Siamo morti?
Pubblicato il 3 mar 2013
di Ramon Mantovani -
Lo stato d’animo non è dei migliori. Eppure bisogna cercare di essere lucidi. E di ragionare.
Non partecipo all’orgia dei social network, sui quali si può leggere di tutto, tranne analisi serie e l’individuazione dei veri problemi del paese e della sinistra.
So bene di andare completamente e sempre più controcorrente.
Ma se alle analisi si sostituiscono spiegazioni superficiali e alle proposte gli slogan invece che capirci qualcosa si finisce per non capire più nulla. E invece di cercare la strada giusta si finisce in un labirinto. In questo modo non si sviluppa nessuna discussione utile. Con il battibecco, con gli scontri verbali, con gli insulti e le iperboli di tutti i tipi si distrugge tutto e si partecipa attivamente a fomentare i peggiori istinti che covano nella società.
Detto questo, parliamo delle elezioni. Esaminando i dati della Camera senza voto estero e i 617 seggi attribuiti con il “porcellum”.
I votanti sono calati di 2 milioni 600 mila unità.
Il centrosinistra ha perso 3 milioni e mezzo di voti.
Il centrodestra 7 milioni e duecentomila.
Sono quasi undici milioni di voti in meno ai due schieramenti maggiori.
Il Movimento 5 Stelle ha avuto 8 milioni e 700 mila voti.
Lo schieramento di centro (nel 2008 solo UDC con poco più di 2 milioni di voti) ha avuto 3 milioni e 600 mila voti.
Ho appositamente omesso le percentuali perché, oltre ad essere conosciute, secondo me oscurano l’enormità degli spostamenti di voto che ci sono stati e falsano la percezione del significato politico del voto.
Ora proviamo a guardare i risultati utilizzando un altro punto di vista.
Le forze che hanno sostenuto il governo Monti hanno avuto circa 22 milioni e mezzo di voti. Circa il 63 % sui votanti. Nel parlamento avevano più del 90 % dei seggi.
Ora vediamo i seggi.
Il centrosinistra con il 29,54 % dei voti prende 340 seggi pari al 54 % dei seggi totali. Il premio di maggioranza è del 24,5 %. Quasi un raddoppio dei seggi.
Il centrodestra con il 29,18 % dei voti prende 124 seggi pari al 20 % dei seggi totali. Lo 0,35 % in meno determina una differenza in seggi di 216 unità.
Le forze che hanno sostenuto il governo Monti hanno avuto 454 seggi (senza SEL e Lega Nord) pari al 73 % dei seggi totali, contro il 63 % dei voti.
SEL con il 3,2 % conquista 37 seggi. La Lega Nord con il 4,08 % conquista 18 seggi. Prende più voti di SEL ma metà deputati rispetto a SEL.
L’UDC con l’1,78 % dei voti prende 8 seggi. Il Centro Democratico con il 0,49 % dei voti prende 6 seggi. Fratelli d’Italia con l’1,95 % dei voti prende 9 seggi. Rivoluzione Civile con il 2,25 % dei voti prende zero seggi.
Un deputato del PD vale 29603 voti. Uno di SEL 29444 voti. Uno del PDL 75594 voti. Uno del Movimento 5 Stelle 80455 voti.
Prima di passare alle considerazioni politiche non si può non valutare il tasso di democraticità della legge elettorale.
Si tratta di una legge altamente deformante la volontà popolare, che quindi partorisce un parlamento non rappresentativo.
Credo basti leggere i dati che ho più sopra citato e che non sia necessario argomentare oltre per dimostrare la giustezza del mio giudizio.
Intanto, però, questa legge è in vigore da molto tempo ed è la terza volta che viene applicata.
Il sistema politico è stato trasformato da questa legge, i partiti si sono modellati su questa legge, gli elettori quando pensano a votare e a scegliere lo fanno sulla base dei meccanismi imposti dalla legge, i mass media ne amplificano tutti gli effetti più deleteri. Quella precedente era anche peggio. Non posso ora, per brevità, argomentare e dimostrare il perché. Come è di gran lunga peggiore quella degli enti locali, che è presidenzialista, ultramaggioritaria e inquinata dalle preferenze.
Vorrei ricordare a tanti che in Italia il maggioritario è stato proposto da Segni, appoggiato dal PDS e dalla Lega (allora forza emergente), come soluzione del problema della corruzione e come “riavvicinamento” del sistema politico ai cittadini. Il risultato e sotto gli occhi di tutti. Più corruzione, partiti ultrapersonali (PD e SEL compresi), distanza abissale fra sistema politico e cittadinanza, talk show dieci volte più importanti del parlamento, e potrei continuare.
Ovviamente non tutto quello che le ultime elezioni ci hanno messo sotto gli occhi è dovuto al sistema elettorale. Nei vent’anni di maggioritario tutti i diritti conquistati in decenni di lotte sono stati messi sotto attacco. Il lavoro è stato svalorizzato, il mercato finanziario è diventato il vero sovrano al quale i governi hanno obbedito, una generazione vive ormai ben peggio dei propri genitori, la guerra è diventata uno strumento ordinario della politica internazionale del paese e dell’occidente, l’istruzione e la sanità, oltre che l’acqua e gli altri servizi pubblici, sono stati potentemente privatizzati. Anche qui potrei continuare a lungo.
Ma tutte queste modificazioni della realtà sociale sono state possibili attraverso le relative leggi, che anche quando hanno suscitato proteste, lotte e resistenze, sono state approvate dal parlamento maggioritario senza battere ciglio. Quando qualcuno si è opposto, tentando di dare voce alle lotte, è stato accusato di voler fare il gioco dell’avversario, ricattato, diviso e ridotto all’impotenza. I contenuti sono diventati un accessorio strumentale nella vera contesa che era l’alternanza fra centrodestra e centrosinistra, uniti dal feticcio della governabilità interna alle compatibilità imposte dal mercato.
L’intreccio fra maggioritario e ristrutturazione sociale sulla base dei puri interessi capitalistici e finanziari è potentissimo.
Oggi il sistema sociale e quello politico non reggono più, di fronte alle conseguenze della crisi. Ma la sinistra reale, al contrario di tutti gli altri paesi europei, si è presentata all’appuntamento logorata da venti anni di divisioni e ormai ridotta nei fatti, persino indipendentemente dalla sua stessa volontà, esattamente alle due varianti previste per essa dalla logica del maggioritario: quella interna al bipolarismo condannata a non influire minimamente sulla sostanza del governo, e quella testimoniale espulsa dalle istituzioni.
Senza tenere conto di questo contesto, cui ho accennato finora, non si può capire la portata della sconfitta, e si finisce con lo scambiare gli effetti per le cause o, peggio ancora, per coltivare illusioni circa soluzioni miracolistiche dell’enorme problema con il quale ci si deve confrontare.
Tenendo conto di questo contesto, invece, si può affrontare meglio anche la discussione circa le responsabilità soggettive delle forze politiche ed anche di quelle sociali, a cominciare da quelle dei sindacati e delle organizzazioni della società civile.
Cosa ci dice il risultato elettorale?
Ci dice tre cose:
1) il bipolarismo è morto. Ci sono 4 poli in parlamento. E nonostante il meccanismo maggioritario nessun governo è possibile senza un accordo post elettorale. Sono centrodestra e centrosinistra gli sconfitti e al loro interno le forze minori, come SEL, risultano irrilevanti. Il centro è cresciuto ma non a sufficienza per colmare l’esodo dei voti contrari alle politiche europee e di massacro sociale.
2) un movimento indefinito sul piano ideologico ed ideale, con un programma vago e in molti punti contraddittorio, identificato con un leader predicatore, ha raccolto tutti i voti di protesta.
3) la sinistra reale è irrilevante nel senso pieno del termine. Non è “apparsa” irrilevante. Lo è. Nel senso che per quanto portatrice di contenuti giusti (in molti casi sovrapponibili e in altri parecchio più avanzati e progressisti rispetto al Movimento 5 Stelle), per quanto propositrice di misure serie contro la crisi e i responsabili della crisi, per quanto espressione e vicina a tutte le esperienze di lotta e sociali, nulla ha potuto né contro il “voto utile” né contro il voto di protesta.
Il bipolarismo è morto. Ma invece che prenderne atto sia il PD, sia il PDL, sia il centro, parlano dell’emergenza dell’ingovernabilità. Non so attraverso quali acrobazie, ma prevedo che il governo temporaneo che nascerà, oltre a tenere fede a tutti i diktat della tecnocrazia europea e della finanza, tenterà di “riformare” legge elettorale e istituzioni per garantire la “governabilità”, e cioè il governo dell’esistente con una possibile alternanza.
Il Movimento 5 Stelle conterà esattamente su questo per gonfiarsi e trasformare la protesta in rappresentazione della volontà di cambiamento. Ma cambiamento in quale direzione? Se i tre poli, al netto di finte divisioni e competizioni, sono d’accordo sulla sostanza della politica economica e sono d’accordo sul principio di “governabilità” (non a caso di nuovo mantra dei mass media come nei primi anni 90), hanno una strada obbligata davanti a se. Del resto soprattutto PD e PDL, essendo partiti modellati sul maggioritario e sull’obiettivo di governo dell’esistente, possono cedere sui “privilegi” e i costi della politica, mentre non possono proporre una svolta democratica. Per esempio una legge elettorale proporzionale. Perfino se il PDL e il centro lo facessero troverebbero la fiera opposizione del PD. Mentre sui contenuti avanzati ogni strada gli sarebbe preclusa, sotto la voce privilegi e costi della politica il Movimento 5 Stelle potrebbe anche votare diversi provvedimenti, prendendosi il merito di aver obbligato la “casta” ad ingoiarli. Ma sarebbero in gran parte la realizzazione del sogno estremista liberale. Per fare un solo esempio, eliminazione del finanziamento pubblico e delle strutture di partito (e così, come negli USA, l’elaborazione dei progetti politici e di legge sarebbero appannaggio delle lobbies dei poteri forti). Mentre sulla legge elettorale il Movimento 5 Stelle non ha alcuna posizione. Tranne quella dell’apologia delle preferenze. Non è dato sapere se sia maggioritario o proporzionalista. Se voglia un sistema presidenzialista o meno. Se pensi che la funzione del parlamento debba essere di mero controllo del governo o di effettivo potere legislativo.
Cosa direbbe e soprattutto cosa farebbe se PD e PDL trovassero un accordo su un sistema elettorale maggioritario a doppio turno e su un sistema istituzionale presidenzialista? Stando al programma ufficiale del Movimento 5 Stelle potrebbero votare tranquillamente a favore, ottenendo che i parlamentari non facciano più di due mandati, che non possano svolgere nessuna altra attività e che non abbiano gli attuali residui privilegi.
È una “previsione” puramente astratta. Ma è plausibile stando al programma ed anche alle numerose esternazioni di Grillo, che mentre ha urlato contro la casta e i partiti ha sempre evitato accuratamente di definirsi su una quisquiglia come la legge elettorale e la forma dello stato.
Comunque non è il momento di esercitarsi a fare previsioni e ad indovinare i contorsionismi della politica spettacolo.
Ripeto che solo in Italia la sinistra che condivide il 95 % dei contenuti si presenta divisa alle elezioni. Li condivide sulla crisi e sulle cause e responsabilità della stessa, sulle proposte per uscirne, sul fiscal compact, sul pareggio di bilancio in costituzione, sul lavoro e sulla piattaforma della FIOM, sulla precarietà, sul reddito di cittadinanza, sui beni comuni da sottrarre ai privati, sulla scuola e sanità pubblica, sui diritti civili, sui diritti degli immigrati e così via. Non credo di esagerare. È così.
Gli elettori di sinistra oggi sono divisi fra SEL, Rivoluzione Civile, e Movimento 5 Stelle. In quest’ultimo sono una parte, purtroppo credo non maggioritaria, perché si può essere contro la casta anche da destra, contro l’euro e contemporaneamente contro gli immigrati, e così via. Ma non c’è alcun dubbio che tantissimi elettori di sinistra abbiano votato il Movimento 5 Stelle, con le più svariate motivazioni, spesso contraddittorie fra loro.
In altri paesi europei a sinistra ci sono partiti comunisti, coalizioni comprendenti partiti comunisti e non, partiti di sinistra, movimenti comprendenti più partiti. Insomma, si possono trovare tutte le formule organizzative unitarie e i modelli di partito. Nella crisi crescono considerevolmente fino ad esprimere, proprio dove la crisi è più acuta, la possibile alternativa di governo. Come in Grecia.
Davvero si può considerare seria una discussione, che già vedo profilarsi come al solito, che mette al centro le formule organizzative unitarie? Come se SEL e Rivoluzione Civile fossero divise dalla concezione organizzativa dell’unità e non, invece, dalla logica bipolarista? Davvero è una questione di efficacia del leader in TV? Davvero se cambiassimo tutti i dirigenti e li sostituissimo con giovani risolveremmo i problemi? Davvero se ogni forza pensasse di distinguersi maggiormente dalle altre, con conseguente proliferare di ancor più liste, una di queste potrebbe aspirare a vincere la battaglia egemonica e ad unificare tutto ingrandendo se stessa?
Cosa ci impedisce di fare come Izquierda Unida? O come il Front de Gauche? O come la Linke? O come Syriza? Trovando anche in Italia la formula organizzativa democratica adatta ad unire e non a dividere? Cosa ce lo impedisce?
Purtroppo la risposta è duplice: ci sono due cose che ci hanno fino ad ora diviso irrimediabilmente.
La prima è il maggioritario e le due tendenze figlie del bipolarismo: dentro il centrosinistra a non contare nulla e apparendo agli occhi di buona parte della nostra gente come opportunisti, oppure fuori senza speranza di incidere su nulla e per giunta con il sospetto della nostra gente che l’unico obiettivo vero siano i posti.
La seconda è l’internità di tutta la sinistra, comunque collocata rispetto al centrosinistra, nel sistema politico separato dalla società.
Con la prima risposta si spiegano gli insuccessi di SEL e Rivoluzione Civile. Con la seconda il voto di gran parte della nostra gente al Movimento 5 Stelle.
Se tutto ciò è anche solo parzialmente vero, e se vogliamo lavorare affinché in Italia ci sia una sinistra che torni a contare nella società e quindi anche elettoralmente, si deve tener conto di entrambe le risposte insieme. Perché altrimenti la soluzione è totalmente sbagliata ed inefficace.
Si può, in presenza della crisi del bipolarismo, unire sui contenuti e sulla democrazia, ed essere alternativi al sistema politico separato, nel tempo nel quale anche l’alternatività del Movimento 5 Stelle sarà messa alla prova dei fatti.
Il Partito della Rifondazione Comunista, con i suoi difetti e con le ferite subite dalle innumerevoli scissioni, non è morto. Ed ha sempre dato prova di non pensare soprattutto a se stesso ed ai posti nelle istituzioni. È stato indubbiamente il più generoso in tutte le iniziative di lotta ed unitarie. Ha un gruppo dirigente che certamente non è il migliore del mondo, ma che ha saputo e voluto resistere a tutte le lusinghe e tentazioni a separare il proprio destino da quello dei militanti e delle classi subalterne, per trovarsi un posto sicuro nel centrosinistra. Ha militanti, donne ed uomini, il cui valore ed attaccamento ai principi ed ideali comunisti, si vede proprio oggi, nel massimo della difficoltà.
Questo nostro partito ha imparato a resistere. Saprà imparare a ripensare se stesso come una parte indivisibile e incancellabile dentro una più vasta aggregazione di sinistra anticapitalista.
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- non avrei saputo dirlo meglio | gaia baracetti - [...] Uno, che mi sta più a cuore, analizza l’antidemocraticità dell’attuale sistema elettorale e politico. [...]
- Siamo morti? - di Ramon Mantovani - [...] [...]













compagno mantovani, ci hanno sempre separato abissi dialettici e anche di prassi.
Ho avuto per te momenti di critica aspra e non ho problemi a rivendicare da te una diversità sulla visione ideologica di cosa sia e debba essere il comunismo applicato.
Mi divide da te anche l’analisi sulle divisioni da SEL.
Io sarei per cercare l’unità ecumenica in un unico soggetto di classe con le realtà alla nostra sinistra,perse in innumrevoli scissioni, o autoctone al momento della nostra nascita.
tu,piuttosto, mi sembra che proponi di fare l’ennesima rincorsa a destra di soggetti politici con cui ogni unità d’azione sarebbe paralizzata da una visione radicalmente diversa del mondo nonchè dialettica.
Loro infatti sono genericamente parte di una sinistra di impronta socialdemocratica sui generis, noi siamo comunisti, o almeno vorremmo esserlo, rappresentativi dell’interpretazione di quel pensiero in ogni sua forma.
Loro sono riformisti, noi siamo o vorremmo essere, rivoluzionari e direi che non è il caso di vergognarsi ad usare questa parola nell’accezione più radicale del termine.
Però sull’ultima parte di questo tuo lungo intervento in particolare e in molti dei punti da te articolati in generale, non posso non trovarmi d’accordo.
Noi non siamo morti!
Il partito è vivo, tenuto in vita non dall’interesse, ma dall’amore di migliaglia di militanti che hanno fede nell’idea di una società socialista.
è vivo perchè ancora non ha esaurito il suo compito, che fin dall’inizio è stato quello di creare un rinnovato e unitario partito comunista.
Proprio per questo nonostante le differenze radicali che permangono, mi permetto di chiedere a te e alla dirigenza di cominciare a valutare seriamente l’idea di avviare un processo ri riavvicinamento o di avvicinamento con tutte le realtà comuniste e di classe, SENZA DISCRIMINARE NESSUNA SENSIBILITà, per creare quel luogo di discussione che ci permettano se non di raggiungere subito l’unità politica, almeno quella comune dialittica e comunanza di azione che possa rompere l’isolamento e l’oscuramento che le forze della reazione mantengono, considerandolo come una delle poche assicurazioni per mantenere quello stato presente di cose che è la ragione unica e ultima della loro esistenza.
In fondo sarebbe quella che ti chiedo di valutare, una strada nuova e fin qui mai battuta.
Li offro di prestito di 1.000 euro a 800.000 euro ad ogni persona capace di rimborsarlo con interesse ad un tasso che va di due a cinque percenti secondo la somma chiesta e la durata di rimborso. Allora se avete bisogno di fare un prestito la fornitura di alcune parti vi sarà richiesta. Scrive al mio e-mail privato che è: Posta elettronica: oceany_finance@hotmail.fr
NB: Astenersi se non siete seri sotto pena d’azione giudiziaria
non solo non siamo morti ma non credo che mantenere in vita Rifondazione Comunista sia accanimento terapeutico!Le ragioni della nostra esistenza stanno nelle ingiustizie e disuguaglianze irrisolte presenti nel nostro paese;noi siamo portatori sani di tutte le istanze popolari che non riusciamo a tradurre in consenso per le nostre ataviche divisioni che sfociano quasi sempre in scissioni. Molti dei temi che hanno premiato Grillo sono da sempre i nostri temi(anche quando 5 star non esisteva),eppure non riusciamo a convincere gli elettori che siamo una risorsa per il popolo italiano.Al di là di tutte le tue considerazioni e molte altre che non aggiungo per non dilungarmi,dico che il nostro errore fondamentale è di aver abbandonato la iniziale radicalità nell’affrontare problemi ed alleanze che non dovevano essere ricercate sulla base di presunte affinità di collocazione politica ma coinvolgendo gli altri sulle nostre posizioni e se questo era impossibile, proseguire in solitario per la nostra strada perchè così le persone sapevano per chi e per cosa votare c0n la consapevolezza che non avremmo mediato sulle quanto detto.Non ci avrebbero votato? Pazienza, tanto abbiamo ottenuto lo stesso risultato (probabilmente anche minore) facendo una coalizione forzosa.Ora, è il momento di riprendere il nostro cammino comunista cercando di riunire il più possibile i compagni in un partito Comunista decisamente anticapitalista ed antiliberista,con i nostri simboli ed i nostri obbiettivi; non perdiamo tempo ad inventarci nuovi schemi e soprattutto non guardiamo se c’è una scadenza elettorale imminente: il nostro obbiettivo deve essere a lunga scadenza per una società più giusta ed inclusiva.
Cosa ci impedisce di fare come Izquierda Unida? O come il Front de Gauche? O come la Linke? O come Syriza?
<>
Credo che dovremmo partire da qui. Non capisco perchè si è voluto uccidere il progetto di Sinistra Europea che poteva essere un percorso e un contenitore per fare anche in Italia La Linke o Syriza.
Perchè non ripartire da Sinistra Europea??
Che loro hanno rinnovato i quadri dirigenziali mentre da noi si prosegue sempre sul finto rinnovamento.
“Noi siamo oggi come ieri un piccolo partito che è da considerare per le condizioni in cui vive e si sviluppa.”
Un piccolo partito che dopo la scissione del 2008 in piena crisi neoliberista è entrato in uno stato di necessità che ci ha posto crudamente in maniera esasperata di fronte al dilemma : continuare o scomparire. (La discussione Vendola si Vendola no, si sviluppò in maniera manichea, nessuno o perlomeno in pochi hanno sottolineato il fatto che quella scissione è avvenuta nel momento in cui il neoliberismo ha iniziato l’attacco più profondo al mondo del lavoro.)
Abbiamo deciso di continuare, di resistere, ma abbiamo dovuto limitare la nostra attività, e far fronte al pessimismo, e alla frustrazione tra noi . Pessimismo frustrazione legato alla situazione generale del nostro paese, entrato in crisi; una crisi che come vediamo non è un fenomeno superficiale, e che ci vedeva impotenti di fronte a quell’avanzare in una spaventosa confusione di idee.
Avevamo pochissimi quadri, come tuttora, i collegamenti ridotti al minimo, e visibilità ridotta a zero, e una situazione interna in cui si discuteva molto ma si risolveva poco, per poi finire a discutere di nulla.
E’ in questa situazione che quello strumento di “estrema precisione” per esplorare il futuro , per prevedere gli avvenimenti è venuto a meno.
Caro compagno Mengoli,quindi? Cosa proponi? saluti comunisti, Gianni
ho speratoche rescuscitasse ma era una illusione
il prc ha smesso di vivere da quando ha riconfermato la legge 30 col governo prodi ……
La lotta di rinascita del partito sarà dura ma essa come la “strage di portella della Ginestra” ci darà nuovo slancio perchè chi lotta per la giustizia, la democrazia e l’uguaglianza non difende dei diritti astratti ma l’essenza stessa del diritto lo Stato e il fondamento su cui si regge la nostra Costituzione, fortemente voluta per combattere il fascismo! Oggi il nuovo volto del nemico rifiorisce nel populismo berlusconiano e nel grillismo forcaiolo!
quanti partiti con falce e martello ci sono e ci sono stati? Non sono tutti per linee ed obiettivi diversi ma hanno in comune un virus che è quello di credersi depositari della strategia vincente e questo è solo l’alibi per compiere il gravissimo errore di ambizioni solo personali. Una sinistra che arretra con queste proporzioni è solo colpa di chi l’ha guidata e divisa. Sia data ora la parola alla comunità comunista e non sia il confronto soffocato dagli ex dirigenti.Sono pronto dopo tanto tempo a ricominciare a ricostruire da queste macerie . Più in là un’analisi politica ,ora mi sento soolo di dire queste cose ciao con un pò di rancore
Approffitto dell’articolo, condivido,per l’analisi approfondita.
Anch’io mi sono preparato un articolo articolato che penso leggerò in sede di partito.
Volevo solo esprimere, a fronte di tanto scoramento, e anche di peggio, un paio di cose:
- L’elezione è stata un disastro.
- Detto questo, la situazione sociale,economica,culturale,politica del paese chi la risolve?Nel senso della giustizia naturalmente. La gente elette che ha vinto, semi vinto o perso queste elezioni che ora siedono in parlamento? Suvvia.
Lasciando perdere le considerazioni sulla censura, sui tempi (1 mese e mezzo), ecc.. suonerebbe giustificativo(anche se sono motivazioni reali, ma lasciamo perdere).
Ma il punto è: agli 800 mila che hanno votato R.C. (pochissimi lavoratori dipendenti e giovani precari purtroppo) cosa diciamo?
Poveri cretini che ci avete seguito, abbiamo sbagliato, adesso ci inventiamo qualcosa di nuovo (ancora?).
Ed agli altri, ancora più numerosi, basta guardare gli andamenti dei sondaggi, che alla fine hanno optato,con dolore, per il voto utile, cosa diciamo?
Penso che 800 mila siano tantissimi, per proseguire il cammino, però, primissima cosa da dire, alto e forte, ai ns. possibili alleati(ho letto affermazioni di De Magistris e Guido Viale di CSP sul manifesto che si stanno posizionando per il futuro) e anche agli avversari dichiarati: “GUARDATE CHE NON ABBIAMO NESSUNA INTENZIONE DI SCIOGLIERCI; E NEL FUTURO PROSSIMO ANDREMO ANCHE A CACCIA DI CONSENSI!”
I partiti non sono morti e non scompariranno perchè essi sono l’unica vera espressione della democrazia, non sarà Grillo a decretarne la sconfitta, perchè dei servi del potere o dei giullari della politica non sappiamo che farcene! Certamente esiste una crisi della politica tradizionale, ma ciò è fisiologica in tutte le democrazie occidentali. Dato certamente più allarmante è la rinuncia della classe politica a governare con serietà e sobrietà.Ma la crisi della politica e delle istituzioni del nostro Paese si accompagna ad un sistema sociale ed economico già viziato e corrotto che è il portato di una cultura della divisione geopolitica delle tre “italie” ed è originata dal fallimento del Risorgimento italiano nonostante l’apparante unità nazionale. Finchè la sinistra italiana e in generale la politica sarà incentrata sulla locomotiva del Nord Italia, il Centro e il Sud apparteranno ad un’altra nazione.La questione meridionale ci accompagna con il suo carrozzone relegando le regioni del Sud ad una contrada del belPaese, buona per il turismo e per gli affari della “mafia”, mentre il Nord rappresenta lo sviluppo e il progresso.Rifondazione deve rilanciare una politica di unità nazionale che ridimensioni l’autonomia regionale nel rispetto del progetto di riforma del titolo v della costituzione.
Con tutto il rispetto, analisi sbagliatissima quasi in ogni sua parte, perchè non basata sull’osservazione dei dati di fatto, ma sulla volontà di allocare sulla situazione contingente problemi ed errori che vengono da lontano.
1) Non si può dire “il popolo non ci ha capito”. Gli elettori sono ben conscienti che vige un sistema elettorale di un certo tipo e si posizionano di conseguenza. Rivoluzione Civile non ha preso poco, perchè vittima del “voto utile”, ma è stata vittima del meccanismo perfettamente contrario: il famigerato “voto utile” si è verificato in quanto la proposta è stata evidentemente poco credibile agli occhi del corpo elettorale.
2) Non si è capito che non bastava candidare una figura pulita come Ingroia. La voglia di novità ha cozzato prepotentemente con la ricandidatura di persone già conosciute,viste e testate come Diliberto e Ferrero. Persone che sono state entrambe ministri e non hanno prodotto il benchè minimo scatto o miglioramento nei propri settori. E gli elettori questo lo sanno bene.
3) L’esistenza di una sinistra politica non è “una necessità” ineludibile, ma una contingenza storica ed un processo umano che ha avuto un inizio e avrà una fine. Le persone vogliono chi garantisce loro determinati risultati e diritti, poco importa chi glieli fa raggiungere. Delle volte mi viene a mente quel passo della “meglio gioventù” dove si ironizza sull’idea del “bisogno di comunismo”. La sopravvivenza di questa sinistra si basa sulla volontà di rinnovarsi ed andare incontro alle nuove esigenze delle persone. Se si ha la presunzione che basti costruire un’unica lista anticapitalista per risolvere tutti i problemi, senza incidere su alcuni punti fondanti e dirimenti, il destino che si para davanti è l’irrilevanza, se non la totale estinzione.
4) Una legge completamente proporzionale che si adombra nell’articolo, sarebbe una iattura. Storicamente meccanismi del genere hanno prodotto sempre governi poco stabili e deboli. Siamo tutti daccordo che l’attuale legge è una schifezza, ma quella che proponete qui non sarebbe tanto migliore e sarebbe foriera di quelgli accordicchi tipici della Prima Repubblica. Non so poi come si faccia a dire che la norma per le amministrazioni non funzioni: vuol dire chiudere gli occhi davanti la realtà dei fatti perchè si ha già un pregiudizio da esporre.
Con tutto il rispetto, non avete capito proprio niente, ne tu ne la gente.
Se vogliamo essere seri, visto che questo intervento, sembra voler essere sentenziante, la gente che ha capito ha prodotto questo risultato? La legge proporzionale è l’unica democratica, se la mettiamo su questo punto.Da quando esiste in Italia questa legge, ci sono governi più stabili? Dalla Bolognina in poi (per niente ineluttabile), la condizione di vita dell’ottanta per cento (cifra approssimativa si intende- comunque molto più attendibile della baggianata 1% contro 99%) è migliorata o peggiorata?( sul piano del bene più prezioso, cioè capacità di coscienza critica, cultura, condizioni economiche, ecc..).Ancora con Ferrero, Diliberto… Ce la vogliamo cavare con un pò di nuovismo (ancora?).Se parliamo di metodo(intendo mezzi da utilizzare, non certo democrazia telematica e cose del genere) certo c’è da fare, ma sul merito forse bisogna riprendere invece qualcosa, perchè le grandi utopie, durano nei secoli, e hanno prodotto e producono anche risultati. I nuovismi e i laicismi producono ben poco. E si può continuare a lungo.
Dimenticavo è proprio il voto utile che ha portato le perc. di R.C. dal 6% del 5 febbraio al 2% del 25. E mentre R.C. si dissanguava , m5s portava via tonnellate di consensi ai nuovisti pd-sel.
Finiamola di essere paternalisti che mette le fette di prosciutto sugli occhi. Diciamo più correttamente, che gran parte della gente, avendo perso riferimenti politici e sindacali(suicidatisi per motivi di potere di gruppi), ha perso anche capacità analitica e critica ed ha prodotto il capolavoro di affidarsi da dx al centro alla sx ad un bel sin.,csx,centro,cdx,destra di questo sfogatoio pieno di interessi assolutamente inconciliabili che è il m5s.
Appello a tutti i compagni ed a democratici,
Il sistema elettorale non è stato cambiato e quindi ho votato l’unica forza che impedisse il ritorno di Berlusconi al potere . Ho fatto male ? può essere
Occorre tornare al sistema proporzionale con uno sbarramento al 5 %.
Il m5s ha preso un sacco di voti per la sua abilità di proporre una democrazia partecipativa come faceva il PCI ma quel movimento a mio parere è reazionario e porterà alla rovina il paese . L’equilibrio tra democrazia partecipativa e quella prevista dalla Costituzione è d’obbligo .
Se i partiti progressisti non si rinnovano e non stanno assieme , l’Italia andrà in malora .
Il m5s è formato anche da molti compagni in buona fede ma anche da molti qualunquisti .
Occorre sfidarli sui fatti ed i comportamenti per smascherare le loro contraddizioni per riportare subito l’elettorato verso il fronte progressista nei termini del 40 % come nel 2006.
Facciamolo tutti ora uniti almeno come fronte di salvezza nazionale prima che sia troppo tardi !
Saluti
Alessandro Manfredini
Viva l’Italia
Viva il Comunismo
Solo su un punto non sono d’accordo. Perchè lo sbarramento al 5 %? La Costituzione dice che siamo tutti uguali. Quindi una testa un voto. Se poi c’è un problema di governabilità, si può anche escogitare un piccolo(ripeto piccolo) premio per chi si avvicina al 50%(che già non è molto democratico).Non si può votare sotto ricatto.
Cari compagni,
adesso tutti dicono : “io l’avevo detto!”, altri:” ci voleva la falce e martello sul simbolo”, “eravamo poco conosciuti”, Ingroia non si sa spiegare, non ha parlato del nostro programma economico.
Leggo sui blog che quelli della “società civile” ci accusano di aver fatto perdere la coalizione perchè siamo entrati come partiti organizzati “manu militari” nelle liste.
Loro ragionano come Grillo : i partiti sono il male, i “cittadini” sono tutti bravi ed onesti.
Ma LORO io non li ho mai visti da nessuna parte, mai un volantino, mai un’iniziativa autonoma.
Sinceramente, poiché, nella mia zona e molte altre interveniamo nelle fabbriche da anni in maniera molto puntuale, mi ero illuso che ci venisse riconosciuto nel voto il lavoro e le iniziative fatte. Invece, SEL, che non ha compagni di fabbrica, ma solo qualche funzionario sindacale che non ha mai lavorato in vita sua, che sta nelle giunte PRO TAV, ha preso in Val Susa più di noi, che siamo in quelle lotte da anni, per non parlare di Grillo, che interviene lì da molto meno tempo di noi.
Che dire ? Anche sparare sul nostro quartier generale è comodo.
Forse è vero che siamo morti, come si chiede Mantovani nel titolo dell’articolo? E se fosse che noi comunisti abbiamo fatto il nostro tempo? Che siamo ormai gli ultimi dinosauri, in attesa di estinzione?
Dobbiamo rinchiuderci anche noi nel ghetto come i Rizzo, Ferrando, Cannavò e parlarci addosso, presentandoci alle elezioni per convincere noi stessi di essere ancora vivi? O non farlo, come Lotta Comunista?
Al di là del giudicare gli Italiani un popolo di mafiosi, magnaccia e puttane, visto che vota per due terzi chi lo ha impoverito, derubato, deriso e tassato, e per un terzo ha votato con il culo, non ascoltando il consiglio dei due stronzi veneziani di “Fratelli d’Italia”, credendo ad un demagogo che racconta in giro che per uscire dalla crisi basta tagliare i costi della politica e buttar fuori gli immigrati, che cosa si fa?
Io speravo che Rifondazione rientrasse in Parlamento per poter svolgere il ruolo di megafono delle lotte, che invece passano sotto silenzio, che avesse cioè la possibilità di dare la sveglia attraverso i media ad un popolo rincoglionito da televisioni e giornalisti di regime.
Per raggiungere questo obiettivo, altrimenti non ha senso partecipare alle elezioni, penso che dobbiamo scordarci le formulette, accordi, invenzioni : si va avanti nei territori come Rifondazione Comunista, ad essere presenti nelle lotte. Alle prossime elezioni -credo molto vicine- si fa un accordo di desistenza col PD per portare in Parlamento un piccolo gruppo di persone che faccia da megafono.
Sempre che abbiamo ancora questa carta da giocare.
Dobbiamo fare ciò che fa un partito comunista: organizzare le lotte e avanzare la teoria rivoluzionaria. Compagni, non siamo morti! Siamo vivi più che mai.
La sconfitta elettorale ci dimostra che occorre costruire un partito internazionale con un orientamento Gramsciano e idealista proiettato a costruire un nuovo comunismo che affili le armi della dialettica politica con un nuovo vigore intellettuale.Esso sarà capace di rendersi intelleggibile dalle masse, ma anche dall’alta borghesia. La crisi economica mondiale ci spinge a confrontarci con le nuove chimere del capitalismo, bisogna pertanto riaffermare il ruolo del sindacato internazionale. La continua violazione dei diritti umani e lo strapotere delle massomafie possono essere arginati solo con un progetto di “rinascimento filosofico”. Occorre pertanto che la finanza venga ridimensionata dall’economia reale e dalla politica degli Stati. L’Europa e in particolare la Germania e la Francia non possono continuare ad essere una succursale della politica economica americana. Già il filosofo Kant evidenziava nel Settecento l’importanza dell’Europa come una federazione di Stati con una propria costituzione democratica. La sinistra in Italia deve cambiare strategia occorre riappropriarsi della piazza, delle fabbriche, della scuola e di tutti gli spazi pubblici. Bisogna creare convegni aperti a tutti. La rete è certamente un mezzo prezioso ma per distinguersi dal qualunquismo grillino occorre una vera rivoluzione di massa internazionale. Si deve uscire dalle logiche tradizionali di potere, occorre creare consensi politici affinchè il voto non si consumi alle urne. Bisogna creare l’immagine di un partito forte e inflessibile contro ogni forma di corruzione e questo può essere fatto con l’elezione di una nuova classe dirigente preparata e colta, ma attenta ai problemi reali del Paese e accorta a non farsi incantare dal guru di turno. bisogna riaffermare però una linea comune che si deve imporre per mettere mano alle riforme che sono il portato comunque di un compromesso politico. La sinistra dovrà patire questa crisi per poi risollevarsi perchè oggi come in passato le ingiustizie sociali e le diseguaglianze, spingono noi al sacrificio, ma esso non è invano perchè gli altri che verranno, potranno risorgere come il nostro Stato grazie alla Costituzione repubblicana!
Il problema non è nel passato o nel presente che quando lo scriviamo è già passato.
L’incognita è come costruire il futuro e su questo dato credo che tutti i comunisti concordano.
Visto che su come costruirlo non siamo d’accordo e non lo siamo mai stati, abbiamo bisogno di formarci e di temprarci nelle lotte, piccole medie battaglie che possono ridarci la fiducia, non solo in noi stessi, ma nel movimento di classe che vuole una cosa soltanto la propria emancipazione.
Soltanto così potremo chiedere alla storia di darci il meglio di se. Vorrei essere chiaro non saremo noi a decidere il corso della stessa ma sarà il risultato di quelle lotte dove interessi vitali e di classe saranno in prima fila e compagni con la schiena dritta andranno avanti negli ideali del comunismo, e quindi negli interessi del proletariato.
I comunisti spesso commettono l’errore di essere nelle formazioni distinte ognuna l’unica ad essere in grado si garantire gli interessi di classe.
Io rispondo a tutti che gli interessi di classe può salvaguardarli la medesima classe, il nostro compito è solo di favorire questo processo storico.
Io non parlavo del fatto specifico, ma di vari fatti, è accaduto anche a me la prima volta che sono intervenuto, di essere visto come un marziano.
Forse lo sono, ma vi dovete confrontare anche con nuove idee visto che le vecchie sono miseramente fallite.
Spesso si vanno a cercare responsabilità fuori quando i problemi sono dentro, se il proletariato non capisce, se la linea non arriva, cosa può significare?
L’amico in questione butta giù due righe non argomentate, ma è vero che nel passato di sono inseguite poltrone Bertinotti chiese la Camera e non i ministero del lavoro, chissà forse lì avrebbe dovuto dimostrare qualcosa ai lavoratori.
Non si tratta di essere duri e puri, ma un minimo di intelligenza politica ci vuole, altrimenti i comunisti sono allo sbando, e sicuramente concorrenza, capitalisti e finanza ringraziano.
Luigi quello che scrivi è giustissimo…..come contestarlo? Però bisogna ripartire lo stesso…..Pure io credo che non si sia valutato a fondo il danno di immagine fatto negli anni scorsi…in particolare tra il congresso di Venezia ed il 2008…..
Se vuoi fare il comunista ed il relativo partito ci sono errori che altri possono fare e tu no…..la Lega è infinitamente più corrotta di tutti ma conserva il 4% e governa 3 Regioni(e che regioni!!!).
Secondo me i nostri sono tanti nodi diversi venuti al pettine….ovviamente per nostra responsabilità
Compagni… scusate se mi ripeto: abbiamo bisogno di una vera svolta, di un rinnovamento che coinvolga tutte le forze di sinistra. L’attuale configurazione delle forze di sinistra è il vero motivo del fallimento! Non ha più senso rivangare il passato! O troviamo una sintesi che dia risposte concrete ed una voce alle masse, partendo da un coinvolgimento delle stesse, o restiamo qui ad accusarci vicendevolmente.
Per gli esegeti della fine del comunismo, la campana in realta’ sta’ suonando e suonera’ a morte per quella che in europa era nota col nome ‘socialdemocrazia’, perche’ codesti non possono avere una politica indipendente rispetto al nuovo ‘centro di comando europeo’. In grecia il PASOK che sembrava invinvìcibile in 4 anni e’ passato dal 43% al 7%.. Succedera pure col PD, e’ solo questione di tempo..Per quanto riguarda la futura organizzazione comunista che dovremo costruire, e’ chiaro che i programmi sono importanti cosi’ come e’ fondamentale la direzione di marcia. Puoi avere lo slogan piu’ fichissimo del mondo, il programma piu’ seducente, ma se a portarlo avanti e’ gente screditata sei finito! La gente odia infausto bertinotti e radical chic similari! Un comunista non puo’ andare in giro con scarpe da 1000 euro, e’ immorale! In nome ‘rifondazione’ e’ troppo legato a Berti e alla sua cricca. Bisogna costruire, con il prox congresso un movimento comunista indipendente e contro il PD e le logiche elettoralistiche, accumulare forze soprattutto militanti che potrebbero venire dai sindacati a sinistra (ci vuole poco) dells CGIL, dai settori militanti e combattivi della FIOM (altro che Landini) e conclusa questa fase (un anno!..) si puo’ dar vita ad un partito. Ora la spinta deve venire dai militanti del PRC (anche da esterni ma interessati). Se aspettiamo che Ferrero, Fraleone e Grassi si svegliano dal torpore…
Spesso vedo interventi del tipo, questo è un nostro spazio, chi la pensa diversamente non deve intervenire.
Rispetto a questi pensieri mi viene da domandare, volete essere un movimento aperto o una setta?
Capisco,se viene un provocatore che usa un linguaggio offensivo, saccente non propositivo e atto solo a denigrare senza fornire spiegazione, allora sono d’accordo.
Ma se un compagno che può fare riflessioni giuste o sbagliate o semplicemente non in line con la dirigenza del partito, non credo che debba essere trattato come un appestato, ansi è un bene perche riflessioni errate non fanno che rafforzare le nostre posizioni, e direi di più ampliarle, analizzando da basi di ragionamento diverse alcune volte ci aiuta a riflettere più in profondità.
Poi a chi pensa di costruire il partito comunista riunendo lo zoccolo duro del movimento, può solo costruire una nuova setta.
Non mi stancherò mai di dirlo il partito Comunista deve essere espressione del proletariato e delle classi a lui vicine, e non può essere costituito da una sorta di intellettuali che credono di aver capito strategia e tattica.
Si deve tornare nel territorio e in mezzo a chi vive in prima persona l’oppressione del capitale dobbiamo costruire insieme forme di lotta e organizzazioni di massa, da li nasceranno le avanguardie e i dirigenti del nuovo Partito comunista, noi non possiamo far altro che favorire questo processo.
Se un tizio che nulla ha da dividere con la nostra storia viene su un blog comunista a dire che siamo finiti 22 anni fa, che facciamo gli diamo una medaglia. Oppure gli diamo ragione, sciogliamo il partito ed andiamo a fare i servi sciocchi di Bersani e Vendola?
Se quel tale viene a casa ta a dirti che non sai badare a tua moglie e non sai educare i tuoi figli che fai?
Settarismo? Ma siate seri per cortesia.
Se non dobbiamo porci il problema di creare un blocco anticapitalista, quale problema dobbiamo porci?
Ma poi, scusate, vi risulta che qualcuno di noi vada a rompere i cabasisi in casa d’altri? Salvatore secondo voi può scrivere sul Blog del PD o di SEL? No, perchè sono chiusi, non accettano commenti. Poi d’altronde vi si chiede di lasciarci al nostro dibattito interno. Se volete intervenire fatelo in maniera intelligente. Non è una provocazione dire che siamo morti 22 anni fa? No, non è un modo serio di porsi. Andate a fare in c……
Il dire di Artemio non fa una grinza.Che senso ha stare ad ascoltare tal Salvatore e le sue continue provocazioni? Intervenisse con argomentazioni serie e costruttive, vivvadio lo starei pure a leggere ma porca miseria sono mesi che sta a rompere con la storia del muro di Berlino, con la fine del comunismo, con la grandezza del PD e menate simili.E’ ora che la si smetta. Tra l’altro è monotematico ed oltre codeste cose citate sopra non è che abbia mai saputo esprime un concetto diverso. Il PD per Salvatore è il massimo? Stai alla larga da noi, siamo imbecilli, siamo ignoranti, non abbiamo cultura politica. Stai alla larga, potremmo infettarti.
Siamo morti?ve lo domandate pure?Si che siete morti ma non per colpa di PD o M5S,la storia vi ha sconfitto 22 anni fa.Il simbolo o il nome non sono il vero problema ma l’idea di creare un blocco comunista anticapitalista è fallito per sempre!
La domanda siamo morti è rivolta ai militanti di PRC.
Guarda in casa tua e non intervenire quando non espressamente invitato a farlo.
E’ ora che questo Blog sia riservato innanzitutto a noi.
Grazie
è semplice, basta ignorarlo questo imbecille e non farsi distrarre, se dopo diversi commenti nessuno gli darà retta penso toglierà il disturbo…
C’è solo una reale soluzione:
RICOSTRUIRE IL PARTITO COMUNISTA IN ITALIA, centralismo democratico per rispettare le diversità, ma poi dopo un congresso nazionale, tutti uniti per difendere il Partito.
Se solo la classe dirigente pensasse un po’ meno alla identità del PRC e al bene tutto di tutti i comunisti italiani, sarebbe stato meglio per tutti.
Vedo che ci si sofferma troppo sul none non sui contenuti di un nuovo partito.Perche compagni il problema(a mio avviso)non è il nome -rif.comu.o part.comun.ma il programma del partito,che pur votando Riv.Civ.non ho visto temi ultraurgenti e tutti di sinistra.Es.drastica diminuzione delle tasse alle fascie più basse di pensionati e operai,abolizione dell’esercito,separazione stato e chiesa via il concordato,diminuzione delle ore di lavoro-lavorare meno per lavorare tutti-aumentando il salario che oggi è da fame.
Aggiungo,basta sovvenzioni statali sulla scuola e cliniche private,abassare la forbice dal più basso salario al più alto stipendio,eliminare le pensioni d’oro,massimo 3.000€ al mese e tante altre cose tutte costituzionali e antifascisteecc.ecc.prima il programma del partito poi il nome.
io aggiungerei anche l’esproprio delle case, previsto dall’art. 42 della costituzione, vista l’emergenza abitativa.
Il problema dei padri separati costretti a vivere in macchina, anche avendo un salario dignitoso. I/le badanti di Stato, si crea nuova occupazione e sono salariati dallo stato.le autostrade devono tornare gratuite, dismettere la società autostrade e assumere tutti i dipendenti in Anas. Tutto questo non è impossibile, se non si continuasse a tagliare la spesa pubblica.
mi vengono in mente tutte le caserme abbandonate o le opere incompiute, sai quanti studi medici statali si possono creare. di cose da fare ce ne sarebbero un marea intanto cominciando a sistemare tutta la rete idrica nazionale, con l’aiuto dei mezzi militari pagati dai cittadini, hanno delle ruspe ultimo modello…..
Per anni sono stato un attivista di Rifondazione. Mi spiace, dopo l’ennesima sconfitta, sentire le identiche analisi del pietoso risultato. È possibile che ancora non ci rendiamo conto che se si continua cosi si muore davvero e in modo definitivo? È possibile che non ci rendiamo conto che sono le divisioni interne e le divisioni con le altre forze radicali il vero problema? Non credete che le infinite discussioni su questioni di lana caprina, che portano a continue ed ulteriori divisioni, come in un circolo vizioso, ci abbiano progressivamente allontanato dalla realtà? Siamo del tutto ininfluenti rispetto alla richiesta popolare di una vera alternativa all’attuale sistema, e mcancanti di una vera proposta politica e, ancora piu grave, culturale! Ribadisco: Ci siamo progressivamente allontanati, sino al completo distacco, dalla realtà dei lavoratori, dei pensionati, dei disoccupati e degli studenti. E adesso ci sorprendiamo del successo di Grillo? Del fatto che una parte di quei voti, anche se minoritaria, sia di persone di sinistra deluse ed in cerca di rappresentanza?
Ho vissuto in questi anni tutte le scissioni che anno portato all’attuale frammentazione (che definirei settaria). Le ho vissute con sofferenza e senso di impotenza. Spesso, come altri compagni, senza capirle.
Se questa sconfitta non sarà occasione di riflessione, di ricerca di contatto e di sintesi vera su temi reali ed urgenti (lavoro, uguaglianza, diritti, ambiente… ) con le altre forze radicali, ritorno tra la gente, nelle piazze, nelle scuole e nell’università e nei luoghi di lavoro, allora sara morte vera
leggendo l’analisi di Ramon si percepisce tutto il ritardo da una analisi seria, calcoli i flussi senza calcolare i nostri, prc, idv, comunisti italiani, verdi ecc.. quanto avevano prima?
elevate sempre la critica a pd e sel,non valutate le affinità programmatiche nostre con il cinque stelle, vi presentate dimissionari per essere reimmessi, ma non sarà che la linea politica dopo la scissione non ci abbia portato da nessuna parte? le vostre responsabilità su una strumentale battaglia politica sulla simbologia hanno fallito,una analisi seria parte dal vostro superamento!
oppure sciogliamo tutto per una nuova costituente che sia comunista o piu semplicemente anticapitalista, marxista, ambientalista….
mantovani, il gruppo dirigente va rinnovato. per me vanno rinnovate anche le pratiche: atuare seriamente la formula una testa un voto, magari aiutati dalla tecnologia. poi rinnovare il lessico… ed infine provare a fare una coalizione anticapilista piu ampia possibile, magari con Landini candidato premier
Si bella trovata, Landini! codesto ex compagno ha fatto un patto scellerato di non belligeranza con la vegognosa Camusso (espulsa dalla FIOM di Sabattini per manifesta incapacita’…). risultato, niente piu’ scioperi, solo azioni ‘giudiziarie’, e vai con SEL e schifezze annesse.
Io credo che rif comunista sia morta nella testa della gente ormai, troppo legata alle tragiche stronzate di Fausto e dei suoi fausto boys. Secondo me Rif dovrebbe sciogliersi in un movimento comunista (levando il termine rifondazione, troppo legato a ‘fausto’) come lo era agli albori della sua storia. Provare poi un processo di riaggregazione delle soggettivita’ comuniste e antagoniste presenti nei sindacati rossi esterni alla CGIL, alle forze combattive rimaste in FIOM e a tutti i tanti che ci siamo persi per strada perche’ non ne potevano piu’. Ma bisogna cambiare direzione di marcia, non assumere comportamenti elettoralistici e rompere con la vecchia cultura consociativa di matrice ex PCI. Se non si ha come obietivo quello di distruggere il PD non si va da nessuna parte (a meno che non ci pensino i geniali dirigenti del PD, non sarebbe male).
Condivido. Ormai la rifondazione ha avuto il suo tempo per rifondarsi. Sarebbe ora di ricreare il Partito Comunista tout court. Qualcuno deve pure prendere l’iniziativa per riunificare tutti i compagni dispersi e delusi e quelli ancora presenti nei vari partiti. Ovviamente non basterà cambiare il solo nome ma occorrerà anche una seria ricostruzione della strategia politica e una condivisa riappropriazione di tutte le istanze comuniste. Ritornare ad essere un partito marxista leninista. E questo non inficia anche la ricerca parallela di alleanze con altre forze antiliberiste.
Quoto Giuseppe e Noia. Neanche io sono particolarmente affezionato al nome che potra’ essere oggetto di contributi, ma il concetto di rifondare rifondazione sta per l’appunto nel riportarlo alle origini , ACCOMODARE ALLA PORTA I SOCIALDEMOCRATICI, per poi, rapidamente passare alla costruzione del partito comunista per il quale e’ prematuro pensare a un nome piuttosto che a un altro: vedremo come si sviluppano gli eventi
Se ci riuscite, entrate nei libri di storia.
Non e’ detto che ci riusciamo, pero’ ci proveremo senz’altro. Tu sei scettico perche’ pensi che non ne valga la pena, o che sia impossibile o che non sia giusto? mi piacerebbe una sintetica risposta. saluti comunisti
Erminio, è impossibile, innanzitutto (i comunisti son da sempre divisi in frazioni), e poi non ne vale la pena, nella misura in cui ci sono delle forze “comuniste” antitetiche, che di comune hanno solo l’etichetta e i vaghi richiami ad un’ideologia che poi in realtà ognuno coniuga alla sua maniera.
Aggiungerei che la difficoltà è anche legata al fatto che in realtà buona parte di tali frazioni non s’interessano affatto alle sorti del proletariato, ma solo ad autoperpetuarsi coltivando dei “sogni”, dei miti, delle gerarchie….
Il comunismo è da rifondare, vista la teoria di macerie che lasciamo dietro di noi, e ci sarebbe più utile scrutare il futuro che rivenire ogni volta, come un rabbino talmudico, ai sacri testi.
Buon lavoro e buona fortuna, comunque.
qui ci vuole un LANDINI.
Ho votato Rivoluzione Civile al Senato perchè c’era una candidata di Rifondazione Comunista nella mia circoscrizione e ho votato Movimento 5 Stelle alla Camera perchè mi piaceva l’idea di liberarmi finalmente della casta politica che ci governa da 20 anni e passa…e soprattutto perchè, dopo averlo visto in tutte le salse, ad uno come Ingroia non gli darei un soldo bucato…figurarsi il mio voto!
Gli hanno dato tutto lo spazio concepibile per un partito iper-minoritario (altri sono stati trattati molto peggio) e lo ha usato *tutto* per mandare segnali al PD, parlare di cosa il PD doveva fare e per cercare goffamente di negare quando lo beccavano con le mani nella marmellata a cercare di fare accordi sottobanco col PD!
E che dire di Favia o di Di Pietro?
Un personaggio emerso alla cronaca perchè non aveva il coraggio di dire ciò che pensava e ha dovuto fare finta di *non sapere* che lo avrebbero filmato in un fuorionda…
…ed un democristiano (di Destra) di provincia che aveva ragione d’essere unicamente quando Berlusconi era all’apice del suo potere, ma che ha tutte le miserie della peggiore DC!
A posteriori, vista la reazione di Ingroia alla sconfitta…la sua recriminazione per le mancate aperture da parte del PD mi *pento* di aver dato quel voto al Senato:
NON perchè un voto ad un Partito che non raggiunge lo sbarramento sia SPRECATO (dato che si vota ciò che si crede…non ciò che vince), ma perchè alla fine un aborto come Rivoluzione Civile non fa che urlare la sua (e la vostra) effettivamente natura:
Un triste collettore di un’accozzaglia di cose più o meno di Sinistra e più o meno di Sinistra Radicale che cerca di “scippare” i voti di gente incazzata col sistema per metterli su un cuscino di velluto a disposizione di un Partito di Destra come il PD.
Morti?
Direi che siete ben oltre questa condizione.
Avete *voi stessi* messo in naftalina la Falce ed il Martello riconoscendo che come *foglia di fico* non erano più sufficienti a coprire le vergognose porcate che avete fatto in passato quando c’era Bertinotti nè il fatto che continuate a fare da lustrastivali ad un Partito di Destra (PD)…vi siete tuffati in questo “pastone indefinito” che era Rivoluzione Civile e avete tirato fuori tutti assieme un risultato da prefisso telefonico!
Sapete cosa significa questo?
Che la gente si è rotta definitivamente il ca…o di Partiti di Sinistra Radicale talmente alla canna del gas da passare buona parte del loro tempo a mandare i *bacini* ad un Partito come il PD che solo un povero demente non riconoscerebbe come un Partito di Destra tinto della più bieca ed ipocrita piagnoneria!
Essere di Sinistra vuol dire essere dei “piagnoni”?
Essere degli accattoni che mendicano giustizia e pietà ai potenti?
NON MI PARE PROPRIO!
E SICURAMENTE non è la definizione di “comunista”!
Credo che qualunque vero rivoluzionario della storia (anche un giacobino…non dico un comunista!) avrebbe fatto *harakiri* molto prima di diventare come voi!
Non credo che avrebbe atteso di chiedersi se avevano ragione gli altri a definirlo “morto” o meno…
@ Guido. Tanta ( giusta) rabbia sarebbe meglio riposta nel cercare di riprenderci il partito da comunisti, e/o di contribuire a farne uno se rifo si dovesse rivelare in-riformabile. Non ti pare? Comunque qualcosa si sta muovendo, e moltissimi compagni chiedono un cambiamento radicale di rotta e una nuova dirigenza, ma sopratutto una linea politica coerentemente anticapitalista, definitivamente chiusa, sbarrata, sigillata verso il PD , partito che penso tutti su questo blog riconosciamo come espressione di quei poteri forti che cerchiamo di combattere. Solo se ci mostriamo VERAMENTE diversi ed alternativi il popolo ci ri-conoscera’
@l sedicente Giuseppe che vota PLC (REPETITA IUVANT SEMPER)
Giuseppe,
quello che ci occupa in questo momento è ridefinire la linea di Rifondazione Comunista.Il che significa che il dialogo dovrebbe avvenire tra noi di Rifondazione per un confronto ed una sintesi delle posizioni da contrapporre alla linea di Ferrero che sì è dimostrata perdente, Qualsiasi altro compagno non facente parte di Rifondazione dovrebbe avere l’accortezza ed il garbo, in questo particolare momento, di astenersi da qualsiasi commento nel merito.
Solo quando avremo risolto in nostri problemi interni e (se) saremo riusciti a portare il Partito su posizioni di classe, potremo porci il problema dell’unità delle forze rivoluzionarie e quindi del dialogo con gli esterni. E’ chiedere troppo?
Scusami ma ne faccio oltre che una questione politica anche una questione di educazione.
Mi dispiace che un Compagno Mi appelli “SEDICENTE”. Perché mi scuso se son sembrato un “INTRUSO”. Se HO gli ochhi rossi e’ perché mi piange l’ Anima.Quella parola SEDICENTE mi offende. TI ripeto faccio parte di un collettivo e di un coord di Movimento. Quella Parola li sai quante volte c’ e’ l’ hanno agitato i vari rappresentanti di Pdl e vari centri di poteri al fianco di speculatori privati nelle nostre lotte sul territorio! Sai quante volte quella parole li’ l’ho sentita nei comunicati del mio nemico ogni volta che solleviamo una istanza sul territorio dai rifiuti ai trasporti? MI SPACE CHE LA CRITICA VENGA COSÌ BANDITA. IO PENSO CHE LE ELEZIONI ABBIANO ACCELLERATO DELLE DINAMICHE inevitabili ti direi che portino “CHIAREZZA” e non AMBIGUITÀ e CHE SIA GIUNTA L’ ora che si cambi rotta. Sono partigiani e antifascista, ma per citare “il popolo si muove e i partiti son fermi” . penso che si debba agire sia sui partiti e rivoltarli come calzini dal pd a scendere sia sul popolo stando in mezzo al popolo e fare egemonia sui Contenuti e sulle lotte .ciao compagni
Giuseppe Didonna
E se non ci Uniamo ci asfaltano
Giuseppe,
sedicente vuole significare “che dice di chiamarsi” .
Siccome siete adusi a presentarvi con questi cazzi di nick-name non si sa con chi si parla veramente. Quindi nessun intendimento offensivo, me ne guarderei bene. Altrettanto posso dirti sull’intruso, termine che non ho mai usato. Ho chiesto solo la cortesia di lasciarci “soli” in questo momento particolare per la vita del Partito.Credo di essere una persona educata per cui non me ne volere per il post precedente. Avremo occasione di confrontarci e se del caso anche di dissentire o essere d’accordo. Questo però dopo, non adesso. Saluti comunisti.
Leggendo il commento delle 16,50 di Giuseppe che ha votato pcl, mi è venuto il dubbio che sia il solito millantatore che entra in questo sito per portare confusione. Stiamo attenti ai provocatori. Si fosse chiamato Ilic, ma proprio giuseppe, in una discussione in cui ero inserito io… i modem imperversano.
Il mio intento era di contribuire ad una discussione penso di trovarlo tra compagni con l’intento di costruire ho votato pcl per la prima volta , e può essere l’ultima …che ne so, speravo di contribuire a d’una discussione costruttiva ciao,
@ Giuseppe Pcl – ” Chi si contenta gode ! “
Ora , finalmente si compie un passo giusto. Congresso e forza compagni non moriremo.
Compagno Giuseppe sei l’unico che ha recepito il messaggio, quando si toccano certi argomenti specialmente la finanza globale si viene emarginati e questo il motivo per cui da molti anni mi sono allontanato dal movimento.
Hanno paura che la coscienza di classe si allarghi e individui il vero nemico, non il solo naturalmente, ma per vincere dobbiamo concentrare le nostre forze sulla causa se questo, non accadrà i nostri sacrifici saranno vani.
A volte mi capita di vedere qualche confronto tra piccoli dirigenti di sinistra e politici ed economisti preparati di destra,noto quel sorriso di sufficienza dove trovo scritto: ma cosa volete fare, dove volete andare, non avete capito niente!
Non so se anche a te fa questo effetto.
Hai fatto bene a votare Ferrando è l’unico dirigente comunista in Italia che dice le cose come stanno è l’unico analista che individua le cause, ha una capacità di logica straordinaria, un compagno preparato un vero quadro dirigente comunista.
Luigi, non so se ti riferissi al giuseppe che ti ha risposto sul problema del Fiscal Compact e del MES. SE era quello (io) non sono lo stesso che ha votato pcl. DEvo dire che Ferrando in tv mi era anche piaciuto, ma l’isolarsi per il resto della vita allo 0,.. non lo trovo una mossa vincente. RCivile è stata purtroppo gestita malissimo: al primompunto vi era la rinegoziazione del Fiscal Compact ma in tv si parlava d’altro e si era sempre sotto accusa da parte dei servi della finanza che addirittura arrivavano a dire (Vendola) che INgroia è pericoloso per la democrazia. Tutto e tutti ci erano contro. Quei benpensanti di sinistra (SIC!) sono degli opportunisti che hanno sposato questo sistema da cui traggono le grosse briciole della loro lauta remunerazione, esseri incapaci che hanno sposato il massacro sociale e con cui occorre solo chiudere la porta, non vale nemmeno la pena di guardarli.
Dopo la riflessione,bisognerebbe fare una vera autocritica senza paura,per vedere cosa vogliamo veramente e dove vogliamo andare.
Uno dei problemi è che continuiamo a nasconderci dietro personaggi anche molto rispettabili e onesti come Ingroia.rinunciando ai nostri simboli.l`importanza della falce e martello,che non sono dei semplici simboli,ma rappresentano un punto di riferimento e d`identità molto forte, per tutti quelli che siamo anticapitalisti, per la pace, la libertà, la democrazia ,la legalità,la laicità, sanità e scuola pubblica ecc.ecc
Una delle cose che ci portiamo dietro come un macigno è l’impossibilità di raggiungere l`unita dei comunisti.
Raggiungere l`unita non sarà semplice,pero non impossibile,basta volerla,confrontandoci sui problemi reali,eliminando gli interminabili discorsi astratti,che dividono più che unire,scegliendo dei dirigenti dalla base,che siano onesti e veramente di sinistra senza ambiguità in forma partecipativa,come si faceva una volta.,e che restino sempre a contatto con la base.
Sono d’accordo! Bisogna che si ritrovino alcuni valori forti della tradizione comunista ma riuscendoli a comunicare con forza e semplicità rispetto alla crisi contemporanea del capitalismo intercettando tutte le nuove classi sociali colpite da questa crisi e che oggi rappresentano la vera forza rivoluzionaria: non esiste più la centralità della classe operaia, dobbiamo prenderne atto. Oggi le forze sociali rivoluzionarie sono la fascia, molto estesa, del precariato giovanile, la disoccupazione cronica nel Sud, i lavoratori dipendenti anche nel terziario e nel settore pubblico, in particolare scuola e sanità, esposto da oltre vent’anni ad un fuoco intenso da parte delle artiglierie del liberismo. Su questi soggetti sociali si deve ricostruire un progetto politico e su questo ricompattare almeno le 3 anime che avevano dato origine a Rifondazione: Prc – Pdci – Pcl. Se poi anche Sel volesse riconsiderare la sua linea ancora meglio. Poi sarà necessario porsi la questione di una leadership forte e carismatica, perchè anche questo conta: non dimentichiamoci che senza Lenin, Mao, Castro e Ho Chi Minh le rispettive rivoluzioni non sarebbero mai state vittoriose.
Bisognerà infine pensare in un’ottica europea e transnazionale, creare un’unità politica stabile con le forze politiche gemelle citate da Mantovani, quali Izquierda Unida, Syriza ecc.
Se si percorre, e da subito, questo cammino senza esitazioni, sono convinto che nelle prossime elezioni, a prescindere dal sistema elettorale (certo il proporzionale magari alla tedesca sarebbe preferibile), una sinistra antagonista potrebbe attestarsi oltre il 10% forse anche il 15%, riprendendosi il proprio elettorato oggi transitato a M5S e diventando forza capace di influire nelle scelte politiche del futuro dell’Italia per cominciare a delineare un nuovo modello economico e sociale che possa in prospettiva superare il capitalismo ed in questo gli interlocutori saranno comunque sempre Pd e M5S ma con rapporti di forza diversi da quelli attuali!
Ho votato PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI. HO VOTATO FERRANDO PER LA PRIMA VOLTA. HO VOTATO LA COERENZA DEI COMUNISTI.HO VOTATO FALCE E MARTELLO ED UN PROGRAMMA CON DUE PALLE. GRANDI!
CERTO. Voi eravate , in perfetta continuità da anni, troppo impegnati ad andare dietro al Pd ai posti a Dipietro ai Verdi…quello si son Compagni , quelli si . E allora complimenti vivissimi a tutti i vostri trasformismi dal comune al parlamento a braccetto di LA Qualunque…In tre con tre strutture Verdi IDV PRC e società civile non si è arrivati al 2.
La matematica vi ha fregato? Che e’ successo ?
E’ successo che hai ottenuto lo 0.30 per cento e parli come se avessi vinto le elezioni.
Si ma sono fiero di non aver camminato nelle scarpe del nemico la SOCIALDEMOCRAZIA, così ben rappresentata dal PD e tutti coloro che gli sono subordinati( Sel idv verdi e PRC)
IO SONO COMUNISTA. GLI INCOERENTI SIEte VOI PURTROPPO PERCHÉ I DIRIGENTI CI HANNO TRADITO. PCL HA PRESO QUEL CHE HA PRESO ha mantenuto Coerenza, noj solo oggi ma in tutte le tornate dal paesello alla provincia. ANCHE PRC NON È CHE HA FATTO SFRACELLI! VI SIETE SPOGLIATI DI TUTTO PER FARe il SOLITO MINESTRONE E IN 4 NON AVETE SUPERATO L’1,7.
GRAZIE A FERRANDO da comunista HO VOTATO ..un PARTITO RIVOLUZIONARIO. Tu hai votato Di Pietro…
Se tutto l’ostracismo e l’azione di Isolamento che utilizzate contro Ferrando e simili lo utilizzaste anche per i non comunisti rivoluzionari, a questa ora non ci troveremmo così…invece il colpevole e’ sempre Ferrando per Voi, Ma avete analizzato idv e simili, Usate un minimo di veleno anche con i Nostri nemici e non solo con i Compagni.Detto questo Continuate pure su questo binario morto se vi piace e riempitevi la bocca di comitati No Debito ecc e poi alle soglie delle lezione rinnegate anche Voi stessi. Storia insegna che tutta la vostra Incoerenza vi sta premiando.L’unica Via e’ quella dell’Unione a Sinistra,Radicale anticapitalista e Rivoluzionaria insieme ai comunisti e da Ferrando avete solo da imparare..in quanto a Coerenza.Vi parlo Come Militante di Movimento Territoriale,c ne non crede alla delega, Ma se devo delegare di certo non delegherò mai Voi
se non erro l’idv votò per lo sbarramento al 4% per le europee del 2009, sbarramento che impedì l’elezione dei rappresentanti del prc; nel prc sono troppo buoni e hanno perdonato di pietro caricandolo sul carro di rivoluzione civile, sperando di superare lo sbarramento voluto da di pietro; certo che sarà stato proprio un genio chi nel partito ha avallato questa ennesima operazione brillante.
Potrai avere tutte le tue buone ragioni ma , con affetto, mi sembri un avvoltoio che vuole gozzovigliare con il cadavere del PRC.
A parte il fatto che non siamo ancora morti, non ti sembra scorretto cominciare in questo modo la campagna acquisti?
Un’altra considerazione. Sul sito di Ferrando è possibile postare commenti extra ecclesiam?
Credo di no.
P.S. sei il Giuseppe che si occupa di paleontologia? E’ sempre più problematico capire con chi si sta postando.
Noi ci abbiamo provato, ma non si tratta di misurare il grado di purezza del sangue, si tratta di riuscire ad incidere sulle dinamiche economiche e sociali. Magari, se invece di rinfacciarci l’un l’altro il nulla, ci impegnassimo a contrastere i veri nemici di classe, dimostreremmo un po’ più di maturità politica e magari riusciremmo anche a combinare qualcosa di buono.
Giuseppe,
quello che ci occupa in questo momento è ridefinire la linea di Rifondazione Comunista.Il che significa che il dialogo dovrebbe avvenire tra noi di Rifondazione per un confronto ed una sintesi delle posizioni da contrapporre alla linea di Ferrero che sì è dimostrata perdente, Qualsiasi altro compagno non facente parte di Rifondazione dovrebbe avere l’accortezza ed il garbo, in questo particolare momento, di astenersi da qualsiasi commento nel merito.
Solo quando avremo risolto in nostri problemi interni e (se) saremo riusciti a portare il Partito su posizioni di classe, potremo porci il problema dell’unità delle forze rivoluzionarie e quindi del dialogo con gli esterni. E’ chiedere troppo?
Scusami ma ne faccio oltre che una questione politica anche una questione di educazione.
Io sono un Compagno come voi deluso dai dirigenti, ma tra analisi del sangue se devo farle preferisco che si facciano con chi ha il sangue rosso . Di Pietro e compagniA NON MI sembrano così Compatibili con Posizioni Rivoluzionarie. .Io Spero che Voi come base Facciate Pressioni affinché si riesca nel Miracolo che non si è’ mai riuscito a fare ..se no aspettiamo Godot. Forse e vero si vi ho istigato in buona fede, ma il problema qui e’ di tutti da pcl a chi volete.
Bene compagno Giuseppe Didonna, ora ci capiamo bene. Sai , abbiamo tutti un po’ di didimo-epididimo ciclosi spastica ( torciatura di palle in vulgata), per cui affiora del nervosismo, ma i compagni si intendono SEMPRE. Saluti comunisti e, vieni a dare il tuo contributo sul blog rifondarerifondazione.blogspot.it da google chrome. Ti aspettiamo
Perché si fa passare di tutto sul sito del partito senza ribattere? Quale incoerenza, Giuseppe? Non c’é nessun tradimento del Comitato No Debito, infatti nel programma si parla di ridiscutere i trattati, soprattutto sul fiscal compact e Ferrero ha detto chiaramente che se non vengono rivisti i termini, non resta la disubbidienza unilaterale. Prima di parlare, bisognerebbe seguire bene, leggere i documenti con attenzione.
Quanto a Ferrando, é lui stesso a non volere il dialogo col Prc e ad aver rifiutato la partecipazione a rivoluzione civile entrando e uscendone subito dopo. Magari non c’era tutto quello che voleva, ma una parte sí, il tutto e subito non funziona, un passo alla volta é il massimo che si puó in questa fase. Liberissimo di scegliere come preferisce, ma non dite cose false, per favore, altrimenti siete voi ad usare il veleno.
A me pare che in troppi vogliono fare i primi della classe, gli ideologi puri e duri, i compagni perfetti, con la ricetta esclusiva per rinascere, rifondarsi, rilanciarsi. In parte è umano e persino giusto. Attenzione però a non esagerare nel non volere e sapere confrontarsi adeguatamente, o soltanto demonizzare e lanciare insulti o anatemi a chi non la pensa totalmente così. Perchè ci si potrebbe rimettere le penne e preparare il karakiri finale nonostante le buone intenzioni. Non facciamoci solo del male ! Dialogo, elaborazione, intelligenza, unità !
Caro Giuseppe (mi piacerebbe conoscere anche il tuo cognome, di Giuseppe ce ne sono tanti in Italia), se hai votato il PCL hai fatto benissimo: il voto è libero ed ogni voto è utile se è coerente con quanto si pensa. Io ho votato invece RC, non per disciplina di partito, ma perché il programma esposto mi ha convinto e continua a convincermi; soprattutto perché è stato condiviso anche da chi comunista non lo è e non lo è mai stato e da tante di queste persone ho sentito dire le cose che ho sempre pensato senza nominare mai la parola comunista anche se i riferimenti di Ingroia al Che e a Gramsci significano che vi è un percorso comune a quanti, nella loro diversa storia, hanno in comune la condivisione di una società libera dal mercato devastante di cui l’Europa delle banche è pura espressione.
cari compagni fino a quando continueremo a dividerci e non riusciremo a trovare una sintesi che ci unisca tutti non avremo futuro.UNITA!
Sono dell’idea che lo sgretolamento del Partito dipenda molto dai mas media di regime liberista. Il problema è che non abbiamo i mezzi informativi necessari per informare il popolo su quelle che sono le lotte sociali di classe, di conseguenza i messaggi non arrivano al popolo nonostante i Comunisti si fanno un mazzo tanto!Il potere capitalista sa benissimo che l’unico modo e mezzo per sconfiggerli è il Comunismo.Ogni occasione è buona per oscurarci, per oscurare le varie iniziative del Partito e dei partiti Comunisti, ed inviare messaggi negativi non veritieri al popolo, sopratutto durante la campagna elettorale dove Ingroia è stato quasi totalmente oscurato e addirittura attaccato sul fatto che un magistrato non si deve mettere in politica, ignorando i temi di programma. Quindi succede che dopo una sconfitta politica incominciano i processi – è colpa tua – è colpa sua -è colpa quà – è colpa la, ecc..in questo modo i Comunisti iniziano le varie scissioni e di conseguenza lo sgretolamento del Comunismo.Ci sono più partiti Comunisti in Italia che Comunisti ma come è possibile? La colpa è solo nostra e sopratutto della classe dirigente che sono i primi che si dividono dopo una sconfitta elettorale se così si può chiamare, e per cosa? Perchè non siamo riusciti a superare lo sbarramento del 4% ? Ma chi se ne frega! L’importante sia dentro che fuori dal parlamento si portano avanti le lotte di classe sotto un unico ideale i temi di programma concordati! Ma ammettiamo che al posto di Ingroia c’era qualsiasi politico che ognuno di voi avrebbe voluto durante la campagna elettorale, che sia stato un super comunista e/o altro, e questi avrebbe ottenuto lo stesso risultato elettorale di Ingroia di chi era la colpa? Di quei comunisti che non avrebbero voluto entrare nella coalizione di Ingroia? Qui non ci sono di colpe, qui c’è da unirsi una volta per tutte sotto un unica bandiera che è quella di una lotta di classe altrimenti il potere capitalista ci spinge verso l’estinzione e a quel punto allora si che la colpa sarà da imputare a qualcuno, e quelli saremo noi! Io sono per Ingroia una persona onesta, pulita, che nel suo programma ha proposto temi di assoluta emergenza sociale, chi se ne frega se è un magistrato!
Non abbiamo capito la cosa prima da capire: comegiustamente tu dici unità e…direi anche centralismo democratico. I comunisti dovrebbero essere anche questo.
sempre su http://www.marxismo.net, invito i compagni a leggere l’editoriale:crisi di sistema, dedicato alla analisi del voto ed alle prospettive della sinistra di classe; si può dire che con le dimissioni della segreteria il congresso del prc è stato aperto; che i compagni già da subito leggano attentamenete ciò che l’opposizione di sinistra nel partito propone per fare uscire rifo dal pantano in cui è stato immobilizzato.
Letto, molto interessante.
Un’altra analisi interessante a mio parere la potete leggere qui: http://www.marx21.it/italia/quadro-politico/21867-cosa-insegnano-le-elezioni-e-i-perche-della-sconfitta.html
interessantissima e ragionata analisi quella su http://www.marx21.it; un contributo prezioso per ripartire, con una nouva linea politica alternativa a quella dellla attuale maggioranza per una prospettiva che liberi il partito dalla subalternità culturale al pd.
Perchè, il pd ha una cultura?
Andatevi a rileggere la parte finale dell’intervento di Grassi a Chianciano! Se Rifondazione si spacca in due, Rifondazione non esisterà più. Aveva ragione, così come aveva ragione a Venezia nel dire che una partecipazione diretta al Governo ci avrebbe distrutto.
Prima Bertinotti, poi Ferrero hanno distrutto Rifondazione. Indiscutibile.
sarebbe opportuno ed interessante oltre che sommamente democratico, che questo sito ospitasse l’editoriale del compagno bellotti, pubblicato in http://www.marxismo.net; argomenti semplici e razionali sui quale discutere ce ne sono parecchi; e su questi argomenti credo senza presunzione che fra i compagni si aprirebbe una dialettica culturale molto profonda e rilevante; ora se questo sito è il sito dei comunisti del prc e non della sola maggioranza l’editoriale dovrebbe essere pubblicato.
La storia il conto, non soltanto ai comunisti, ma anche ai cosiddetti progressisti e socialdemocratici.
La finanza per qualche decennio ha messo in circolazione una montagna di denaro per la verità carta straccia non garantita dall’oro.
Nel momento che entra in circolazione e nel tessuto produttivo: paga stipendi, finanzia aziende, mutui per la casa, fa indebitare gli Stati che con i propri politici corrotti e consapevoli partecipano al banchetto (vale per la DX e per la SX,tanto saranno i cittadini a pagare).
È in questo momento che il denaro assume il suo vero valore e questo gli economisti lo sanno bene.
Poi si chiudono i rubinetti e si va all’esazione(ti presto carta straccia e poi mi prendo la tua casa, la tua azienda i tuoi investimenti ecc).
Non avendo rischiato nemmeno un centesimo, dei propri capitali, si immettono soldi falsi per veicolare la vera ricchezza prodotta nelle loro mani, tutti i titoli a rischio li riciclano tra i polli da spennare e il gioco è fatto. Qualche titolo tossico rimane, ma non c’è problema arriva lo Stato che prende i soldi delle tasse e li da alle banche e quindi coloro che sono già stati truffati dal denaro falso devono anche sovvenzionare i loro strozzini che hanno trasferito la ricchezza nei forzieri dei paradisi fiscali.
Potrei andare avanti, a questo punto una riflessione è d’obbligo, il dovere di un comunista non è curare le ferite di questo sistema geniale ormai sperimentato da secoli.
E’ nostro dovere spiegare alla nostra gente, questo inganno globale e trovare il consenso e la forza di abbatterlo, altrimenti ci mettiamo a fare le crocerossine.
Luigi: hai colto perfetamente il nocciolo della questione. Da quello deriva tutto il resto. Ka Grecia insegna. Il problema ora è farlo capire alla gente. Qui a Reggio ci siamo scritti un volantino in cui si dicevano proprio queste cose, ma era come svuotare il mare con un secchiello.
se siamo morti?per non esserlo considero che dovrebbe continuare la nostra partecipazione e impegno all’interno del progetto di rivoluzione civile.Il non raggiungimento del obiettivo di ottenere una nostra rappresentanza parlamentare è fondamentalmente dovuto al declino morale e culturale che vive l’italia ed il quale è stato voluto e provocato dal berlusconismo.Continuare la nostra partecipazione all’interno di rivoluzione civile e anche un atto dovuto e di rispeto nei confronti dei nostri elettori che hanno votato,creduto e collaborato con quel progetto.Per sempre uniti nel dificile compito di costruire un mondo più giusto!hasta la victoria siempre!
Guarda la realtà: non ci ha votato nessuno.
Ergo, lasciamo perdere Rivoluzione Civile.
Saluti
Anche grillo, all’inizio aveva il 4%. Ovvio che RCivile, se vivrà, dovrà essere profondamente ripensata. Non si può ripartire sempre da 0. Il grillismo prima o poi mostrerà le sue contraddizioni di classe (anche se Casaleggio, che è molto intelligente, per ora si sta muovendo in modo perfetto) e pertanto si apriranno spazi di consenso a sinistra. Occore attrezzarsi per non farsi trovare impreparati e sconosciuti a quel momento. Ciò non esclude anche di ricercare di rafforzare il partito in tutti i sensi.
Fammi capire Giuseppe: Noi del PRC non siamo buoni a fare un partito comunista degno, ossia un partito che non sia SocialDemocratico, ma abbiamo l’ambizione di farne uno nuovo dal nulla , cioè Riv.Civ.
Io penso una cosa molto semplice:
Chi troppo vuole nulla stringe.
Saluti
Io penso invece che “chi non risica non rosica”. PRc esiste giàcome partito, si può migliorarne la strategia politica, cercare l’unione con le altre forze del big bang ma occorre anche cercare (se possibile) le alleanze con forze di sinistra che possano condividere con noi un programma alternativo a quello dei partiti borghesi. Io tra le persone che conosco sono riuscito a far votare più di 15 persone per RCivile, sai quante avrebbero votato per RFC? Forse 1 o 2. Ma il programma sarebbe stato lo stesso. L’errore è inseguire il pd, li abbiamo perso tanto verso grillo, E poi anche altro: la presenza di Di Pietro forse ci ha danneggiato, l’insistere sul lato giudiziario e poco o niente su quello dell’economia…Si tratta di ripartire cercando di evitare di rifare gli errori commessi.
dici che non ha votato nessuno per rivoluzione civile?550.000 voti non mi sembrano pochi confrontandoli con i voti ottenuti dalle altre liste che portavano nel loro simbolo la falce ed il martello:pcl 114.000,pci marxista-leninista 9.600 e infine partito di alternativa comunista 5175 voti.Mi piace che tutti possiamo esprimere il nostro pensiero,soltanto mi auguro che vengano presse le decisioni migliori per il nostro partito
Ci sono dei copmpagni che propendono per l’ unità con il PCL e Sinistra Critica. A parte il fatto che loro stessi non ne vogliono sapere e non sanno mettersi d’ accordo nemmeno fra disè, io dico che NON sono d’ accordo, l’ unità con chi sa solo fare danni non ci serve; sinistra critica e PCL sono solo dei grilli parlanti che sanno solo danneggiare il lavoro degli altri: nel 2008 l’ Arcobaleno prese il 3,08%, e quindi rimase fuori dal parlamento perchè lo sbarramento è al 4%, ma lo sapete quanto prese il PCL? Lo 0,57%. E Sinistra critica? Lo 0,46%.
Ora provate a sommare le tre percentuali e provate a capire cosa sarebbe successo se fossero state solamente una….
Anche Lenin preferiva non avere a che fare con certe frazioni di sinistra in quanto la linea rivoluzionaria dei bolscevichi ne avrebbe risentito negativamente. Non servono mille voti in più se poi portano solo confusione. Quello che serve è intercettare il consenso e gli interessi delle masse.
Lenin era un capo molto ben preparato sul piano culturale; Ingroia e Ferrero non mi pare altrettanto.
Saluti
Hai ascoltato la presentazione del libro di Giovanni Mazzetti fatta dal compagno Ferrero?
Anche lui è ben preparato.
Ha semplicemente fatto un errore di valutazione con Rivoluzione Civile
Caro Tom,
io l’ho visto e sentito tante volte Ferrero, ma ti assicuro che quando parla dice tutto e il contrario di tutto.
Per esempio partecipa al comitato NO Debito, e poi parla di ridiscussione delle modalità di pagamento del debito.
Nel mezzo della tempesta in cui ci troviamo noi tutti, ci vogliono invece parole d’ordine chiare, scandite e comprensibili per tutti.
No slogan vuoti di significato come antiliberismo , anticapitalismo, no al fiscal compact , e giù disccorrendo. Ma bensì parole accessibili alle masse, che parlino dei problemi delle masse. Per esempio: “Via subito la riforma Fornero delle Pensioni”, oppure, “Blocco dei licenziamenti”, etc etc.
Poi, per tua stessa ammissione , Ferrero “ha fatto un errore di valutazione con rivoluzione civile”.
Dunque, aggiungo, si assuma le sue responsabilità e ridia la parola agli iscritti. Come si fà in una qualsiasi organizzazione collettiva e democratica.
Saluti
Caro compagno io ho votato Comunista, PCL, te forse hai votato Di Pietro…podo da aggiungere..
NO,non siamo morti, questa è l’unica certezza che ho,l’ideale comunista è oggi più attuale che mai, strozzati dalla crisi politica ed economica che opprime il nostro paese. Un partito che si presenta alle elezioni politiche (politiche,non amministrative,politiche!) senza la forza di rivendicare il proprio ideale e nascondendo i propri simboli quello si che è morto e,caro Ramon,questa non è una questione di “simbolismo,è una cosa molto più seria che non si può liquidare con quattro parole,spero se ne possa discutere in modo approfondito al congresso straordinario che dovrà essere subito convocato, c’è il rischio concreto di tornare al voto a breve,cosa facciamo? inseguiamo ancora una volta strategie perdenti( Arcobaleno,FDS, Rivoluzione civile)oppure ci prepariamo ad affrontarle da Comunisti senza il “terrore” di rimanere fuori dal parlamento?Se continueremo sulla strada seguita negli ultimi anni,che ci ha portato a percentuali di consenso da prefisso telefonico,allora si che saremo morti! Subito al congresso straordinario.
Condivido l’analisi di Ramon quasi tutta, tranne la parte che riguarda la possibilità che si puo’ ripartire dal Prc sic et simpliciter.Purtroppo penso che i guasti sono ormai irreparabili dopo anni e anni di oscillazioni moderate ,identitarie,estremiste. Tutte le sigle dei vari partitini che si richiamano alla sinistra di alternativa sono insufficienti a scaldare cuori e passioni ,dopo varie operazioni di possibili rilanci tutte caratterizzate da inquinamenti burocratici e verticistici.Il congresso della scissione di Vendola l’abbiamo vissuta con la categoria anti marxista del “tradimento ” e a questo abbiamo rilanciato un identitarismo basato sul simbolismo da un lato e dal un rifugiarci in una operazione quale la FDS fatta nel peggiore dei modi che ha portato me e tanti altri compagni a ritenere chiusa l’esperienza di militanza.Sceta difficile,complicata ma necessarie per liberarsi da uno strumento che man mano che il tempo passava diventava inutile per il rilancio dei movimenti di massa e per una efficace lotta alle politiche liberiste dei vari governi che si sono succeduti.Abbiamo vissuto in una bolla che ci isolava sempre piu’ dai processi reali,dalle ansie e dalle disperazioni che si approfondivano nelle classi subalterne. Agli isolamenti si rispondeva con formule sempre piu’ tatticiste che ci portavano a fare scelte insensate come quelle dell’arcobaleno prima e quella ultima di Rc. Imparare camminando,cercando canali di comunicazione che ci mettano in contatto con quel variegato mondo della sinistra che si e’ riversata su grillo con disperazione e con rabbia anche contro di noi e il nostro parlare bene e razzolare male. Il tempi per la ricostruzione di una sinistra di alternativa in Italia si allungano di parecchio.E’ inutile inseguere formule organizzativiste che lasciano il tempo che trovano.Il fenomeno Grillo con i sui 8 milioni e passa di voti non si esaurera’ nel giro di qualche anno. Non sono un grande stratega ma intuisco che l’unica possibilità di valorizzare quel poco di capitale umano che ci rimane e’ quello di investirlo trovando canali di confronto e di unita’ d’azione con quei tanti soggetti di movimento che in questo periodo storico si sono riversati con i 5 stelle.Operazione difficile ne complicata ma ,al momento mon vedo altra via d’uscita.
Si, la sinistra é defunta e da tempo. La responsabilità la porta la sua classe dirigente, tutta, che con dignità dovrebbe andare a casa per sempre.
Quoto!
- Caro Compagno Mantovani grazie per l’estesa e composta escursione dello stato delle cose , assai utile come un breviario di immediata consultazione, mi chiedo però perchè persone come te non si fanno “vedere” un pò più spesso? L’assenza della Direzione nel fare politica in questi anni è stata inquietante. L’attività dei Circoli non ha avuto una rappresentazione più ampia da parte della segreteria nazionale. Non è stata utilmente e doverosamente valorizzata l’attività dei circoli sui rispettivi territori. C’è stata ordinaria sufficienza da parte della segreteria. Non è stata coltivata alcuna amplificazione pubblicità dell’operato del Partito. Siamo stati con estrema precisione ASSENTI ai più disparati appuntamenti che si sono presentati. Eravamo fortemente in difficoltà e abbiamo (mi ci metto anch’io, anche se ero contrario come iscritto) raccolto l’opportunità di Rivoluzione Civile per presentarci alle elezioni politiche invece di costruire e consolidare il Partito localmente. C’era evidentemente una idea di organizzazione altra che si è scontrata con la realtà che tu hai descritto. NON SONO d’accordo con Ferrero quando parla nel suo comunicato di egemonia di Rifondazione. Il PRC l’egemonia non l’ha saputa costruire e pertanto dovrà con tutti quelli che ci vogliono stare ipotizzare una chiamata a raccolta della sinistra a sinistra del PD almeno nella forma di PARLAMENTINO dove poter riprendere a comunicare tra tutti noi. AUGURIAMOCI BUON LAVORO. – dimenticavo: GRILLO è stato bravo, proprio bravo e non dobbiamo perdere tempo ad inseguirlo. domenico tucciarone, iscritto di RC a Roma-
Unità a Sinistra Anticapitalista e Rivoluzionaria. Fate qualcosa di Sinistra dopo anni di scempi .e suicidi .cari compagni .
si siamo morti.
E questo quello che esce dalle urna non ci fa piacere ma è la verità.
IL popolo comunista è stanco di votare gente che non è comunista.
Purtroppo gran parte dei nostri cervelloni fusi non hanno capito il messaggio nel 2008 con il minestrone Arcobaleno e tutte le altre batoste prese in seguito. Il messaggio delle ultime elezioni è chiaro vuoi il voto dei comunisti allora fai la lista dei compagni comunisti e metti in mostra falce e martello. Basta guardare il risultato del Molise
il PCDI presente nella lista centro-sinistra da solo ha preso 3,28% mentre il minestrone di RC alla camera ha ottenuto 3.39%.
Saluti da un elettore comunista.
Sono d’accordo compagno Ermo, su tutto quasi, meno che sul fatto che saremmo morti; chi rinnega è morto, anche se dovesse avere la maggioranza. Le maggioranze sono solo tali e non è detto che abbiano ragione.
Al tuo ragionamento sulla falce e martello, aggiungi pure che il riferimento non è solo simbolico, è un manifesto politico.
Se ci pensi, le cinque stelle dei grillini, rappresentano i cinque settori programmatici sui quali premono maggiormente; è anche quello un manifesto politico chiaro.
Se se ne attrezzano i nuovi arrivati, perché lo dovremmo smantellare noi il nostro manifesto politico? sarà anche “antico” ma è altamente riconoscibile, per tanta di quella protesta che cercava la sinistra, quella vera, e ha trovato un nome solo scritto in grande …
L’essere stati lontani dalle sirene del centrosinistra, come gruppo dirigente, in primis non è stato sempre vero, in secondo luogo, era semplicemente un dovere …
Il gruppo dirigente deve rassegnare doverosamente le sue dimissioni, credo che il cpn ne debba prendere atto e accettarle, e non aprendo un percorso congressuale che non farebbe bene a nessuno e farebbe male a tutti, ma autoconvocando secondo le più svariati. e possibili, modalità, l’assemblea generale degli iscritti, e lasciando che ognuno faccia la sua scelta.
Chi vuole andare a Rivoluzione Civile lo dovrebbe fare senza problemi, e chi vuole far rinascere un partito Comunista serio e che non rinnega il suo manifesto, resterebbe in Rifondazione …
Non diamo vita a una scissione che non giova a nessuno in questa delicata fase, ma consentiamo un processo di aggregazione tra le varie sensibilità, senza che, ovviamente, chi dovesse andare via abbia pure la faccia tosta di tener per se il simbolo…
Scusa come spieghi le percentuali da prefisso telefonico dei vari gruppi che si presentano esattamente come chiedi tu ( e non da oggi ),tipo il PCL?
Scusa, ma è come candidare a capo condomio il figlio piccolo e non il capo famiglia; la gente sa perfettamente quali chi è che è semplicemete minotitario e chi invece è ultra minoritario; e non è esattamente la stessa cosa.
Mettere nell’immaginario collettivo la bandiera rossa e la falce e martello di Rifondazione, partito che arrivò a prendere fin l’8,6% come forza antagonista e prima che fosse reiteratamente smantellato della sua valenza politica, con quella del Pcl e di altri gruppettini ultra minoritari, oltre che essere uno sgarbo alla nostra storia è pure una strumentale falsificazione della realtà …
Ripeto; nessun congresso, ma una auto convocazione generale per stabilire chi vuole restare dentro sta cosa definita “processo costutuente di Rivoluzione Civile” e chi invece intende mantenere una “prospettiva unitaria dei comunisti in Italia”, intorno ai loro patrimoni storici e simbolici…
Nessuna doloroso congresso che rischierebbe davvero di uccudere deinitivamente tutti quanti noi, sia chi cerca altri approdi, che chi crede nel rilancio dei valori e negli ideali di sempre.
Diamo il permesso di sbagliare a tutti coloro che volessero farlo, non aggiungiamo dolore al dolore ..
Caro Ermo.
non siamo morti. Guai a dirlo ed a pensarlo. E’ morto il cretinismo parlamentare ed è morta la linea politica di Paolo Ferrero. Non si muore per percentuali negative, si muore quando tutto il partito sceglie la deriva socialdemocratica. Fino a quando però ci saranno in PRC i comunisti il Partito avrà vita. Tocca a noi ricostruirlo, tocca a noi lavorare per eleggere una nuova segreteria che svegli dal coma vigile il partito su posizioni di classe. Non rassegniamoci!AVANTI POPOLO ALLA RISCOSSA BANDIERA ROSSA TRIONFERA’
Caro Giuseppe (peppino)
attualmente non stiamo parlando del partito di rifondazione comunsta, ma del Partio di Affondazione Comunista quello che è morto. Come sostieni tu che fino a che ci saranno in PRC i comunisti il Partito avrà vita il problema è che ci sono poco
comunisti basta leggere i commenti per capirlo, per quello io
ritengo che PRC è morta perchè non soono le minoranze che vincono.
Ermo,
mai arrendersi senza lottare. Sta a noi portare la giusta linea all’interno del partito. Se poi non ne siamo capaci vuol dire che siamo dei pessimi comunisti e che non abbiamo studiato abbastanza l’arte dell’organizzazione. Se vai sul blog rifondarerifondazione.bolgspot.it troverai un bellissimo articolo di Pietro Secchia sull’argomento.
Coraggio e dimostriamo di che pasta siamo fatti
@ Renato:Dal programma di RCivile in tema economico:”per l’Europa dei diritti contro l’Europa delle oligarchie economiche e finanziarie. Siamo contro al fiscal Compact. Nei 10 punti di cambiare si può (fatti propri da RCivile) si parlava di rinegoziazione del debito. Queste cose non le aveva nessuno nel proprio programma (neppure il 5stelle). Nessuno ne ha parlato in campagna elettorale, perchè è li il nocciolo di tutto (la guerra dell’europa che per fare gli interessi del sistema finanziario e delle multinazionali degli armamenti non esita a distruggere le società e le economie di mezza europa). L’unica colpa di INgroia (mal consigliato= è stata quella di non insistere su questo punto: occorreva dirlo in tutte le lingue e da tutte le angolazioni, e quando gli chiedevano di altro doveva parlare ancora di quello variando solo l’angolazione. Forse alla fine qualcuno l’avrebbe capito.
Per chi volesse avere una visione diversa da quella del gruppo dirigente onniscente
Rifondazione comunista e la lista Ingroia
La verità va detta, senza veli né ipocrisie. L’adesione di Rifondazione comunista alla lista Ingroia costituisce un atto che prefigura una svendita politica peggiore di quella messa in campo nel 2008 con la lista Arcobaleno e poi sconfitta nel congresso di Chianciano.
Non solo si liquida il simbolo cancellandolo, ma si traccia per il Prc un futuro nel quale solo con manovre mimetiche sarà possibile garantirsi una esistenza. Ma l’esistenza di cosa? Di una rappresentanza istituzionale, che si sovrappone al gruppo dirigente che a sua volta si sovrappone al partito.
Il programma di Ingroia
Dopo lungo lavoro e con la partecipazione diretta della segreteria nazionale del Prc, la lista Ingroia ha partorito il proprio programma ufficiale.
L’orizzonte massimo sul piano economico sono “investimenti in ricerca e sviluppo, politiche industriali che innovino l’apparato produttivo e la riconversione ecologica dell’economia”. Una patrimoniale e il reddito minimo per i disoccupati sono proposte giuste ma non sono un programma economico, neppure abbozzato.
Nulla si dice sulle crisi industriali, per aumentare i salari si propone solo la detassazione, per creare occupazione si propongono gli sgravi fiscali alle imprese che investono, fanno ricerca e assumono.
Si dice no alla privatizzazione dei beni comuni, ma non si dice nulla su come rovesciare il gigantesco processo di privatizzazione che da vent’anni ha arricchito padroni italiani e stranieri e distrutto interi settori produttivi.
Nulla sulla scuola pubblica, se non l’affermazione del suo “valore universale”, nulla sui finanziamenti alle scuole private e sui processi di autonomia e privatizzazione di fatto, nonché sui tagli che stanno mettendo in ginocchio scuole e università.
Il punto più avanzato riguarda il ripristino dell’articolo 18 e la richiesta di una legge sulla democrazia e la rappresentanza nei luoghi di lavoro; sono gli unici due punti chiaramente legati a una battaglia di classe.
L’idea dell’intervento dello Stato in economia non è visibile neppure tra le righe, nazionalizzazioni è una parola sconosciuta. La concezione economica di chi ha scritto questa pagina è inesistente: ci sono alcune idee di tipo riformista appiccicate su una base ideologica sostanzialmente liberale.
Politica estera: non si riesce neppure a rivendicare esplicitamente il ritiro delle missioni italiane in Afghanistan, Libano, ecc., se non con un riferimento circonlocutorio all’art. 11 della Costituzione.
Sulla questione morale si ricalcano in forma attenuata le classiche proposte grilline (doppi mandati, incandidabilità, ecc.). Che corruzione politica e dominio di classe abbiano una relazione tra loro è evidentemente un pensiero inafferrabile.
Sull’Europa ci si dichiara contrari al Fiscal compact, cosa giusta ma che di per sé non significa molto. Si propone di rinegoziare il debito? O si propone di disconoscerlo unilateralmente? E sull’insieme delle politiche economiche (che non sono solo quelle di bilancio, ma anche quelle sul lavoro, le privatizzazioni, le liberalizzazioni, l’immigrazione, gli attacchi alle pensioni e allo stato sociale…) con le quali l’Unione europea ha guidato vent’anni di controriforme sociali, cosa si pensa? Nulla, anzi peggio: la “riforma democratica delle istituzioni europee”. Niente che il Pd non possa sottoscrivere.
Definire queste idee sparse un programma, o anche solo una traccia di programma, è un’enormità.
Una proposta liquidatoria
In nome di questo programma il gruppo dirigente del Prc ha deciso di cancellare la propria presenza sul piano elettorale, e con essa qualsiasi ipotesi di una lista di sinistra che fosse chiaramente riconducibile alla classe lavoratrice, alle sue condizioni, alle sue necessità, alle sue battaglie, e a una prospettiva di lotta contro questo sistema.
Il simbolo riassume questo abbandono. Un partito comunista, una forza di classe, che decide di entrare a far parte di una lista girotondina-progressista.
Ci si risponde che le elezioni non sono tutto, che dobbiamo provare a eleggere qualche parlamentare per condurre la nostra battaglia in condizioni di maggior forza, che anche in Europa i partiti comunisti si presentano in coalizioni come Syriza, Izquierda unida o il Front de gauche… chiacchiere. Senza idealizzare nessuna di queste forze, va detto che esse sono chiaramente identificate come forze della sinistra, nelle quali i partiti comunisti (o il Synaspismos nel caso della Grecia) sono la componente centrale, hanno relazioni con la classe, con le strutture sindacali e non a caso sono state tutte sospinte, almeno elettoralmente, dall’onda ascendente degli scioperi e delle lotte di massa. Che questo sia il ritratto della lista Ingroia è un’idea come minimo molto audace, che dovrebbe essere verificata alla prova dei fatti.
Peraltro, lo diciamo a futura memoria, nessuna di quelle forze è immune dalle contraddizioni e dagli errori che hanno condotto il Prc a questa vigilia drammatica.
La campagna elettorale viene impostata da Ingroia prevalentemente in concorrenza con il Movimento 5 stelle, con tanto di “campagna acquisti” nella squadra avversaria (si veda la candidatura di Favia in Emilia Romagna). Si cerca il “nome” celebre, alcuni rispettabili, altri meno, ma insomma è una campagna in piena sintonia con lo “spirito dei tempi”. Peccato che non sia il nostro.
Siamo stati accusati come minoranza di volere per il Prc una “morte onorevole”, ossia una corsa elettorale solitaria destinata inevitabilmente a non superare lo sbarramento del 4 per cento. Naturalmente è quel genere di argomento per il quale manca e mancherà sempre la controprova, ma va capito il ragionamento che lo sorregge. Il punto fondamentale è che si nega l’idea che si possa contrastare il centrosinistra, l’appello al voto utile, ecc. sulla base di una chiara politica di classe e quindi di una altrettanto chiara identità di sinistra.
È questo il nocciolo profondo del nostro disaccordo col segretario Ferrero. Se anche la lista Ingroia supererà il quorum, permettendoci di mandare tre o quattro compagni in Parlamento, si tratterà non di una battaglia vinta, ma di una resa al trasformismo, alla manovra senza princìpi, a una concezione profondamente subalterna che non potrà che riverberarsi anche sull’azione del partito nella fase successiva.
Questa lista oggi è elettoralmente contrapposta al Pd, ma non per questo sarà immune dal risucchio verso il centrosinistra. Non a caso Vendola sta bene attento a tenere aperta la comunicazione ben sapendo che sul piano parlamentare sarà prevalente e con le acque agitate che si preparano dopo le elezioni, può puntare a egemonizzare anche l’area “arancione”. Certo, Ferrero promette battaglia a morte e non mettiamo in dubbio la sua sincerità. Solo che per fare le battaglie si devono preparare le condizioni. Se non sei politicamente riconoscibile, se non esiste l’assunzione di responsabilità e quindi la credibilità e la costruzione di un autentico rapporto di direzione politica, queste condizioni non esisteranno mai.
Con questa scelta si legittima una mentalità minoritaria (questa sì!) per la quale Rifondazione comunista oramai può vivere solo nella misura in cui trovi un “contenitore”, quale che sia, che ne permetta l’esistenza sul piano elettorale. Il partito politicamente è ammutolito. Si farà una campagna elettorale non per aggregare anche sul piano elettorale quegli elementi di resistenza che abbiamo visto nelle lotte di questi anni, ma per convincere l’elettorato del partito a travasarsi in questo contenitore. Si pone la militanza in una condizione di spettatrice, che incoraggia chi è in campo, ma che non può rendersi protagonista della battaglia contro Monti, Berlusconi e Bersani (e Grillo).
È una scelta che abbiamo contrastato e che è passata, nel gruppo dirigente del Prc, non per convinzione, non per strategia, non per analisi superiori, ma per disperazione.
Non ci sottraiamo, per il rapporto di lealtà che ci lega alla militanza del partito, dal condividere anche questa battaglia. Ma diciamo con altrettanta chiarezza e lealtà che se non ci sarà una forte e profonda reazione contro lo spirito di rinuncia, contro lo scetticismo e la sfiducia nella nostra classe che hanno ormai conquistato la gran parte del gruppo dirigente, questo partito non avrà più nulla da dare alla lotta contro questo sistema. Ci sommiamo al voto per la lista Ingroia, ma allo stesso tempo facciamo un appello agli attivisti di sinistra affinché a partire dal 25 febbraio si lavori alla costruzione di un partito di classe che veda i comunisti impegnati in prima fila nella lotta per la trasformazione della società.
Condivido compagno Renato, bisogna prima di tutto elaborare un progetto politico forte, che deve avere una solida base di politiche economiche che si caratterizzino per una rottura di sistema e siano riconoscibili e comunicabili; poi bisognerebbe ritornare sul territorio e coinvolgere i soggetti sociali che sono i destinatari di questo progetto: giovani precari, disoccupati del Sud, lavoratori dipendenti del terziario e del settore pubblico, insegnanti, operatori sanitari, extracomunitari. Attorno a questo compattare la classe dirigente, rinnovandola dalla base e emrginando i frazionisti ed i settaristi a oltranza, con una leadership forte e carismatica, io personalmente spero in Landini.
Condivido tutto Renato.
Avevo già letto quanto scrivi. Dai compagni di FalceMartello.
Andate ora su radiopopolare , c’è una diretta con paolo ferrero.
http://www.radiopopolare.it/poplive/diretta/smartphone/
clicca su ascolta “ascoltaci su mp3″ in fondo alla pagina.
Saluti
Molte interessanti le analisi di Wu Ming e del compagno Mantovanì.Ma io credo che Rifondazione comunista non si sia impegnata in campagna elettorale e che compagni dirigenti a livello locale abbiano disertato.Sarebbe molto utile studiare anche i pochi risultati positivi per trarne i dovuti insegnamenti (in un comune operaio della mia provincia Rivoluzione civile ha ottenuto il 10%).Ritengo,inoltre,che sia necessario nei prossimi giorni organizzare manifestazioni di piazza almeno nelle località,dove ci sono dei circoli organizzari. Se non ora,quando?
Penso sia soprattutto il caso di spostare l’attenzione e l’analisi dal fenomeno-Grillo al prodotto-Grillo. Intendo dire che – leninianamente, se mi si concede – occorre risalire alla sorgente e la sorgente è il “marketing virale” della Casaleggio Associati, il “web ergo sum”, Sassoon e la Webegg, il Bivings Group (da cui Casaleggio nasce) che monopolizza e manipola social networks e web marketing e rappresenta e tutela corporazioni statunitensi. Sociologia del grillismo va bene, ma in una fase critica dello sviluppo liberista e con un capitale finanziario ormai sovranazionale appendere (metaforicamente) a testa in giù il nuovo unto dal Signore non guasterebbe.
Qualcosa sul Bivings Group.
La società – leader del settore del marketing virale insieme alla Enamics, dal 2004 partner ufficiale della Casaleggio Associati – dirige oltre mille siti internet e blog mediante quasi 9000 profili falsi statici in quasi tredicimila blog. Gestisce inoltre direttamente numerose pagine di Facebook.
Nei siti ufficiali delle società citate si parla apertis verbis di campagne di manipolazione online e se ne legittima ed incoraggia l’uso. Il precursore del casaleggismo fu Salvatore Cobuzio, un “web marketing manager” che si definisce un “manipolatore della Rete”. Con la falsa identità di Salvatore Siciliano ha postato miriadi di interventi sui principali siti internet italiani pagato da facoltosi clienti indossando i panni dell’uomo della strada in rivolta contro la politica corrotta. Fondò su Facebook numerosi gruppi a sostegno dei terremotati abruzzesi, gruppi che in campagna elettorale divennero propaganda berlusconiana.
L’incontrastato principale “influencer” in Italia è però oggi il nostro Casaleggio la cui strategia ‘comunicativa’ è doviziosamente descritta al sito ufficiale della società: manipolare l’utenza mediante campagne mirate. Eccolo qua: “On line il 90% dei contenuti è creato dal 10% degli utenti, queste persone sono gli influencer, quando si accede alla rete per avere un’informazione, si accede ad un’informazione che di solito è integrata dall’influencer o è creata direttamente dall’influencer. Gli influencer agiscono dove ci sono interazioni, attraverso la rete come avviene per Meetup, attività in comune quindi creazione di conoscenza come avviene per Wikipedia.”
La società pubblica Travaglio ed è azionaria del Fatto Quotidiano.
In precedenza curava gli interessi di Di Pietro. L’attività online dell’IdV registrava oltre 4500 commenti quotidiani per post. Dopo che nel 2010 la collaborazione ebbe termine, riscontriamo poco più di 700 commenti al giorno.
Al sito della società di Casaleggio troviamo anche il video: “Gaia: il futuro della politica”. Molto istruttivo. In sintesi si ha una terza guerra mondiale, cinque miliardi di persone crepano et voila nasce un ordine nuovo planetario, in cui: “ogni essere umano può diventare presidente e controllare il governo attraverso la Rete. In Gaia i partiti, la politica, le ideologie e le religioni scompaiono”.
non ho capito un caz, è per questo che non prendiamo voti, il 90% di noi quando parla si capisce da solo e gli altri sbadigliano
estimado ramon, te felicito por tu analisis. la verdad, se necesita tu apoyo y ahora estamos mas tranquilos porque’ sabemos que estas con ellos, que en este momento perdieron el rumbo. gracias y hasta siempre
Estimat Ramon:
molt bo, el teu article… cal sempre anà avant amb molta esperança i passió… Aquest és un temps difícil on tot és espectacle i els electors, em sembra, han viscut aquestes eleccions com una cosa de un moment… oblidant que el més important és el després, el govern… cal quedar-se esperant… atents… avant o després es necessitarà una presencia revolucionaria, la nostra! Espero que t’agradi el fet d’escriure’t en català, graciés, fins aviat!
*** per chi non capisse il catalano***
Caro Ramon,
molto buon il tuo articolo, bisogna sempre andare avanti con molta speranza e passione. Questo è un tempo difficile e gli elettori, mi sembra, hanno vissuto queste lezioni come una cosa di un momento dimenticando che il più importante è il dopo, il governo… bisogna restare… aspettando attenti… prima o poi servirà una una presenza rivoluzionaria, la nostra! Spero che ti piaccia il fatto che ti scriva in catalano, grazie a presto!
melissa, compagna, non si capisce niente. ti consiglio di riposare e prenditi cura di te, ciao compagna, su con la vita che le cose brutte passano
ciao ciao!
Caro Mantovani, sono il segretario del circolo PRC di Ravenna. Ci conoscemmo anni fa in un incontro politico-culinario a Solarolo. Le tue analisi esposte in quest’articolo sono lucidissime, anche se qualcuno ti ha definito “intellettuale del PRC” come a dire che è meglio essere cretini che intellettuali. Qualcun altro se l’è presa con Ferrero dimenticando che l’insuccesso è di tutta “Rivoluzione Civile” e quindi anche dell’IDV, PDCI, VERDI E “SOCIETA’CIVILE”(?). Il gruppo dirigente del PRC che non è, come tu dici, il migliore del mondo, ha preso la decisione di aderire a “Rivoluzione Civile” attraverso una decisione cllettiva degli organismi dirigenti. Quindi chi spara a vanvera giudizi e opinioni senza cognizione di causa è un poveraccio.
Sono d’accordo con te che il partito ripartirà e lo farà tutto insieme, come sempre, non avendo noi il mito del “Grillo ” o del Bersani (anche lui coi suoi problemini non da poco) e lo faremo come all’indomani dell’insuccesso della “sinistra arcobaleno” anche se stavolta non era uguale, ma è stato percepito come uguale. Dobbiamo riprenderci in fretta, come abbiamo sempre fatto PERCHE’ L’IMPLOSIONE DEI GRILLINI E’ PIU’ VICINA DI QUANTO SEMBRI E LO SMEMBRAMENTO DI SEL E LI’ CHE SI VEDE GIA’ (pensa che a Ravenna non ha raggiunto il 3%anche se i sondaggi la davano al 6, perciò l’elettorato di sinistra che ha votato Grillo per protesta, quando si renderà conto che quel voto è sprecato bisogna che trovi finalmente la collocazione giusta che non è certo il PD.
Bravo!
Tipo intervento da funzionarietto di partito abituato ad obbedir tacendo.
Bottazzi sempre avanti così, mi raccomando. A proposito, ma è vero che abbiamo perso per colpa dei comunisti che ci sono in rifondazione?
Certo che avete perso per colpa dei comunisti di oggi che non sono quelli di ieri….perchè quelli che ci sono adesso non hanno neanche la decima parte del carisma di Bertinotti che è stato anche presidente della camera.quelli avevano il senso dell’istituzione
Invece fa bene Di Pietro a ricostruire il partito, infatti per andare appresso alla sinistra “troppo sinistra” ha finito per contraddirsi rispetto a certe questioni, ad esempio ne cito una: Le dichiarazioni continue di Ilaria Cucchi, senza alcun rimprovero da parte del partito.
La mia domanda è semplice:
Va tutto bene quando a parlar male dei giudici è la sinistra?
“per certa sinistra i giudici sono bravi solo quando si accaniscono contro Berlusconi. In quelle occasioni guai a parlar male della magistratura indipendente ed imparziale: Se però a sparare a zero contro “ipocriti processi” è Ilaria Cucchi, candidata con il magistrato Ingroia va tutto bene. Il giudice può essere “ostile e negare l’evidenza dei fatti”, e che l’unico P.M. doveva essere Ingroia.
Questa volta le vere vittime della mistificazione e della strumentalizzazione politica sono gli agenti delle FF.OO. e in specialmodo della Polizia Penitenziaria, assolta nel processo ed a loro va tutta la mia solidarietà”.Credo che non prenderete mai un voto dalle FF.OO. e Di Pietro quì ha fatto una caduta clamorosa, che spero non farà più.
Michele, chiarisciti con te stesso, riposta quanto vuoi dire e cerca di farti capire. Comunque attieniti al tema
perchè i tuoi fatti personali non vanno socializzati, specialmente su questo blog.Attenti! Riposo.
l’umiltà e l’autocritica sarebbe il principio dell’intelligenza per ripartire.
Ha come me lo piango Bertinotti e mettici pure Agnoletto…….”gli ultimi comunisti veri”
Il tuo “attenti e riposo” mi scivola sulle spalle. Io sono sempre attento e mi riposo quando mi devo riposare e questo non dipende da te. Cordialmente
Caro Bottazzi Peppone, evidentemente la semantica e la semiologia non sono il tuo forte. Ho detto a Ramon Mantovani, persona che stimo, la tua analisi “non spiega perchè come dite voi intellettuali il PRC non è riuscito ad intercettare il voto delle masse popolari.”
Con questa frase non ho inteso nè intende offendere gli intellettuali ma ho voluto riprendere una fraseologia tipica a tanti intellettuali…intercettare il voto.
Nè mai inteso dire che è meglio essere cretini che intellettuali.
Evidentemente , sempre se parte del commento era riferito a me, mi ha letto con troppa frettolosità ed animosità.
Quanto al “poveraccio” lascia il tempo che trova.
Comunque al fine di non ingenerare dubbi nei compagni (tale sono, comunista ) sarebbe buona cosa rivolgersi ai compagni con il ptoptio nome e cognome.
Qualora il tuo livore non fosse rivolto a me me ne scuso sin d’ora.
Resta inteso che aspetto una risposta da Ramon su quesiti legittimi ed a mio avviso non campati in aria.
Saluti
Nonostante la disfatta della linea di Ferrero e dei suoi dissennati alleati su questo blog si continua ad ospitare gente come modem e quasi si vorrebbe mettere al bando compagni come Volonnino, Liguori,la congiura degli eguali.
E poi che resterà ancora di comunista in rifo?
UN sentimento affettivo verso Ferrero è un gesto nobile da parte tua.
Giustificare e peggio ancora condividere la sua linea politica, alla luce dei risultati non solo elettorali ottenuti,significa avere i paraocchi.
Come tanti compagni dicono “dobbiamo ricominciare da Rivoluzione Civile”?
Ovviamente il post è per Luisa.
Quello che manca alla sinistra è la determinazione e una figura carismatica in grado di aggregare le masse per portare avanti la sola proposta politica, economica e sociale in grado di farci uscire dal tunnel dell’autodistruzione immolato sull’altare del capitalismo finanziario-industriale (intimamente connessi). Manca un Lenin, per intenderci, perchè ormai le condizioni per un cambio radicale di sistema ci sono. Grillo è l’unica figura carismatica attualmente sulla piazza (ovviamente con le debite proporzioni rispetto a chi davvero ha fatto la storia) e i risultati, al momento, si vedono. Ma un movimento basato solo sul carisma di una persona, senza una chiara strategia nei confronti del sistema rischia, al momento dei passaggi e delle scelte decisive, di naufragare. In quel momento lemasse dovranno ricercare un altro punto di riferimento, e questo non potrà essere solo buono, dovrà essere anticapitalistico e per il socialismo. Alternative non ve ne possono essere.
Ma a postare sono più Giuseppe o vi è un solo Giuseppe che interviene portando più posizioni?
Scioglietemi questo dubbio (fra i tanti che mi assillano).
Giuseppe che elogia Ferrero per la sua coerenza è lo stesso Giuseppe che poi parla di Lenin?
Non mandatemi in confusione che tanto ci ha già provveduto Rivoluzione Civile.
Puoi fare tutte le critiche che vuoi a Ferrero, ma rimane comunque un ottimo compagno (che avrà fatto errori, ma sempre un compagno rimane).
Quindi non vedo dove sia l’incongruenza di parlare di Lenin e non condannare Ferrero come traditore…
Non so se hai letto l’ultimo commento che ha postato Ferrero su FB:
“Oggi è cominciata la discussione in direzione nazionale sulle elezioni. Grande consapevolezza delle difficoltà ma anche grande voglia di capire i problemi al fine di riprendere la battaglia e costruire una sinistra anticapitalista anche in Italia. Come diceva qualcuno scarpe rotte eppur bisogna andar…”
Si può parlare di Lenin e stare con Ferrero allo stesso tempo. Credo abbia capito quali sono stati gli errori. Possiamo perdonare
Non trovo nulla di strano ad avere un buon giudizio su Ferrero e nello stesso tempo a parlare di Lenin. Ovvio che Ferrero non è Lenin. ma anche il 1917 non è il 2013 e la Russia non è l’Italia che di rivoluzioni ha saputo farne solo una: quella fascista…incivile.
Ovvio che giuseppe è uno solo.
Condivido sostanzialmente l’articolo anche se non ho capito alla fine cosa possa essere “una più vasta aggregazione di sinistra anticapitalista”
R.Civile? RCivile rinnovata nelle strategie e magari epurata da qualche frangia borghese? Una unione delle varie anime comuniste presenti?
Una cos avorrei invece notare: nel 1953 di fronte auna legge maggioritaria che rispetto alla attuale era mille volte più democratica il paese insorse. Oggi tutto tace. Perchè tutto questo. Credo che la risposta la si possa trovare in poche righe scritte da PPPasolini nel suo famoso articolo sulle lucciole apparso sul Corriere della sera nel 1975:
” Il comportamento coatto del potere dei consumi ricreare e deformare la coscienza del popolo italiano, fino a una irreversibile degradazione”
Anche da questo si può spiegare il risultato elettorale e più in generale l’ottundiemnto delle coscienze in atto.
Io spero che Ramon non ci abbandoni. Abbiamo bisogno di compgani come te, Ramon. Una straordinaria onesta’, coerenza e forza. quelli che insultano su questo sito il contributo del compgano ramon vadno a legegrsi il suo blog. Non ha mai cam,biato idea su niente, e’ sempre rimasto un compgano di Rifondazione e con una onesta’ che veramente gli rende onore. Richimando all’unita’ sempre, anche adesso. per quanto riguarda il post della congiyra degli egueli…ma cosa nega ramon? Ramon c’era a quel congresso e come molti compgani non ha seguito il pd, e’ rimasto con Rifondazione. Non e’ andato con vendola e il pd. che dovrebbe negare? ma parli a vanvera?
per quanto riguarda l’altro post di Volannino Giiuseppe. lo dice che per ”brevita”, non puo’ spiegare tutto. Ma a parte questo, ma dai, compagni, ma veramente ce la vogliamo prendere con un compagno come Ramon? E’ evidente che chi scrive queste non e’ di rifondazione. per il resto, sono contenta che Ramon sia ancora tra di noi. Ne abbiamo bisogno di compagni come te. grazie per il tuo impegno, semnpre e comunque dalla parte dei compagni.
Condivido il tuo post Luisa. Lo stesso dico per Ferrero e altri compagni meno noti che hanno preferito la coerenza anzichè la strada più facile della seggiola targata PD.
Dovresti leggere con più attenzione quello che postano i compagni.
Non ho mai messo Ramon con le spalle al muro, nè mai mi permetterò di farlo.
Non è un caso il riferimento ad Alberganti che Ramon certo comprenderà.
Quando poi i compagni pongono delle domande e chiedono delle risposte non tacciateli come antipartito, come gente non di rifondazione, come provocatori. Forse una delle cause che ha portato PRC in questo stato confusionale è stato proprio lo scollamento tra base e dirigenza.
Che poi mi rivolga a Ramon per avere delle risposte è sintomatico del fatto che lo stimo. A differenza di tanti pseudo dirigenti che con la storia del movimento comunista e la cultura comunista nulla hanno a che fare.
In buona sostanza, alla luce non del risultato elettorale, quanto piuttosto della connotazione assunta da PRC all’interno della sinistra di classe, si ritiene che l’esperienza di Rivoluzione Civile sia stata giusta ed in caso affermativo si ritiene che sia questa la strada maestra da seguire?
Grazie
A titolo personale, ritengo decisivo il rilancio della Rifondazione Comunista: ripartire da quel poco che però c’è (cioè da noi, militanti appassionati ed attivi del PRC) proseguire la nostra attività nei territori, il nostro generoso impegnarsi nelle innumerevoli battaglie locali (a tutela del lavoro, degli esodati, dei disoccupati, dei precari, insomma degli ultimi…contro l’acqua privata, il saccheggio del territorio, gli inceneritori, le cave, le megaopere inutili e dannose, ecc ecc). Dopo quanto suddetto, va bene la ricerca di aggregazioni, di amici e compagni di strada, di alleati all’interno della società che la pensano come noi pur non facendo parte del PRC, di coalizioni con partiti “simili”…però BASTA con il nascondere un simbolo ormai storico come quello del PRC dietro improbabili simboli/loghi partoriti all’ultimo minuto e dietro i quali non riusciamo mai a farci riconoscere nemmeno dai nostri!!! Attenzione, non fraintendetemi: non dico che la falce-ed-il-martello di per se stesse considerate siano la panacea (sennò non avrebbe avuto un risultato così scarso il PCL e gli altri parti comunisti presentatisi in alcune circoscrizioni)…io intendo dire il NOSTRO simbolo, che nella sostanza ci accompagna da oltre 20 anni. Esso ha un valore “egoistico” di mercato ineludibile (anche quello della ex FDS, che praticamente è il nostro…) che ci permette sempre e comunque di prendere almeno i “nostri” voti. In Toscana lo abbiamo più e più volte provato: alle regionali del 2010 – pur un pò sgraziato però c’era, assieme a quello dei Verdi – abbiamo ottenuto un buon successo….Alle amministrative 2011 ad Arezzo, pur con i Verdi e sovrastato dalla dicitura “Sinistra per Arezzo”, però c’era…e siamo sopravvissuti. Lo stesso a Sansepolcro, in bicicletta stavolta con SEL, ottimo successo. Voglio dire, basta nascondersi e rendersi di fatto irriconoscibili in altre estemporanee simbologie: ciò è valso anche per l’IDV, che non ha preso manco i suoi (anche se sono rimasti pochi…) voti. Io mi sono permesso (come lo avevo fatto per l’Arcobaleno del 2008) anche con Rivoluzione Civile, di urlare ai 4 venti di costruire un logo dove fossero riconoscibili sia il PRC ed il PDCI (magari resuscitando per l’occasione la defunta FDS…) che l’IDV ed i Verdi! Ergo, intanto pigliamo i nostri…di consensi…poi cerchiamo di prendere gli altri! Non ci dobbiamo più sottovalutare, come PRC: so benissimo che non bastiamo, da soli, per nulla…ma quando c’imboschiamo, pur con le migliori intenzioni, dietro ad improbabili ed improvvisate simbologie, bastiamo ancora meno!!! Aggreghiamoci pure, ovviamente con chi la pensa suppergiù come noi, ma dobbiamo farci riconoscere a tutti i costi, senza se e senza ma!!!
Naturalmente so che le ragioni profonde per cui la gente ha preferito soprattutto il M5S a noi sono altre, Ramon ed altri compagni esperti e preparati hanno cominciato ad individuarle, e su queste ho anche io qualche idea…però per ottenere un minimo sindacale alle competizioni elettorali terrei presente quanto sopra…
In definitiva, io penso (anche qui a titolo strettamente personale) che l’esperienza della Rivoluzione Civile – così come è stata concepita, un contenitore politico con ottime idee e con dentro alcuni partiti, all’interno del quale essi di fatto però si diluiscono – sia da ritenersi conclusa: a meno che non prosegua la propria attività con le brave ed oneste persone (al di fuori dei partiti) che ne hanno fatto parte onestamente e con impegno, ad es. Lotti, Cucchi, Stramaccioni, Rutolo, La Torre, ecc ecc (oltre Ingroia, ovvio…) con la quale è d’obbligo, come PRC, continuare ad avere proficue interlocuzioni, anche elettorali (ma in un altro modo, non questo).
Concludendo, il PRC ha ragione piena di continuare ad esistere (anche senza soldi, col volontariato delle compagne e dei compagni, come sempre abbiamo fatto noi semplici militanti, spendendo di tasca nostra: d’altronde non mi risulta che il PCI, almeno all’inizio, avesse contributi per proseguire la propria attività) in piena autonomia ed in assoluta alternativa al PD e – purtroppo, ormai – anche a SEL.
Fausto Tenti (Segretario Provinciale Arezzo PRC)
p.s.: ad Arezzo, è di fatto certo che il MPS (che rabbia…) ci porterà via la sede (intestata al Nazionale) della federazione provinciale, non riuscendo ormai noi più a pagare il mutuo…ma non per questo succederà che scomparirà il partito…Troveremo soluzioni acrobatiche, MA L’ATTIVITA’ POLITICA DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA ARETINA ANDRA’ AVANTI, IN TUTTE LE MANIERE POSSIBILI ED IMMAGINABILI…CI SCOMMETTO LA VITA!
Il PD ci ruba anche le sedi!
luisa a quanto pare la tua cultura non ammette dissenso, sempre il vertice ha ragione sempre non sbaglia mai; tutte le direttive sono giuste e da seguire; effettivamenet consideri i compagni non dei militanti comunisti ma dei militonti; in politica contano i fatti e i fatti dicono della disfatta del partito che non l’ha causata il fato ma una linea perdente di subalternità al pd; si cominci ad uscire dalle giunte nelle quali si è col pd, a partire dalla toscana, e si consideri il pd nemico di classe perchè è nemico di classe; ramon lo stimo non foss’altro per ciò che ha fatto per ochalan, il leader del popolo curdo; si vuole criticare invece una linea perdente che ha porato al disastro e se non si cambia ci sarà il dissolvimento.
Congiura: condivido solo il tuo giudizio sul pd (esclusa l’uscita dalle giunte e solo per un motivo etico: quando fai un contratto lo devi mantenere sino in fondo (salvo che i termini del contratto non siano mantenuti dalla controparte).
giuseppe è stato un contratto voluto dalla maggioranza del partito, per cosquistare seggiole istituzionali, obiettivo assillante questo della maggioranza del partito la quale se non fa una revisione culturale per andare a sinistra, rifondazione non si riprenderà dallo stato comatoso.
Può darsi, ma i contratti si rispettano…oppure non si fanno, che magari è meglio.
io vorrei solo un partito che sia comunista e non socialdemocratico,di quelli ce ne sono già troppi.
ecco, quindi magari sarebbe utile aprire il partito a PCL e SINISTRA CRITICA
Caro Ramon,
un articolo lunghissimo,infarcito di numeri, di tantissime belle parole ma che purtroppo non spiega perchè come dite voi intellettuali il PRC non è riuscito ad intercettare il voto delle masse popolari. Nè spiega quanto di sinistra e quanto non di sinistra ci fosse in Rivoluzione Civile. Nè spiega perchè l’elettorato comunista ha votato Grillo. Non ritieni che fare una analisi della sconfitta comporti una seria autocritica sulla gestione del Partito e sulla linea seguita dal Partito?. Sull’onestà intellettuale dei dirigenti nulla quaestio, sull’onestà ideologica dei dirigenti invece c’è da scrivere un’opera a più tomi.
Certo che non siamo morti, ma non siamo morti perchè all’interno di Rifondazione c’è ancora uno zoccolo duro di vecchi compagni comunisti che rompe le palle.
Certo che il problema immediato è rifondare Rifondazione Comunista e solo successivamente si porrà il problema dell’unità delle forze della sinistra di classe. Ma non credo proprio che Rifondazione Comunista possa essere RIFONDATA da questa maggioranza. Caro Ramon riprendere il cammino con questa dirigenza è impossibile. Non si tratta di fare un ricambio generazionale quanto piuttosto un cambio di linea politica e di riferimenti ideologici.
In nome della comune militanza nel Movimento che vide Presidente Giuseppe Alberganti ti prego di affrontare questi temi e, come è tuo costume, di rispondere ai compagni sul blog.
Saluti comunisti
ramon le tue conclusioni sono ecumeniche e strappalacrime; neghi che il prc dal congresso di chianciano 2009 non abbia inseguito il pd e sel e questa in particolare in modo accorato con le epistole di ferrero; non siamo mica scemi da non capire che le cause della disfatta,siano della linea opportunista e trasformista del gruppo dirigente, che ha avuto la maggioranza congressuale; ma non è detto che la maggioranza abbia sempre ragione; i comunisti sono utili al paese se si costituiscono in partito di classe il cui obiettivo è il governo dei lavoratori; voi per anni avete posto il parlamento come obiettivo primario; ci siete stati in parlamento, con i tradimenti del caso ed il risultato è la catastrofe; onestà intellettuale vuole che vi domandiarte se per caso nos siete voi la causa del disastro e dell’abbandono da parte di tanti compagni, io fra questi; perchè noi lavoratori e povera gente eravamo stufi di venire pugnalati dal partito per il quale ci impegnavano anima e corpo; scusate la citazione religiosa anche se sono agnostico; voi pensate che i tanti delusi e traditi dalle vostre scelet oportuniste e governiste possano dimenticare?; io non mi fido almeno che il partito cambi linea politica svoltando decisamente a sinistra, con un gruppo dirigente nuovo; non si può essre buoni per ogni stagione.
Diamo sempre la colpa a Berlusconi, poi al Pd, prima al Pds;in realtà, la vera anomalia in Italia siamo noi; non ho mai sentito un partito comunista lottare contro il superenalotto, contro gli stipendi d’oro del calcio, contro le donne a cosce di fuori in televisione..Ho sentito solo dire di aiutare gli immigrati. Infatti siamo stati sempre contracambiati, ci hanno votato in massa. Sentivo circa dieci anni fa inveire alcuni parlamentari contro i militari in Iraq perché stavano lì a ottomila euro al mese; perché, un parlamentare comunista che in nome di quell’ideologia prende altrettanto al mese è meglio?
I militari in Iraq facevano la guerra, Giulio…
Una guerra neocoloniale contro dei poveracci che sono stati depredati di tutto.
Condivido l’articolata ma seria e veritiera analisi di Ramon Mantovani. Nelle nostre considerazioni post elettorali rapportiamoci anche ad essa. Mi pare di non secondaria importanza, anzi.
esattamente siete morti!!!!a dal 2008 che siete morti ma ci voleva tanto per capirlo?…….anche sel ha preso un risultato pessimo ed è viva solo perchè attaccata al pd ma alle prissime elezioni che saranno molto presto moririrà anche sel in quanto assolutamente ininfluente!!!!ormai l’unica “sinistra” rimasta è solo il pd…….è per questo che alle prissime elezioni invito a votare e far votare pd in quanto unica alternativa se pur moderata al pdl……e grillo è solo una forza populista che contribuisce a far vincere berlusconi infatti per questo il centro-sinistra non ha avuto la maggioranza!…….è un altra cosa…..che state aspettando a sciogliervi?voi e tutti gli altri partitini inutili tra cui pdci idv verdi,udc,fli……ormai non esistete più!oppure volete continuare a insegiure l’1%?perchèpiù del 1% non prenderete mai!……bene le dimissioni si ferrero finalmente se ne è andato l’uomo che ha messo la pietra tombale a rifondazione comunista
Va pure ad impiccarti al PD, vacci pure assieme al collettivo di Wu Ming (costola del PD). Piuttosto che PD voto Grillo 1.000 volte.
Gentile Alessio,
grazie per i toui consigli disinteressati, ma a me pare che sia il Bipolarismo ad essere nato morto.
Saluti
Voi del PD siete di sinistra quanto lo era Bombacci!
@ Emerenziano : e’ il fascino del voto utile. Come vedi fa ancora le sue vittime. A tale stadio incurabile di cretinismo parlamentare siamo giunti….Cosa non si manda giu’ per ” contrastare” il nano di Arcore ( che poi loro stessi hanno resuscitato quando gia’ era nella fossa, questo Alessio non lo dice….)
ho votato rivoluzione civile.. tuttavia ritengo che ci sia qualcosa di vero in quello che dice alessio.. ora non dico affatto che si debba votare tutti il pd e che gli altri partiti della sinistra debbano scomparire.. dico solo che la sinistra tutta deve recuperare la vocazione all’unità e farla finita con questa controproducente lotta interna che porta vantaggio solo alle destre e ai populismi vari.. l’obiettivo delle forze a sinistra del pd, secondo il mio modesto avviso, deve essere quello di portare il pd stesso verso posizioni più socialdemocratiche strappandolo all’abbraccio mortale con le destre (più o meno presentabili).. depurato il pd dalle incrostazioni destrorse presenti si dia vita ad un progetto comune che tenga insieme la sinistra..uno spazio comune dove si discute certamente, dove ci saranno posizioni più moderate e altre più radicali.. ma poi si cerca una sintesi… dove andremo altrimenti continuando con questa acrimonia inutile.. avete mai parlato colla base del pd, colle persone che lo votano? quante differenze avete notato in campo economico, sociale, etico etc rispetto a chi vota rivoluzione civile?? le differenze sono ben poche, e comunque non tali da impedire un progetto in comune..la sinistra in questo paese è minoritaria e allora perchè creare altre divisioni..
CREIAMO UNA NUOVA E CREDIBILE SPERANZA A SINISTRA
Questo articolo di Ramon Mantovani è una profonda analisi politica che mi sento di condividere da capo a piedi.
non siamo morti. Però dobbiamo rinascere, rinascere nella società, nei movimenti, nelle fabbriche. Come prima cosa dovremo innovare la nostra classe dirigente. come seconda cosa mollare di pietro e l’IDV (quindi chiudere con l’esperienza così com’è di rivoluzione civile) e costruire un vero polo di sinistra anticapitalista con Sinistra critica, PCL, Comitato no debito, Verdi. Scegliere un programma politico veramente anticapitalista, scegliere una linea politica e portarla avanti con coerenza.
concordo
No io non concordo, l’ unità con chi sa solo fare danni non ci serve; sinistra critica e PCL sono solo dei grilli parlanti che sanno danneggiare il lavoro degli altri: nel 2008 l’ Arcobaleno prese il 3,08%, e quindi rimase fuori dal parlamento perchè lo sbarramento è al 4%, ma lo sapete quanto prese il PCL? Lo 0,57%. E Sinistra critica? Lo 0,46%.
Ora provate a sommare le tre percentuali e provate a capire cosa sarebbe successo se fossero state solamente una….
4.11 %
quindi ??