Stabilità. Quale reddito minimo? È solo Social card

Stabilità. Quale reddito minimo? È solo Social card

redattoresociale.it

Nessun reddito minimo, né ipotesi di sperimentazione a livello nazionale del Sostegno per l’inclusione attiva voluto dal ministro del Welfare, Enrico Giovannini: nel testo della legge di stabilità 2014 votato ieri si parla solo dell’estensione della Nuova social card. Il maxiemendamento, infatti, non parla né del Sia, né di qualsiasi altra forma di reddito minimo, nonostante nella serata di ieri circolasse la notizia di un primo passo verso uno strumento di questo tipo, ancora assente in Italia. Il testo approvato, invece, parla sì di 40 milioni l’anno per tre anni (2014-2016), ma si riferisce alla Nuova social card. “E’ incrementato, di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014-2016 ai fini della progressiva estensione su tutto il territorio nazionale, non già coperto, della sperimentazione di cui all’articolo 60 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n.35”, cioè la sperimentazione della nuova carta acquisti.

Dal ministero del Welfare, infatti, fanno sapere che i nuovi finanziamenti previsti dalla legge di stabilità 2014, quindi, permetteranno di allargare la sperimentazione della nuova Card a tutto il Centro Nord , a cui si riferisce quel “non già coperto” riportato nel testo. Allargamento a tutto il territorio nazionale già ricordato nel testo della legge di stabilità laddove indica il rinnovo degli stanziamenti per la social card ordinaria, fissati a 250 milioni per il 2014. Attualmente, la nuova social card è finanziata con 50 milioni per quanto riguarda le 12 città con più di 250 mila abitanti (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Napoli, Palermo, Venezia, Verona, Milano, Roma e Torino) e le prime carte acquisti arriveranno già al termine di quest’anno. Per il 2014, invece, sono previsti i bandi per l’attivazione della sperimentazione in tutte le città del Sud Italia a cui sono stati stanziati 167 milioni provenienti dalla riprogrammazione di fondi europei, ripartiti in 140 milioni nel 2014 e i restanti 27 nel 2015.(ga)


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