Ha vinto Bologna ha vinto la scuola pubblica

Ha vinto Bologna ha vinto la scuola pubblica

di Comitato Articolo 33 -
La scuola pubblica ha vinto il referendum nonostante una larga alleanza di forze politiche ed economiche abbia sostenuto l’opzione B con tutto il proprio peso. I cittadini, invece, hanno colto lo spirito democratico e propositivo di questo appuntamento e hanno difeso la scuola pubblica con il proprio impegno e la propria partecipazione, per rilanciarla come una priorità della politica. Un risultato del quale l’Amministrazione dovrà tenere conto, a partire dal Consiglio comunale che entro tre mesi ha l’obbligo di deliberare in merito.

Oggi le ragioni della scuola pubblica escono rafforzate dal referendum di Bologna: i diritti contano, i cittadini contano. Questo risultato è nell’interesse di tutti e del modello di convivenza e di civiltà che la nostra città ha sempre avuto. Bologna non ci sta a lasciare fuori qualcuno dalla scuola pubblica e si riprende il suo ruolo di avanguardia, lanciando un messaggio al Paese: la scuola di tutti, laica e gratuita, è un bene comune e deve rimanere un diritto come sancito dalla nostra Costituzione.

16 Commenti

  1. Se un’idea è giusta non è che la cambio solo perchè qualcuno di destra casualmente la pensa come me.
    I conti non sono nè di destra nè di sinistra, e dicono che le scuole gestite dai religiosi o dai privati costano la metà delle pubbliche.
    Non ci vedo niente di male.

    La Luiss e la Bocconi sono 2 università private e sfornano i migliori laureati d’italia.

    E’ ora che rivediate alcuni concetti obsoleti: non dico che la scuola pubblica sia scadente ma dovete allargare i vostri orizzonti culturali ed aprirvi alla realtà invece di farvi sempre i vostri film
    Essere di sinistra non vuol dire essere contro l’iniziativa privata anche in campo scolastico, ma solo consentirne l’accesso a tutti magari con contributi per i più bravi.
    Cambiate, o presto sulla scheda elettorale non ci sarete più

  2. @ Impara – E’ veramente grandioso questo raffinato analista politico dal nome suggestivo e quasi iperbolico. Certo è andato un poco in confusione perchè non si capisce bene come il suo sforzo e messaggio informativo a chi sia rivolto e a chi possa giovare. Ma va compreso perchè ha il diritto di parola anche se questa volta pare sia andata in cortocircuito. Vedremo. Aspettiamo con ansia. Alla prossima .

  3. Gianni e Pinotto

    Fantastico il nostro amico piddino Modem: un poco più o meno la pensa sempre come la mummia di Arcore e i suoi funambolici fans del Pdl.

  4. La scuola deve essere a carico dello Stato.
    Su questo siamo tutti d’accordo, e quelle private devono essere a carico esclusivo di chi le frequenta.
    Questo non toglie che lo Stato possa delegare scuole private dove non riesca a soddidfare tutte le richieste.
    E soprattutto lo Stato non è obbligato a pensare in prima persona ad assumere e pagare insegnanti, bidelli, strutture e servizi connessi.
    Le scuole parificate a conti fatti costano allo Stato la metà di quelle pubbliche (costo per bambino) per cui penso sia il caso che lo Stato cominci a delegare il più possibile ogni servizio alla cittadinanza (riservandosi solo stretti e severi controlli sulla qualità e sui costi)

  5. A tutti i compagni:
    non ci capiamo, la fobia ideologica, si scontra con un dato di fatto economico,
    il Tar se interpellato dirà la sua e la Corte Costituzionale si è già pronunciata a suo tempo.
    Se da fastidio pronunciare il nome Berlinquer (ideatore della legge) non pronunciatelo, ma attenzione a scambiare la vittoria di Pirro con la perdita della guerra.
    Nb. Condivido l’ideologia ma non la fobia.

    Merola: «Al referendum sulle scuole paritarie nessuno ha vinto. Il sistema può essere migliorato ma non abolito»

    Maggio 27, 2013 Redazione
    Il sindaco dopo l’esito della consultazione: «Bologna non deve rinunciare al sistema delle convenzioni». Ma se il comitato B tende una mano, quello promotore promette battaglia
    Il giorno successivo ai risultati al referendum di Bologna sulle scuole paritarie, i due comitati che si sono fronteggiati e i partiti politici che li hanno sostenuti, analizzano l’esito del voto.
    Il sindaco Virginio Merola in Consiglio comunale dice che «Bologna non deve rinunciare al sistema delle convenzioni» con le scuole materne paritarie, anche se «non possiamo ignorare la richiesta di scuola pubblica». Il sistema, ha spiegato Merola, «può essere migliorato», ad esempio con maggiori controlli, «ma non abolito».
    Nel referendum «nessuno ha vinto o perso in modo definitivo», sottolinea Merola in Consiglio comunale. «Dire che A ha vinto e che B ha perso sarebbe giusto e incontrovertibile solo nel caso di un referendum decisionale e non consultivo come questo. Lavorerò perché nessuno venga messo da parte e per tenere conto di chi ha votato A».
    Parlando poi della propria giunta, il sindaco ha aggiunto che «la maggioranza non è a rischio. È a rischio il fatto di non interpretare in modo corretto il risultato di questo referendum».

    REFERENDUM SBAGLIATO. Per Giovanni Sedioli (opzione B), ora è necessario «ricucire e lavorare», a patto che il sistema pubblico-privato non sia modificato. Alessandro Alberani, segretario Cisl, ha detto che «solo il 15 per cento dei bolognesi crede che il sistema integrato debba essere messo in discussione. Credo che questo dato pesi sulle scelte che il sindaco farà». Insomma, il fronte B, se da un lato non transige sui finanziamenti alle materne paritarie, dall’altro cerca di stemperare gli animi («i sostenitori dell’A non sono nostri nemici», ha precisato Alberani).

    • «Il problema del rapporto pubblico-privato c’è, ma le convenzioni – ha sottolineato Sedioli – hanno alternative peggiori» e a decidere non può essere un referendum, strumento di cui gli esponenti del B mettono in evidenza i limiti alla luce anche del risultato di ieri. Lo ribadisce anche Rossano Rossi, presidente Fism: «Non si può andare indietro rispetto alla legge Berlinguer. Chi non è d’accordo, metta in discussione la legge e non cerchi scorciatoie».
      Per Alberani, «il referendum ha diviso, ora dobbiamo cercare di unire. Per evitare di ricostruire sulle macerie, può essere messa in campo da subito una campagna comune verso il Governo per aumentare i finanziamenti alle scuole statali». Quel che è certo, è che l’affluenza è stata «molto bassa, infatti, ha votato meno di un terzo degli aventi diritto. Abbiamo sempre detto che si trattava di un referendum sbagliato negli obiettivi e nella proposta. L’astensione è un dato molto significativo. Credo che questo condizioni fortemente le scelte future. Penso che oggi, vista anche la crisi economica, non si possa fare a meno di un sistema integrato tra pubblico e privato».

      • Impara. prima impara a dire chi sei e non nasconderti dietro al compagno che non puoi essere. Quella di Berlinguer sulle scuole per me era sbagliata. ma quello era un altro mondo. Oggi non essendoci patiti con la P maiuscola ma semplicemente aziende private in politica stanno privatizzando tutto anche la costituzione ecco perché dobbiamo lottare afinche sia messo in pratica l’art. 33 e l’art. 11.

        • qualcuno mi spieghi cosa vuol dire lottare contro una legge ritenuta costituzionale dagli addetti ai lavori. (i mean finanziamento alle scuole “paritarie”)
          purtroppo non capisco, o meglio capisco solo che quando qualcun altro disse (in massa e massa vera) no al finanziamento ai partiti, i partecipanti di allora li ritrovo come rinnegati oggi.

          • scusa se ti correggo il termine
            rinnegati in emilia si dice voltagabbana.
            e cosi è.

    • “A tutti i compagni” ?
      Con chi sei compagno te? Ma veramente consideri gli altri degli imbecilli. Te compagno di che, di chi ?
      Ma ripigliati…..
      Ideologia, fobia, BerlinQuer, la vittoria di Pirro…ma dove le tiri fuori?
      E tutto questo per dire cosa ?
      Basta dare un’occhiata e si sente subito “puzza” di grillino…..

  6. stefano.acerbo

    grande vittoria!!! stupenda!! una bella notizia. speriamo che unisca la sinistra radicale e che rimanga nella mente dell’elettorato di Bologna, perchè è triste vedere quanta gente vota sempre cmq centro sinistra… ormai sono come i berlusconiani votano Pd qualsiasi cosa faccia

  7. Aldo Fappani

    La Scuola Pubblica ( laica – pluralistica – libera – gratuita ) va salvaguardata e rafforzata per l’interesse degli alunni e dei cittadini italiani. La maggioranza dei bolognesi esprimendosi nel referendum ne ha compreso l’essenza, il diritto, l’importanza e il valore sociale e culturale e civile. Non era affatto scontato. Bene. La lotta continua.

  8. la congiura degli eguali

    i lavoratori vogliono più stato e niente mercato!; la cultura dei diritti sociali per tutte/i ha ancora radici profonde; segno che la lotta contro il capitalismo si pùò e si deveeeeeeeee fareeeeeee!!!!!

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