Una rete ri costituente

Una rete ri costituente

di Roberto Ciccarelli -
Marcello De Vito, candidato a sindaco di Roma per il Movimento 5 stelle, ha annunciato di volere sgomberare il teatro Valle per «riportare la legalità». Stefano Rodotà ci risponde al telefono proprio mentre si sta dirigendo al Valle per un incontro della «Costituente dei beni comuni».
Come giudica questa uscita?
Mi sembra infelice, è ispirata ad un’aggressività che non ha ragione d’essere, ancor più se confrontata con la reale esperienza del Valle che tutto mi sembra tranne che aggressiva. È più che altro il segno del personaggio che l’ha pronunciata. Altri candidati a sindaco di Roma come Ignazio Marino oppure Sandro Medici hanno ben altra considerazione di questa esperienza. Del resto, l’uscita di De Vito mi sembra in contraddizione anche con quello che i gruppi parlamentari del movimento 5 stelle sostengono nel comunicato redatto dopo l’incontro che abbiamo avuto alla camera mercoledì, dove si afferma l’impegno di questo movimento a proseguire il lavoro politico nella piena attuazione della Costituzione e dei beni comuni. È un lavoro da fare, ci possono essere delle imprecisioni, ma l’impegno va in questa direzione.
Che cos’è per lei il teatro Valle?
Il teatro Valle è stato occupato per restituire un bene comune alla cittadinanza, altrimenti sarebbe stato abbandonato al suo destino. Pensare di sgomberarlo con la forza pubblica significa non considerare il progetto di Fondazione che sta nascendo che è un’opportunità per l’intero paese, e non solo per la città di Roma. Con il progetto della «Costituente dei beni comuni» che, insisto, non vorrei fosse etichettata come una riedizione della «commissione Rodotà» del 2007, attorno al Valle si sta costituendo una rete molto ampia e significativa che non può essere liquidata come un’irregolarità. Questa rete già oggi coinvolge movimenti e associazioni di diversa natura e sta riscuotendo un forte interessamento. Tanto è vero che mi ha chiamato anche il segretario della Fiom Maurizio Landini. Mi auguro che questo interessamento abbia un seguito e ampli il lavoro della Costituente, perché è la prova della grande rilevanza sociale e politica che ormai hanno assunto i beni comuni in Italia tra tutte le parti attive della società. L’obiettivo è rendere il Valle un modello. Rispetto all’incontro con i 5 stelle mi permetta però di aggiungere una precisazione.
Prego
Durante l’incontro non ho fatto alcun riferimento a quel che ha fatto o avrebbe dovuto fare il presidente Napolitano. Trovo irrispettoso mettersi abusivamente nei panni degli altri, a maggior ragione se sono quelli del presidente della Repubblica. Sono stato chiarissimo: avrei dato un incarico per formare un governo che prendesse in parola il Movimento 5 Stelle per le dichiarazioni che aveva fatto, dunque a una personalità diversa dagli appartenenti a quel movimento.
Tornando alla «Costituente dei beni comuni» di cosa si occuperà e come funzionerà?
I nostri lavori saranno completamente aperti, si terranno in forma assembleare e saranno itineranti, verranno ospitati di volta in volta da realtà attive nei diversi territori. Tre sono gli obiettivi di questa Costituente: il primo è formulare una nuova disciplina del diritto di proprietà, già in parte elaborata dalla Commissione nel 2007, provando a definire la categoria dei beni comuni e a superare così la categoria tradizionale della proprietà; il secondo è perfezionare alcune proposte di legge sui beni comuni, il reddito, il testamento biologico, il territorio e la disciplina delle proposte di legge di iniziativa popolare; il terzo è istituire quella che con Gaetano Azzariti definiamo una «convenzione per la democrazia costituzionale» che dovrebbe contribuire a rafforzare, appunto, la nostra democrazia costituzionale.
Non le sembra che i beni comuni siano a dir poco scollati dal dibattito che c’è tra i partiti della sinistra, tra «cantieri» che nascono e governi di larghe intese?
La ringrazio per la domanda perché mi permette di spiegare il momento complicato dopo i giorni dell’elezione del presidente della Repubblica. In quei giorni ero tranquillissimo. Poi mi sono ritrovato in una condizione che non è la mia, non rispecchia il lavoro che ho fatto nella mia vita, né quello che a me interessa fare. Non sono certamente il fautore di un nuovo partitino di sinistra, né di coalizioni come mi sembra sia stata Rivoluzione civile che raccoglieva più che altro l’intenzione di alcune realtà a mantenere le proprie identità. Senza considerare che proprio la coalizione formata da Pd e Sel intitolata al «bene comune» non abbia retto al primo urto. Non voglio lasciare alibi a nessuno, non sono uno di quelli che dice ‘armiamoci e partite’. Le assicuro che in Italia esistono migliaia di persone che al solo udire di queste intenzioni si allontanerebbero in un secondo. Il lavoro da fare è un altro ed è quello di costruire una rete capace di rispondere all’esigenza di partecipazione dei cittadini.

Il Manifesto – 10.05.13

19 Commenti

  1. L'Arte del Pensiero

    Nella sinistra esistono due scale, una è quella che la basso dei movimenti si formano personaggi ti tenuta, che cedono man mano le redini ai complici e come una sorta di promozione scivolano pian piano alla destra dei movimenti cavalcati, in formazioni istituzionalizzate.

    Poi c’è un’altra strada in discesa che percorrono personaggi istituzionalizzati che vanno a cavalcare una protesta che potrebbe uscire fuori controllo e questo per chi segue un pochino la politica non è difficile da comprendere.
    Quali sono le armi che possono proteggerci da questi miserabili personaggi.
    L’unica soluzione a mio modesto avviso sono il programma di classe, chi si colloca fuori, calci nel c…
    Non ci interessa la ideologia di riferimento, d’effetto, intendo dire chi ha interpretato in modo diverso il Marxismo, ci interessano gli interessi del proletariato e dei lavoratori in genere.
    Ma su quali basi ci si vuole alleare?
    Sulle esigenze intellettuali dei singoli dirigenti oppure sugli interessi vitali dei lavoratori che vanno dai luoghi di lavoro ai territori e servizi.
    Scusate compagni, non parlo in particolar modo di quello che si scrive sul blog, ma sulle tematiche inconcludenti , “del sono io il più bravo” che ci mantengono in una stasi dove ci facciamo del male da soli.
    Una volta i comunisti avevano degli avversari o se credete meglio dei nemici che lottavano ardentemente contro di noi, adesso facciamo tutto da soli, le nostre file sono contaminate a tal punto, che i dirigenti hanno paura a utilizzare i termini storici del nostro stato d’essere, nessuno parla più di uguaglianza, cos’è troppo lusso per il proletariato?

  2. la congiura degli eguali

    la notizia importante di oggi è che sel ha optato per un comizietto in piazza santi apostoli a roma, la chiusura sarà del poeta delle puglie; il ridimensionamento va avanti a tutta velocità; a bologna oggi c’è un evento importante per la sinistra di classe, antagonista ed anticapitalista; rifondazione o il gruppo dirigente si mettano in testa che non hanno l’esclusiva della rappresentanza degli sfruttati; la smettano con il loro atteggiamento aristocratico e presuntuoso e con umiltà abbia il coraggio di confrontarsi con altri; ma con la sinistra di classe e non con il riformismo e l’opportunismo, che l’hanno ridotta in uno stato comatoso.

    • bisogna sempre accompagnarsi con chi è meglio di noi, per migliorarci.
      Congiura te lo scordi che rifo dà retta a quegli sfigati della sinistra antagonista di classe,o come si chiamano. Sono solo delinquentelli teppisti da 4 soldi.
      Il nostro futuro è la ricongiunzione naturale con SEL, ovvero la sinistra veramente riformista.

      • Erminio Liguori

        ma come ti permetti di dare del teppista a Cremaschi e Russo Spena, ad es.??? ma vai a mettere la lingua nel cesso, meglio tutta la testa

  3. POSTO QUI PERCHE NON SO DOVE POSTARE, PREPARIAMOCI ANCHE NOI!

    Grecia: l’assemblea di lancio della Tendenza Comunista di Syriza
    Scritto da Tendenza Comunista di Syriza
    Giovedì 09 Maggio 2013 14:46

    Venerdì 26 aprile alle 19, presso la Facoltà di Economia di Atene, si è tenuta l’assemblea di lancio della Tendenza Comunista di Syriza, con più di 100 partecipanti. Tra i presenti vi erano sia quadri di Syriza che esponenti dell’organizzazione giovanile, oltre che attivisti sindacali e veterani del Movimento operaio in Grecia.

    La partecipazione è stata particolarmente soddisfacente, poiché si era presentato un serio problema con la sede inizialmente prescelta (presso la Facoltà di Legge). Proprio un giorno prima dell’incontro, le autorità dell’università avevano annunciato la chiusura della Facoltà, in seguito a violenti scontri causati dagli anarchici. I compagni hanno così dovuto trovare un’altra sala all’ultimo momento e comunicare la variazione a tutti coloro che erano stati invitati.

    Un’immagine della sala gremita
    Indubbiamente, senza questo inconveniente, i presenti sarebbero stati anche più numerosi; ma in ogni caso il grande auditorium era gremito di militanti di Syriza e della gioventù del partito, tutti entusiasti e desiderosi di assicurare che il partito, iniziando con l’imminente congresso di luglio, intraprenda un orientamento veramente socialista e rivoluzionario.

    Il principale relatore è stato lo scrittore marxista e massimo esponente della Tendenza Marxista Internazionale (TMI), Alan Woods, colui che ha avuto un’influenza importante sul pensiero politico di Hugo Chávez ed è perciò davvero popolare in Venezuela.

    Prima del discorso del compagno Woods, l’evento è stato aperto da un’introduzione di Stamatis Karagiannopoulos, direttore del quotidiano “Rivoluzione” e della rivista “Voce marxista”, che ha analizzato le ragioni principali della fondazione della Tendenza Comunista. Egli ha descritto il carattere rivoluzionario del periodo e i compiti politici che spettano a Syriza. Subito dopo ha spiegato le posizioni programmatiche fondamentali che la Tendenza presenterà al congresso del Partito in Luglio.

    In seguito Alan Woods ha tenuto un discorso (vedere video qui) sulle prospettive di una rivoluzione europea che ha entusiasmato la platea. Parlando con chiarezza e semplicità, egli ha fornito una esauriente visione d’insieme della situazione internazionale dal punto di vista dell’analisi marxista.
    Alan ha analizzato i recenti eventi di Cipro e ha messo in guardia dall’interpretarli in un’ottica nazionale, mostrando come la crisi cipriota sia stata una importante lezione per la Grecia e per Syriza.

    Ha detto: “Sono stato qui l’ultima volta vent’anni fa, ma il paese in cui ho fatto ritorno è un paese differente, così com’è differente la gente. In passato, se avessi parlato di rivoluzione socialista, molte persone avrebbero pensato che ero un po’ pazzo; ma ora, se parlassi a qualsiasi lavoratore, a qualsiasi taxista o piccolo negoziante, costoro mi direbbero: “Ciò di cui abbiamo bisogno è una rivoluzione!”. E ha avallato questa affermazione citando un recente sondaggio, secondo cui il 63% dei Greci vorrebbe un cambiamento fondamentale nella società, mentre un altro 23% vorrebbe una rivoluzione. “Questo significa che l’83% delle persone vuole porre fine all’attuale sistema. Questa è una situazione rivoluzionaria”.

    Il compagno Woods ha sottolineato che la crisi del capitalismo non riguarda soltanto l’Europa, ma il mondo intero, compresi gli USA: “Se tutti non stessero parlando della crisi dell’Euro, starebbero parlando della crisi degli USA” ha detto, aggiungendo che il debito totale degli USA è di 17mila miliardi di dollari – più del 100% del suo PIL. Ha anche spiegato che la crisi non è né una crisi di credito né di liquidità. Negli Stati Uniti i grandi monopoli dispongono di quasi 2mila miliardi di dollari, che non vengono investiti in produzione, e in Europa la cifra è di circa mille miliardi: “Non investono non perché vi sia mancanza di capitale, ma perché non ci sono i mercati” ha sottolineato.

    Ha poi parlato del Venezuela e del ruolo di Chávez; ha concretamente spiegato come Syriza potrebbe preparare la strada per un rovesciamento radicale del memorandum e del capitalismo.
    Riguardo alle prospettive per l’Europa ha argomentato in favore dello slogan “Stati Uniti Socialisti d’Europa”. Guardando all’impasse del riformismo moderno, ha messo in rilievo la necessità di un ritorno alle idee originarie del comunismo.

    Al discorso ha fatto seguito una vivace discussione, ricca di riflessioni e opinioni, durante la quale i partecipanti hanno potuto esprimere le loro opinioni nella massima libertà e Alan Woods ha risposto alle domande. Alcuni vecchi stalinisti, sostenitori della corrente di Lafazanis (una delle aree della sinistra in Syriza), hanno sostenuto che la soluzione ai problemi della Grecia è quella di abbandonare l’euro e di tornare alla dracma.

    Alan Woods
    Questi argomenti sono sembrati ironici, poiché il Partito Comunista Greco (KKE), durante il suo recente congresso d’Aprile, ha infine respinto la vecchia linea stalinista dei due tempi e ha espunto la parola “patriotico” del suo programma. Il compagno Woods ha spiegato che la causa fondamentale della crisi non è l’euro, ma il sistema capitalista: “Le due barriere fondamentali che frenano il progresso umano sono la proprietà privata dei mezzi di produzione e quell’antico fossile che è lo Stato nazione” ha detto.

    Woods ha fatto notare ai sostenitori del ritorno alla dracma che le loro preghiere potrebbero, alla fine, venire esaudite, qualora la Grecia -cosa possibile- venisse esclusa dall’eurozona, prevedendo poi che la dracma andrebbe immediatamente “a fondo come una pietra”.

    “Poiché tutti sanno che la sola ragione per un ritorno alla dracma è per svalutare la moneta, nessuno vorrà tenersi le dracme. E poiché la Grecia deve importare petrolio e molte altre cose, un crollo della dracma significherebbe un’enorme inflazione, o anche iperinflazione, come in Germania dopo il 1923. Ci sarebbe uno spaventoso crollo economico, anche peggio di adesso”. Avverte: “Non c’è un futuro per la Grecia su basi capitalistiche, né dentro né fuori dall’eurozona”.

    Alan ha spiegato che rimanere nell’eurozona non è una soluzione, poiché significherebbe soltanto un proseguimento delle attuali politiche di tagli e austerità per i prossimi dieci o venti anni, l’ultimo ingrediente necessario per l’esplosione della lotta di classe che metterebbe la rivoluzione all’ordine del giorno.

    Ha aggiunto: “Se fossi al posto di Tsipras, e Syriza vincesse le elezioni, andrei immediatamente in televisione e direi al popolo greco: “Voi mi avete eletto per rappresentare i vostri interessi e io intendo proprio fare questo. Noi ripudiamo il Memorandum criminale e non pagheremo un singolo euro ai ladri! Cancelleremo immediatamente tutti i tagli, le privatizzazioni, i licenziamenti e le controriforme inflitte alla Grecia dalla Troika.
    Al fine di assumere il controllo della nostra economia, esproprieremo la terra, le banche e le grandi aziende senza alcun indennizzo. Introdurremo un piano di produzione che mobiliterà i disoccupati per la costruzione di case, scuole e ospedali di cui la gente ha bisogno. Introdurremo un monopolio di stato sul commercio estero e proibiremo l’esportazione di capitali dalla Grecia. Dopo tutto, è quello che hanno appena fatto a Cipro!”

    “Questo naturalmente significa che la Grecia verrà espulsa dall’euro e dall’Unione Europea e che si tenterà di strangolarne l’economia. Significa che vi saranno in principio molte avversità. Ma il popolo greco sta già soffrendo per l’enorme difficoltà di pagare i debiti dei banchieri e dei capitalisti. La gente sarà pronta a fare anche sacrifici più grandi per difendere i propri interessi”.

    “Tutti i popoli d’Europa sono scettici riguardo a tutti i politici, partiti e governi. Se Syriza mostrasse di tenere fede agli impegni presi e fosse pronta a prendere drastiche misure per difendere il popolo, le masse reagirebbero con entusiasmo. Di fatto, se un programma del genere fosse annunciato, la gente si metterebbe a danzare per strada! Per combattere contro l’Europa dei banchieri e dei capitalisti, sarà necessario fare un appello rivoluzionario ai lavoratori d’Europa, affinché seguano quest’esempio”.

    “Una Grecia socialista non sarebbe isolata. I lavoratori di Spagna, Italia e Portogallo risponderebbero immediatamente, e sarebbero presto seguiti da quelli d’Irlanda, Francia, Gran Bretagna e, certo, anche della Germania. L’impatto sarebbe persino più grande di quello della Rivoluzione Russa del 1917. Si getterebbero le basi per il rovesciamento del capitalismo e per la creazione degli Stati Uniti Socialisti d’Europa”.
    Questo discorso ha generato una reazione entusiasta e ha corroborato il morale dei presenti. Lo si può evincere anche dal fatto che l’evento è proseguito fino alle 22.30, durando così quasi quattro ore.

    Questo è stato senz’altro il miglior inizio possibile per la Tendenza Comunista di Syriza!

    Si ringrazia Fabio Belbusti per la traduzione

    • grande discorso!.per quanto riguarda un passaggio del discorso “se ci troveremo fuori dal’euro zona, il grande capitale ci farebbe terra bruciata”(grosso modo il succo del discorso),dal mio punto di vista,dovremmo collaborare con Cina e sud America!

      • Diomio. 100 partecipanti, mammamia che ressa, da rimanere schiacciati e calpestati da questi troskisti in erba !

    • Ancora un altro gruppettino trotskista ?

    • Quante illusini questi non so se chiamarli pseudi comunisti.Perche chi parla non si mette nei panni dei milioni e milioni di disgraziati che non ce la fanno più e hanno una famiglia da mantenere,devono portare i loro figli al mercato e metterli in vendita per non farli morire di fame?,cosa faranno i pensionati molto avanti con l’età,si mangeranno l’un l’atro per sopravivere?

      • Aggiugo a quello sopra detto,pur non essendo un “intelletuale”(mai saputo cosa vuol dire)che Marx disse una semplice frase IL COMNISMO NON SI PUO FARE IN UN SOLO PAESE.L’unione sovietica insegna,Ribellandoci come quelli sopra pensano di dover fare in Grecia,i capi ribellione diverebbero inn’evitabilmente dittatori perche le forze reazionarie sono molto più forti di quello che si possa pensare.Si deve costringere il sistema capitalista a fallire in tutto il paneta solo allora la rivolta comunista vincerà.

  4. gallovics edoardo

    Constatando la scarsa informazione sull’attività del nostro Partito, da parte del
    responsabile della redazione di questo sito, propongo la lettura del post (ore 17.41)
    già pubblicato da Liberazione e da Controlacrisi : “Paolo Ferrero, segretario nazionale
    di Rifondazione Comunista, terrà domani, sabato 11 maggio, alle 11.30 una conferenza
    stampa a Torino, presso il gazebo in piazza Castello, angolo via Garibaldi, in occasione
    della giornata di mobilitazione nazionale di Rifondazione Comunista contro il governo
    Letta – Alfano. “Il governo delle larghe intese – dichiara Ferrero – vuole proseguire le
    scellerate politiche di Monti a livello macroeconomico ed è una balla quella che sostiene
    Letta, sul fatto che rigore e sviluppo vadano di pari passo, mentre invece uno esclude
    l’altro. Non solo, vogliono pure peggiorare le norme in materia di lavoro, liberalizzando
    completamente i contratti a tempo determinato attraverso l’abolizione delle causali e dei
    due mesi di interruzione. Questo è un puro attacco al lavoro a tempo determinato e una
    ulteriore precarizzazione del lavoro, si vuole sostituire il poco lavoro buono che c’è con
    lavoro precario : una schifezza. “ Paolo Ferrero.

  5. l’uscita del candidato 5 stelle non mi stupisce per nulla, è un movimento populista regressivo reazionario che ha in odio la cultura e lo dimostra..il problema è semmai degli idioti di sinistra che lo hanno votato. Quanto a Rodotà l’ho sempre stimato ma la sua ultima deriva populista mi piace poco.

  6. Segnalo l’interessante articolo di Antonio Moscato “Andreotti e la cecità della sinistra” pubblicato sul suo blog.

  7. Sono militante del PRC. Partito disastrato ma indispensabile che ci sia.
    Alcune considerazioni.
    Stimo molto Rodotà e le migliaia di cittadini che al di fuori dei partiti si impegnano in difesa della costituzione, dei servizi sociali, ecc..
    Inizialmente sono stato molto attratto dal termine “bene comune”. Da comunista (mediocre), ho cercato di analizzare. Non mi piace, è ambiguo (da comunista devo essere anche sospettoso). Il termine giusto, secondo il mio parere deve continuare ad essere “servizio pubblico”, “proprietà pubblica”, “bene pubblico”.
    Le risposte di Rodotà, nell’intervista, sono corrette, sono quelle di un uomo estremamente corretto. C’è poco o niente sul tema principale, da cui discende tutto, anche la crisi attuale : la lotta capitale/lavoro.
    Purtroppo si sfugge sempre, ma credo non sia colpa di Rodotà ma dalle domande poste, al problema essenziale : dopo l’analisi critica, come si sviluppa l’azione conseguente. Per cercare di spiegarmi: 1000 e 1000 vertenze locali (servizi, scuola, ambiente, ecc.. ecc.. ecc..), 1000 e 1000 vertenze del lavoro… qual è la forma organizzativa che porta a sintesi il tutto? Per poter essere strumento concreto al servizio della realizzabilità dei desideri? Perché si insiste a non voler utilizzare la parola, che dovremo prima o poi tirare fuori dalla soffitta? Cioè: partito?

    • Concordo con la tua analisi. Aggiungerei solo un aggettivo a quella parola: leninista.

    • Giacomo la parola comunista deriva da qulla COMUNE.Hai letto la COMUNE diParigi?

      • Possiamo fare un symposium sulla comune. Non qui.
        Io ho detto, e ripeto convintamente, che una convenzione sui beni comuni (termine molto ambiguo), CSP, NO-TAV, e tanti altri nuovismi, con il comunismo non c’entrano proprio niente. Possono essere, e spesso sono iniziative importanti, ma su basi sostanzialmente volontaristiche, senza coordinamento, organizzazione, e senza un disegno organico (praticabile) più ampio non stanno in piedi. E tutto, anche la esigibilità (esigibilità vuol dire per tutti, non per le minoranze privilegiate) dei diritti, dipende dai rapporti di forza tra capitale e lavoro.

Trackbacks/Pingbacks

  1. rifonda newsletter – 13/05/13 : Rifondazione Tigullio Golfo Paradiso - [...] Una rete ri costituente [...]
    Registrati per ricevere gli aggiornamenti e la Newsletter

Commenta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


− sei = 3

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

PRIVACY



Sostieni il Partito con una

o tramite bonifico sul cc intestato al PRC-SE al seguente IBAN: IT74E0501803200000011715208 presso Banca Etica.