale contro il genocidio a Gaza e in sostegno slla Global Sumud Flotilla dello scorso 22 settembre. A Lucca non vi sono stati [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dieci manifestanti, di cui cinque giovani militanti di Rifondazione Comunista di Lucca sono stati convocati ieri dalla Questura locale. Sono formalmente indagati per il blocco della stazione di Lucca nell&#8217;ambito dello sciopero generale contro il genocidio a Gaza e in sostegno slla Global Sumud Flotilla dello scorso 22 settembre. A Lucca non vi sono stati scontri, ma solo una protesta normalissima durante uno sciopero. Siamo di fronte a un esempio di quella criminalizzazione della protesta sociale che il governo Meloni sta portando avanti con il cosiddetto &#8216;decreto sicurezza&#8217;. Un governo complice del genocidio a Gaza non riuscirà a zittire l&#8217;indignazione popolare con la repressione. Massima solidarietà alle nostre compagne e ai nostri compagni e a chi in tutto il Paese sta subendo atti simili di intimidazione e repressione.</p>
<p><em><strong>Maurizio Acerbo</strong>, Segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea</em></p>
<p><a href="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2023/07/giovani-comunisti.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-54004" alt="giovani comunisti" src="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2023/07/giovani-comunisti-600x400.jpg" width="600" height="400" /></a></p>
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		<title>Unità per Gaza</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Sep 2025 14:06:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In queste giornate straordinarie abbiamo in tutti i nostri interventi, ovunque, in tutto il paese chiamato alla massima unità per contrastare concretamente il genocidio a Gaza e per offrire uno scudo agli equipaggi della, benedetta, Flotilla, avendo chiaro che era necessario un salto di qualità nelle mobilitazioni. La dimensione insopportabile delle distruzioni e del massacro [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In queste giornate straordinarie abbiamo in tutti i nostri interventi, ovunque, in tutto il paese chiamato alla massima unità per contrastare concretamente il genocidio a Gaza e per offrire uno scudo agli equipaggi della, benedetta, Flotilla, avendo chiaro che era necessario un salto di qualità nelle mobilitazioni.</p>
<p>La dimensione insopportabile delle distruzioni e del massacro a Gaza e della pulizia etnica in Palestina chiedeva/chiede una risposta conseguente.</p>
<p>Lo abbiamo scritto e detto prima del 19, prima del 22: blocchiamo tutto.</p>
<p>L&#8217;unica parola d&#8217;ordine, l&#8217;unica pratica adeguata da opporre alla violenza genocida e alla ferocia nazista del governo israeliano e all&#8217;immonda complicità del governo italiano, che permane.</p>
<p>Ora proprio la potenza della giornata del 22 settembre, che è esondata come un fiume in piena, oltre le aspettative di tutte le organizzazioni sindacali, politiche, di movimento che l&#8217;hanno promossa e partecipata ha costretto tutti, la CGIL in primis, che non ne aveva compreso la portata e la necessità, a trovare la via per l&#8217;unità.</p>
<p>Anche USB, a cui va riconosciuto il merito insieme a Cub e SGB di aver indetto lo sciopero generale nella giornata del 22, si apre a una inedita dialettica unitaria.</p>
<p>Come ha detto la compagna Barbara Tibaldi, della segreteria nazionale della Fiom Cgil, che è intervenuta ieri al presidio davanti a Montecitorio, oggi c&#8217;è una sola bandiera per tutte/i, quella palestinese.</p>
<p>Un&#8217;unità necessaria, che Rifondazione Comunista ha sempre indicato non solo per essere efficaci nella difesa del popolo palestinese contro la hybris violenta delle canaglie fasciste di Tel Aviv e dei loro complici, a Washington e nelle cancellerie europee, ma anche per contrastare il riarmo e l&#8217;economia di guerra che segneranno il nostro futuro se non riusciremo a opporci con tutta la nostra forza.</p>
<p>Il movimento di solidarietà con la Palestina, la lotta contro il genocidio, la guerra e il riarmo richiedono la più larga convergenza delle reti di movimento e delle associazioni, dei sindacati e dei partiti come sta già accadendo con la campagna contro il decreto sicurezza che ha già visto nei cortei nazionali insieme Cgil e sindacati di base.</p>
<p>È questo lo spirito che anima la convergenza Stop Rearm Europe che si ritroverà sabato 27 a Roma per l&#8217;assemblea nazionale.</p>
<p>La Global Sumud Flottilla ha creato le condizioni per una convergenza sempre più necessaria per fermare il genocidio.</p>
<p>Una prova decisiva per il futuro dell&#8217;umanità. Oggi come ieri contro la guerra e il genocidio, per l&#8217;internazionale.</p>
<p><em><strong>Maurizio Acerbo</strong>, segretario nazionale </em><br />
<em><strong>Paolo Benvegnù</strong>, responsabile lavoro </em><br />
<em>Partito della Rifondazione Comunista</em></p>
<p><a href="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2025/09/gaza25.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-58610" alt="gaza25" src="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2025/09/gaza25-600x337.jpg" width="600" height="337" /></a></p>
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		<title>Rifondazione: Meloni, il diritto d’asilo è soggettivo e non negoziabile</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Sep 2025 09:58:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grottesca la presidente del Consiglio italiana, all’Onu, si appropria delle parole di Bergoglio e denuncia l’aumento dei conflitti ma poi chiede di rivedere, limitandolo in nome della salvaguardia dei confini, il diritto d’asilo. La lotta ai trafficanti ed a una magistratura a suo avviso orientata politicamente, sembrano costituire il solo asse portante di un suo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Grottesca la presidente del Consiglio italiana, all’Onu, si appropria delle parole di Bergoglio e denuncia l’aumento dei conflitti ma poi chiede di rivedere, limitandolo in nome della salvaguardia dei confini, il diritto d’asilo. La lotta ai trafficanti ed a una magistratura a suo avviso orientata politicamente, sembrano costituire il solo asse portante di un suo rozzo e provinciale attacco alla salvaguardia di convenzioni internazionali che oggi costituiscono una potenziale ancora di salvezza per chi fugge dai 56 conflitti dalla presidente ricordati e che non ha alcuna intenzione di venire in Italia. E poi la prosopopea con cui ha elencato la grande generosità italica verso il continente africano per cui non si è mossi, a suo dire, da alcun interesse predatorio. Lo vada a dire ai suoi amici dell’Eni o della Leonardo tanto per fare esempi. Le citazioni di un “Piano Mattei” che esiste solo nei consigli d’amministrazione delle aziende che andranno a concludere affari con alcuni governi di paesi africani disponibili ad accettare l’ennesima imposizione coloniale. Il suo intervento, un discorso così confuso al punto da immaginare connessioni e comunanze fra l’invasione russa in Ucraina, il 7 ottobre e la reazione, solo dopo oltre 65 mila vittime, spropositata di Israele, dimostra appieno le intenzioni di questo governo. Copiare il modello Trump: lotta ai diritti, alla salvaguardia ambientale, alle migrazioni, all’asilo, alla laicità. Un ritorno nel passato in cui l’Italia si dimostra come un laboratorio perfetto. A rompere la narrazione, più che le vetrine e a bruciarne il senso, più delle bandiere, le centinaia di migliaia di uomini e donne, ragazzi e ragazze che nel loro mondo non vogliono vivere e che i loro muri non vogliono condividere.</p>
<p><em><strong>Stefano Galieni</strong>, Responsabile immigrazione Partito della Rifondazione Comunista &#8211; Sinistra Europea</em></p>
<p><a href="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2025/09/melonisalvini11.jpg.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-58543" alt="melonisalvini11.jpg" src="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2025/09/melonisalvini11.jpg-600x400.jpg" width="600" height="400" /></a></p>
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		<item>
		<title>Acerbo (Prc): Mobilitiamoci per la Global Sumud Flotilla. Gli attacchi israeliani di questa notte contro le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla sono atti di pirateria e terrorismo</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 11:07:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fra le imbarcazioni colpite ne risulta almeno una battente anche bandiera italiana. Mentre Meloni a New York continua a fiancheggiare Netanyahu e Trump l&#8217;Italia antifascista si mobiliti come equipaggio di terra della Global Sumud Flotilla. Bene ha fatto la Flotilla a rifiutare il ricatto del governo di Israele che violando il diritto internazionale intende impedire [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Fra le imbarcazioni colpite ne risulta almeno una battente anche bandiera italiana. Mentre Meloni a New York continua a fiancheggiare Netanyahu e Trump l&#8217;Italia antifascista si mobiliti come equipaggio di terra della Global Sumud Flotilla.<br />
Bene ha fatto la Flotilla a rifiutare il ricatto del governo di Israele che violando il diritto internazionale intende impedire lo sbarco degli aiuti a Gaza. Ricordiamo che le acque e il territorio di Gaza sono palestinesi e che l&#8217;occupazione israeliana è totalmente illegale.<br />
Rifondazione Comunista partecipa e invita a partecipare ad ogni azione volta a fermare il Paese, a fornire scorta mediatica alla Flotilla, a imporre che in ogni sede internazionale si fermi il genocidio. Scendiamo in piazza in tutta Italia e prepariamoci a bloccare il paese se la Flotilla sarà attaccata dal governo terrorista e fascista di Israele.</p>
<p><em><strong>Maurizio Acerbo</strong>, segretario nazionale Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea</em></p>
<p><a href="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2025/09/sumud_flotilla24.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-58605" alt="" src="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2025/09/sumud_flotilla24-600x400.jpg" width="600" height="400" /></a></p>
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		<title>Dall’assemblea della Rete NODL sicurezza verso le convergenze</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 18:48:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si è svolta domenica allo Spin time di Roma l&#8217;assemblea nazionale della Rete NODL sicurezza A pieno regime un&#8217;assise che ha coinvolto decine di compagn@ protagonist@ sui territori delle mobilitazioni dal disegno di legge fino alla conversione al decreto-legge che ha codificato la stretta autoritaria, quindi incostituzionale, nell&#8217;ordinamento giuridico italiano con ben 14 nuovi delitti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta domenica allo Spin time di Roma l&#8217;assemblea nazionale della Rete NODL sicurezza A pieno regime un&#8217;assise che ha coinvolto decine di compagn@ protagonist@ sui territori delle mobilitazioni dal disegno di legge fino alla conversione al decreto-legge che ha codificato la stretta autoritaria, quindi incostituzionale, nell&#8217;ordinamento giuridico italiano con ben 14 nuovi delitti e 9 nuove aggravanti. Il coordinamento ha avuto una forza aggregatrice significativa per il metodo della convergenza organizzando le due manifestazioni nazionali più partecipate da soggetti sociali differenti, e in particolare da giovani, degli ultimi anni. La Rete naturalmente ha scelto di darsi continuità sia perché la torsione autoritaria impressa dal DL va combattuta e battuta anche nelle aule di Tribunale sia perché questa Rete ha naturalmente sostenuto l’altra Rete, STOPREARM Europa, nata contro il processo di guerra globale.</p>
<p>I lavori hanno visto un numero cospicuo di interventi tra soggetti sociali nazionali come ARCI, Fiom, Antigone, Osservatorio contro la repressione, sindacati studenteschi e reti di ricercatori nonché la citata Rete sorella STOPREARM, oltre a quello nostro per il Partito, e di realtà locali combattive, come il collettivo ex GKN, e centri sociali, da Alessandria a Napoli passando per il Nordest. Il comune denominatore degli interventi non poteva che essere la riaffermazione del ruolo di movimento complessivo che un movimento contro l’autoritarismo deve svolgere in un contesto in cui “la movimentazione di massa reale ci sta, finalmente, superando” tanto per quantità delle persone coinvolte, quanto per identità dei soggetti sociali scesi in lotta.<br />
Il movimento ha compreso come la lotta non abbia scacciato la paura delle conseguenze delle sconfitte e dell’esercizio di un potere tecno-feudale quasi incontrastabile. Una sfida titanica che non si risolve con una militanza titanica perché non si tratta più di difendere esclusivamente la Costituzione, anche manomessa dalla separazione delle carriere della Magistratura, il diritto pubblico internazionale e l’ONU ma di proporre un’alternativa di società.</p>
<p>Se i profitti sono principalmente accresciuti da guerre e genocidi questi sono essi stessi “campi di valorizzazione del capitalismo” e strumenti diretti di controllo sociale e di definizione dell’oppressione. La Rete deve darsi un progetto ambizioso e può sviluppare se stessa in una trama di altri gruppi antagonisti dunque partecipando con un contributo specifico a tutte le prossime scadenze contro le destre globali ultrareazionarie e ultraliberali.<br />
Il nucleo centrale della proposta, emerso da Pio, Lucone, negli interventi, e Stella, nella sintesi finale, consiste nella produzione di una giornata di mobilitazione unitaria a ridosso della approvazione della legge di bilancio nella quale far maturare tutte le contraddizioni dell’utilizzo delle risorse statali ed europee: stato sociale vs aumento spese militari, democrazia formale vs razzializzazione dei diritti, processo di emancipazione vs repressione e coercizione, sviluppo economico e ambientale vs neoimperialismo.<br />
Darsi un evento di contestazione generale che contrasti le principali scelte di politica economica del Governo nazionale, dunque europeo, presuppone uno sviluppo processuale della consapevolezza politica, attraverso appuntamenti anche differenti tra loro per livello di radicalità, come la scadenza promossa dalla CGIL il 25 ottobre e quella dal titolo evocativo Guerra alla guerra dell’otto novembre, ma il cui successo spinge verso un arretramento del nemico principale della classe.</p>
<p>La prima verifica della proposta si è data nello sciopero generale e generalizzato di ieri 22 settembre e sembra offrire valutazioni positive e, al contempo, indicazioni chiare circa la necessità di far trasformare il piano morale di indignazione collettiva in azione diretta che incroci il vissuto quotidiano.</p>
<p><em>*Responsabile giustizia e istituzioni PRC-S.E.</em></p>
<p><a href="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2019/02/indivisibili_o.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-37388" alt="indivisibili_o" src="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2019/02/indivisibili_o-600x450.jpg" width="600" height="450" /></a></p>
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		<title>Acerbo (Prc): Meloni pro-Netanyahu disonora Italia, questo governo va cacciato. La prossima volta si scioperi tutti nella stessa data</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 18:41:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mentre ieri centinaia di migliaia di persone manifestavano in tutta Italia per Gaza il governo Meloni all&#8217;Onu è rimasto tra i pochissimi che non riconoscono lo Stato di Palestina. La posizione pro-Netanyahu di Meloni, Salvini e Tajani disonora il nostro paese e offende i principi della nostra Costituzione. Questo governo complice del genocidio va cacciato [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre ieri centinaia di migliaia di persone manifestavano in tutta Italia per Gaza il governo Meloni all&#8217;Onu è rimasto tra i pochissimi che non riconoscono lo Stato di Palestina.</p>
<p>La posizione pro-Netanyahu di Meloni, Salvini e Tajani disonora il nostro paese e offende i principi della nostra Costituzione. Questo governo complice del genocidio va cacciato con la protesta e con il voto.</p>
<p>La marea di persone che venerdì e ieri hanno manifestato in tutta Italia, compresi automobilisti che applaudivano, pone nell&#8217;immediato una questione impellente. Due giornate di sciopero sono meglio di nessuna e questo è un merito della Cgil come dell&#8217;USB e degli altri sindacati di base. Ma sarebbe auspicabile per Gaza e per la Global Sumud Flotilla che la prossima volta si pratichi il metodo della convergenza per bloccare davvero tutto.</p>
<p>La stragrande maggioranza delle cittadine e dei cittadini sentono come intollerabile il genocidio e a questa indignazione dovrebbe corrispondere uno sforzo di tutte le organizzazioni sindacali per convergere nell&#8217;indicazione di una data comune di sciopero generale o di mobilitazione.</p>
<p>Quando israeliani assaliranno la Global Sumud Flotilla scenderemo spero in piazza tuttə insieme.</p>
<p>Contro il genocidio, la guerra e il riarmo noi di Rifondazione pensiamo che vada costruita la massima convergenza e per questo partecipiamo con convinzione alla campagna Stop Rearm Europe che terrà sabato 27 settembre a Roma l&#8217;assemblea nazionale e nella stessa giornata a La Spezia alla manifestazione contro la fiera navale bellica SeaFuture, saremo a Roma il 4 ottobre alla manifestazione nazionale per la Palestina, il 12 ottobre alla Marcia Perugia-Assisi e il 25 ottobre alla manifestazione nazionale proposta dalla Cgil.</p>
<p><em><strong>Maurizio Acerbo</strong>, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista</em></p>
<p><a href="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2025/09/meloni_netanyahu23.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-58599" alt="meloni_netanyahu23" src="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2025/09/meloni_netanyahu23-600x399.jpg" width="600" height="399" /></a></p>
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		<title>Cinque anni senza Virginio Bettini, il pioniere dell’ecologia italiana che non smise mai di lottare</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 19:01:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Laura Tussi - Il 21 settembre 2020 ci lasciava Virginio Bettini, nato a Nova Milanese nel 1942, uno dei padri dell’ecologia italiana, intellettuale marxista e antinucleare, uomo di studio e di battaglia, che ha intrecciato la sua vita con quella dei grandi protagonisti del pensiero ecologista internazionale. La sua morte, avvenuta nella sua casa [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>di Laura Tussi -</p>
<p>Il 21 settembre 2020 ci lasciava Virginio Bettini, nato a Nova Milanese nel 1942, uno dei padri dell’ecologia italiana, intellettuale marxista e antinucleare, uomo di studio e di battaglia, che ha intrecciato la sua vita con quella dei grandi protagonisti del pensiero ecologista internazionale. La sua morte, avvenuta nella sua casa di Nova, ha lasciato un vuoto immenso in chi lo ha conosciuto, stimato e amato, e in tutto il movimento ambientalista e pacifista.</p>
<p>Virginio fu compagno di viaggio di Barry Commoner, di cui tradusse in italiano il libro fondamentale Il cerchio da chiudere. Con lui pubblicò nel 1976 Ecologia e lotte sociali, un testo che ha segnato la nascita dell’ambientalismo critico in Italia. Insieme andarono persino in Vietnam per denunciare i disastri provocati dalla diossina lanciata dagli Stati Uniti durante la guerra chimica. «Mi sono sempre definito commoneriano» ripeteva con orgoglio, rivendicando quella matrice eco-socialista che legava strettamente la difesa dell’ambiente alla giustizia sociale.</p>
<p>La sua è stata una vita interamente dedicata allo studio e all’impegno civile. Dal 1971 al 2012 ha insegnato ecologia, analisi e valutazione ambientale ed ecologia del paesaggio allo IUAV di Venezia, trasmettendo a generazioni di studenti non solo conoscenze scientifiche, ma anche un’etica della responsabilità. È stato autore di saggi e ricerche che hanno contribuito a formare una coscienza ecologica in Italia, mettendo sempre il sapere al servizio dei movimenti, dalle lotte dopo la catastrofe di Seveso, alla mobilitazione antinucleare, fino alla battaglia No Tav.</p>
<p>Nel 1989 fu eletto al Parlamento europeo come esponente dei Verdi, portando le istanze dell’ecologia politica nelle istituzioni. Negli anni successivi si avvicinò a Rifondazione Comunista, di cui fu candidato nel 2001, contribuendo a delineare quell’approccio rosso-verde e anticapitalista che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento.</p>
<p>La sua amicizia con Giorgio Nebbia, da lui definito «il vero unico compagno di viaggio», fu un altro tassello fondamentale della sua vita. L’ultimo suo progetto, *Ecologia del paesaggio*, dedicato proprio a Nebbia, lo vedeva al lavoro con noi, con Fabrizio Cracolici e con la rete di Peacelink. Ci eravamo impegnati a curarne la pubblicazione: un impegno che resta oggi come promessa da mantenere.</p>
<p>Virginio si è dichiarato marxista fino alla fine, come Rossana Rossanda, con cui condivideva un rigore intellettuale senza compromessi. Il suo ultimo intervento pubblico fu il 19 settembre 2020, pochi giorni prima di morire, in un incontro dei comitati a Milano contro le atomiche di Ghedi e la corsa al riarmo. Parlò con passione e lucidità, mettendo in guardia dal pericolo dell’invadenza tecnoscientifica e richiamando la necessità di dare profondità scientifica alla lotta ecopacifista.</p>
<p>I ricordi che lo accompagnano sono tantissimi. Maurizio Acerbo lo ha salutato come «pioniere dell’ecologia italiana», Ermete Ferraro ha parlato di «un grave lutto per il mondo ambientalista», Giovanna Baracchi lo ha ricordato «battagliero e sorridente». Fabrizio Cracolici ed io abbiamo voluto dirgli addio con le parole che gli erano care: «Vir, come volevi che ti chiamassimo, se oggi siamo persone migliori lo dobbiamo a te, che ci hai insegnato a non arrenderci e a non chinare mai la testa».</p>
<p>La sua eredità non si è spenta. Le nuove generazioni che oggi si mobilitano con Fridays for Future e con i movimenti ecopacifisti hanno il dovere e la possibilità di riscoprire figure come Virginio Bettini, che hanno scritto con la loro vita e il loro pensiero le prime pagine dell’ambientalismo critico in Italia.</p>
<p>Il suo insegnamento resta: non arrendersi mai, non chinare la testa, e trasformare ogni sconfitta in una conquista per l’umanità.</p>
<p><a href="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2025/09/bettini22.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-58595" alt="bettini22" src="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2025/09/bettini22-600x337.jpg" width="600" height="337" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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