Grillo e Maroni fuori le mura

Grillo e Maroni fuori le mura

Roberto Biorcio -
La crescita impressionante dell’astensionismo nelle recenti elezioni amministrative rappresenta un ulteriore passo avanti della crisi del sistema politico italiano. La sfiducia e il malessere sociale si sono espressi questa volta soprattutto con la rinuncia al voto di quasi quattro elettori su dieci. In questo contesto, sono stati particolarmente penalizzate le due formazioni che avevano costruito, in tempi diversi, i loro successi gestendo la critica e la protesta dei cittadini contro i partiti politici: il Movimento 5Stelle e la Lega.
Le difficoltà incontrate dal movimento di Grillo nelle elezioni comunali sono state salutate con entusiasmo da tutti gli schieramenti politici. Le attese, ingenuamente alimentate anche dallo stesso comico genovese, di ripetere a livello locale lo «tsunami» delle elezioni nazionale sono state largamente disattese. Molto più agevole era stato, non a caso, il percorso inverso, dal locale al nazionale. Nel 2012 le liste del M5S avevano ottenuto risultati superiori alle attese a Genova e in numerosi altri comuni del nord e del centro, con quote comprese tra l’8% e il 12%.
Ma erano stati soprattutto due eventi imprevedibili a far decollare i consensi per il movimento: l’elezione di Federico Pizzarotti a sindaco di Parma e poi il primato conquistato dal M5S nelle elezioni siciliane con il 18% dei voti. Si realizzava così un decisivo salto di qualità per il Movimento 5Stelle, percepito come interprete più credibile delle proteste contro i partiti e contro il governo Monti. Le intenzioni di voto erano subito cresciute fino al 25% delle elezioni nazionali. Si trattava essenzialmente di un voto di opinione, che univa la protesta alla richiesta di cambiamenti radicali della politica. Un voto trasversale, del tutto sganciato da riferimenti a posizioni sociali, ad aree territoriali e a richiami ideologici. La campagna promossa da Grillo è stata vincente a livello nazionale, ma è apparsa subito meno traducibile nelle elezioni regionali che si sono svolte nello stesso giorno in Lombardia e Lazio: il M5S ha ottenuto quote di consensi nettamente inferiori (tra il 6% e il 10%). Una tendenza che si è riprodotta anche nelle elezioni regionali del Friuli, con una diminuzione dell’8% rispetto alle politiche. La mancanza di radicamento territoriale e la scarsa notorietà dei candidati hanno naturalmente creato difficoltà ancora maggiori al M5S nelle recenti elezioni comunali. L’espressione della protesta e le domande di cambiamento della politica si sono dimostrate poco traducibili nei contesti delle competizione locale. E non è bastato sottolineare la radicale diversità delle liste a 5Stelle rispetto a tutte le altre.
Lo «tsunami» che si era registrato a livello nazionale ha avuto un effetto limitato a livello locale anche per altre ragioni. Le aspettative di cambiamenti nella politica nazionale alimentate dal successo del movimento di Grillo non si sono per ora realizzate, in parte per l’inesperienza e la rigidità dei «cittadini a 5Stelle», in parte per i ritardi nell’avvio delle attività parlamentari. Anche il governo e i parlamentari degli altri partiti non hanno attuato per ora nessun provvedimento significativo per la vita di cittadini, al di là degli annunci e delle ripetute promesse. I loro elettori sono però abituati a questi comportamenti, e in buona parte hanno riconfermato il loro voto di appartenenza nelle elezioni locali, anche per contrastare il successo di liste percepite come avversarie.
Il M5S non può contare su nessuna tradizione di voto di appartenenza, e le sue difficoltà a soddisfare le attese di cambiamento sono valutate più severamente. I risultati ottenuti nelle elezioni comunali sono così ritornati a livelli paragonabili a quelli del 2012, anche si è notevolmente esteso il numero dei comuni in cui sono stati eletti candidati del M5S. Non appare molto credibile agli stessi attivisti l’idea di Grillo di creare un retroterra sociale al movimento evocando un’Italia favorevole al cambiamento (formata da lavoratori autonomi, cassintegrati, precari, studenti, piccole e media imprese) che si contrappone all’Italia che vuole mantenere lo «status quo» e i privilegi.
Molto diverse sono le ragioni e gli effetti degli insuccessi della Lega nelle sue tradizionali roccaforti. Nelle elezioni del 24-25 febbraio,il Carroccio era riuscito a conquistare la Lombardia ma i consensi elettorali si erano più che dimezzati rispetto al 2008. Il nuovo patto con Berlusconi aveva in parte disorientato l’elettorato leghista, che spesso preferiva l’astensione o altre liste. Nei mesi successivi, Maroni ha cercato di rilanciare il Carroccio con un profilo di «sindacato del territorio», impegnato a difendere gli interessi regionali, sul modello del Csu bavarese. Sono state ridimensionate le polemiche contro i partiti romani e le campagne contro immigrati e rom. Sono però cresciute le difficoltà a mantenere l’unità dell’area elettorale che in passato aveva votato per la Lega.
Il progetto portato avanti da Maroni non è stato in grado di riaccendere la mobilitazione degli attivisti e degli elettori. I risultati del primo turno delle elezioni amministrative sono stati molto deludenti. E la caduta di consensi del Carroccio non ha favorito il Pdl, ma altre liste estranee al centrodestra. Oggi appaiono molto ridotte le possibilità del Carroccio di gestire la protesta delle regioni del Nord. Se d’altra parte la Lega si limita a rivendicare la semplice rappresentanza delle comunità locali, gli elettori possono preferire gli amministratori di centrosinistra, come si è già verificato in molti comuni del Veneto e della Lombardia. Questa tendenza può mettere in discussione la capacità di successo della coalizione dei centrodestra in molti comuni delle tre regioni del Nord che tutt’ora governa.

Il Manifesto – 29.05.13

17 Commenti

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  2. Le cause della rovina del nostro Partito che non dobbiamo più ripetere: le correnti interne, poi Cossutta, Diliberto, Bertinotti, Vendola, Sansonetti, Migliore, e via dicendo…Un vecchio compagno diceva: “Battetevi per le idee non per gli uomini perché questi possono inciampare, tradire, rinnegare le proprie convinzioni. Ma le idee di Giustizia e Libertà in perenne contesa con il loro opposto fanno la Storia. E rimangono vive aldilà degli uomini che passano. Perciò vale la pena dedicargli la vita, solo così essa ha un senso oltre il tempo…” Saluti comunisti Gianni.

  3. Voi non rappresentate gli italiani, anzi considerate i borghesi italiani come persone da combattere, dimenticando che fra i borghesi ci sono gli operai, gente che possiede 2 cellulari, famiglie con 2 o 3 auto, televisione maxi schermo e non mangia zupppa tutti i giorni.
    Voi difendete qualcosa di altro, anzi fate il tifo perchè aumentio la povertà per far sentire il vostro pensiero ancor più forte.
    Voi auspicate una società ridotta al collasso, piena di immigrati, con zero soldi e zero industrie private per farvi grandi.
    Voi siete il peggio che in italia sia mai esistito, e nessuno se non un branco di disadattati potrà seguirvi nel vostro percorso suicida, men che meno gli italiani.
    Fatevi votare dai vostri amici migranti, importati e giustificati a tonnellate senza vedere il domani, adesso che il lavoro sta finendo, voi siete i colpevoli dello stato di malessere dei migranti stessi e delle fobie razziste che inevitabilmente percorreranno la strada di molti italiani che non erano razzisti ma lo diventeranno grazie a voi.
    Non meritate nulla, neanche la compassione.

    • Caro Pedro,
      ma se noi non siamo nessuno, perchè scrivi nel nostro sito?
      Hai bisogno di esistere? Che qualcuno pensi che sei più che un ectoplasma?
      Contento tu, ci sono 100 modi per masturbarsi….

    • Ma quanto sei scemo Pedro! La società al collasso, la classe media “bombardata” e annichilita, l’impoverimento dei ceti popolari, i disastri economici e ambientalo che provocano movimenti migratori di massa, il razzismo beota che dilaga, la stupidaggine e l’arroganza che colonizza i cervelli (come nel tuo caso) sono il risultato del capitalismo imperante e delle politiche liberiste degli ultimi decenni.
      Il PRC avrebbe una forza sovrumana se fosse responsabile di tutto ciò (e un grave problema d’identità, visto che ci battiamo per una società giusta e libera).
      Può Pedro capire tutto ciò? No, anche lui è un frutto del dominio del capitale: un povero scemerello che blatera a vanvera convinto di dire cose sensate e anzi da dare lezioni.

  4. compagno rosso

    Lucio Magri è stato un grande compagno.
    Purtroppo la critica sterile è il linguaggio degli inutili.
    A criticare sono capaci tutti, a costruire pochi.
    Il manifesto è stato il miglior giornale mai esistito in questo paese.
    In quanto , anche da comunista ha sempre mantenuto una capacità oggettiva di scrittura e giudizio che su liberazione ad esempio è mancata.
    Non era una velina di partito non lo è mai stato, ma un vero giornale per i comunisti ma leggibile da chiunque fosse di sinistra.
    Poi è iniziata questa gara a chi era più comunista e si è disintegrata la sinistra in italia.
    Oggi il manifesto è l’unico giornale leggibile.
    E questa mania di essere contro (controinformazione) nel caso specifico, invece che informazione di sinistra, ha annullato ogni possibile vittoria dei partiti di sinistra. Tanto è vero che il PD per vincere si è spostato a destra, e vincerà veramente quando segretario e tutor sarà Matteo Renzi.
    Allora stravincerà anche sul nano.
    Per la sinistra alternativa non c’è posto in italia facciamocene una ragione.
    Il massimo che possiamo avere è SEL, facciamocelo bastare

    • Caro Compagno Rosso,
      se esiste un sito di SEL, perchè non scrivi a loro?
      Noi siamo già divisi fra compagni, ci basta criticarci e dividerci fra noi senza dover sopportare i neo democristiani che credono di poterci insegnare qualcosa

  5. Pedro te seto un poco matto o te parli par davero da serioso ?

  6. Cari compagni,
    la domanda è : perchè gli italiani votano di tutto, si fanno ancora inchiappettare da Berlusconi PD e Lega e non votano a sinistra ?
    Siamo noi brutti, sporchi e cattivi o sono gli italiani, che, come tutte le bestie con le corna (i buoi, poveretti, : castrati, cornuti e figli di vacca) hanno paura del rosso?

    • no, voi non rappresentate gli italiani bensi le altre tipologie di personcine che anche con il vostro beneplacito scorrazzano allegramente fottendosene della madre patria.
      Fatevi votare da loro.

    • Ti rispondo per quello che è successo a me, ho sempre votato a sinistra, ma quali sono stati i risultati? È vero che ha governato la destra, ma per metà del tempo ha governato anche la sinistra e quali sono state le differenze? Io non le ho viste, non parliamo poi degli i tenessi personali che gli “onorevoli parlamentari” si sono concessi. Quindi non è che la sinistra sia brutta o cattiva, semplicemente la sinistra ha disatteso tutte le aspettative di equità e giustizia sociale, almeno nel mio caso.

      • Cara Michela,
        purtroppo non posso che darti ragione (almeno in parte)
        ma, Che Guevara diceva : se voi riconoscete un’ingiustizia e soffrite per quello che viene fatto agli altri, allora siete dei compagni.
        Anche se tutti dovessero tradire, continuerei ad essere un compagno e a tentare di oppormi.
        E visto che siamo in vena di citazioni :
        chi lotta può perder, chi rinuncia ha già perso.

  7. Giuseppe Parascandolo

    errata corrige: un appendice!

  8. Giuseppe Parascandolo

    Il Manifesto è stato il mio quotidiano per anni e anni.
    Poi, successivamente, me ne sono naturalmente distaccato, a causa
    della esaurita propensione alla diversita’! L’ho trovato sempre piu’ un’appendice poco stimolante sul piano della controinformazione. L’ho ancora letto, ma come fatto affettivo.In questo articolo, poi, trovo la critica a Grillo, molto simile a quella del PD.
    Moralista e bacchettona!!!
    Anche il Manifesto è diventato un giornale insipido e superficiale.
    Che gioia per chi sta a sinistra.
    Noia mortale, e banalita’ da burocrati!!!

    • Per fare controinformazione non bisogna criticare i grillini, come fa il PD.
      Francamente non lo sapevo. Cioè prima devo vedere cosa dicono loro e poi per essere un vero “contro” dico la mia, diversa dalla loro.
      Non ti pare un po’ infantile, questo modo di vedere le cose?
      Io trovo il M5S talmente costernante che non spenderei neanche le parole del PD, pensa te.
      E a quanto pare, all’interno stesso del movimento ce ne sono che cominciano a prendere coscienza della cosa (vedi la defezione anche di Zaccagnini).

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