Corea del Nord: minacce da codice rosso!

Corea del Nord: minacce da codice rosso!

di Franco Frediani -
Qualcosa non torna… Il dubbio si fa largo nella situazione che ogni giorno fa crescere il grado di allerta per le minacce lanciate dalla Corea del Nord all’indirizzo di Stati Uniti e Corea del Sud. Le perplessità nascono dall’incertezza che sembra regnare tra le superpotenze riguardo all’effettivo grado di incisività dei proclami bellici annunciati dal leader nordcoreano Kim Jong-Un. E’ mai possibile che le strutture dell’Intelligence di paesi come Russia, Cina e Stati Uniti non siano in grado di intercettare il livello di pericolosità paventato da questo paese piccolo e isolato, abitato da 24 milioni di abitanti? Oltretutto sembrano assenti anche le ipotetiche ragioni che potrebbero favorire un conflitto bellico in questa parte di regione asiatica… Resta il fatto che la Corea del Nord possiede la bomba atomica! Le cronache sono ormai note. Il conflitto del 1950 non è mai stato ufficialmente chiuso con un vero trattato di pace. In pratica siamo arrivati ad oggi sulla base di un cessate il fuoco, più volte non rispettato, che ha mantenuto inalterata una situazione che fa della tensione e dell’incertezza le sue caratteristiche peculiari. Ma arriviamo ai giorni nostri. La Corea del Nord è un paese molto povero, devastato da continue carestie. A Pyongyang, la capitale, spesso manca l’energia elettrica per tenere accese le luci dei più grandi alberghi. Le condizioni in cui vive la stessa popolazione sono veramente penose. Fattori indubbiamente rivelatori di una situazione che non consente grossi exploit, come quello di sostenere un conflitto bellico dopo aver portato una reale minaccia ad una superpotenza come gli Stati Uniti d’America, anche se, nello stesso momento, potrebbe esser frutto della disperazione che fa da stimolo ad un gesto estremo, dettata (ma non giustificata..) dalla gravità di una situazione difficilmente sostenibile. Resta il fatto che la comunità internazionale si trova con il fiato sospeso. I motivi per temere possibili e gravi sviluppi ci sono tutti: dalla presenza di un esercito che è il quarto al mondo come numero di effettivi (1,1 milioni di soldati) all’escalation degli esperimenti nucleari effettuati in questi anni. Regna però (e qui sta il dubbio mostrato inizialmente) l’incertezza sul grado di pericolosità di questi apparati bellici. Dai primi test atomici effettuati con l’utilizzo del plutonio, sembra che la Corea di Kim Jong-Un abbia “progredito” fino a quelli a base di uranio arricchito (che abbonda nella regione, ndr.). Poco cambia: secondo il Centro studi internazionali e di ricerca, (agenzia apartitica francese) la Corea del Nord dispone di un arsenale di armi di distruzione di massa tra i più grandi del mondo (sembra che Kim Jong-Un possa contare su circa 600 missili Hwasong-5 e 6, con una gittata rispettivamente di circa 300 e 700 chilometri). Di fronte a questo, è logico che la preoccupazione lasci il posto alla spavalderia (anche di chi può contare su sistemi e mezzi altamente più sofisticati). In pratica, diplomazie ed esperti militari si interrogano sulla presenza o meno di una reale “convenienza” che potrebbe spingere la parte Nord della penisola coreana ad impegnarsi in un vero e proprio attacco che scatenerebbe l’inferno nell’intera regione ed oltre. Anche se il tutto si limitasse ad un atto dimostrativo, i danni sarebbero incalcolabili e la ricaduta su ambiente e popolazioni sarebbe altrettanto devastante. L’ago della bilancia resta ancora la Cina, dalla quale la Corea del Nord importa le materie prime fondamentali per la sua stessa sopravvivenza. E’ proprio la reazione del colosso asiatico a far sperare che la situazione non degeneri. La Diplomazia di Pechino ha fortunatamente preso posizione condannando l’operato minaccioso dell’alleato coreano, sia richiamandolo formalmente che sostenendo l’opera moratoria dell’ONU. Cina e Russia non hanno interessi a sostenere o accettare l’epilogo drammatico di un conflitto bellico nella regione asiatica, proprio ai loro confini. L’ipotesi più accreditata potrebbe rivelarsi quella di un vero e proprio bluff, da parte di una Corea del Nord che vorrebbe uscire dall’isolazionismo in cui si ritrova per cercare di dare un momento di respiro ad una condizione socioeconomica interna che si è fatta insostenibile. Una condizione che contrasta con quella della Corea del Sud, che da decenni conta su legami forti con gli stessi States. Il quadro resta comunque di estremo pericolo e di massima allerta, con l’apparato militare americano che ha già dispiegato sull’isola di Guam (dove vivono oltre 10.000 marines) una batteria di Thaad, ovvero, Terminal High Altitude Area Defense, in grado di intercettare ‘al volo’ eventuali missili nordcoreani. Alla speranza che la “questione” coreana possa trovare una soluzione indolore, si aggiunge la preoccupazione per l’ennesimo episodio di un possibile conflitto bellico dalle dimensioni incalcolabili. Ad oggi non esiste una cultura della pace che permetta di bypassare il ricorso alle armi. L’obiettivo di una progressiva riduzione numerica delle armi di distruzione di massa sembra essersi tristemente arenato;  rimanendo purtroppo soltanto una sterile utopia.

194 Commenti

  1. Corea del Nord: la Cina si smarca da Pyongyang, ma chiede a Washington di rinviare i suoi test missilistici
    Cronologia articolo 7 aprile 2013

    La Cina non vuole problemi in casa, non approva le minacce della Corea del Nord, storico alleato di cui sostiene la dittatura sia dal punto di vista diplomatico che finanziario; chiede così agli Stati Uniti di rinviare i test missilistici per abbassare la tensione fra le due Coree. È da settimane che il Nord, guidato da Kim Jong-Un, intensifica le minacce agli Usa e all’alleato Corea del Sud in risposta alle sanzioni imposte dall’Onu dopo il terzo test atomico di Pyongyang in febbraio.
    La rabbia di Pyongyang è apparentemente ricondotta dalle esercitazioni congiunte americane e sudcoreane. Ma molti analisti sostengono che non vi sarà nessun conflitto ma solo la volontà di estorcere concessioni a una comunità internazionale innervosita dalle mosse del giovane Kim, dalle richieste di Pyongyang di evacuare le ambasciate, dalle notizie di spostamento di truppe al confine con Sud.

    Quello che sembra più chiaro adesso è che i nuovi leader cinesi sono irritati con Pyongyang per le continue minacce di una guerra atomica. Il neopresidente cinese Xi Jinping, in un incontro nell’isola di Hainan, non ha nominato chiaramente la Corea del Nord ma ha detto che «a nessun Paese dovrebbe essere permesso di gettare una regione e il mondo intero nel caos per un tornaconto personale».

    Considerando i modi in cui si muove la Cina, è una sconfessione in piena regola in un momento in cui Pechino deve affrontare sfide interne importanti come le richieste del ceto medio insofferente alla corruzione dei funzionari locali, lo stop del boom economico, la richiesta di un miglioramento delle condizioni di vita, in primis un maggior controllo dell’ambiente devastato dalla crescita economica.

    Ecco dunque che la prima preoccupazione di Pechino è la stabilità dell’Asia, minacciata dalla Corea del Nord isolata e impoverita, da un leader giovane e inesperto e da un regime in cui non si capiscono i rapporti di forza fra i vertici militari. Xi Jinping, che come prima mossa è andato in Africa a tutelare gli interessi economici del suo paese, ora dice che l’Asia «deve affrontare grandi sfide». La diplomazia cinese guidata da Wang Yi ha espresso simile precoccupazione in una dichiarazione di ieri dopo una telefonata con il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon. «Noi siamo contro le provocazioni verbali e nei fatti che vengono da qualsiasi parte della regione e non permettiamo che nessuno crei problemi davanti alla porta di casa della Cina» ha detto Wang.

    Stessa preoccupazione del primo ministro australiano Julia Gillard, che sempre allo stesso incontro ad Hainan dove c’è anche Xi, dice che evitare il conflitto nella regione è vitale – l’Australia è uno dei palcoscenici su cui Obama ha mostrato i muscoli mandando truppe di marines per contenere le mire cinesi. I britannici hanno invece un’altra linea: non prendere sotto gamba i nord coreani, lo ha detto ieri il premier Cameron, lo ribadisce oggi il ministro degli Esteri William Hague che amminisce: prendere seriamente le ambizioni nordcoreane mentre la Svizzera, paese in cui ha studiato il terzogenito del caro leader ora al comando del regime comunista, si offre di mediare.

    • Non più di un anno dopo che il ponte sarà terminato, la Corea del Nord diventerrà una colonia cinese.

      LA CRISI IN COREA NON FERMA IL PONTE TRA NORD COREA E CINA
      di Redazione. 5 aprile 2013 alle 7:32.

      “La costruzione di un nuovo ponte che collegherà le città di confine della Corea del Nord con quelle della Cina continua tranquillamente, nonostante le tensioni sulle continue minacce militari di Pyongyang di colpire la Corea del Sud e gli Stati Uniti” a scriverlo ieri, citando “fonti in Cina” non meglio precisate, è stata l’agenzia di stampa della Corea del Sud, Yonhap.

      Nel lancio si precisa che i lavori di costruzione del ponte (noto anche col nome di “Ponte dell’amicizia sino-coreana”) sul fiume Amnok, noto anche in cinese come fiume Yalu, prosegue senza sosta nella speranza di unire la città nordcoreana di Sinuiju con quella cinese di Dandong.

      L’agenzia di Seul precisa che il progetto, del valore di oltre 350 milioni di dollari, è interamente finanziato dalla Cina ed è il “principale simbolo degli stretti legami commerciali tra i due vicini”.

      Il ponte, secondo l’agenzia Yonhap, dovrebbe essere aperto al traffico nel luglio del 2013.

  2. Ritengo che il Partito, in questa drammatica fase in cui versa, debba ritornare in mano ai suoi veri proprietari che sono gli Iscritti, e che per il Congresso sia necessario azzerare le proposte formulate da questa classe dirigente (solite spartizioni tra correnti), responsabile del disastro e ripartire dalla BASE con un’Assemblea Nazionale permanente dei Segretari di Federazione (CPF), che stanno veramente a contatto con i territori, e di conseguenza unici legittimati a predisporre le basi per un vero Congresso rifondativo, altrimenti , in queste condizioni, si rischierebbe di arrivare alla resa dei conti tra correnti ed alla probabile morte del Partito. Saluti comunisti. Gianni

  3. La Cina
    La Repubblica Popolare non rischia certo le carestie che la affliggevano ai tempi di Mao Zedong. Oggi è una superpotenza anche nell’ agricoltura. E’ il primo produttore mondiale di grano, riso, patate, prodotti ortofrutticoli. Ma i grandi numeri dei raccolti nascondono uno squilibrio progressivo. I consumi interni esplodono, con il boom economico una quota crescente di famiglie può permettersi una dieta alimentare sempre più ricca. Nel 1985 i cinesi consumavano in media 20 chili di carne a testa in un anno. Nel 2000 il consumo di carne era balzato a 50 chili pro capite. Tra dieci anni secondo la Fao i cinesi mangeranno più di 70 chili di carne a testa. L’ allevamento del bestiame assorbe una quantità sempre maggiore di cereali. In molte commodities agricole – dal grano al riso – la Cina ha smesso di esportare; per la soya è diventata così dipendente dall’ estero che importa già il 60% del suo fabbisogno. Nel lungo termine non può farcela da sola. Entro le frontiere della Repubblica Popolare vive oggi il 21% della popolazione mondiale ma la sua agricoltura ha solo il 9% delle terre arabili del pianeta. La scarsità di superficie coltivabile nasconde un altro vincolo, perfino più drammatico: la mancanza di acqua, aggravata da inquinamento e desertificazione. La Cina ha solo l’ 8% delle riserve di acqua potabile del pianeta; un terzo della superficie nazionale è fatta di deserti e le zone aride continuano a “rubare” territorio di anno in anno. Di qui il piano per partire alla conquista dei “granai del pianeta”. E’ una direttiva preparata dal ministero dell’ Agricoltura: Pechino spinge le grandi società agroalimentari cinesi a investire nell’ acquisizione di superfici coltivabili in tutto il mondo. Potranno contare sul sostegno dello Stato, finanziario e diplomatico, per superare le resistenze dei governi stranieri e accaparrarsi terreni agricoli. Contatti politici sono in corso con il presidente Lula per spianare la strada a maxiacquisizioni di terre in Brasile. La nuova strategia si proietta su tutti i continenti, gli obiettivi potenziali sono tanti. Il Brasile e l’ Argentina per soya, zucchero, mais. La Nigeria per miglio, semi e arachidi da olio. Indonesia e Malesia per riso, legname, palme da olio per i biocarburanti. Australia e Nuova Zelanda per gli allevamenti di bestiame e la produzione di latte.
    Segue

    • Gli uffici commerciali delle ambasciate cinesi all’ estero hanno mappe dettagliate dei raccolti più importanti per ogni paese. Dal Messico all’ Uganda alla Birmania, la Cina è pronta a subentrare ai latifondisti pubblici e privati. Da tempo le autorità di Pechino studiano i precedenti. Alcuni produttori di petrolio come l’ Arabia saudita e la Libia hanno avviato contatti analoghi (per esempio con l’ Ucraina) proponendo uno scambio inedito: contratti di fornitura di petrolio in cambio di terre agricole; la sicurezza energetica come contropartita della sicurezza alimentare. La decisione cinese è stata accelerata dagli ultimi eventi. Da una parte i contraccolpi della crisi del riso: tre nazioni asiatiche – India Tailandia e Vietnam – hanno imposto il contingentamento delle loro esportazioni. Un gesto che Pechino considera allarmante. Significa che non basta avere il più grosso attivo commerciale del pianeta per “fare la spesa all’ estero” in caso di bisogno; non si può dare per scontato il libero accesso ai mercati mondiali; in una crisi l’ offerta di alimenti può prosciugarsi all’ improvviso. L’ altro fenomeno che preoccupa i leader cinesi è la “finanziarizzazione” dei mercati agricoli. Gli hedge fund sono entrati in forze nella speculazione sui futures dei raccolti. Nel solo mese di marzo sul Chicago Stock Exchange si sono scambiati contratti futures per 21 milioni di tonnellate di soya: più del doppio dell’ anno scorso. Come per il petrolio, anche per le commodities agricole ormai agiscono potenti fenomeni di anticipazione.
      Segue

      • La “bolla” delle anticipazioni è un meccanismo infernale dal quale la Cina vuole riuscire a ripararsi, mettendo al sicuro dalla spirale speculativa i raccolti dei prossimi anni. Il modo migliore è allungare le mani su nuove terre in America latina, nel sudest asiatico, in Africa, diversificando le produzioni e l’ esposizione ai rischi climatici. Il principale ostacolo da superare sono le resistenze politiche dei governi stranieri su un tema strategico come l’ autosufficienza alimentare. Ma Pechino ha argomenti persuasivi. Il modello è un accordo di lungo termine appena firmato con il Congo, l’ ultimo di una serie di partner africani conquistati dalla Repubblica Popolare. I cinesi costruiranno strade, ferrovie, aeroporti, ospedali; in cambio intere miniere di rame e cobalto sono di fatto ipotecate. Migliaia di operai cinesi sbarcheranno in Congo per portarvi la promessa di una modernizzazione che non riuscì agli ex padroni coloniali europei. E’ il patto che la Cina propone a molte nazioni emergenti per avere le loro materie prime. Poche possono permettersi di rifiutare l’ offerta.
        End

        • Grazie, Repubblica diffonde il “Verbo” :P

          • Carestia Cinese
            Fino ai primi anni ottanta il governo cinese affermava, cosa evidenziata dal nome “Tre anni di disastri naturali”, che la carestia fosse stata in massima parte dovuta a una serie di sfortunate cause naturali alle quali si erano aggiunti alcuni errori di pianificazione. Al di fuori del paese, tuttavia, i ricercatori hanno sempre additato le fondamentali riforme istituzionali e politiche della visione di Mao Zedong come il fattore che ha ingigantito l’effetto di avverse condizioni climatiche. Già nel primo piano quinquennale, di ispirazione sovietica, si vedeva la volontà di privilegiare l’industria pesante a scapito dell’agricoltura, tradizionale punto di forza dell’economia cinese. Pur essendo stato predisposto un secondo piano quinquennale, esso perse importanza di fronte alla visione politica del grande balzo in avanti (1958-1960), nel quale venne avviata la collettivizzazione delle terre ed incoraggiato ogni sforzo per la produzione di materiali industriali come l’acciaio.
            Il Grande balzo in avanti è oggi visto in Cina e all’estero come un grande disastro economico. Una serie di errori, come lo sforzo profuso in progetti di irrigazione grandiosi quanto non supportati da tecnici competenti; il credito dato a teorie agricole, oggi screditate, dei biologi sovietici Trofim Lysenko e Teventy Maltsev, che portò a piantare le sementi troppo vicine o troppo in profondità; la propaganda ad ogni costo favorevole alla collettivizzazione e la scarsità di informazioni sulla crisi in atto; tutto ciò sfociò nei Tre anni amari di carestia, anche a causa della coincidenza di avverse condizioni meteorologiche.
            Nel luglio del 1959 il Fiume Giallo allagò la Cina orientale; questo solo evento causò, secondo il Disaster Center[1], direttamente o indirettamente, circa tre milioni di morti. Esso è valutato tra i peggiori venti eventi catastrofici del XX secolo.
            Nel 1960, inondazioni e tempo cattivo colpirono circa metà delle terre coltivate, mentre l’altra metà fu colpita dalla siccità [2].
            Alcuni ritengono anche che, se le relazioni tra Cina e USA fossero state migliori, il numero di vittime sarebbe stato minore. L’America all’epoca aveva posto un embargo commerciale ed esercitava pressioni in tal senso sugli alleati; di contro il governo cinese, per non mostrare debolezze, tendeva a fornire informazioni meno drammatiche sul reale peso della carestia sulla popolazione.

            Risultati
            Oltre ai morti per fame e alluvioni, il peso della carestia interessò senz’altro la ridotta natalità degli anni successivi.
            Le stime ufficiali della catastrofe indicano 15 milioni di morti per fame su un totale di circa 40 milioni di morti. Molti analisti tendono ad aumentare il numero delle vittime anche oltre i 20 milioni, ma non è possibile esserne certi, sia per l’inaccuratezza dei dati disponibili sia per la mancanza di un accurato censimento delle popolazioni della Cina rurale.

          • ma come se spegne qtarci sua?

  4. Fra' Dolcino

    Marco, porta pazienza.. il terreno della politica estera è molto, molto scivoloso e fonte di infinite divergenze e rotture. Tanto per cominciare, per uno che abbia un minimo -minimo di serietà , non ci si dovrebbe lanciare in asseverazioni assolute ed apodittiche, con realtà che sono assolutamente fuori della nostra intelligenza ( nel senso di ” intelligere”, comprendere), e ciò per mancanza totale di credibili notizie di terzi indipendenti. Secondo , si guarda sempre e solo una parte, ma i perchè nascosti nessuno li va a guardare : possibile che ” l’incidente del golfo del Tonchino” , per chi sa cosa sia stato, non insegna niente a dei compagni che magari ( spero ) solidarizzavano con il Vietnam??? Per non dire dell’eliminazione di Noriega (almeno 1200 morti in bombardamenti sul canale, notizia mai minimamente filtrata, ma tant’è si doveva eliminare il ” narcotrafficante”), ne cito uno a caso ma potrei continuare fino a stasera..Ad es. le panzane che ( VI) hanno raccontato sulla Libia e ora sulla Siria, etc etc.A bere per oro colato tutte la carognate della CIA si rischia di fare la fine di Mida o di Crasso…

    • Fra' Dolcino

      Ah! dimenticavo la ” pistola fumante ” delle armi di distruzione di massa di Saddam… roba da fare ridere anche i capponi..

    • il finto massacro dei in romania, rivendicato con orgoglio da una tv francese perchè se no la rivolta contro chauchescu non sarebbe scoppiata.
      Oppure le finte fosse comuni del kossovo per premere sull’opinione pubblica a favore di un intervento nato http://www.instoria.it/home/Massacro_timisoara.htm

      • vai a vendere il comunismo a un Rumeno vero emigrato qui per lavorare.
        ma prima mettiti l’armatura.

        • quando er saggio indica la luna er cojone guarda er dito…..

          • Saggio ?
            Solo stupido puoi essere, tu guardi o meglio travisi la realtà dei fatti solo per il tuo comodo, ma chi da la’ è scappato ci ha raccontato ben altro!
            Se devi fare il comunista guarda dentro casa tua, se devi fare l’oracolo… beh ti riesce malissimo!

          • e poi c’era la marmotta che incartava la cioccolata…. opsss ma che pretendevi na risposta seria?
            nun me n’ero mica accorto sai?
            bella così bioccolo!

          • Ridi tu o devo ridere io ?
            Oltre alla monotonia dei termini, altro ?

        • A PERSONA MONOTONA, TERMINI MONOTONI e poi na presa per i fondelli non è mai stantia finchè fa ridere.
          vabbhè dai torna a magnà pasta con le cotiche insieme alla lobardi mentre crimi se fa n’artro sonno daje su.
          NOI SIAMO IL POTERE, LA CENTE, CI TEMONO!

          • a persona monotona cosa vorresti dire,,
            sei forse la Sibilla Cumana … o pensi di vivere
            nell’epoca della Luna Nera…..nessuno delle due
            solo un mega mix di ragnatele del passato mischiate a raganelle del presente.
            e per le cotiche ..magnatele tu che te gustano… io tengo di assai meglio.

          • tra qualche decina di morti(peraltro da entrambe le parti) e una strage apocalittica c’è una bella differenza.
            poi dimmi un solo governo di questo mondo, dall’uomo di neanderthal ad oggi che non abbia eliminato l’uomo chiave storico e ti propongo per il nobel.
            in che lingua devo ripetere le stesse cose?
            loquimus latinae?
            repetita non juvant!

          • Il pomeriggio del 16 dicembre 1989 diverse centinaia di fedeli si erano riuniti davanti alla casa del pastore Laszlo Tökes, a Timisoara, per protestare contro il suo trasferimento in un villaggio sperduto. Da tempo Tökes era sorvegliato dalla Securitate perché si opponeva alla politica di Ceausescu. Una dura repressione era seguita alla protesta, con più di 70 morti. Il 21 dicembre 1989 l’ultimo discorso di Ceausescu a Bucarest era terminato fra i fischi. Impaurito, il “conducător iubit” [il capo beneamato] era fuggito in elicottero. Il bagno di sangue che ne seguì Bucarest [più di mille morti], continuato anche dopo la caduta del regime il 22 dicembre, non è mai stato completamente chiarito.

          • ripeto ultima volta, chi c’è c’è, chi non c’è non c’è.
            migliaglia di minatori morti – cazzata!
            70 morti da ambo le parti – verità!
            c’è una bella differenza direi.
            governo italiano e stati uniti ne hanno fatti di più in una botta sola con ustica

          • e comunque incartandoci sulla storia di chaucescu di cui per inciso non sono un sostenitore, specie per via delle sue amicizie amerikane, abbiamo sviato dalla centralità del discorso.
            false notizie ripetute più volte diventano verità accettate comunemente.
            Poi per quanto riguarda l’attendibilità di wikipedia italia che l’anno scorso ha dovuto chiedere ufficialmente aiuto alla treccani non ci metterei la mano sul fuoco.
            sai quante segnalazioni sul tardoantico ho dovuto fare per invitare i redattori a leggersi almeno gibbon e ostrogosky?

        • Guarda veramente io come muratore ho lavorato insieme ad un rumeno che elogiava Ceaucescu molti altri che ho conosciuto si dichiaravano esplicitamente fascisti (ferocemente anti-rom e antisemiti), al mio amico muratore al padre una società di speculazioni tedesca aveva fregato la casa….fai attenzione che le cose non sono cosi lineari come pensiamo qui in italia…e pensa che romania ed albania erano veramente il peggio…..secondo sondaggi di 1 anno fa nella ex Germania est la maggioranza degli abitanti rimpiange il vecchio sistema sociale comunista…..in Germania. Sul fatto di Timisoara Marco ha ragione…oramai pure Repubblica riconosce le foto da loro fatte negli obitori…..

          • Il problema…me ne accorgo sempre più conoscendo persone di altre nazioni….e che in Italia siamo veramente il paese del melodramma….il caso dei marò è solo l’ultimo forse i nostri governanti pensavano di essere la “Compagnia delle Indie”….e tra l’altro siamo pesantemente influenzati dalla televisione peggiore del mondo….

          • il 64% dei tesco orientali per essere precisi.
            non è un caso che il die linke che non ha mai rinnegato la SED sfonda proprio in quei lander.
            E poi scusa…. se in russia dove è cominciato il crollo, la causa di tutti i mali, dove il comunismo dovrebbe essere visto come la peste il PCFR è il secondo partito… qualcosa non dovrebbe tornare.
            ricordiamo pure che il democratico eltsin fece bombardare un parlamento regolarmente eletto per impedire che a mosca tornassero i soviet a furor di popolo come invece è successo a minsk.
            e non è che l’inizio…..

          • Venditore di fumo avariato!

            http://www.giornalettismo.com/archives/56254/il-massacro-di-timisoara/

            non siamo più nell’epoca della Luna Nera ne in quello della Sibilla Cumana.

          • bha… non vedo cosa voglia dimostrare sta tua scoperta giornalettistica presa, dopo aver spulciato per ogni dove immagino, da un sito che fa pubblicità a gentiloni peraltro.
            Conferma in buona sostanza che la notizia era fuffa che trasforma in un massacro di portata biblica, qualche decina di morti, di cui la maggioranza militari (questo l’articolo non lo riporta come mai?). il tutto appoggiato oltre che dai siti USA anche da quelli dell’URSS del rinnegato gorbaciov che comunque con la romania aveva rotto molti anni prima, infatti chauchesco era il leader orientale ad avere le relazioni più amichevoli con l’occidente, il che al massimo dimostra come le cosiddette democrazie liberali siano delle lebrose che infettano tutto ciò che sfiorano.
            Poi si lancia in arditi paragoni tra la romania e la cambogia, dimostrando che l’autore ignora completamente che nella folle visione di polpot (che nella seconda fase del suo governo fu appoggiato dagli USA in funzione antivietnamita) era preventivata già nel suo programma politico la riduzione stabile della popolazione della cambogia a 8.000.000 per sostenere il suo maniacale progetto di socialismo agricolo e che per giunta il suo regime fu rovesciato da un intervento militare del governo comunista del viet-nam
            La cosa divertente è che il sito ulula allo sciacallaggio (?) perchè la notizia della notizia falsa è stata usata per dimostrare dai cattivi comunisti per dire che il regime rumeno era meglio della zuppa democratica che gli era stata preparata.
            Come se una democrazia nata dalla menzogna potesse essere qualcosa di diverso da una dittatura imbellettetata.
            Comunque compagni avete fatto male a fare scappare renato.
            Lui come troll era più divertente di gogol…pardon…rublo.
            Almeno lui faceva ridere con la grandiosa potenza degli istrioni consapevoli.
            Questo con la sua pretesa di essere anche preso sul serio è veramente deprimente.
            Se potrebbe organizzare un cambio?

          • pardon, errata corrige, non siti USA e URSS ma agenzie stampa

          • 22 DICEMBRE 1989
            La stessa mattina, tra le 9 e le 11, il ministro della difesa Vasile Milea morì in circostanze misteriose. Un comunicato diramato da Ceauşescu affermava che Milea era stato giudicato colpevole di tradimento e che si fosse suicidato dopo essere stato scoperto. A lungo, la teoria più popolare fu che Milea sarebbe stato assassinato per mano dello stesso Ceauşescu, in risposta al rifiuto di eseguire gli ordini del dittatore. Tuttavia, un’ulteriore indagine realizzata tramite la riesumazione del cadavere nel novembre 2005 accertò che Milea effettivamente si suicidò, sparandosi con la pistola di un proprio subordinato.

            Dopo il suicidio di Milea, Ceauşescu nominò nuovo ministro della Difesa il generale Victor Stanculescu, che dopo una breve esitazione accettò. Stanculescu ordinò alle truppe di ritirarsi e dopo alcune ore, data la criticità della situazione, persuase Ceauşescu alla fuga in elicottero. Rifiutando di applicare gli ordini repressivi di Ceauşescu, Stanculescu aveva praticamente realizzato un colpo di Stato militare.

          • Oltre a Ceausescu e gli Americani (che interessano relativamente a chi ha vissuto in Romania sotto il dittatore)
            si potrebbe parlare anche di stato della civiltà o avanzamento del progresso e non solo dell’aratro nei campi

            Per anni tenuto nascosto dalle autorità, il lebbrosario di Tichileşti ospita ancora alcuni anziani malati. Un solo medico lavora per dare loro una speranza.

            Mihnea Petru Pârvu
            Le piaghe aperte, le ossa scoperte, le dita mancanti. Negli anni novanta i giornalisti descrivevano così un luogo che ufficialmente non esisteva: il lebbrosario di Tichileşti nel dipartimento di Tulcea (nell’est della Romania). In 20 anni la situazione è cambiata. Un uomo ha sfruttato le sue conoscenze mediche e le sue competenze in comunicazione per trasformare l’immagine di questo posto abominevole in idilliaco ospizio per persone colpite da una malattia che si riteneva inguaribile, la lebbra.

            Quando è arrivato a Tichileşti nel 1991, Răzan Vasiliu aveva visto dei lebbrosi solo sui manuali. Ne ha trovati 61. Oggi sono 19 e a 53 anni è l’unico specialista romeno della lebbra.

  5. Siete tutti matti !

  6. Probabilmente è vero che quello di Kim Yong-un è un regime, però sulla questione della guerra dobbiamo dire le cose come stanno: tutto è iniziato con le provocazioni delle esercitazioni aeree di bombardamenti sulla corea del Nord.
    Ma allora dico: se quelli della corea del sud sono tanto buoni e pacifisti, perchè caz.zo provocare il terribile dittatore? È ovvio che poi quello s’incazza e fa la voce grossa.

    Io sono contro il socialismo burocratizzato e dittatoriale di stampo stalinista (anche perchè personalmente non credo che sia un vero socialismo), ma nonostante la mia repulsa verso questi governi cerco di non demonizzare tutto quello che fanno. Se Kim Yong-un schiavizza il proletariato nord-coreano è un brutto str..zo, ma se risponde a delle provocazioni con altre provocazioni non dico che fa bene, ma almeno ammettiamo che c’era da aspettarselo…Non mi si venga a raccontare che i coreani del Sud (e gli americani) sono caduti dal pero dopo che hanno intenzionalmente provocato Kim Yong-un.

    Mi rifiuto di schematizzare: Corea del Sud/buoni, Corea del Nord/cattivi. Come scrive Luca Aschi dovremmo essere per i proletari di tutto il mondo. Per me i buoni in questa storia sono i proletari della corea del Nord (che non so in che condizioni stanno), e i proletari della corea del Sud (che vivendo nel capitalismo stanno sicuramente messi male).

    Ma poi invece di criminalizzare subito realtà a noi sconosciute, perchè non ci facciamo un bell’esamino di coscienza? In quale Paese tre persone si sono appena suicidate, perchè disperate dalle condizioni di vita? Nella terribile corea del Nord? No, nella giusta e capitalista Italia. Kim Yong-un sarà pure un criminale, ma né meglio né peggio dei nostri Monti, Berlusconi, Andreotti e compagnia cantando…
    Altra domanda: chi è che ha affamato mezz’Africa alzando il prezzo delle derrate alimentari con la speculazione? I cattivi stalinisti? Non mi sembra. Quindi invito a seguire il consiglio di Marco: prima di lanciarsi contro questo o contro quello cerchiamo di conoscere meglio la situazione.
    Anche perchè poi il passo che si fa dal pensare: “Quello è un terribile dittatore”, a pensare: “È giusto invaderli per portargli in regalo la democrazia” è un passo proprio breve-breve.

    • bell’intervento, utile alla discussione.
      Non ne condivido proprio tutti i punti, ma è questo il bello della dialettica.
      Espresse così, senza pregiudizi, dogmatismi e con molta voglia di conoscere direttamente e criticamente la realtà, le differenze non sono un problema, ma una ricchezza.
      Credo che tutti dovremmo chiedere alla dirigenza di rimuovere i divieti di incontro tra circoli e delegati politici dei partiti comunisti-fratelli .
      potrà non piacere il termine ma è questo quello che storicamente si usa quando si parla delle relazioni tra partiti comunisti.
      esempio:
      Il PCdI non mi piace assolutamente, ma quando mi rivolgo a lui parlo in termini di “partito fratello”.
      non l’ho inventata io sta definizioni e personalmente sarei per mantenerla, perchè comunque richiama a un desiderio di unità, anche quando questa purtroppo è ben lungi dall’esserci.

      • Fra' Dolcino

        Sono personalmente d’accordo con Marco e con Tom, e non è la prima volta. In più userei maggiore prudenza a ” bere” tutte le stronzate che i gazzettieri di regime e nei libri paga della CIA ci ammanniscono quotidianamente, vuoi su Cuba, vuoi sulla Bielorussia, vuoi e principalmente sulla Korea del nord. Io non vi sono mai stato, come tutti voi d’altra parte , ma ho una certa dimestichezza con gli asiatici ( moglie, amici) e vi assicuro che il ” culto della personalità” come dite voi, è molto presente in alcune culture Asiatiche , e non per questo sono peggiori.. Vi faccio un piccolo esempio storico : Il Re dei Re Serse camminava fra due ali di popolo prostrato a terra e che non poteva MAI rivolgergli la schiena, pena la morte, ma siete sicuri che la grande Sparta , che chiamava ” oi barbaroi” i Persiani, fosse, almeno secondo i nostri attuali parametri, più ” civile”, abbandonando i SUOI figli minorati ( anche solo un banale ” piede torto” o “equino”)ai lupi, per non compromettere la razza, che, per inciso, campava sulla schiavitù Ilota?

        • Ma guarda è ovvio che nei confronti della Corea del Nord c’è anche un fortissimo pregiudizio ideologico da parte dell’Occidente (teniamo conto del fatto che è un paese praticamente isolato dal resto del mondo). Ma questo non mi impedisce di esserne consapevole e di criticare “da sinistra” i molti lati oscuri della dinastia (perchè di questo si tratta) dei Kim. Per quanto riguarda il tuo ultimo passaggio è vero quello che dici: la cultura persiana era meravigliosa (tra l’altro anche più antica di quella ellenica) e i persiani sicuramente non erano più “barbari” di quanto non lo fossero gli stessi. Non so se hai mai visto il film “300″: ecco quel film riassume inconsapevolamente in pieno secondo me il pregiudizio di superiorità dell’occidente nei confronti del resto del pianeta: gli Spartani che lottano per la “libertà” contro un tiranno orientale e contro il suo esercito di mostri. Ma quale libertà se quella spartana era uno società militarista e fortemente gerarchica in cui era istituzionalizzata la pratica di eliminare fisicamente i più deboli. Per cui il tuo ultimo passaggio lo trovo altamente condivisibile.

          • Fra' Dolcino

            Grazie per il contributo. Il mio era un semplice paragone, per mostrare come il velo dell’ipocrisia e del pregiudizio, spesso foderi gli occhi di prosciutto..D’altra parte quanti di quei compagni che criticano ferocemente la Korea del nord ( ed io sospendo il giudizio, pur avendo notevoli perplessità), sostengono entusiasticamente il Dalai-Lama, espressione della più bieca teocrazia SCHIAVISTICA del mondo?? Ma lo sapete cosa era il Tibet prima che lo liberassero i cinesi ?? E dico LIBERASSERO , proprio nel senso degli alleati della II guerra mondiale che arrivavano in Italia o in Germania…

          • in realtà sparta fu la prima ad inventare la divisione dei poteri e la proprietà collettiva.
            i due re non erano di sangue ma elettivi e i loro poteri erano molto limitati. chi formulava le leggi era il consiglio degli anziani, chi le votava era l’appella(ovvero la totalità della cittadinanza nei pieni poteri civili), chi vigilava sulla loro applicazione erano gli efori.
            dopo l’agoghè i giovani venivano adottati da altre famiglie annullando così le differenze di classe.
            le terre, le risosrse e persino gli schiavi (non inorridiamo, nel mondo antico la schiavitù era una costante di tutti i popoli) appartenevano allo stato che li forniva ai cittadini in base alle loro necessità, persino la moneta era fisicamente concepita in modo ingombrante per renderne difficoltoso l’accumulo. I cittadini si chiamavano tra loro oi omoi, gli uguali…. il rovescio della medaglia era ovviamente che per accedere ai diritti di piena cittadinanza bisognava tra agoghè e servizio militare aver speso almeno 14 anni al servizio dello stato, in un periodo storico in cui la vita media era stimata tra i 30 e i 35 anni.

          • La schiavitù è una costante moderna nel mondo arabo, ma ovviamente silenzio stampa … si sa che gli islamici tagliano la testa ai comunisti!

          • Marco io in realtà sono che quella di Sparta era un ARISTOCRAZIA degli omoi, cosa ben diversa. Gli Iloti ad esempio erano contadini privi di diritti politici. Il concetto di uguaglianza era molto relativo

      • Marco, visto che mi trovo spesso d’accordo con te e stimo il tuo punto di vista (pur essendo io contrario ad alcune tue posizioni), ti posso chiedere che idea ti sei fatto del PCC in seguito all’incontro che citavi? Perchè io, avendo soltanto informazioni parziali, mi sono fatto l’idea di un partito che ha “tradito” l’ideale comunista, nel senso che ha sostanzialmente aperto al capitalismo e al mercato. Però come dicevo non sono bene informato, e volevo sapere la tua.
        Comunque sono d’accordo sul chiedere alla dirigenza di rimuovere i divieti di incontro tra circoli e delegati politici dei partiti comunisti-fratelli. Prima del congresso ci saranno varie assemblee, penso ci sarà modo di sollevare la questione.

        • guarda ovviamente i limiti della loro applicazione della NEP (perchè tale considerano il loro socialismo misto) sono moltissimi.
          Lui stesso ammise più di una volta che non si può aprire la finestra e non aspettarsi che entri qualche zanzara (cito a memoria).
          Di contro è ferma la loro posizione di tenere le vere leve del potere economico in mano collettiva ed impedire che il capitale interferisca con la vita dello stato. Esemplare per questo è la frase che il compagno segretario hu jin bao disse nel 2008 “si ricordino le aziende che qui da noi, la libera impresa non è un diritto, ma una concessione” così come il blocco sempre da parte di hu jin bao delle privatizzazioni dei terreni volute da deng xiao ping.
          In molto l’ultimo segretario del PCC ha mutuato dalla corrente “cantare il rosso” del purtroppo decaduto bo xi lai.
          Poi il limite dei mandati di segreteria, rende la linea del partito molto mutabile a seconda del segretario di turno.
          deng era certamente di destra, jang zemin era un denghista più moderato, hu jin bao sicuramente era spostato sul lato sinistro.
          Comunque sia un incontro di tre ore è stato veramente troppo poco per avere un quadro un minimo soddisfacente.
          Però più di ogni altra cosa posso dire che ne ricordo una, la frase che disse appena entrò in sezione e che credo che ricorderò per sempre come una delle frasi che in vita mia hanno toccato le corde del mio cuore: “grazie, vi ringrazio per avermi invitato qui, a casa vostra, che è anche la mia casa, perchè io, come voi, sono un comunista”

          • Grazie per la risposta. Come volevasi dimostrare, ho imparato di più sulla realtà cinese dialogando con un compagno (con idee pur diverse dalle mie), che guardando tutti i tg o leggendo tutti i giornali dei mass media.

        • no, sparta era una oligarchia basata sul diritto di cittadinanza piena, che si acquisiva solo attraverso il servizio militare.
          al quale per accedervi, era necessario superare l’agoghè e ovviamente le selezioni eugenetiche comuni in quasi tutte le società del mondo antico.
          il censo per diritto di sangue era proprio escluso, essendo la monarchia elettiva e la famiglia una realtà molto più burocratica che non reale.
          quindi non essendoci un diritto di sangue non poteva esistere un’aristocrazia.
          Un pò come durante l’impero romano, da noi erroneamente percepito come una monarchia, invece era sentito come una prosecuzione della repubblica dai suoi cittadini.
          L’oligarchia in quel caso era civile (senatoria) e militare.
          entrambe con una mobilità sociale molto elevata (giustiniano era figlio di contadini e suo zio, l’imperatore giustino, iniziò la sua carriera come centurione delle scholae palatine).
          Per arrivare ad un’aristocrazia come la intendiamo noi, bisogna aspettare poco dopo l’anno mille, l’imperatore romano d’oriente, costantino IX monomaco che riforma la superstite pars orientis in senso monarchico

          • Si, sono stato poco preciso e non mi sono rifatto alla distinzione aristocrazia e oligarchia. Usare il termine aristocrazia è impreciso. Cmq complimenti, hai davvero un’ottima conoscenza del mondo antico. Scusa la curiosità e se esco fuori tema, ma per quanto riguarda l’impero romano, la trasformazione da principato in dominato comincia con i Severi o con Diocleziano? Molte fonti non concordano.

          • diocleziano di fatto esautora il senato da molte se funzioni. cosa più importante abolisce de facto, anche se non de jure, le province senatorie e con la tetrarchia toglie lo strumento più importante, di chiara matrice repubblicana, al senato.
            Ovvero la ratifica della successione imperiale. Consentendo all’augusto di associarsi in vita e con pieni poteri, un cesare al trono.
            Non siamo ancora alla successione di linea di sangue però. Conta che ancora nell’impero d’oriente, nei momenti di crisi il senato aveva l’ultima parola nella nomina imperiale, come nei casi di giustiniano, foca ed eraclio (gli ultimi due addirittura iniziano come centurioni comitali).
            Indubbiamente i dominii sono una caratteristica dell’ultima fase dell’impero, dopo la crisi del III secolo, quando ai funzionari di stato preposti ad un compito per semplice scatto di carriera, si cominciano a nominare fiduciari imperiali, slegati dalla macchina amministrativa e della legge e legati alla volontà e alla persona dell’imperatore, piuttosto che allo statuto delle leggi.
            il dominio come forma di governo stabile è quindi una forma tarda e comuque anche lì latente.
            ti ricordo che lo stesso giuliano preferì adottare come modello il principato, cioè considerarsi un primo tra i magistrati piuttosto che un monarca.
            nel misopogon fa riferimento più volte, in maniera ironica, al suo essere sottoposto alla supremazia della legge.
            Con i severi piuttosto che una riforma strutturale dello stato,abbiamo una serie di leggi che ne accentrano il controllo militare.
            Ma nella mentalità romana almeno fino alla fine del VI secolo, le due forme amministrative non possono coincidere, se non per brevi periodi e in emergenza.
            Il primo esempio di giurisdizione romana che unifichi a se poteri civili, giudiziari e militari in pianta stabile è quella dell’esarcato.

          • Usare il termine aristocrazia è appropriato, in quanto si riferirebbe al governo degli aristoi, ovvero i migliori. Nella società greca si indicava con il termine aretè l’eccellenza (o anche virtù). Quindi chi si dimostrava eccellente o virtuoso poteva far parte degli aristoi. Da qui aristocrazia. Il termine come lo usiamo oggi in senso “dinastico” infatti risale a tempi più recenti.

          • si, ma sparta era uno stato di cittadini e non.
            i cittidatini governavano, gli iloti erano considerati forza lavoro, carburante, proprietà dello stato, vedi te il nome che preferisci.
            Analizziamo invece i cittadini nel pieno possesso delle loro funzioni. tra loro si definivano omoi e dentro l’appella il voto li rendeva uguali a dispetto delle differenze sociali che comunque erano forzosamente smussate.
            i re erano elettivi, così come gli anziani.
            Unica carica a vita, misto tra religione e meritocrazia nella conoscenza della giurisprudenza riguardava gli efori.
            quindi non si può parlare di migliori nel senso in cui lo intendendevano gli ateniesi.
            in quanto sangue e censo erano assolutamente relativi.
            oligarchia, nel senso di capacità di gestione legislativa o di controllo del maggior numero di corporazioni di voti nell’appella direi che filologicamente parlando è il termine più esatto

  7. Le riflessioni di Fidel Castro espongono tutte le vere preoccupazioni

    Il dovere d’evitare una guerra in Corea
    Alcuni giorni fa ho fatto un riferimento alle grandi sfide che affronta oggi l’umanità. La vita intelligente è sorta nel nostro pianeta circa 200.000 anni fa, se non appaiono nuove scoperte che dimostrino altre cose.
    Non va confusa l’esistenza della vita intelligente con l’esistenza della vita che, dalle sue forme elementari nel nostro sistema solare, è sorta milioni di anni fa.
    Esiste un numero praticamente infinito di forme di vita. Nel lavoro sofisticato dei più prestigiosi scienziati del mondo, si concepisce già l’idea di riprodurre i suoni che sono seguiti al Big Bang, la grande esplosione avvenuta più di 13.700 milioni di anni fa.
    Questa introduzione sarebbe troppo estesa se non fosse per spiegare la gravità di un fatto tanto incredibile e assurdo come la situazione creata nella Penisola della Corea, in un’area geografica dove si raggruppano quasi 5 mila dei 7 mila milioni di persone che in questo momento abitano il pianeta.
    Si tratta di uno dei più gravi rischi di guerra nucleare, dopo la Crisi d’Ottobre nel 1962 attorno a Cuba, 50 anni fa.
    Nel 1950 si scatenò là una guerra che costò milioni di vite. Erano passati solo 5 anni da quando due bombe atomiche erano esplose sulle città indifese di Hiroshima e Nagasaki, e in questione di pochi minuti uccisero e irradiarono centinaia di migliaia di persone.
    Nella penisola coreana, il Generale Douglas MacArthur voleva usare le armi atomiche contro la Repubblica Popolare Democratica della Corea. Ma nemmeno Harry Truman glielo permise.
    Come si afferma, la Repubblica Popolare della Cina ha perso un milione di coraggiosi soldati per impedire che un esercito nemico s’installasse alle frontiere di questo paese con la loro Patria. La URSS, da parte sua, aveva fornito armi, appoggio aereo, aiuto tecnologico ed economico.
    Ho avuto l’onore di conoscere Kim Il Sung, una figura storica, notevolmente valoroso e rivoluzionario.
    Se là scoppiasse una guerra, i popoli delle due parti della Penisola saranno terribilmente sacrificati senza benefici per nessuno di loro.
    La Repubblica Popolare Democratica della Corea è sempre stata amica di Cuba, come Cuba lo è stata sempre e continuerà ad esserlo con lei.
    Ora che ha dimostrato le sue conquiste tecniche e scientifiche, le ricordiamo i suoi doveri con i paesi che sono stati suoi grandi amici e che non sarebbe giusto dimenticare che questa guerra danneggerebbe in modo speciale più del 70% della popolazione del pianeta.

    Se lì scoppiasse un conflitto di questo genere, il Governo di Barack Obama, nel suo secondo mandato, sarebbe sepolto da un diluvio di immagini che lo presenterebbero come il più sinistro personaggio della storia degli Stati Uniti. Il dovere d’evitarlo è anche suo e del popolo degli Stati Uniti.

    Fidel Castro

  8. Allora, vedo che un chiarimento da parte mia è doveroso.
    Non credevo fosse necessario, ma ci sono troppe anime candide che si scaldano partendo da preconcetti.
    La mia non è una posizione nè pro, nè contro il PLK.
    La mia è una richiesta di dialogo e confronto che vada oltre i normali canali di informazione filtrati dai regimi occidentali.
    Ad esempio, penso al caso Lukashenko.
    Ci siamo abituati a ripetere che egli è un dittatore sanguinario, perchè questo è il mantra che ripetono ossessivamente i nostri media e i nostri politici.
    Eppure gli osservatori dell’OSCE hanno giudicato le ultime 2 tornate elettorali in bielorussia sostanzialmente regolari.
    E andando alla cicciA politica del discorso, bisogna ricordare la questione posta dal segretario di stato USA alle penultime presidenziali bielorusse. “non lamentiamoci del fatto che lukashenko abbia preso l’80% dei consensi, chiediamoci piuttosto perchè l’80% dei bielorussi ha votato per il partito del comunismo democratico di lukashenko”
    le questioni di analisi secondo me andrebbero fatte con una diversa prassi, ovvero quella del confronto diretto.
    è ancora in vigore il divieto imposto ai tempi di bertinotti, da parte delle delegazioni dei partiti fratelli, di accettare inviti da parte dei circoli.
    Figuriamoci che non so nemmeno se addirittura permane la mancanza di relazioni, non con il PLK o il partito del comunismo democratico di bielorussia, ma addirittura verso il partito comunista di moldavia o il KKE greco (magari qualcno mi può dare informazioni a riguardo)
    Questo è ovvio crea un grande vulnus di informazione.
    Basterebbe rimuovere la fatwa per dare il via ad una serie di confronti che di certo arricchirebbero tutti, senza necessariamente far cambiare le idee (magari potrebbero anche trovare le agognate conferme i critici ad oltranza dei sistemi a socialsmo realizzato.
    Va detto che una volta rimosso il divieto ab origine , basta fare gli inviti e vedere chi accetta.
    Il cattivissimo PCC, va detto per amore di cronaca, non fece alcun problema ad accettare l’incontro, anzi si dissero dispostissimi a proseguire e incrementare scambi e relazioni.
    Eppure a quell’incontro non mancarono nè le domande critiche (cosa ottima), nè le provocazioni (cosa pessima).

    • Giulio Tiradritti

      Mi spiegate come si fa, da comunisti, a dare la responsabilità ai comunisti stessi? Dall’art. del signor Frediani, sembra che la crisi dipenda tutta dalla Corea del Nord. Ma allora che cosa stiamo a fare? Berlusconi non ci va bene, Lukashenko non ci va bene, Fidel Castro non ci va bene. Ma allora che vogliamo noi comunisti? Il comunismo deve essere così, deve difendere lo Stato, i suoi cittadini, lo Stato sociale, il lavoro. Ho letto, sempre sul commento, che la Corea del Nord, è un paese povero. Ma allora perché siamo qui a scrivere? E’ forse migliore la Corea del Sud o il Giappone, che devono importare tutto,e hanno densità di 300 ab/Kmq? Come fa uno che si dice comunista, e che quindi deve difendere il comunismo, a dire che il comunismo ha fallito? A che modello aspiriamo, a Lenin, a Togliatti, a Che Guevara, a Marx, a Stalin, a Lukashenko, a chi?

      • in effetti non per ripetermi, ma…”OGNI RIVOLUZIONE è INUTILE SE NON HA LE ARMI PER DIFENDERSI” (LENIN- STATO E RIVOLUZIONE- VOL. I)

      • Tiraditti, sei proprio duro “di comprendonio”. Con una aggravante, inventi e attribuisci responsabilità che non ci sono mai state: NESSUNO ha mai attribuito responsabilità ad “alcuno”. Si parla di fatti reali e di una preoccupazione reale per una escalation bellica che potrebbe esplodere mietendo inutilmente VITTIME. Con toni diversi ricorda le parole di Fidel Castro ed è evidente quanto siano simili questi due modi di descrivere e parlare della situazione :http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=42386&typeb=0&Appello-di-Fidel-Castro-al-Nord-Corea-evitare-la-guerra Rileggiti l’articolo sopra e, forse, alla CENTESIMA volta lo interpreterai come si dovrebbe!

  9. La tecnica di dire : ” quello non è’ il vero comunismo” oppure “il comunismo e’ un’altra cosa ” e’ una pratica vecchia e non attacca più. d’altronde quale potrebbe essere la vostra linea di difesa? La tecnica dell’av.to Taormina nel difendere la mamma omicida di Cogne? ( facimm ammuina)
    Il comunismo e’ un obbrobrio sotto tutti i punti di vista, non se ne salva uno.
    Se ci fosse “libertà” ma non benessere lo capirei
    Se ci fosse ” benessere” ma non libertà’ lo capirei
    Non c’è’ nulla di buono in nessun regime comunista al mondo.
    È voi direte: quelli non sono regimi comunisti.
    Allora se sono solo nella vostra fantasia malata, un sogno, smettete la di parlare di politica ..( infatti gli elettori vi hanno capito e vi snobbano)

    Quanto a questi regimi sono un pericolo per il mondo se cadono in mano a stupidi o fanatici, non avendo contrappesi interni o altri poteri di controllo e veto rispetto al vertice.
    Quindi gli occidentali alla prima loro mossa offensiva li devono asfaltare.
    Salvando i civili che sono solo prigionieri incolpevoli del grande carcere che è’ oggi la Corea del nord

  10. Marcello Marke

    Mi auguro che la questione si risolva al più presto, senza spargimenti di sangue e radiazioni, sopratutto spero in una liberazione del popolo nord coreano, come avvenuto da noi(da parte partigiana, gli americani nel loro sistema di liberatori dei popoli hanno il doppio fine), il COMUNISMO non è dittatura, tanto più con utilizzo delle armi, non riconosco assolutamente con il termine “comunista” paesi come la corea del nord.

  11. Spero che i commentatori più seri capiscano, che alcune mie risposte tipo “gulp”, “perbacco”, ecc.. fatte ad alcuni commenti, non sono dovute a maleducazione, ma al naturale senso dell’umorismo a cui predispongono i commenti stessi. Poi se alcuni sono solo dei provocatori forse è meglio rispondere così.

    • Ha parlato il Messia. Oh scusa, è il naturale senso dell’umorismo cui predispone il tuo commento.

      • Mi dispiace, ma non lo accetto. Impara a rispettare le opinioni dei compagni. Se rispondi con “gulp”, “perbacco”, “chi l’avrebbe mai detto” non è senso dell’umorismo, è ridicolizzare. In sezione rispondi così agli interventi dei compagni???????

        • Ovviamente tranne che per la cazzata che ha scritto Martino: “asfaltiamoli”. Lui è un provocatore. Io sono un comunista, sono militante e dirò sempre come la penso

        • Non farebbe male un’analisi tra i compagni su ” Serieta’ ” e ” Umorismo ” …..

  12. la congiura degli eguali

    ed il ruolo dell’imperialismo yankee, qual’è quello di pacificatore?; hanno disseminato l’asia di basi di guerra per il controllo totale dell’area che, tranne alcuni periodi, è stata ed l’area più importante del commercio mondiale; la corea è divisa in due a causa dell’imperialismo amerikano, questo non bisogna mai scordarlo; questo non vuol dire essere solidali con il regime, perchè di regime si tratta, però solo gli stolti possono sorvolare sul ruolo nefasto esercitato dagli anni 50 ad oggi, dagli yankee nella zona; non si venga a sproloquiare di una corea del sud democratica e prospera; perchè le lotte popolari vengono sistematicamente represse, ed i diritti sindacali non godono di ottima salute.

    • Ritengo che il regime nordcoreano sia una feroce dittatura, caricatura tragica e macchiettistica allo stesso tempo del marxismo. Se qualche compagno dissente ok, ma nessuno mi può convincere che lì c’è il socialismo. L’ideologia ufficiale del partito dei lavoratori coreano è lo juche, una sorta di ibrido di marxismo, nazionalismo e tradizionalismo coreano unito ad un culto della personalità che rasenta il ridicolo. Concordo sul fatto che molto spesso si tende a tralasciare le nefaste conseguenze dell’imperialismo americano e si vuole vedere solo una parte della verità

        • Se controargomentassi invece di fare l’imbecille leggerei quello che hai da scrivere. E non farei il cabarettista.

      • Sig.Luigi la penso come lei spero che siamo in molti…a quanto pare cè qualche infiltrato fascista nel Prc che chiama fratelli quella gente la!Bene chi si comporta in questo modo nn è degno di definirsi comunista!Saluti

        • c’è chi da del fascista a chi il PRC lo ha fondato e anche questa è una cosa gravissima che al partito fa molto male.
          Eppure anche loro sono da considerare fratelli, compagni che sbagliano a cui va spiegato che la dialettica è ben altra cosa.
          Anche loro vanno ascoltati, rispettati, e considerati parte di questo partito con la stessa dignità degli altri.

        • ps.
          c’è anche qualcuno che scrive usando il lei.
          Costui evidentemente ignora che per vecchia e consolidata tradizione, questa forma impersonale è volutamente usata tra i comunisti, solo come massimo insulto tra le righe.
          Una così profonda ignoranza formale potrebbe anche far sorgere il dubbio che non si tratti di compagni, ma di provocatori.

          • No carissimo tu ti sbagli di grosso!rispettare i Nord Coreani?Io rispetto il popolo che è sottomesso,privato di ogni tipo libertà no i generali e lo stesso dittatore!A me hanno sempre insegnato che per Socialismo si intende rispetto,uguaglianza e libertà,l’ultimo punto è la cosa principale per costruire un vero socialismo.Un popolo che è costretto a piangere per la morte del dittatore è vergognoso…e quello sarebbe socialismo?Non esiste nessun socialismo quando la libertà del popolo ,dignità nn viene rispettata e lo ripeto finchè ho voce quelli sono più conservatori e reazionari degli U.S.A!Ce l’ha insegnato Chavez come si costruisce un vero socialismo tagliando le spese militari,mensa per i poveri e al suo funerale la gente ,il popolo Venezuelano piangeva con verità nn perchè era costretto!a buon intenditor poche parole.Devono essere i lavoratori ,il popolo ,no un ciccione viziato che per ingrandire e sviluppare il settore militare fa morire di fame il suo popolo.Il diretto interessato di comunista ha ben poco:è dittatore,priva della libertà,fa incrementare il settore militare,adotta la pena di morte.Mi dispiace ma da Berlingueriano(fiero di esserlo) nn accetto che siano miei fratelli.

          • ahahaha io il Lei lo uso come lo si usa in ITALIANO per portare rispetto!

          • Ps:poi ti sbagli di nuovo caro Marco (nn ti chiamo compagno perchè secondo me nn lo sei,che ci vuoi fare per me uno che chiama fratelli quelli là ,è solo fascista anche se è nel Prc)nei miei confronti nn sono un provocatore sono un normale figlio di un operaio il quale ha lottato tutta la vita per i suoi ideali di sinistra volti alla libertà,uguaglianza e diritti sociali.Quindi caro viso coperto nn hai da insegnare nulla…

          • si vabbhè… ma a parte repubblica della quale sei un accanito lettore, quali basi fattive hai a supporto del mantra sulla povera popolazione costretta a piangere?
            Ci hai mai parlato con un militante del PLK?
            Se è si, come hai fatto visto che il PRC vive da anni nel progressivo isolamento internazionale in cui l’ayatollhà bertinotti lo a segregato?
            Altro che PLK…. almeno loro con il PCC ci parlano…. noi non riusciamo nemmeno a parlare col KKE!
            Di quali oscuri strumenti di chiaroveggenza che a noi mancano disponi?
            Per la cronaca, chavez non ha mai esistato ad usare il pugno di ferro contro i nemici della rivoluzione e in difesa dei ceti subalterni.
            Di più, si è sempre sforzato di creare un fronte internazionale contro l’imperialismo americano il più ampio possibile, senza fare le discriminazioni razziste, etnocentriche, oligarchiche e di “civiltà” che fai tu.
            e di questo può solo essere lodato come il grande comandante che è stato e che ci ha regalato la prima vittoria di portata mondiale, dopo la sequela infinita di sconfitte a cui berlinguer e i suoi epigoni ci avevano assuefatto.

          • Giacomo
            6 aprile 2013 – 11.02

            ahahaha io il Lei lo uso come lo si usa in ITALIANO per portare rispetto!

            direi che questa ignoranza delle più elementari tradizioni di base basta a qualificarti come troll.
            Per la cronaca, durante il V congresso io fui severamente ammonito dai miei compagni e dal segretario di sezione, perchè risposi ad un intervento della deaina dandole sempre e volutamente del lei, cosciente di essere offensivo.
            Se devi infiltrarti a far casino, sarebbe meglio che prima studiassi le consuetudini delle realtà che vuoi andare a molestare.
            Per quanto mi riguarda seguo la linea, non do corda ai troll e quindi passo e chiudo con te…… anzi…con lei.
            Arrivederla

          • Giacomo
            6 aprile 2013 – 9.07

            Sig.Luigi la penso come lei spero che siamo in molti…a quanto pare cè qualche infiltrato fascista nel Prc che chiama fratelli quella gente la!Bene chi si comporta in questo modo nn è degno di definirsi comunista!Saluti

            ——————————————-
            il lei non lo ha dato a me ma al compagno luigi.
            almeno si ricordi le provocazioni che fa.
            come troll lascia decisamente a desiderare.
            ne ho incontrati di più divertenti.
            Mi sta facendo sinceramente rimpiangere modem e renato…. almeno con viva peppe crillo, mi ci facevo quache risata, la comicità era tutta farina del suo sacco non un copia e incolla dal sito di repubblica

          • Ma fammi il piacere vai!io sono fiero dei miei ideali perchè chi me l’ha insegnati i valori le conosce meglio che di te caro viso coperto…gente che ha fatto il 68 gente che ha militato in lotta continua negli anni di piombo,gente che ha lavorato una vita sotto padrone ascolta caro Marco nn venirmi a insegnare i valori della sinistra e nn mi sparare PCC e sege varie so tutti da eliminare …dopo Mao è finito tutto!

          • sai tutto certo.
            Sulle pagine di repubblica si trova tutto.
            caro il mio repubblichino.
            io per proteggere i compagni, anche quelli di cui non condividevo niente mi son preso le manganellate, tu invece immagino che sei uno che i compagni li andava a denunciare per farsi bello con padroni e sbirri

          • mai andato dagli sbirri, preferivo la Gestapo o il il KKK,

          • Io sono il vero Giacomo quello berlingueriano nn quello che ha commentato poco fà alle 14 e 30!Cmq caro Marco vergognati a parlare così ad uno come me che provengo da una famiglia di sinistra,vergognati nn puoi parlare cosi di una persona che nn conosci è segno di grande maleducazione…prima di tutto leggo il manifesto,nn sono repubblichino ma il fascista in questione sei tu,e stai tranquillo che uno che proviene da una famiglia di operai a maggior ragione che hanno militato nei partiti come lotta continua negli anni di piombo (quando era difficile manifestare)nn venire ad insegnare la giustizia a ma capito?che gli insegnamenti ce l’ho avuti buoni…

          • guarda che quello che rifiuta il dialogo sei tu.
            quello che è razzista contro gli asiatici sei tu.
            quello che non vuol sentire ragioni che non siano scritte su repubblica sei tu.
            chi non ha idea di cosa sia la dialettica tra compagni sei tu.
            quello che insulta i compagni ignorando chi siano e dandogli dei fascisti sei tu.
            quello che ha le sue posizioni violente e dogmatiche sei tu.
            ti ricordi da solo le tue dichiarazioni o devo riostartele una per una?
            ti prego di evitarmi la fatica, oltretutto sarebbe penoso, però se proprio insisti lo faccio.
            ora non so cosa intendi tu per fascista, ma se apri un manuale di storia a casa mia viene fuori il tuo ritratto.
            ps.
            noterai che in questo post mi sono confrontato con molti altri compagni che non la pensano come me.
            Nessuno ha usato i tuoi toni.
            nessuno ha usato posizioni assolute.

          • Rifondazione Comunista è un grande partito onesto e pulito pieno di valori ma da quanto ho capito cè da fare una grande pulizia all’interno!ci sono troppi che nn sono ideologicamente del Prc ma appartengo soprattutto alla destra conservatrice del Pcml.Aggiungo che nn stanno bene questi individui all’interno di un partito fatto da anime come quelle di Ferrero che segue le grandi battaglie di Landini..

          • ahahaha io nn sono razzista con gli asiatici caro Marco!!io lo sono verso i dittatori che è molto diverso e per essere veramente comunista lo devi essere anche tu..cmq mi dispiace ma ripeto rinfondazione contiene troppe anime diverse…

          • Sì ma se ci mettiamo a fare a chi è più comunista siamo veramente alla frutta…

          • intendi dire che RC è come una grande cloaca in cui sono refluiti
            tutti gli scarti organici del comunismo ?
            guarda che potrei offendermi …e poi non rendermi conto più di quello che dico … che già ogni tanto mi capita

          • Cmq cari compagni bisogna difendere prima di tutte le altre cose , la LIBERTà,SALUTI A TUTTI VOI!W Berlinguer e le sue idee che nn moriranno mai!

          • Caro compagno Giacomo, secondo me non è questo lo spirito giusto. Innanzitutto noi comunisti dovremmo cercare di evitare di avere feticci. Berlinguer è stato un grande segretario del PCI, coi suoi pro e i suoi contro, però evitiamo di farne un feticcio. Se no siamo tali e quali ai fasci che girano con la foto del duce ma non sanno nulla del fascismo.
            Poi io credo che un’ottica di fratellanza come quella di Marco sia auspicabile nel PRC, soprattutto in questo momento. Possono esserci divisioni sul giudizio che diamo ai vari marxismi, ma non deve essere questo un motivo sufficiente per non considerare compagni chi è sinceramente per il socialismo e per l’eguaglianza fra le persone e fra i popoli. Facciamo che ci dividiamo quando abbiamo redistribuito la ricchezza ed instaurato il socialismo? Così fino ad allora possiamo considerarci compagni? Così possiamo manifestare fianco a fianco contro le porcate che ci propinano i capitalisti? :)

          • Caro compagno Tom, lascia perdere i fratelli, qui qualcuno senza avere la foto del duce in tasca è riuscito persino a difendere i brigatisti (terroristi) che dall’estero ridevano dell’Italia, non quella del capitalismo ma dell’Italia intera.
            Altri commenti sarebbero da evitare.

          • se dici che sei contro il culto della personalità in asia, vuol dire che non sai nulla del confucianesimo.
            Movimento di idee tipico di quella regione del mondo contro anche mao lottò, senza ottenere risultati.
            Non capire questo, significa non capire quelle culture di etnia mon-kmer e quindi reputarsi implicitamente superiori.
            Per evitare di fare questo sarebbe meglio sospendere i giudizi fino a che non si sia in possesso di dati certi e diretti.

            Comunque va bene ti passo quella sul razzismo? e tutto il resto però è giusto mi pare.
            Come?
            fai l’antistalinista e poi parli di purghe?
            fai l’antifascista e poi mi parli di purezza ideologica, tema caro a josiph goebbels?
            Io non sono così ipocrita e proprio per questo do solidarietà a tutte le sensibilità diverse dalla mia.

          • Ma che c’entrano i brigatisti? A parte il fatto che anche i partigiani erano terroristi, nel senso che per combattere utilizzavano tattiche terroristiche…il problema della lotta armata negli anni di piombo è stato che non c’era il consenso popolare. Anche Lenin sarebbe stato contro le BR. La lotta armata andava fatta nel biennio rosso stroncando sul nascere il fascismo.
            Ma qui vedi, ci incartiamo in discussioni vuote. Se ti leggi lo statuto del PRC vedrai che non c’è nessuna discriminante che riguarda giudizi sulle società a socialismo realizzato. Siamo tutti compagni comunisti, potrà non piacerti ma è così.
            Poi che ultimamente si sia presa una piega socialdemocratica che ha messo i paraocchi al partito è vero. Ma io sono per tornare alla nostra identità e ripartire da noi: Marx-Engels.
            Io non sono stalinista, ma la concezione dell’eguaglianza fra le persone e fra i popoli è sostanzialmente uguale a quella che ha uno stalinista. Se ci si divide ancora prima di arrivare al socialismo siamo fregati…I capitalisti si fregano le mani pensando “divide et impera” e vedendo che siamo tutti divisi, pur volendo tutti il socialismo. Ognuno più comunista dell’altro, ovviamente.

          • rispondevo a Giacomo

  13. Si stanno preparando alla guerra….asfaltiamoli !!!
    Radiamo al suolo la Corea del nord e regaliamo le macerie ( e gli abitanti incolpevoli) alla Corea del sud, libera e democratica

  14. valerio di Livorno

    Sono comunista da tre generazioni ( mio nonno, mio padre ed io ). Mi è stato insegnato che comunismo vuol dire liberazione, giustizia sociale, eguaglianza, lavoro, diritti, dignità e pace. Per questo il comunismo italiano è stato e sarà il migliore al mondo. Il vero comunismo. Noi comunisti italiani non dobbiamo vergognarci di nulla. Dei grandi comunisti italiani : Gramsci, i fratelli Cervi, Berlinguer. Nel mondo ? Che Guevara. La corea del nord non è comunista, ma è un regime “travestito” da comunista. E il suo leader è solo un dittatore, che rischia la vita del suo popolo. Ventiquattro milioni di persone, per una guerra folle e senza senso. Paesi “travestiti” da comunisti hanno fatto solo il male del comunismo italiano. E continuano a farlo !

    • Bravissimo,bravissimo mi congratulo con te che la pensi come me!onore al vero socialismo volto alla libertà e all’uguaglianza!Saluti

    • Valerio: il comunismo italiano non è mai andato al potere e di socialista ha costruito ben poco (bada bene: non gliene faccio una colpa, è solo una constatazione) e infatti si vede dove siamo arrivati: in un paese in cui ci si uccide perchè si è rimasti senza lavoro e non si può vivere con una pensione da fame. Penso che quanto ha fatto Cuba in A. Latina sia molto di più di quanto abbiano fatto i comunisti in Italia. Il comunismo migliore penso sia comunque quello della Comune di Parigi e della prima Russia dei Soviet.

    • Chi l’avrebbe mai detto!

  15. http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/29/cina-conquista-l’africa…culturalmente-parlando/336645

    Poveri Dinosauri senza speranza. Darwin non sarebbe riuscito a classificarvi.

    • E cosa c’entra con l’articolo sopra scritto..?!

      • Ma che gli rispondi? Non perderci tempo, è un povero grillino frustrato che non ha niente di meglio da fare che fare il troll. Rublo una curiosità: ma Grillo e Casaleggio/Rasputin vi dicono anche quante volte al giorno dovete fare i troll??? Ciao servo. Forse il padrone Grillo sta fischiando, meglio che corri. Ah no, scusa, non c’è bisogno, avete il guinzaglio.

    • per te non ci avrebbe nemmeno pensato!sparisci coglione.

    • dinosauro sara’ tua sorella

    • aaaaaaaaaaaaaaaaaaah ma sei crillinoooooo ora se spiega tutto!
      NOI SIAMO LA CENTE, IL POTERE, CI TEMONO!!!
      ps.
      W PEPPE CRILLO CHE CI HA PROMESSO 1000 EURI AL MESE!
      quando arrivano i miei?

  16. Questo Forum non vale nulla,
    continua a cambiare argomenti postando notiziole ricalcate qua e la e colorate di rosso,
    impedisce agli argomenti piu gettonati di essere continuati,
    non esiste un indice delle notizie ma solo uno squallido avanti/indietro “popolo”
    aizza la rissa dei rissosi che scambiano i ladri per capitalisti, i rossi per santi e il papa per Marx.

    Un forum cosi non serve proprio a nulla.

    • Capeto… scusa, ma questo “luogo” prima di tutto non è un Forum ma un portale, dove sono presenti articoli più o meno (ed è ovvio..) condivisibili. Ognuno ha il diritto di intervenire e trovo che la partecipazione arricchisca e sia il sale della democrazia. Magari si discutesse sempre con l’interesse che qui è dimostrato. Invece di criticare l’intero sistema offrici semmai la tua spiegazione di quello che dovrebbe o non dovrebbe essere fatto o corretto. Gettare il sasso per poi nascondere la mano è poco utile. Saluti…

  17. fabrizio De paoli

    Ma alla fine i “cattivi” sono i Coreani?
    Dall’articolo pare di si…

    • Sei fuori strada! Non si parla di buoni o cattivi quanto di un possibile e grave pericolo che incombe sulla regione asiatica in questione. Non sfuggiamo dalla vera essenza: la ricerca della PACE e del disarmo. Prova a rileggerlo sotto questa luce…

      • in effetti con tutto il rispetto pare che questa divisione a monte ci sia.
        Si poteva usare un altro linguaggio, perchè questa forma fa perdere di vista magari gli altri punti nodali che tu sottolineavi.

  18. W LA COREA DEL NORD, VIVA LA PATRIA SOCIALISTA! VERGOGNATEVI MENSCEVICHI TROTSKYSTI

    • fabrizio De paoli

      ma lo dice frediani…

    • Vabè,non so se questo intervento sia serio o meno, ma sinceramente l’accusa di trotskismo l’ho sempre trovata di una ridicolaggine unica per due motivi: 1 se si critica da sinistra un paese che si definisce socialista non significa essere necessariamente trotskisti 2 denota una profonda mancanza di rispetto per i compagni trotskisti. Io personalmente non lo sono, ma io e un trotskista siamo dalla stessa parte.

      • Uguali ?
        Mentre era a casa sua, a Coyoacán (un sobborgo di Città del Messico), il 20 agosto 1940, venne aggredito alle spalle da Ramón Mercader, rivelatosi un agente stalinista, che gli sfondò il cranio usando una piccozza. Trotsky morì il giorno seguente.
        Mercader in seguito testimoniò al suo processo:

        « Lasciai il mio impermeabile sul tavolo, in modo tale che fossi in grado di rimuovere la piccozza che si trovava nella tasca. Decisi di non mancare la meravigliosa opportunità che si presentava. Il momento in cui Trotsky iniziò a leggere l’articolo mi diede la chance, estrassi la piccozza dall’impermeabile, la strinsi in pugno e, con gli occhi chiusi, sferrai un colpo terrificante alla sua testa. »

        uguali a chiacchiere e distintivo 70 anni dopo.

        • complimenti! hai letto wikipedia!
          dai con un piccolo sforzo la prossima volta leggerai un libro.
          ah no casaleggio li ha vietati!
          cribbio…ma si può dare retta a uno che ha il cognome di un formaggio?

          • quando hai tempo, scrivi su wiki e vediamo se la tua obiettività passerà la censura fra il certo, il sentito dire oppure letto su libri non faziosi.
            Ti stiamo aspettando.

  19. Il Caro leader se n’è andato tra pianti e stridore di denti tra la neve di Pyongyang. Le foto sono strazianti, i suoi sudditi (di fatto) in lacrime, disperati, che replicano il dolore dell’annuncio della morte. Vedere uno spezzone video del funerale mi ricorda tanto le musiche e le inquadrature dei cartoni animati giapponesi quando moriva qualcuno o accadeva qualcosa di irreparabile. Ah, impagabili i singhiozzi del cronista che commenta in diretta le esequie e l’avanzamento del carro funebre.

    Oggi Repubblica ci segnala una buona notizia (per Marco Rizzo): l’ex onorevole Prc infatti, si è fatto notare dalla Corea del Nord. Infatti, leggiamo, “la “polemica” sembrava destinata a rimanere confinata nella Penisola. Almeno fino ad oggi. La Korean Central News Agency (KCNA, l’agenzia di stampa ufficiale del Partito) si è finalmente accorta del telegramma e ne ha dato notizia in pompa magna sul suo sito. Da notare i deliziosi spin dell’”untimely passing” e “outstanding leader” che non figuravano nel comunicato originario di Rizzo. Insomma, son soddisfazioni”.

    • Da comunista dico che la gente era obbligata a piangere!vergogna a chi chiama compagni quella gente!! quelli sono solo dittatori che mettono sotto ai piedi il popolo!

      • E quali fonti citi per dire che la gente fosse obbligata a piangere? ma quando la smetterete di diffamare il popolo coreano? siete solo razzisti, per voi l’unico comunismo è quello dei mc donald’s a stelle e strisce

        • ps. l’articolo è penoso e no ndice nulla sulle continue provocazione da parte di stati uniti e corea del sud, non ultimo l’invio di bombardieri strategici per simulare un attacco nucleare su suolo nordcoreano

        • Il Giacomo di cui sopra è chiaramente uno che se ne intende!

          • Inoltre si puo’ scegliere anche tra Giacomo Casanova e Giacomo Leopardi ……

  20. Aldo Fappani

    Per capire meglio l’attuale esplosiva situazione e comparare integrandole le informazioni apparse sui due articoli – pur nella loro parzialità – vi consiglio di leggere il bel pezzo di Melloni apparso su Liberazione di ieri dal titolo ” La corea del nord e l’occidente “.

  21. Nei brevi filmati che hanno trasmetto alla Tv sulla Korea del Nord, gli operatori delle riprese trasmesse hanno avuto ” l’accortezza ” di inquadrare per bene il gigantesco simbolo della falce e martello che campeggia all’interno della sala di riunione del governo coreano ……
    E come 1 + 1 = 2 , sono certo che i bipedi pensanti che popolano in grande quantita’ questo paese, associeranno quel simbolo al comunismo e il comunismo agli aspetti economici, alle condizioni di vita, alla mentalita’, all’aggressivita’ e a tutti i peggiori difetti, non in particolare del popolo della Corea del Nord, ma dei COMUNISTI di tutto il mondo, ivi copresi anche quelli che vivono nel Bel Paese …….
    Comunque, dato cio’ per scontato, mi chiedo cos’ho io comunista, in comune con i comunisti nord coreani e mi rispondo : nulla …… Se loro sono comunisti, non lo sono io e viceversa, ma non solo : se quel simbolo e’ un riferimento al comunismo per loro, non lo e’ per me e viceversa ……
    Se voi appoggiate il governo, il pseudo socialismo o comunismo presenti in Nord Corea, la mia posizione nei vostri confronti e’ uguale, pari pari …….

    • il problema caro compagno è…. a parte quello che dice la propaganda occidentale, per non parlare di quella italiana, per la quale tutti i comunisti sono indistintamente uguali e con un bersani che accomuna chavez a bogassa, tu cosa sai realmente dei comunisti nordkoreani e del PKL in generale?
      è questa la prudenza a cui io invito nei miei post precedenti.
      é questa l’umiltà che io invoco nell’informarsi anche alle fonti dirette, non precludendo il dialogo a nessuno che voglia dirsi comunista.
      Fermo restando che poi si possano anche mantenere le proprie posizioni e le proprie critiche.
      Io ad esempio, ed è questo che riporto prima, ho cominciato ad avere un quadro articolato del PCC, solo dopo aver incontrato il delegato cinese.
      Alcune idee le ho cambiate, altre no, ma ciò non toglie che ci si debba confrontare coi diretti interessati.
      Anche perchè a me hanno insegnato che i comunisti non credono alle verità dogmatiche e accademiche, non delegano, ma agiscono in prima persona.

      • @marco;
        il primo che dovrebbe informarsi meglio e soprattutto imparare la cultura del rispetto verso le Persone, dovresti essere tu. Fai un miscuglio di argomenti senza mai arrivare a valutare la realtà scremandola dalla faziosità e dai pregiudizi che hai maturato. Un vero pericolo per chi crede nei principi e nelle idee comuniste.

        • io invito all’analisi, possibilmente diretta,chi attacca con giudizi faziosi e carichi di astio,quasi personale.
          E non mi sembra tu stia argomentando granchè oltre a questo, lascio che siano gi altri compagni a deciderlo.

          • @marco;
            inviti all’analisi scrivendo che..”L’articolo qui sopra riportato è vergognoso.
            sterile.
            acritico
            astorico
            fazioso
            falsato
            degno delle peggiori fatwe bertinottiane che hanno isolato e distrutto il PRC”…???

            Suvvia… Lo stesso titolo “codice rosso”, ovvero il colore dell’urgenza che danno ai casi gravi negli ospedali è significativo di preoccupazione per quello che potrebbe accadere. Non è un posizionamento o un parteggiare verso questo o quello! Cerchiamo di interpretare gli articoli dandogli il senso giusto, senza cogliere l’occasione per inventarsi collocazioni di parte. La sinistra che Noi rappresentiamo ha bisogno di unità e non di contrapposizioni laddove non hanno ragione di esistere. Ti invito a questo , Compagno. Niente di più…

          • Tu fai cosi, ci liberi della tua presenza e vai a vivere in Corea
            se ti piace resti, se non ti piace resti lo stesso.
            Qui abbiamo bisogno di spazio.

      • forse mi ripeto, ma è il sistema che dobbiamo respingere.
        Il partito comunista (ma io lo chiamerei semplicemente SINISTRA ITALIANA) va bene in una cornice democratica come quella impostata dalla nostra costituzione, o quella francese, o altre.
        Perfino quella venezuelana o brasiliana sono ottime, in quanto consentono delle alternative al partito comunista.
        Ed è il popolo che ogni 4/5 anni decide se rinnovare la fiducia ad un comunista come CHAVEZ, oppure LULA oppure togliergliela tornando ad un riformista liberale.
        Io credo che nessun comunista italiano cambierebbe la nostra Costituzione con quella Nordcoreana o cinese.
        La libertà di SCEGLIERE un comunista è fondamentale anche per noi che lo siamo.
        Solo un pazzo accetterebbe di cambiare il nostro sistema con una dittatura, comunista o non
        Questo è il mio pensiero e della sinistra italiana.
        Chi non pensa così si pone al di fuori della costituzione…
        (tra l’altro scritta anche da partigiani comunisti)

        • infatti perchè ciò è il senso che ho trovato il quell’articolo che più unire divide. io ho le mie posizioni e non le do per assolute. men che mai esprimo giudizi personali sui compagni.
          Per intenderci : una volta politicamente ero ferocemente contrapposto a livio maitan, ma mai e nulla mi avrebbe portato ad attaccarlo nella sua dignità di compagno e nella sua preparazione, pur se questa lo portava a posizioni niente affatto condivise, semmai osteggiate.
          Idem per ferrando, in solidarietà del quale restituii la tessera quando fu purgato per far posto a luxuria.
          Di sicuro nella mia storia non c’è mai stata la tensione alle divisioni….anzi…. e questo nonostante abbia l’orgoglio delle mie posizioni.

        • Marx si sta rivoltando nella tomba

          • allora cari compagni, ho notato molte prese di posizione di alfieri della democrazia, che si stracciano le vesti come nel miglior sinedrio farisaico appena uno dice qualcosa che esuli al di fuori dei loro rigidi schemi mentali.
            Strano, eppure una volta, l’eresia verso il pensiero dominante era il nostro credo.
            Tuttavia al di la delle veline degne delle peggiori pagine di repubblica, nessuno mi ha portato dati reali e informazioni dirette su come funziona il PLK.
            Solo commenti scandalizzati, ripetuti immagino con lo stesso tono di voce che avrebbe un cronista del tg4….anzi pardon…. di studio aperto…
            Come se la questione della presa del potere fosse cosa da potersi ottenere con le petizioni e le manifestazioni civili e democratiche.
            Però nessuno ha dato seguito ad una mia proposta che in fondo così insensata non mi sembrava e non mi sembra.
            Perchè non chiediamo un incontro col segretario politico del PLK nella delegazione diplomatica nordkoreana a roma?
            Incontro libero.
            domande libere.
            valutazioni delle risposte libere.
            Così ognuno sarà libero di confrontare le informazioni.
            Questo mi sembra un atteggiamento pragmatico e marxista.
            Sventolare il santino di berlinguer e dell’eurocomunismo che storicamente non ha prodotto nè vittorie, nè avanzamento delle classi lavoratrici, mi sembra un atteggiamento più che altro fideistico, acritico e superstizioso, magari tipico del prete/sciamano che vuol scacciare gli spiriti cattivi, tuttavia poco consono ad un buon comunista materialista.
            Dico questo con il massimo rispetto per i vecchi compagni del PCI, che magari hanno sostenuto e sostengono le posizioni berlingueriane, senza però fare del fu segretario, un feticcio magico. a quanti poi oppongono il sogno di un socialismo freakkettone, portando chavez come modello, ricordo che il comandante non esitò mai ad usare il pugno di ferro quando si trattò di difendere le conquiste in difesa dei ceti subalterni. E si è sempre speso per una grande alleanza internazionale che includesse al suo interno chiunque combattesse contro l’imperialismo americano, da lui a ragione individuato, come la causa e la radice di tutti i mali, politici, sociali, economici, militari ed ecologici del pianeta.
            Quindi, esulo un attimo dal discorso in particolare per aggiungere come considerazione di carattere generale di analisi che sarebbe ora di rivedere anche la cosiddetta pratica della nonviolenza, che si è dimostrata ampiamente fallimentare e ricominciare a pensare alla contrapposizione dei bocchi storici in un’ottica di lotta di classe
            ” OGNI RIVOLUZIONE è INUTILE SE NON HA LE ARMI PER DIFENDERSI” (lENIN- STATO E RIVOLUZIONE-VOL I)

      • Per esempio sono antimilitarista e pacifista e cio’ e’ gia’ di per sufficiente per condannare la Nord Corea, senza bisogno di parlare di dittatura, ignoranza, anlafabetismo, sottonutrizione e via discorrendo …….
        Come dire : Se non e’ zuppa ( capitalismo ) e’ pan bagnato ( comunismo nord coreano ) …..

        • veramente l’analfabetismo è uno dei pochi problemi che non hanno… di seguito ignoranza.
          nel 2010 un bell’articolo di reppublica(sono ironico…l’articolo era osceno) attaccava la biblioteca centrale di pyoyang, perchè per farsi bella teneva in scaffale libri come 1984 o farenaith 451…. tutte letture critiche verso i regimi totalitari.
          Quale oscenità e provocazione tenerli in biblioteca! pure propaganda! tuonavano le colonne di repubblica, lodando i coraggiosi cittadini che andavano a leggerli, sfidando l’odioso regime che pur aveva selezionato, acquistato, tradotto e messo in pubblica consultazione gratuita tali testi….baaasssstaaaaardi comunisti, mi verrebbe da dire imitando la parlata di bertinotti

        • secondo me bisogna fare una distinzione tra il naturale sentimento di repulsa verso le guerre fratricide, i cui disastri li pagano sempre e solo gli ultimi del mondo e il sacrosanto diritto all’autodifesa dalle ingerenze e dalle aggressioni imperialiste.
          NB. non sto parlando della korea nello specifico, ma del principio in generale.

  22. Non credo che l’articolo sopra sia vergognoso. Su sta questione, pur con le dovute cautele e riserve, il punto di vista di Luca Aschi è quello a cui mi sento più vicino e in sintonia. Certo che lo strafottente Martino non ha alcun ritegno: affermare come dice che gli Usa sono il faro della libertà è veramente ridicolo e antistorico. Ma chi è sto anticomnunista di Martino ? Un provocatore, un fascista, un poliziotto spia, un ciarlatano da quattro soldi ?

  23. URGENTE PRECISAZIONE:
    Io sono il Giacomo, che per modestia, pur essendo convinto, di essere meno “ignorante”, nel senso, non offensivo di non conoscere, del “Giacomo” con maiuscola, mi firmo con “giacomo” in minuscolo.
    Io non so quale sia la natura vera, la situazione, la cultura della Crea del Nord, ma sicuramente non lo sa Giacomo. Una negativa eredità stalinista e di culto della personalità lo si capisce e non va bene. Ma bisognerebbe capire, perché, storicamente, si è determinato questo tipo di governo o di società. Quindi, o si ha gli argomenti, e si discute, o altrimenti, per onestà intellettuale, non si affrontano.
    Detto questo: l’articolo è l’ennesimo intervento ridicolo di pseudo conoscitori del problemi. Pseudo conoscitori non c’è dubbio, di certamente arruolati “informatori” non c’è altrettanto dubbio.

    • Egregio sig.giacomo ,io nn sono nessuno per giudicare ignorante ,tanto meno lei.E’ vero bisogna documentarsi nel tema in questione poi trattare l’argomento,ma mi basta solo il fatto che questi che si chiamano comunisti nn sono solo che dittatori e nn dalla parte del popolo,quindi voglio solo ricordale un nome, Enrico Berlinguer.Il soggetto che ho ricordato ha dato la vita per il PCI e oggi sentendo queste dichiarazioni si schiererebbe dalla parte del popolo Nord Coreano no dalla parte di un dittatore che è li solo perchè l’ha voluto una coalizione di burocrati.Compagni svegliatevi quello non è un vero socialismo!Il vero Socialismo si è vericato in Venezuela con il Compagno Chavez,attento alle esigenze del popolo tagliando le spese militari,aprendo nuovi ospedali!io sono apposto con la mia coscienza per quanto riguarda la vostra rigurdatela.

      • Infatti io non giudico, perché non conosco quella realtà, (a parte culto della personalità e stalinismo che ho detto, e mi secca anche ripetere non condivido). Non so se è solo dittatura o altro. Lei invece conosce, anche se non conosce. Ottimo.
        Però conosco abbastanza bene l’occidente e i suoi cortili di casa.
        Però su questa crisi coreana, per intuito e un minimo di analisi, diciamo globale, un comunista dovrebbe saperla fare:
        secondo il mio parere, è solo il mio parere, ma so di essere in buona compagnia, temo che, nella crisi globale del capitale finanziario e non, ed è una crisi non da poco, chi ha da guadagnare dalle guerre è proprio il capitale e l’occidente. Come è sempre stato storicamente e come è chiaro anche oggi. La prego, non mi faccia fare l’elenco.

    • quoto perfettamente giacomo minuscolo che ha centrato la questione.
      Quando stavo al camilla ravera invitammo il segretario politico del PCC dell’ambasciata cinese a roma.
      Lui venne e rispose a tutte le domande.
      anche quelle sgradite.
      Si beccò gli applausi per le risposte belle e le critiche per quelle meno belle.
      Alla fine della discussione alcune differenze erano appianate, molte altre rimanevano.
      Però avevamo ricominicato a parlarci e conoscerci.
      Non è questo un agire da comunisti tra comunisti?
      O pensiamo forse dall’alto del nostro 2.5% di avere la verità dogmatica in tasca che ci permetta di salire in cattedra e spiegare a tutto il mondo cosa è il pensiero marxista?
      Voi faTE quel che vi pare. Io ero e resto per il dialogo tra compagni e continuo a serbare di quell’incontro il ricordo di uno dei momenti più alti e costruttivi della mia vita di partito.
      Così alti e costruttivi che dal direttivo nazionale, dopo quell’esperienza, vietarono ai delegati politici delle amabasciate dei paesi socialisti di accettare inviti dai circoli….. alla faccia dell’autonomia statutaria

    • @giacomo;
      la sola cosa che mi sembra URGENTE è quella di precisarti che nell’articolo si parla in termini di cronaca di fatti reali. Non vi sono critiche ma preoccupazione per la sorte di intere popolazioni dell’area asiatica e oltre. Su quali basi definisci chi scrive “pseudo conoscitore” del problema? Tu sei più “informato”? (se così fosse erudiscici!…ma fallo spogliandoti da pregiudizi di sorta. Sarei curioso di leggere la tua “versione” dei fatti: perché qui, non so se l’hai capito, ma si parla solo di fatti e non c’è traccia di critica né si parteggia per nessuno. O meglio, si parteggia per la PACE e per la progressiva distruzione degli arsenali di armi di distruzione di massa. Ti sembra l’agire di un sedicente “informatore”?? RIFLETTICI BENE… Grazie!

  24. Come popolo i coreani del nord mi fanno tanta pena, massacrati dal comunismo che solo in Corea insiste ancora.
    Poveracci, a guardare la Corea del sud che ricca e benestante, non è’ giusto.
    Quei 4 soldi che il governo ha li spende in armamenti bellici, ma perché non li andiamo a liberare?
    Sono sicuro che 5 minuti dopo che entriamo, tutti ci faranno festa a cominciare dai militari…e la Corea del sud si impegni ad integrali e riportarlo a nuova vita come ha fatto la Germania con la g. dell’est…

    • Contropiano

      Dovresti vergognarti ad inneggiare alla dittatura imperialista e neocolonialista!

    • Bravino Martino, è proprio vero. Gli abitanti delle periferie di Seul e Manila, che rovistano nelle discariche a cielo aperto sono il sogno dei nord-coreani. Come sicuramente Venezuelani, qui sia parla di grande maggioranza, ci puoi arrivare anche tu a capirlo, dei Cubani, non aspettano altro che di essere liberati dagli Haitiani, dagli honduregni, dai messicani di Citta del Messico (parlo di milioni e milioni) quelli della sterminata periferia, dalle donne (500 in pochissimi anni) sparite da Ciudad Yuarez, di fronte a El Paso (usa). Provocatore o no, sei proprio esilarante. Dubbio: ho perso un paio di minuti della mia vita a risponderti. Avrò fatto una cazzata?

  25. con tutti i suoi limiti pieni appoggio alla politica antimperialista dei compagni nordkoreani!
    L’articolo qui sopra riportato è vergognoso.
    sterile.
    acritico
    astorico
    fazioso
    falsato
    degno delle peggiori fatwe bertinottiane che hanno isolato e distrutto il PRC.
    Se dobbiamo fare una critica, facciamola in senso marxista. Ma nelle scelte di campo, il sostegno ai nostri compagni e fratelli in lotta contro il demone americano non deve mai mancare e non deve mai passare in secondo piano

    • Tu sei un fascista se chiami fratelli i dittatori che mettono sotto ai piedi il popolo!e vergognati di essere del Prc nn è il partito che ti si addice,vergogna,lo sai che cè sulla tessera di tesseramento del Prc?3 grandi parole LAVORO,DIRITTI,DIGNITà,nessun delle tre è presente in Corea!vERGOGNATI

    • dire queste cose è come sputare su Berlinguer,vergognati!

      • io tenevo per pietro secchia (idealmente….ovvio, anagraficamente sarebbe impossibile).
        figurati che rispetto posso avere per uno che ha preludiato al compromesso storico e ha invitato i compagni a delare altri compagni (il sangue di san basilio non si scorda!) gridando alla guerra tra poveri.
        La mia è solo una posizione personale ovvio, ma più mi sento distante da berlinguer e più mi sento coerentemente comunista.
        L’attuale segretario del PLK è stato eletto da un regolare congresso, finchè non mi si dimostra il contrario, per me, pur mantendendo le mie critiche e riserve sulla Korea del nord, vanno rispettati gli atti di un congresso, momento massimo nella vita di un partito comunista.
        Tu piuttosto mi sembra che usando il termine fascista così alla leggera, senza documentarti approfonditamente, al di la della stampa di regime, trascendi in dimaniche a dir poco marinettiane, facendo vergognare gramsci che per avversione intellettuale a quelle dinamiche in carcere c’è morto

        • Sentirsi comunista e’ come sentirsi idiota.
          In un certo senso un’auto critica e quindi un passo avanti, ma quando anche l’ultimo comunista sarà’ morto o sarà’ rinsavito…come faremo come passatempo noi antifascicomunisti ?
          Ci toccherà’ rifondare un nuovo partito comunista, qualche scemo lo troveremo, che farà’ il segretario…

          • Contropiano

            Ma impara l’itagliano prima di scrivere boiate

          • probabilmente farete una guerra di secessione, mascherandola da alti ideali, come quella americana.
            Prima applicazione pratica delle teorie di adam smith.
            Ps.
            In effetti un bel ripasso della lingua di padre dante male non ti farebbe.
            Ovvio che il mio è solo un consiglio nel caso tu voglia essere credibile, ma visto il tenore dei tuoi interventi, non credo tu abbia questa alta ambizione.

          • tu sei solo un ridicolo che si mette nei siti d’opposizione per criticare…

          • Martino, sei di una pochezza e stupidità sovrumana. Non è che sei un alieno venuto dal paese dei balocchi?

        • ahahah Caro finto Comunista,il povero Gramsci è morto per la libertà e per il trionfo di una società giusta!Sai benissimo che Gramsci starebbe con il popolo nn con un dittatore ,perchè per socialismo si intente potere ai lavoratori,nn potere ad un singolo e nn faccio sbagli nello spiegarmi.Berlinguer ci da ancora oggi l’orgoglio di essere comunisti e i suoi insegnamenti sulla democrazia,sulla libertà e sull’uguaglianza nn le dimenticheremo mai!ahahah e tu saresti coerentemente comunista,ma fammi il piacere ci fai vergognare a tutti e metti il Prc nella vergogna.Vergognati ,per me chi ama un dittatore è un fascista nn è comunista,i comunisti stanno con il popolo per difendere la libertà nn le bombe atomiche e la schiavitù.

          • non dico di non parlare come una pagina stampata di repubblica, ma almeno leggere bene quello che scrivo sarebbe un buon inizio.
            Quanto alla vergona….bhe quella che mi suscitano i personaggi come te, mi verrebbe da dire che è reciproca.
            Però dialetticamente mi impongo di rispettare chiunque si dica compagno.
            Quindi prima di dare del fascista, ci penso su, non due, ma duecento volte, anche quando ho davanti un deviazionista di destra come te.
            Il compagno mao aveva ragione quando disse che ci sono più idee nel fucile di un brigante che nella testa di un socialdemocratico

    • Contropiano

      Ormai se vuoi leggere articoli decenti ti consiglio di leggere Contropiano: http://www.contropiano.org/esteri/item/15638-corea-siamo-davvero-sull%E2%80%99orlo-di-una-guerra-nucleare?

    • In senso marxista, se proprio non vogliamo negare l’evidenza, direi che un gruppo rigidamente inquadrato di burocrati eserciti il potere senza possibilità di controllo da parte dei lavoratori, costituendo di fatto una classe separata dal proletariato. Questo pone le premesse per la lotta di classe da parte dei lavoratori nordcoreani, ma questa non trova spazio per via dello stretto controllo a cui sono sottoposti i mezzi d’informazione e di un apparato poliziesco repressivo. Non ha senso supporre che questo non si verifichi, perché il proletariato non avrebbe alcun interesse materiale a mantenere l’isolamento dal resto del mondo, si renderebbe conto ben presto che l’autarchia è un passo indietro rispetto al capitalismo invece che in avanti come sarebbe il socialismo. La mia conclusione è che in quel paese esiste un sistema di produzione formalmente socialista ma che, di fatto, essendo privato della divisione internazionale del lavoro, della democrazia e del controllo operaio, assume un carattere feudale. In Corea del Nord è necessaria quindi una rivoluzione che può verificarsi nel breve periodo in caso di guerre o altre catastrofi oppure spontaneamente nel medio-lungo periodo nel momento in cui il regime si indebolisca. Le pressioni internazionali in questo momento spingeranno verso una rivoluzione democratica, probabilmente trapiantando elementi borghesi dalla Corea del Sud in nome dell’unità nazionale. Solo una rivoluzione politica nella confinante Cina (in cui comunque spero) può cambiare i rapporti di forza nella regione. Fino a quel momento il compito immediato resta l’abbattimento del regime social-feudale e della dinasta Kim e l’introduzione della democrazia, che è una premessa imprescindibile per il socialismo. La mia scelta di campo è dalla parte del proletariato e per me la guerra tra l’imperialismo americano e la burocrazia nordcoreana è una guerra contro il proletariato internazionale.

      • ecco, a mio giudizio quello che dici è mostruoso, ma comunque degno di rispetto e di ascolto per la forma dialettica e non dogmatica in cui lo hai esposto.

        • preciso:
          lo giudico mostruoso ed è, ribadisco, un mio esclusivo punto di vista, perchè tu auspichi il crollo di un sistema, anche formalmente comunista, che comunque conosciamo poco e niente, per nostra protervia, anzichè auspicare come prima benedizione del genere umano, il crollo del moloch americano che invece, per esperienza diretta conosciamo benissimo…. purtroppo.
          Poi per carità…. ribadisco, sono opinioni.

        • Non avendo tempo di risponderti in modo più completo, mi limito a dire che, se si isolano tanto, forse è perché hanno qualcosa da nascondere e che il mio pensiero è rivolto non ai singoli sistemi nazionali, ma ad una rivoluzione che coinvolga tutto il pianeta. Infine ti porto solidarietà per gli insulti che hai ricevuto, pur non condividendo il tuo pensiero, perché credo che tu sia in buona fede e perché non ho l’arroganza di (pre)giudicare chi dice qualcosa di diverso dal dogma. Ti invito comunque alla cautela di non considerare buona a priori qualsiasi cosa abbia l’etichetta “comunista” e malvagia a priori qualsiasi cosa venga dagli Stati Uniti: anche là esiste la lotta di classe e, per quanto possa sembrare assurdo, c’è la possibilità di una rivoluzione comunista. Non conta la forma, ma la sostanza.

      • Eccomi, ho il tempo per un paio di precisazioni: 1) Ovviamente auspico anche il crollo del sistema americano il prima possibile, ma non credo che una guerra contro la Corea del Nord possa provocare una crisi rivoluzionaria negli USA. Al contrario, se attaccati, per di più da uno “stato comunista” (virgolette d’obbligo), il loro regime borghese ne uscirebbe rafforzato. 2) Sarebbe certamente preferibile la trasformazione della Corea del Nord da sistema formalmente socialista a sistema effettivamente socialista invece dell’instaurazione di un sistema democratico borghese, ma questo è possibile solo nello scenario di una rivoluzione internazionale (cfr. Marx e Lenin). Come ho scritto nel mio primo intervento, una rivoluzione politica in Cina all’insegna dell’internazionalismo può cambiare i rapporti di forza nella regione e portare la rivoluzione comunista anche tra i vicini norcoreani ed è questo lo scenario che auspico. Ma oltre a questo, sostengo che entrambe le ipotesi, sia quella di una rivoluzione democratica che quella di una rivoluzione politica comunista sono preferibili al mantenimento dello status quo, che non ci aiuta assolutamente a livello internazionale (né tantomeno aiuta il proletariato nordcoreano), anzi fornisce carne fresca per la propaganda anticomunista!

      • Il socialismo non può prescindere dalla democrazia e dall’internazionalismo, compagno… Altrimenti non è più socialismo!

        • Ringrazio della solidarietà, pur mantendendo posizioni diverse dalle tue.
          é questo l’atteggiamento dialettico e costruttivo che va incoraggiato nelle discussioni pur accese tra compagni.
          Qui allego, se mi permetti una mia domanda che vorrebbe anche essere una risposta.
          Abbiamo mai provato noi ad invitare il segretario politico del PLK della delegazione diplomatica nordkoreana di roma?
          Non credo, infatti è ancora il divieto messo in campo dalla vecchissima direzione nazionale a tutte le delegazioni politiche nelle ambasciate, dopo l’incontro col segretario politico gu hon ling del PCC, che sfuggì completamente ai dirigenti bertinottiani.
          Rimuviamo il divieto, facciamo un invito e stiamo a vedere cosa succede.
          credo che informarsi dalle fonti dirette e ascoltare tutte e voci in campo sia il modo migliore per farsi un’idea.

        • In effetti non si capisce perché la direzione nazionale dovrebbe porre questo tipo di divieti. Mancanza di fiducia nel senso critico dei compagni? Ad ogni modo è difficile in questo caso verificare in prima persona la situazione. La C.N. è quasi inaccessibile, le visite turistiche seguono percorsi predeterminati… Nulla a che vedere con la Cina, visitata ogni anno da milioni di persone, o con l’URSS, quando -a quanto mi raccontano, perché io ero impegnato a imparare a camminare- la gente prendeva la macchina per andare a trovare i compagni sovietici. Invece in questo caso potremmo avere solo voci di seconda mano o testimonianze di cui non sapremo mai se fidarci o meno…

          • guarda ancora ai tempi di garavini erano possibili visite in cina e korea del nord al prezzo politico di 1.500.000 delle vecchie lire.
            Avere delle relazioni, non significa approvare, ma avere informazioni per essere più liberi.
            Oltretutto lo scambio sarebbe reciproco e chissà che qualcosa di nostro, del buono che abbiamo non passi laddove c’è da correggere.
            a ciò, a titolo prettamente personale ed egoistico, aggiungo che mi piacerebbe non essere costretto a tradurmi ogni volta dall’inglese le pubblicazioni della editrice in lingue estere pechino, che oltre alle uscite recenti ha in catalogo dei bellissimi studi su gramsci.
            Per non parlare delle pubblicazioni in francese o tedesco, lingue di cui invece non capisco una parola.
            La editrice in lingue estere infatti smise di stampare in italiano a seguito della rottura coi partiti del nostro paese.

          • all’epoca(fino al 93-94) non c’erano i voli low cost!
            Per quegli anni un viaggio di due settimane in un posto così ontano a meno di 2 milioni era una svolta

    • @ marco;
      Invece di usare aggettivi dei quali non conosci neppure il significato, sarebbe opportuno che tu argomentassi la ragione del tuo ASSURDO modo di esprimerti. Conosci l’autore? (non ha niente a che vedere con Bertinotti e il Bertinottismo, fidati..). Secondo punto: nell’articolo non c’è traccia di critica, ma viene riportata la cronaca di quanto sta accadendo, con l’aggiunta della preoccupazione per una escalation di pericolisità che investe possibili scenari di una guerra che, se innescata, porterebbe conseguenze non immaginabili. C’è UNA SOLA CRITICA, ed è quella verso l’uso delle armi di distruzione di massa! Ha un colore o una appartenenza questa critica?? Il rispetto per l’Uomo e l’ambiente, e la salvaguardia della Pace possono essere tacciate come esempio di una “azione critica”?? Rifletti prima di partorire assurde sottolineature!

      • come volevasi dimostrare.
        Qualcuno si sente leso delle sue verità assolute e dogmatiche italocentrice, di portatore e democrazia e subito si risente.
        io mi documento, leggo testi pro e contro, se posso cerco di parlare coi diretti interessati e i miei giudizi sono puramente soggettivi(non manco mai di sottolinearlo) inviti al confronto.
        Tu piuttosto mi sembra, che rapito da furor mistico, emetti sentenze assolute e soggettive.
        Se per te questo è un confronto dialettico e scevro da posizioni preconcette…..
        sembra quasi che tu abbia paura che un’analisi approfondita possa scalfire le verità riformatrici incultate da 20 anni da persone come l’autore di questo articolo, che a mia modesta opinione rientra nella categoria “pennivendoli alla moda”

      • Ps. non ho mai avuto il piacere di cenare con l’autore di questo pezzo.
        Potrà essere una persona meravigliosa e stimolante e se me ne capiterà l’occasione sarà un piacere scoprirlo.
        Per adesso giudico ciò che leggo da questo pezzo e non mi piace per niente.
        Credo sia parte del confronto poter esprimere parere contrario no?
        In termini molto più civili dei tuoi mi sembra.

        • pp.ss.
          Scusa se concludo, ma se ti guardi tutti i miei interventi in questo post, non c’è un solo giudizio e dico uno solo, riferito all’autore.
          Quello di cui parlo rientra solo nel merito di ciò che è scritto in questa pagina.
          Gradirei tu mostrassi la stessa cortesia verso di me.
          Ai miei tempi,mi insegnavano che era questo il modo giusto di trattarsi tra compagni.
          Sono forse così cambiati i tempi?
          eppure non sono così vecchio, non ho ancora 40 anni….

          • @marco;
            neppure io ho attaccato la tua persona e se così ti è sembrato mi scuso perchè non era nelle mie intenzioni. Sono solo rimasto sorpreso dal tuo fraseggio, perchè attacca con aggettivi “duri” l’articolo e (non prendiamoci in giro) anche se indirettamente l’autore. Ho letto e riletto l’articolo e non trovo traccia di “parteggiamenti” o collocazioni politiche correntizie o di altro genere. Non c’è traccia di difesa o accuse verso “questo o quello”: in sintesi non c’è critica (fidati!) verso la Corea del Nord, quanto una semplice preoccupazione che invita a non sottovalutare possibili e drammatici sviluppi. A me interessa la PACE!!! C’è il dubbio (e su questo credo ci sia un punto d’incontro tra noi) sul fatto che sia una situazione reale o un bluff finalizzato al tentativo di uscire da una morsa che relega la Corea del Nord in una crisi socioeconomica grave. Non vedo quali colpe si possa imputare all’autore. Ti risenti per una presunta mancanza di rispetto (cosa che, ripeto, non c’è stata) ma non ti sei curato di riflettere sul modo e sui termini che hai usato per affermare le tue convinzioni. Ti invito ancora una volta, e sulla base di quanto ti ho scritto, a rileggere l’articolo cercando di dargli una diversa interpretazione. Si valuta uno scritto da quello che “dice”: qui non c’è un sostegno all’imperialismo né alle ragioni della parte avversa. Si parla solo di un quadro geo-politico che sta generando timori per una possibile escalation. Trovi sbagliato parlarne? Se sì, spiega il motivo. Mi dispiace ricordarti gli aggettivi che tu hai usato:L’articolo qui sopra riportato è vergognoso.
            sterile.
            acritico
            astorico
            fazioso
            falsato”.
            A questo non hai fatto seguire una motivazione. Hai pure fatto riferimento al Bertinottismo. Cazzarola, ma come fai a risentirti se qualcuno ti chiede chiarezza quando sei il primo ad etichettare Persone (COMPAGNI) che neppure conosci?? Anch’io amo il confronto ed il rispetto. Cerchiamo dunque di applicare questi principi cercando di arrivare a sintesi che possano arricchirci e non allontanarci. P.S. Credi, sono qui per cercare di “costruire” e non per portare avanti posizioni polemiche. Ho motivo di dire che il giudizio che hai espresso sia fonte di una “non conoscenza” o di una “mal interpretazione” di quanto sta scritto nell’articolo. Buone cose.

  26. In medio oriente, Israele.Nell’est asiatico, la Corea del sud.
    Due cani da guardia degli USA che non vuole dismettere i panni di gendarme del pianeta.E’ doveroso rialzare le bandiere internazionaliste contro ogni sorta di imperialimo.

    • Che brutto linguaggio Francesco proprio da minorato….gli USA sono il faro della libertà…imperialismo? Cpsa vuol dire?

      • Fra' Dolcino

        Vuol dire, caro minorato, che il Capitalismo ha potuto praticare la sua fase di ” accumulazione”, col selvaggio sfruttamento schiavistico ( neri del golfo di Guinea), e con l’attrettanto selvaggio sfruttamento coloniale. Che gli Usa siano i faro della libertà, credo ci sia rimasto solo qualche Berluscones a crederlo.

    • Caro Francesco da quanto ho capito nn sei comunista,in quanto se lo fossi nn hai capito nulla del socialismo e del sitema comunista vero e prorpio,per vero e proprio intendo quello del grande e amato Berlinguer cioè fatto di pace uguaglianza e LIBERTà!!In Corea nn cè nessun Socialismo in quanto il popolo nn governa ma governa un dittatore,gli operai sono più sfurttati dei paesi capitalistici,la libertà nn sanno neanche che cosa sia .Questi sono i nemici dei veri comunisti e infangano il nome del socialismo fatto da diritti di tutti i lavoratori e la tutela e la salvaguardia della libertà!

      • Fra' Dolcino

        Il potere nasce dalla canna del fucile, caro Giacomo. Solo le anime belle possono illudersi del contrario

        • Allora ti sembra giusto il regime della Corea del Nord?Secondo te è un vero sistema Comunista?Quando chi comanda è un dittatore?Secondo te gli oprai stanno bene?o meglio il popolo?Questi sono la feccia del mondo e mettono in cattiva luce il socialismo!Mi sembra che di sinistra caro dolcino hai veremente poco…e degli insegnamenti di Berlinguer nn hai nulla!

          • Penso che la Corea debba avere grossi problemi interni, altrimenti non si spiegherebbe tutta questa propaganda giocata sul filo del rasoio. Credo anch’io che di socialista la Corea abbia forse alcune cose, ma di fatto sia più simile ad una monarchia ereditaria che ad un sistema socialista.
            Riguardo a Berlinguer dubito che il suo comunismo fosse davvero…comunismo. Meglio quello di Gramsci sicuramente. B. si era ormai annacquato nel pantano del sistema borghese.

        • l’unica sarebbe incontrarsi con delegati politici del PKL, come a suo tempo facemmo con i compagni del PCC.
          Solo così potremmo farci un’idea nostra, scevra da contaminazioni reazionarie.

          • Marco, sicuramente la Corea deve fronteggiare l’Imperialismo in prima persona, ma quel regime mi ricorda tanto quello di Ceausescu che brandiva lo scettro. Il comunismo è un’altra cosa, capisco che fino a che esistono il capitalismo e l’imperialismo non si potrà mai realizzare completamente la società degli uomini uguali chiamata comunismo (se non altro per la necessità di avere un apparato di difesa) ma credo che si potrebbe invece dare più potere a quelli che in Russia si chiamarono Soviet. insomma: si dovrebbe estendere e rendere effettivo il controllo da parte del popolo sull’economia, la cultura ecc. Altrimenti si rischia di avere una società con elementi positivi (se mai ve ne siano in Corea non posso saperlo conoscendo, come tutti noi del resto, assai poco quella realtà) ma con un difetto di fondo: il predominio di un apparato politico-militare che più che rispondere al popolo risponde a se stesso. Il comunismo è Marx e Lenin, non quel pupazzetto nordcoreano che forse non è neppure lui a governare.

          • Buona idea, telefoniamo a Kim Jong-Un… (..sorrido!)

    Registrati per ricevere gli aggiornamenti e la Newsletter

Commenta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


− sette = 2

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

PRIVACY



Sostieni il Partito con una

o tramite bonifico sul cc intestato al PRC-SE al seguente IBAN: IT74E0501803200000011715208 presso Banca Etica.