Italia, l’11% dei giovani ha rinunciato a cercare lavoro

Italia, l’11% dei giovani ha rinunciato a cercare lavoro

di rassegna.it -
In Italia il 21,5% dei giovani under 25 è senza lavoro, fuori da educazione e formazione (Neet), tra questi l’11% è “scoraggiato, disilluso, non cerca neanche più un lavoro perché pensa non ce ne sia”. Lo dice il direttore della divisione lavoro dell’Ocse, Stefano Scarpetta, intervistato oggi (30 maggio) dall’Ansa.

L’Italia è al quarto posto tra i paesi Ocse per percentuale di disoccupati tra i giovani under 25, con un tasso che sfiora il 39%. Davanti ci sono solo Grecia e Spagna, che superano ormai il 50%, e il Portogallo, che si attesta al 40%. “La disoccupazione di lungo periodo è considerevolmente aumentata tra i giovani dal 2007, dato che oltre un giovane su cinque tra 15 e 24 anni oggi è senza lavoro da almeno un anno”, scrive l’Ocse, aggiungendo: “22 milioni di giovani sono oggi Neet: senza lavoro, senza istruzione né formazione”.

Questi giovani “sono difficili da recuperare perché sono scoraggiati, disillusi, non hanno investito nel loro capitale umano, mancano dell’esperienza che solo il lavoro può dare”, spiega il direttore Scarpetta. “Queste difficoltà di ingresso nel mondo del lavoro – riporta l’Ansa – avranno ripercussioni anche nel loro futuro”.

Chi entra tardi nel mondo del lavoro, infatti, “avrà una possibilità di essere occupato inferiore, e un salario più basso, rispetto a persone con le stesse competenze e nella stessa fascia di eta’ che sono però entrate in un momento differente”.

Problemi anche per le pensioni future. “L’Italia, come diversi altri paesi – conclude Scarpetta -, è passata a un sistema contributivo. Di conseguenza, chi comincia a versare contributi avrà una pensione più bassa, e sarà quindi più esposto al rischio di povertà”.


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