Un garante, non un leader

Un garante, non un leader

di Gaetano Azzariti -

La candidatura di Stefano Rodotà è la migliore tra quelle oggi possibili non solo per le sue note e riconosciute doti personali, ma anche perché è la figura più di ogni altra idonea al ruolo istituzionale che deve possedere il presidente della Repubblica in Italia.
La nostra Costituzione, infatti, assegna al capo dello Stato, il ruolo di “garante” del sistema politico-costituzionale. Una persona che abbia una vasta esperienza entro le istituzioni, ma che non sia un leader di partito in attività. Se troppo vicino al potere il Presidente non garantirebbe quel necessario distacco dalle forze politiche che invece deve possedere se vuole esercitare, così come la Costituzione prescrive, con vigore nei loro confronti la sua delicatissima funzione di intermediazione, stimolo e consiglio. Se troppo distante dalla politica non potrebbe invece rappresentare un interlocutore saggio, competente e imparziale, che sono le doti necessarie per realizzare il suo compito.
È questa la ragione per la quale segretari di partito o esponenti di primissimo piano delle forze politiche maggiori non sono mai riusciti a salire all’alto colle. Da Andreotti a D’Alema. Si è invece sempre privilegiato chi, pur avendo avuto ruoli rilevanti in passato o rappresentando le istituzioni, avessero anche maturato un qualche distacco. Così Einaudi, Pertini, Ciampi, lo stesso Napolitano, sono stati eletti presidenti in una fase della loro vita in cui non ricoprivano più responsabilità politiche in prima linea.
Stefano Rodotà ha passato quindici anni dentro il Parlamento e ne è stato vicepresidente, ha ricoperto anche importanti cariche di partito (è stato presidente del Pds), ma ormai da diversi anni ha terminato la sua esperienza nella politica attiva, maturando un salutare distacco.

Se si vuole affidare le sorti della Repubblica ad un solido garante, in questa fase storica, poi, una dote aggiuntiva deve essere ricercata. È necessaria una forte cultura costituzionale che può permettere al prossimo Presidente di non farsi travolgere dalle tempeste populiste e riuscire a difendere la Costituzione dagli assalti sempre più estesi in questo periodo contrassegnato da una scarsa cultura istituzionale. Forse, in tempi di quiete, il capo dello Stato può anche essere la mitica «cuoca» di Lenin, oggi è necessario avere una persona che sappia riconoscere nel profondo il valore e l’essenza della costituzione. Uno studioso che ha dedicato la vita ad interpretare al massimo del suo significato le disposizioni scritte nella nostra Carta appare quanto mai necessario.
Una terza ragione dovrebbe indurre a indicare Rodotà come il candidato ideale per la Presidenza. La sua figura si è sempre caratterizzata per una particolare vicinanza alla società, alle sue istanze, alle passioni civili che attraversano ormai gran parte del paese. Il capo dello Stato non rappresenta solo l’apparato istituzionale, né solo le forze politiche, ma anche la società nel suo complesso (in questo senso «rappresenta l’unità nazionale», come scrive la Costituzione). Se un tempo la rappresentanza sociale era appannaggio esclusivo dei partiti che trovavano al loro interno – tra i propri massimi dirigenti – chi era in grado di esprimere i sentimenti popolari, oggi non è più così.
La crisi di legittimazione delle forze politiche induce a sostenere una candidatura che non nasca al loro interno, ma sia espressione di un consenso sociale diffuso. Rodotà, a ben vedere, non è il candidato di nessuno (neppure del M5S, che ha solo fiutato il vento), per questo deve essere riconosciuto come il candidato di tutti. O almeno di tutti quelli che credono che in nome della Costituzione si possa cambiare questo paese in meglio e uscire dalle secche nelle quali siamo stati trascinati. Chi lo appoggerà, superando calcoli di poco conto, dimostrerà di avere a cuore il paese e le sorti della nostra democrazia. C’è ancora tempo, si può ancora sperare.

il manifesto 20 aprile 2013

 

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24 Commenti

  1. amici e compagni che il pd sia finito, si vede dal fatto di come i giornali e mi dicono anche le televisioni hanno mostrato le immagini di piazze piene delle nostre bandiere.
    Persino moltissimi politici, hanno pronunciato il nome tabù di rifondazione comunista.
    Ovviamente per parlarne male, ma in fondo se casini parlasse bene di noi, non ci farebbe un bel regalo e io stesso comincerei a preoccuparmi.

  2. E’ pieno di disoccupati e sottoccupati in piazza a manifestare in questo momento.
    Penso che se si continua a non dargli una sponda politica e organizzativa, ai disoccupati, sottoccupati e dipendenti vari, oltre che per il m5s, come già avvenuto, manifesteranno per Napolitano.
    Qualche centinaio in piazza a protestare. Milioni nelle cabine elettorali che continueranno a votare pro-m5s, pro PD, e milioni fuori dalle cabine che non andranno a votare. Come sempre. Queste saranno le manifestazioni più numerose
    Vogliamo dir chiaramente a loro chi siamo, cosa vogliamo e che su di noi possono contare?

  3. Questo Forum non vale nulla,
    continua a cambiare argomenti postando notiziole ricalcate qua e la e colorate di rosso,
    impedisce agli argomenti piu gettonati di essere continuati,
    non esiste un indice delle notizie ma solo uno squallido avanti/indietro “popolo”
    aizza la rissa dei rissosi che scambiano i ladri per capitalisti, i rossi per santi e il Papa per Marx.

    Un forum cosi non serve proprio a nulla.

    • E basta!!!!!!!!
      Un interfaccia che metta in condizione la testa e la tastiera di resettarsi, contemporaneamente, non ce l’hai?

  4. leggo da moltissime notizie in rete che i compagni di base e le federazioni stanno avanti la dirigenza nazionale.

    moltissimi circoli e compagni si stanno unendo in spezzoni organizzati e riconoscibili alla folla nelle varie piazze. a milano sono stati i primi.
    credo che sia il momento di staccare il pc e fare il mio giro di telefonate.
    per chi ci sarà ci si vede a roma stasera.
    LA LOTTA SI PAGA, LA LOTTA PAGA!

    • la congiura degli eguali

      è l’ultimo colpo di coda di un regime morente; il partito unico pd-pdl si è trincerato nel bunker della paura e della sopraffazione; se non si fosse perduto tanto tempo ad inseguire il pd, probabilmente avremmo un partito comunista degno rappresentante del mondo del lavoro e degli sfruttati; adesso però è il momento della lotta per fermare e respingere il neofascismo che avanza a colpi di golpe; quello di oggi è il secondo, dopo quello messo in atto da napolitano designando drakula monti a presidente del cosiglio.

  5. gallovics edoardo

    Mi associo al commento del compagno Marco delle 21.13 !! Ora e sempre comunismo !!

  6. gallovics edoardo

    Perché questa redazione non riporta il comunicato stampa di Ferrero “contro il golpe bianco”, già pubblicato su “Conto la crisi” ???

  7. il PD ha perso un’ottima occasione per sparire con dignità.
    Come al solito in italia vince il peggiore.
    Cosa aspetta il partito a chiamare tutti/e i compagni alla mobilitazione generale?
    e non è nemmeno il caso di fare gli schizzinosi. si chiamino immediatamente le altre organizzazioni comuniste, si concordi una tregua e si pianifichi un’azione di lotta coordinata.
    Questa è l’ora in cui il vecchio mondo deve bruciare.
    Siamo logori e mal messi, ma ci restano ancora le energie per un ultimo assalto al cielo.
    Se dobbiamo sparire voglio almeno che le nostre ultime battaglie siano ricordate con giustizia e dignità.
    Non voglio che solo a grillo vada il merito di aver alzato la voce contro l’oppressione!
    Se dobbiamo sparire, voglio che lo si faccia da comunisti, gridando la magnifica parola “rivoluzione” come il nome dell’amante più bella!
    Noi crediamo in qualcosa, dimostriamolo e non spariremo!
    In questo sta la differenza tra noi e le canaglie asserraggliate nel bunke!
    Compagno segretario, è tempo di meritarsi il rispetto che tutti, anche i tuoi oppositori, come me, devono dimostrarti!
    compagno segretario è tempo di ricordarsi chi in altri partiti, in altri luoghi e in altri tempi ha occupato la tua carica ed essere degno della sua eredità!
    compagno segretario, il tempo delle mezze misure è finito!
    i comunisti sono in attesa!
    se non noi, chi?
    se non ora, quando?

    • Non ci penso neanche a sparire. Politicamente intendo.

      • Comunque la mia battaglia politica non intendo farla sull’elezione del presidente della repubblica. Il pilota automatico c’è già e ci sarebbe stato anche con Rodotà (nonostante lui). Non divaghiamo inconsciamente. Altri forse divagano consciamente. Se non costruiamo, veramente, l’organizzazione politica della classe saremo sempre subordinati a qualcuno. Mi ripeto, lo so. Ma credo che questo sia il punto.

    • Erminio Liguori

      Ora è il tempo della rivolta contro il “Golpe bianco” in atto. Poche chiacchiere e molti fatti. Io sono stato SEMPRE molto critico con Ferrero e la attuale dirigenza, ma se si svegliano dal torpore e finalmente prendono di petto questa situazione, sono il primo ad aspettarli con la bandiera rossa in mano: poi, se non riusciamo a seppellirli sotto una valanga di “sputazzate”, avremo, ahimè alcuni mesi per riorganizzare un discorso , prima sul Partito e poi sulle alleanze, che , in questa situazione, potrebbe anche essere di tipo ” Fronte di liberazione nazionale”…Dico ahimè perchè , all’orizzonte, c’è il bandito Giuliano ( Amato, non Salvatore)e pertanto no si voterà per almeno 2 anni e mezzo…Il perchè lo ha scritto egregiamente Stefano più sotto

    • Patrizia B.

      Paolo Ferrero
      2 ore fa nei pressi di Roma
      Siamo stati tutto il pomeriggio davanti a Montecitorio a protestare. Lo stesso hanno fatto tanti compagni e compagne in varie città italiane. Occorre continuare la mobilitazione e qualificarla socialmente: hanno votato Napolitano per fare il governissimo e continuare le politiche neoliberiste di Monti e della BCE.

    • Gigi Spinosi

      Ma chi sei, D’Annunzio a Fiume? La stessa retorica bolsa e pseudoromantica (da rotocalco fin de siècle), di chi non ha niente da dire e ancora meno da fare.
      Grillo così si prenderebbe il merito di…..di cosa? di aver neutralizzato la possibilità di cambiare un minimo chiudendo porte a dritta e a manca, reclamando ministri di sola appartenenza grillina (dei burattini, insomma) ? ha sbagliato tutto, ma veramente tutto e ora starnazza e chiama il popolo grillino (e Forza Nuova) a raccolta.
      Spettacolo miserabile!

      La vita parlamentare non è un pranzo di gala.

      • infatti… la vita parlamentare è un porcile.
        pieno di maiali ad ingozzarsi.
        Meglio la mia retorica romantica che la vostra crepuscolare dipartita.
        Noi magari spariremo, spero di no, ma se dovrà essere lo farmo lottando.
        voi siete già spariti e come lo avete fatto? timbrando un cartellino… che tristezza

  8. bellerofonte

    Fate finalmente qualcosa di utile, scendete in piazza per Rodotà.

    • Lo chiedo assolutamente senza spocchia: ma perché?
      Il presidente della repubblica dovrebbe essere un garante della Costituzione, non un capo del governo. Ormai, forse inconsciamente lo si concepisce così. Quindi il presidente della repubblica, giustamente, deve rappresentare la nazione e l’unità della stessa. Ma la sinistra come fa ad aggrapparsi a Rodotà, anche se è molto meglio di Marini, Prodi, ecc..
      Ma li avete visti in televisione i grillini in parlamento come tanti bimbi capricciosi? Vogliamo Rodotà, vogliamo Rodotà…Mica lo puoi imporre Rodotà. Per fortuna Rodotà, che è una persona seria, ha preso le distanze. Avete visto i risultati(nell’elezione del presidente intendo) ottenuti dal m5s? (Inconsciamente. Inconsciamente oppure no? Questo è il problema).
      Cerchiamo di non essere subordinati. Costruiamo il partito.

      • bellerofonte

        Se non riesci a capire che la figura di Rodotà diventa unificante tra la base del PD e della sinistra in generale e il M5S, che in questo momento è l’unica forza in parlamento ed ora anche nelle piazze che prova a fare vera opposizione, dobbiamo chiederci cosa abbiamo capito del marxismo e della strategia leninista.

        • Ma per cortesia lascia stare il marxismo-leninismo, e soprattutto lasciamo stare Rodotà. I milioni e milioni di sfruttati e sottopagati, e licenziati, e sfrattati, e pensionati alla fame, hanno ben altri problemi che Rodotà si o no. Lo ha ben capito Rodotà, tra l’altro ex parlamentare del PCI (per dire che sappiamo bene chi è), che ha ben specificato che non vuole marce su Roma di protesta e che le decisioni parlamentari vanno rispettate. Quindi, per cortesia, non strumentalizziamo Rodotà. Troppo comodo e intellettualmente scorretto.
          I milioni di cui sopra hanno bisogno di un’organizzazione politica cui riferirsi e i cui interessi e bisogni voglia effettivamente rappresentare.

          • bellerofonte

            BRAVO, TU CONTINUA A PARLARE E GUARDARTI L’OMBELICO MENTE I DISOCCUPATI, SOTTOOCCUPATI SONO IN PIAZZA A MANIFESTARE. E MANIFESTANO CON I M5S.

  9. Era tra i “maledetti” da Grillo anche Stefano Rodotà, anche lui una della casta, un pensionato d’oro, uno il cui solo nome era quasi impronunciabile per il comico genovese che così scriveva sul suo blog nel luglio 2011: “Ogni parlamentare che non rinunci al diritto di percepire la pensione acquisita dopo una sola legislatura sia maledetto”. E di seguito la black list:” Leggete questi nomi – scriveva Grillo – sono solo un assaggio di chi percepisce un’ottima pensione (lorda) grazie ai contribuenti. Grazie a voi. Luciano Benetton: 3108, Rosa Russo Jervolino: 9947, TIziana Maiolo: 6590, Nicola Mancino: 9947, Pino Rauti: 9387, Alfredo Reichlin: 9947, Stefano Rodotà: 8455, Eugenio Scalfari: 3108, Vittorio Sgarbi: 8455, Giuliano Urbani: 6590, Walter Veltroni: 9014″.E non è un mistero che lo stesso Rodotà non avesse una bella considerazione del Movimento: sempre a luglio, ma del 2012, il garante metteva in guardia tutti : “Attenzione – diceva – Grillo è un pericolo”. Poi qualcosa è cambiato.
    Ecco per esteso il post sul blog di Grillo nel 2011 – Il blog lancia una fatwa collettiva contro tutti i parlamentari che hanno maturato (o stanno maturando in silenzio/assenso) il diritto alla pensione dopo una sola legislatura: “Ogni parlamentare che non rinunci al diritto di percepire la pensione acquisita dopo una sola legislatura sia maledetto”. È una fatwa gentile, infatti è sufficiente rinunciare alla pensione per sfuggire alla maledizione. Qualche milione di giovani non riceverà mai la pensione e molti milioni di anziani ricevono una pensione miserabile dopo 35/40 anni di lavoro, spesso usurante. La pensione mensile netta dei nostri dipendenti (dopo soli 30 mesi di legislatura) è pari a un minimo mensile di 2.797 euro. La pensione è percepita al 65simo anno di età, ma solo per chi è stato eletto la prima volta nel 2008, tutti gli altri invece ben prima. Nel 2009, il costo delle pensioni parlamentari è stato di 219,4 milioni di euro. Ci sono parlamentari in pensione da 50 anni di età. Molti cumulano la pensione con altri vitalizi. Il Parlamento è un pensionificio e i parlamentari lo sanno bene. Infatti, il Parlamento si scioglie SOLO dopo aver maturato la pensione e quindi dopo due anni e mezzo. È la pensione applicata al principio di governabilità. I parlamentari che chiedono sacrifici agli italiani non sono stati capaci di eliminare l’odioso privilegio dei 30 mesi per il diritto alla pensione e di mettere un tetto massimo. Perché un parlamentare deve ricevere quasi 10.000 euro al mese? In base a quale diritto? Il tetto massimo va ridotto a 3.000 euro lordi al mese. In caso contrario ogni cittadino non deve più versare un centesimo all’INPS. Leggete questi nomi(*), sono solo un assaggio di chi percepisce un’ottima pensione (lorda) grazie ai contribuenti. Grazie a voi. Luciano Benetton: 3108, Rosa Russo Jervolino: 9947, TIziana Maiolo: 6590, Nicola Mancino: 9947, Pino Rauti: 9387, Alfredo Reichlin: 9947, Stefano Rodotà: 8455, Eugenio Scalfari: 3108, Vittorio Sgarbi: 8455, Giuliano Urbani: 6590, Walter Veltroni: 9014. Lo so che mentre leggete vi monta il sangue alla testa, stringete i pugni e vi si contrae lo stomaco. Per questo non ho riportato l’elenco completo, l’ho fatto per voi. Siate contenti che un diversamente lavoratore come Topo Gigio Veltroni abbia a 55 anni una pensione di novemila e passa euro, che Luciano Benetton possa confidare in una pensione di fronte ai possibili rovesci di mercato e che Scalfari disponga di un piccolo gruzzolo mensile. I parlamentari di oggi e di ieri prendono la pensione per noi. Perché ci si senta più buoni e tanto coglioni.

    • Mi sfugge il senso del tuo discorso. Mi dovrei indignare? contro chi? Rodotà è uno “perbene” o una canaglia? E Grillo quanto guadagna ? E gli speculatori finanziari rappresentano quante pensioni di parlamentari moltiplicate per mille e anche più. Mentre il vate dà la caccia alle streghe parlamentari, il suo compare in affari conviene in un incontro con gli imprenditori che bisogna smantellare i sindacati e ben altre somme, somme da farci girare la testa, transitano verso paradisi fiscali.
      Grillo guarda il dito invece della luna.
      E te cosa guardi?

  10. Il PD avrebbe dovuto votare rodotà sin dal primo turno e farlo diventare anche un suo candidato ma molto probabilmente non avrebbe avuto i numeri per l’elezione perchè i d’alemiani che hanno impallinato Prodi e bersani avrebbero in quantità maggiore impallinato anche rodotà. Il quale rodotà, va detto chiaramente, ha sbagliato a sua volta a farsi candidare da Grillo, un fascista e un demagoggo che poco ha a che spartire con quello che Rodotà ha sempre sostenuto. Ma l’ambizione gioca brutti scherzi.A questo punto comunque è abbastanza inutile il tutto, tanto l’obiettivo che si erano prefissi Berlusconi e Grillo è stato raggiunto: impedire un governo di centrosinistra.

  11. Fortrunatamente siamo arrivati alla resa dei conti per il PD(partito dei dementi). Hanno gettato la maschera e si sono presentati per quello che sono. Bene che quel partito rettosi per venti anni su l’ambiguità e sul ricatto sia imploso. E’ un bene per il Paese e per tutti coloro che lavorano o meglio cercano lavoro, per i pensionati, per i giovani, Oraoccorre ripartire dal basso e costruire un vero Partito di Sinistra, non di centro,come era il PD.Ben vega l’elezione di Rodotà, ma cosi non si risolvono i problemi se prima non regoliamo la CASTA giornalistica , in quanto è Lei che fa il buono ed il catticmpo. sono loro che determinano l’agenda politica, tirando la volata a chi vogliono loro ed affossando chi detestano. Se oggi ci troviamo in queste condizioni non diamo la colpa soltanto ai politici ma diamola alla classe giornalistica ,che è una vera Casta. Giusto rinnovare la classe politica, ma è altrettanto giusto mandare a casa tutti quei soloni di giornalisti che da oltre 50 anni stanno in TV o nei vari giornali di potere.

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