Siria, Del Ponte: “Armi chimiche indizi anche a carico dei ribelli”

Siria, Del Ponte: “Armi chimiche indizi anche a carico dei ribelli”

la Repubblica – «In Siria il regime ha commesso crimini di guerra, ma suelle responsabilità nell’uso di armi chimiche non avremo prove conclusive finchè Damasco non garantirà accesso alla Commissione Onu». Da bravo magistrato, mostra cautela Carla Del Ponte. Ma, all’indomani della pubblicazione del rapporto che accusa indirettamente le forze siriane dell’attacco del 21 agosto, l’ex procuratrice capo del Tribunale Penale Internazionale per l’ex-Jugoslavia, oggi membro della Commissione Onu sulle violazioni ai diritti umani in Siria, lascia anche trapelare frustrazione.

Lei ha appena ricevuto un invito “personale” da Damasco. Un regalo per le sue dichiarazioni passate su un sospetto uso dei gas da parte dei ribelli?

«Temo di sì, ma abbiamo ribadito alle autorità siriane che la mia visita deve essere ufficiale. La richiesta della Commissione di entrare in Siria però continua ad essere ignorata».

Quindi, come procede l’indagine Onu?

«Lavoriamo nei Paesi vicini, intervistando profughi, disertori, membri d’opposizione. E sul territorio, con telefonate e via Skype».

Che può dirci sulle responsabilità dei crimini di guerra?

«Su quelle dei lealisti abbiamo ormai prove conclusive. E’ stata creata una lista di nomi affidata all’Alto Commissariato per i diritti umani, che potrebbe essere impiegata qualora, in seno al Consiglio di Sicurezza, ci fosse la volontà politica di chiedere il deferimento dei responsabili all’Aja».

E sulle violenze dei ribelli?

«L’assenza di un loro comando unificato rende il lavoro arduo: abbiamo censito circa 700 fazioni».

Avete indizi sull’uso di armi chimiche da parte loro?

«E’ stato forse usato Sarin il 19 marzo. Ma dobbiamo accertarlo, come per tutti i 14 casi sospetti su cui stiamo indagando. Non esistono ancora prove concludenti».

L’accordo fra Stati Uniti e Russia è un vero progresso?

«E’ una svolta: potrebbe essere un primo passo verso la pace».

Che lezione abbiamo imparato dalla crisi balcanica?

«Un eventuale intervento armato in Siria porterebbe solo ad altre vittime. I negoziati sono l’unica via d’uscita».

[di Valeria Fraschetti ]


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