Perché la sinistra dovrebbe scegliere una legge elettorale proporzionale

Perché la sinistra dovrebbe scegliere una legge elettorale proporzionale

di Enrico Grazzini -
Una tradizione nefasta: dalla legge Acerbo alla legge truffa fino alla “porcata” di oggi Germania, Svizzera, Spagna, Svezia, Norvegia, Finlandia, Islanda, Danimarca e Olanda hanno democrazie mature e governi stabili senza presidenzialismi o meccanismi maggioritari. In Italia dovremmo aver imparato che il Porcellum o il Mattarellum hanno favorito una deriva berlusconiana
Giorgio Napolitano ha ragione: il parlamento italiano dovrebbe abolire l’attuale legge elettorale che è una porcata. La riforma dovrebbe riportare a un sistema proporzionale non maggioritario, l’unico che può garantire la rappresentatività reale degli elettori e quindi un governo condiviso dai cittadini. Il centrosinistra e il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo hanno attualmente la maggioranza alle Camere e potrebbero eliminare subito il Porcellum, che nel 2005 fu votato dalla maggioranza berlusconiana e leghista con un colpo di mano. Ma la sinistra dovrebbe respingere tempestivamente e con forza anche il presidenzialismo proposto recentemente da Berlusconi, soprattutto in una Italia dove – caso unico al mondo (neppure in sudamerica e in Russia) – al padrone della televisione e dei giornali è stato concesso di partecipare alle elezioni falsando la corretta competizione elettorale. E le eventuali modifiche costituzionali non dovrebbero essere discusse nel chiuso delle “bicamerali” formate dai partiti; si dovrebbe fare come in Islanda, dove i cittadini hanno dibattuto la nuova Costituzione su Internet, l’hanno condivisa e infine votata con oltre i due terzi dei voti.
La sinistra dovrebbe riprendere l’iniziativa sui due temi centrali per la democrazia: oltre la riforma del sistema elettorale, anche (con grande cautela) della Costituzione italiana. Per chi è democratico e, a maggior ragione, per chi è di sinistra non ci dovrebbe essere alcun dubbio: il sistema proporzionale – basato sul semplice principio ugualitario un uomo un voto – è certamente da preferire a qualsiasi altro astruso e complicato meccanismo. Con il proporzionale tutte le diverse opinioni politiche presenti nel corpo elettorale possono trovare un’adeguata rappresentanza parlamentare. Senza il perverso trucco del premio maggioritario previsto sia dal Porcellum attuale (falsamente proporzionale) che dal Mattarellum precedente (sostanzialmente uninominale), con il sistema proporzionale il numero dei voti espressi dagli elettori genera un numero proporzionale di eletti. Qualsiasi libro di testo di scienze politiche spiega nel capitolo iniziale che il proporzionale garantisce le minoranze e i partiti di minoranza; così come i sistemi maggioritari distorcono la rappresentatività del voto per promuovere artificialmente la governabilità. Il voto dei cittadini non è più uguale, la democrazia è palesemente distorta.
Il sistema proporzionale ha poi un vantaggio molto semplice: nella storia non ha mai potuto essere utilizzato per restringere gli spazi d’agibilità democratica. Spesso le tecniche elettorali sono state manipolate per favorire regimi autoritari: così hanno fatto i fascisti, i comunisti, i gollisti e, prima ancora, i termidoriani, i bonapartisti, ecc. Ma nessuna di queste manipolazioni ha potuto fare uso del meccanismo proporzionale. Tutte invece hanno fatto ricorso ai modelli maggioritari, come la famigerata legge Acerbo del 1923 voluta da Benito Mussolini, e poi la legge truffa del 1953 che dava un premio di maggioranza a chi raggiungeva il 51%, e la legge Calderoli, unica in Europa, peggiore di quella Acerbo, che regala la maggioranza dei seggi a chi arriva primo anche solo con il 20% dei voti.
Il sistema proporzionale, nato con il liberalismo di John Stuart Mill, si è diffuso in Europa dopo la prima guerra mondiale insieme al suffragio universale e ai partiti di massa cattolici, socialisti e comunisti. Non a caso il proporzionale è di gran lunga il sistema più utilizzato in Europa (anche se nessuno lo dice). Solo il Regno Unito, la Francia, la Grecia e l’Italia perseguono una logica maggioritaria. Germania, Svizzera, Spagna, nord Europa (Svezia, Norvegia, Finlandia, Islanda, Danimarca, Olanda, ecc) hanno un regime proporzionale, puro o misto, mentre il sistema uninominale – che è intrinsecamente maggioritario perché, come dice il nome, uno solo viene nominato e tutti gli altri perdono anche se sono la maggioranza – è stato adottato soprattutto dalle democrazie anglosassoni (Usa, UK, Canada) e dalla Francia.
L’uninomale maggioritario, come il Mattarellum, tende a tagliare le ali eccentriche e a favorire la convergenza dei partiti verso il centro. Secondo gli scienziati politici conservatori è utile perché assicura la governabilità. Svizzera, Germania e i paesi nordici hanno però governi molto stabili con il sistema proporzionale. I sistemi uninominali maggioritari hanno un altro fondamentale difetto: sono spesso accompagnati dal presidenzialismo (come negli Usa e in Francia), un retaggio della monarchia, il sogno di tutti i conservatori, dalla Trilaterale in avanti, passando per la P2, ovvero il sogno di concentrare il potere in un uomo solo per “affrontare l’emergenza”.
Preoccupa che il partito democratico voglia ritornare al Mattarellum; tuttavia non stupisce troppo dal momento che anche l’ex Pds con D’Alema era pronto a (contro)riformare la Costituzione in senso presidenzialista insieme a Berlusconi e Fini; e dal momento che Veltroni vorrebbe copiare il sistema americano dove i partiti sono comitati elettorali. Il Pd ritiene evidentemente che il sistema uninominale maggioritario potrebbe eliminare le formazioni alla sua sinistra e favorire la formazione di un suo governo, ma si sbaglia: il maggioritario favorisce la destra e Berlusconi.
Stupisce invece che una formazione di sinistra come Sel di Nichi Vendola proponga di tornare al Mattarellum, e non sia schierato a favore del proporzionale. Paradossalmente è più a sinistra Grillo dichiarandosi a favore del proporzionale, contro i tentativi presidenzialistici berlusconiani.
La destra punta a snaturare la Costituzione, instaurare il presidenzialismo ed eliminare l’equilibrio tra i tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario. La sinistra e i democratici devono difendere la nostra Costituzione, ma non possiamo essere solo conservatori: occorre anche affrontare i pericoli sopravvenuti dopo la nascita della Costituzione del 1948. Da allora la situazione è molto cambiata, esiste ormai la necessità di prevedere che le carte costituzionali erigano barriere alte e robuste all’influenza esorbitante della finanza, delle corporation e delle lobby sulla politica e sul gioco democratico. Occorrerebbe cominciare a introdurre elementi di democrazia economica nella Costituzione, per l’autogoverno dei beni comuni, per il diritto e il dovere dello stato di promuovere il welfare, l’occupazione e lo sviluppo sostenibile, per la democrazia industriale nelle aziende. Ma le questioni costituzionali sono ovviamente molto complesse.
Dopo la crisi finanziaria che minacciava di rovinare il paese, in Islanda nel 2010 è stato eletto un Consiglio Costituzionale formato da 25 persone che hanno messo a punto i principi fondamentali della nuova Carta costituzionale. Sulla bozza presentata al Parlamento è stata poi aperta una consultazione durata più di un anno attraverso i social media on line per raccogliere le opinioni e le proposte degli islandesi. Nell’ottobre del 2012 un referendum ha finalmente votato la nuova Costituzione con una maggioranza di oltre due terzi dei cittadini. Un esempio prezioso per gli altri paesi.

Il Manifesto – 05.04.13

19 Commenti

  1. Patrizia B.

    Hai perfettamente ragione, Tom, senonché i fascisti spesso si presentano in altro modo ed ottengono l’appoggio delle fasce piú deboli della popolazione, che ci cascano ingenuamente. Guarda, uno dei miei nonni, bracciante agricolo e socialista convinto, é partito per la marcia su Roma e quando si é reso conto dello schifo in cui era finito, cioé quasi subito, é dovuto scappare di notte per non farsi sparare.
    Il discorso che fai tu é preciso, tuttavia Mussolini é stato socialista e nazismo é la contrazione di nazionalsocialismo. Certo che fascismo e nazismo non hanno nulla a che vedere col socialismo, non ho detto il contrario, ma le parole sono quello che sono ed é facile travisare e perció insisto sui contenuti piú che sulle sigle. Possono scrivere partito marxista leninista finché vogliono, ma se fanno propaganda ad un sistema paragonabile a quello nazista, come quello cambogiano di Pol Pot, per me sono neri dentro e non voglio averci a che fare in alcun modo.
    Comunque grazie per le precisazioni, fa sempre bene mettere i puntini sulle i su questi argomenti.
    Ciao.

    • Sì il nazismo è contrazione di nazionalsocialismo, e non è stato scelto a caso, ma proprio per contrapporsi al socialismo vero (che invece è internazionalista). Hitler nel Mein Kampf dice, in soldoni, che i padroni ariani devono essere generosi con gli operai ariani perchè fanno parte della stessa razza (o qualcosa di simile, l’ho letto una volta e mi ha disgustato abbastanza da impedirmi di rileggerlo). Insomma anche Hitler, come i fascisti, raccontano la storiella dell’interclassismo.
      Comunque la mia non era una critica al “nocciolo” del tuo intervento, che riguardava il PMLI. Io infatti su questo credo che non ci sia problema. Si apre un tavolo al quale si possa sedere chiunque è per il socialismo, chi ci sta bene, chi non ci sta non ci viene. Se tu non vuoi il PMLI dico che il problema non si pone perchè secondo me sono loro i primi a non voler entrarci, settari come sono :)

  2. per la redazione.

    napolitano ha graziato la spia amerikana che ha torturato e rapito un imam in italia.
    scandaloso!
    lo ha fatto perchè si dovrebbe fare altrettanto per due marò di cui non si sà se hanno ucciso o meno e se lo hanno fatto per sbaglio o perchè nuovi “spaccarotella”.

    per favore, scrivete e informateci, il giornale è per questo,
    grazie

    • Gli USA sono il faro della libertà la tua è propaganda di bassa lega….poi paolo dp? ma dp cosa? Ti occupi di fossili?

  3. è da tempo che promuovo la legge elettorale massimamente proporzionale…ma forse voi di RC, state arrivandoci tardivamente…comunque…

    A QUANDO UNA CAMPAGNA CONTRO LE LEGGI ELETTORALI MAGGIORITARIE DA PARTE DI RC E DELL FdS ALLORA ????????????????????????????

  4. Il Partito della rifondazione comunista già in partenza accetta ed è pienamente integrato nella democrazia borghese. Esso è affetto da un incallito parlamentarismo, partecipazionismo ed elettoralismo borghesi. Alla lotta di classe e alla via universale della Rivoluzione d’Ottobre ha già sostituito il riformismo, il pacifismo piccolo borghese e la non violenza. L’alfa e l’omega sono costituite dalla vigente Costituzione.
    Non potrebbe essere altrimenti dal momento che questo partito non rinnega i 70 anni di inganni revisionisti della storia del PCI, ma li rivendica praticamente in blocco, compresa la fase del “nuovo corso” occhettiano, ed esclude solo la fase terminale di questo inganno costituita dalla liquidazione formale del PCI e dalla sua trasformazione in PDS.
    D’altra parte come può mai essere comunista un partito che ha un gruppo dirigente composto da un’accozzaglia di imbroglioni politici, revisionisti, trotzkisti, operaisti, femministe e opportunisti di ogni genere che si sono sempre contrapposti a Stalin e a Mao preferendovi Trotzki, Guevara e Gorbaciov, e che sono corresponsabili del tradimento del PCI e del processo di deideologizzazione, decomunistizzazione e socialdemocratizzazione che ha devastato la coscienza della classe operaia, delle masse femminili e giovanili del nostro Paese?
    Guardiamo all’esperienza di questi ultimi dieci mesi, da quando i vari Garavini, Cossutta, Libertini, Salvato, Serri, Vendola, Russo Spena, Magri, Vinci e il noto trotzkista Maitan hanno dato vita al “Movimento per la rifondazione comunista”. Che risposte hanno dato ai bisogni e alle esigenze politiche, economiche e sociali della classe operaia e delle masse? All’escalation dell’imperialismo italiano? All’imperversare del regime neofascista, presidenzialista, piduista e imperialista? Non si sono opposti alla trasformazione della CGIL in sindacato di regime neofascista, non hanno mobilitato i lavoratori e le masse contro il governo Andreotti-Craxi e la Finanziaria limitandosi a una inconcludente opposizione parlamentare, latitanti nella battaglia antimperialista durante la guerra nel Golfo, fautori e sostenitori dell’unità imperialista europea, non hanno speso una parola per denunciare l’imperante regime neofascista e presidenzialista tant’è che il picconatore Cossiga continua a colmare di elogi Cossutta. Hanno persino rinunciato a chiamarsi partito comunista come avevano rivendicato demagogicamente all’inizio, per dar prova che loro col comunismo classico e autentico non hanno più niente a che spartire. Non è forse già iniziato il loro tradimento?

    Umberto Bossi LN

    • Patrizia B.

      Vecchiotto l’articoletto, ma sempre buono a seminar zizzania.
      http://www.pmli.it/fondazioneprcoperazionecontrorivoluzionaria.htm

      • Compagna sei stata brava ad aver trovato l’articolo. Io sul pmli di scuderi stenderei un velo pietoso. Hahahahaha!!!! Ma non ci posso pensare: “che risposte hanno dato ai bisogni e alle esigenze politiche, economiche e sociali della classe operaia e delle masse?”. E il pmli che risposta ha dato, oltre ad una vuota propaganda settaria ed infantile?????? D’altronde da chi dice che Gramsci era un revisionista che ti aspetti????? Tra l’altro devo dire che hanno una visione rozza e anche distorta del marxismo. Hanno sostenuto e sostengono che in Italia c’è un regime neofascista, ma questo da un punto di vista marxista è sbagliato: il marxismo definisce la nostra una democrazia borghese. Il PMLI non è comunismo. E’ folklore.

        • Patrizia B.

          Leggi questo se vuoi farti due risate, anche se piú che altro viene da piangere a pensare che si definiscono comunisti.
          http://www.pmli.it/onoreapolpot.htm

          La risposta “ai bisogni e alle esigenze politiche, economiche e sociali della classe operaia e delle masse”, pare essere un bel massacro, con milioni di cadaveri accatastati qua e lá ed una dittatura militare spietata e criminale.
          Certo che con gente che ha questa idea del comunismo possiamo tentare la costituente domattina, come no? Solo avvisatemi prima, che io cambio continente e se riesco pure sistema solare.

          • Erminio Liguori

            Trovo banale che una compagna come te, faccia dell’ironia sulla Costituente Comunista, che , certo, non vuole imbarcare gente del genere, ma dovrebbe avere confini molto precisi: Tu invece attacchi l’idea in sè, ti fa tanto schifo? E quale partito proponi? questo zibaldone perdente e compassionevole? un indefinito partito “di sinistra”, tanto movimentista e nuovistico? Se è così , stavolta avvisate me qualche minuto prima, parto per la Soyuz in orbita

          • quoto erminio, possiamo mantenere le critiche, ma visti i nostri risultati non credo che la nostra linea ci premi così tanto da poterci permettere di definirci migliori di altri compagni.
            nè di definire chi sia compagno o no.
            Pur con molte differenze, dai tuoi interventi cara compagna patrizia mi sono fatto una buona idea di te.
            Per favore non cadiamo nella tentazione facile di fare gli arbitri del comunismo italiano.
            io non credo nella rivouzione permanente o nella democrazia diretta, ma credo che chi esprime determinate posizioni debba essere ascoltato, rispettato e quando attaccato da nemici comuni, vada difeso in quanto comunista.
            Forse molte differenze non saranno mai appianate, ma almeno credo si possa e si debba tentare di sedersi ad un tavolo e vedere se è possibile una sintesi sulle convergenze.
            e poi chi lo ha detto che le differenze, anche profonde siano sempre un male?
            In fondo ci accomuna la stessa visione di critica totalealla società borghese e capitalista….. in fondo è molto più di quanto non ci accomuni a SEL o al PD…. eppure con questi le mani ce le siamo sporcate eccome!

          • per erminio…. ormai la soyuz è roba vecchia! ;-)
            oggi si va in orbita con la
            Changzheng vale a dire il vettore “lunga marcia” http://blog.ilmanifesto.it/estestest/files/2012/07/394596-Shenzhouspacex-1339824305-830-640×480.jpeg

          • Patrizia B.

            @Erminio Liguori
            Non ho fatto dell’ironia sulla Costituente Comunista, l’ho fatta sul pmli.
            L’idea in sé non mi fa affatto schifo, solo che non ci credo granché, perché penso che ci sia un malinteso: non sono solo i dirigenti dei duecento partitini a non volere la riunione, ma anche i militanti, a meno di volerli considerare dei tonti che seguono un leaderino ad occhi chiusi.
            Io non lo penso. Quando ci si iscrive ad un partito, per piccolo che sia, anzi, specialmente se piccolo, si fa una scelta precisa ed in base a quella si decidono le conseguenti politiche.
            No, credo piuttosto che un’eventuale costituente debba partire dal basso, dialogando con tutti quei compagni che si sono allontanati dalla politica o si sono riversati nei movimenti civili e con quei giovani che magari non hanno neppure le idee chiare, essendo cresciuti e maturati in un ambiente assolutamente ostile alle idee socialiste e comuniste. Con loro si potrebbe tentare di costruire un partito forte e solido, non con chi, in realtá, non ne vuole sapere.
            Con questo, in generale, non escluderei la partecipazione di altri partiti, qualora loro stessi lo decidessero, ma delle barriere, secondo me, ci vogliono e chi inneggia ad un assassino come Pol Pot non é davvero accettabile.

          • Patrizia B.

            Marco, tu sei giovane e probabilmente pieno di entusiasmo. Lo capisco e lo apprezzo, ma qualcosina anche l’esperienza la insegna. Senza voler insegnare niente a nessuno, ho imparato, peró, che non basta vestirsi di rosso per essere comunisti e un assassino resta un assassino, qualsiasi bandiera sventoli. Una volta si diceva che é dalla prassi che si vede un compagno ed in Cambogia si é vista bene, perció non difendo chiunque si definisca comunista a parole, quando si comporta come un nazista.
            Le parole vanno e vengono, mutano nel tempo, sono volatili, i fatti sono solidi, restano.
            Sia il fascismo che il nazismo erano di radice socialista, inizialmente anticapitalisti ed antimperialisti: avrei dovuto dialogarci e difenderli? I veri fascisti lo sono ancora, fanno una critica durissima alla societá ed hanno un programma simile al nostro su molti punti. Ma sono fascisti, anche quando indossano le magliette del Che o manifestano per la Palestina.
            Io non vedo differenze col Pmli.
            Siccome sono curiosa, ho letto il loro sito e no, se loro sono comunisti, di certo non lo sono io, che vedo nel marxismo l’emancipazione e la liberazione degli esseri umani dalle schiavitú e dai sopprusi.
            Parlando é facile confondersi e allora tengo sempre ben presente un punto per me basilare: questa strada porta alla libertá vera della persona, quella che le permette di emanciparsi e realizzarsi senza opprimere gli altri o ad una nuova schiavitú?
            Nel secondo caso non é il mio comunismo, per quanto belle siano le bandiere o convincenti le parole usate.

          • Patrizia, quello del nazismo e fascismo che sono inizialmente socialisti è un luogo comune falso. Va smontato perchè purtroppo molti compagni la pensano così, ma non è vero.

            “Alla presa del potere, Mussolini dichiarò: «Il governo fascista accorderà piena libertà all’impresa privata ed abbandonerà ogni intervento nell’economia privata». Per anni i fascisti (saliti al potere in coalizione coi liberali, non sarà un caso) condussero una politica economica liberista e solo in una fase successiva cominciarono ad applicare misure keynesiane ante litteram. Nei primi anni di governo, ci furono privatizzazioni (venne privatizzata addirittura la zecca, chissà cosa ne pensano i signoraggisti!), una politica monetaria restrittiva, un allentamento del carico fiscale (in particolare della tassazione progressiva).

            Quando questo non rispondeva più alle necessità economiche del grande capitale industriale, in particolare cioè attorno alla crisi del ’29, si è passati ad una politica economica diversa, e si è adeguata la fraseologia propagandistica al culto dello Stato, alla lotta contro l’individualismo borghese e tutte quelle manfrine con cui ancora ci fracassano le palle i neofascisti. Anche i neofascisti, tuttavia, qualche volta si levano la maschera e parlano da liberisti. Per esempio, Forza Nuova a Genova aveva come primo punto del suo programma politico la lotta contro la Compagnia Unica dei camalli che secondo loro strangola la città impedendo la libertà d’impresa nel porto. CasaPound ha preso posizione sull’ILVA di Taranto (facendo scrivere un dossier alla nostra vecchia conoscenza, l’«Ing.» Di Stefano) prendendosela con gli ambientalisti che in combutta con oscuri potentati europei vogliono soffocare la siderurgia italiana.

            Alla fine della fiera liberismo e fascismo hanno lo stesso eroe-simbolo: il crumiro”

            è preso da questo: http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=11977

            Mussolini in un primissimo momento aveva mantenuto soltanto un’estetica socialista. In un primissimo momento i fasci sbandano da una parte all’altra dello schieramento politico italiano, ma il fulcro di tutto è l’uomo comune, il piccolo borghese. Nelle intenzioni dei fasci non c’è l’eliminazione del capitalismo e delle gerarchie, ma solo l’azione fine a se stessa, la presa del potere. Secondo te perchè viene usato proprio dai borghesi per arginare le sommosse di operai e contadini?

            Il fu compagno Tasca scriveva: “Se nel 1919 Mussolini avesse fatto puramente e semplicemente comunella
            coi reazionari sarebbe stato spinto in disparte e superato dalla corrente, né
            avrebbe trovato intorno a sé, nel marzo, gli ex membri dei Fasci di azione rivoluzionaria
            del 1914-15, come non avrebbe potuto guadagnare un po’ più
            tardi il favore di una parte della gioventù e dei combattenti. I nuovi Fasci,
            anche se si fossero costituiti sarebbero morti con lui. Verso la fine del 1920
            la situazione cambia: dalla Valle padana sale la nuova ondata squadrista.
            [...]che smantellerà le fortezze socialiste una dopo l’altra. Mussolini si affretta
            a sfruttarla e rivede il suo programma, proclamando che «La realtà del domani
            sarà capitalista»
            ; tuttavia, verso la metà del 1921, questa ondata minaccia
            di sfuggire al suo controllo e di compromettere i suoi piani politici[...].
            Egli che aveva proclamato a Firenze «Il nostro programma è il fatto» invoca
            ora il «Ritorno al principio». Qualche mese dopo[...] liquida le vaghe velleità
            di «democrazia» e di «sindacalismo» di Grandi e i suoi amici[...].”

            da Nascita e avvento del Fascismo, vol. II, primo epilogo, Laterza,
            Firenze 1950. di A.Tasca

            Per favore smettiamola di dire che anche i fasci sono anti-capitalisti, perchè non è vero. Il loro corporativismo non ha nulla a che vedere con il socialismo. Anche il sindacalismo soreliano dei sindacalisti rivoluzionari è stato mantenuto solo nelle forme, rinnegando il contenuto (il socialismo e la lotta di classe).

          • Patrizia B.

            La risposta é finita sopra.

          • solo parentesi sulla cambogia.
            ricordiamoci che polpot non fu abbattuto dal capitalismo ma dall’esercito popolare di liberazione vietnamita.
            Cioè comunisti che sono intervenuti su un comunismo che stava degenerando.
            Detto questo è il momento dell’esempio personale, cosa che odio ma in questo momento è necessaria.
            Io nella questione cambogiana sono filo-giap, il mio socio filo-polpot.
            é il mio migliore amico da quasi 20 anni, mio socio in negozio e compagno di infinite lotte politiche dentro e fuori il partito da una vita.
            Le nostri visioni storiche, in questo caso, poco più che accademiche non ci hanno mai impedito di portare avanti insieme la battaglia politica per il socialismo.
            è così difficile farlo ovunque…..?
            a me non sembra è lo dico per esperienza diretta

          • Patrizia B.

            C’é parecchia differenza fra un amico o un parente con posizioni anche opposte ed un movimento/partito politico orientato in un modo piuttosto che in un altro, specialmente quando le differenze si basano su polemiche accademiche. Magari davanti ad un bicchiere di vino :D
            I partiti sono giá abbastanza rissosi, anche ammesso che si riesca ad unirli intorno ad un tavolo e, miracolo, trovino una quadra, alla prima occasione tendono a scindersi, figurarsi se le posizioni sono agli antipodi. Vedi il tentativo fatto con la fds.

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