Dimissionaria la Segreteria Nazionale di Rifondazione Comunista

Dimissionaria la Segreteria Nazionale di Rifondazione Comunista

La segreteria nazionale di Rifondazione Comunista, riunita per valutare i risultati delle elezioni politiche, desidera innanzitutto ringraziare le compagne e i compagni per la generosità del loro impegno personale, sia sul piano politico che organizzativo. Le compagne e i compagni di Rifondazione sono stati infatti la spina dorsale della campagna elettorale di Rivoluzione Civile sui territori.

Il risultato di Rivoluzione Civile è stato negativo. Non siamo riusciti in campagna elettorale a far emergere il profilo antiliberista, di sinistra e popolare della lista, che è rimasta schiacciata tra le spinte al voto utile e quelle al voto di protesta. Al di là di ogni altra considerazione, l’insuccesso della lista ha quindi una precisa ragione politica nell’incapacità di interpretare ed intercettare il forte disagio sociale e il largo dissenso verso le politiche di austerità.

Le elezioni ci consegnano un quadro terremotato, un quadro di crisi organica del sistema in cui la crisi sociale si salda con una crisi istituzionale e con la completa delegittimazione del sistema politico. Un quadro di crisi organica in cui il paese non si riconosce nelle politiche neoliberiste e nel sistema politico ma non ha maturato e non ha a disposizione alcuna alternativa. Non a caso escono penalizzate le forze che più si sono identificate con le politiche di austerità e con la governabilità, a partire da Monti per arrivare fino al PD. Parallelamente Berlusconi è stato premiato per il suo smarcarsi dalle politiche del governo Monti e Grillo risulta il vero vincitore delle elezioni perché è stato individuato come il veicolo più efficace contro il sistema politico in quanto tale e le politiche economiche che lo hanno caratterizzato. Il risultato del voto non è quindi una rivoluzione ma l’approfondirsi della crisi del sistema, crisi plasticamente rappresentata dall’impossibilità di determinare in parlamento una maggioranza di governo.

L’ingovernabilità e la crisi verticale del sistema politico è anche il risultato perverso della forzatura antidemocratica attuata da Napolitano – sotto dettatura dei poteri forti – nel novembre 2011. Il rischio è che adesso le classi dirigenti facciano una ulteriore forzatura per proseguire le politiche di rigore e austerità: che di fronte all’assenza del consenso popolare, puntino ad uno scardinamento costituzionale in senso presidenzialista per determinare in forma autoritaria quella governabilità che non sono stati in grado di costruire attraverso il consenso attivo.

Noi ci opponiamo radicalmente a questa prospettiva e proponiamo l’abbandono delle politiche neoliberiste e la ricostruzione democratica partecipata di un rinnovato sistema politico basato su un sistema elettorale proporzionale. Crisi sociale e crisi istituzionale hanno cioè una soluzione solo nella direzione di maggiore giustizia sociale e maggiore democrazia.

A tal fine è necessario rilanciare con forza la costruzione di un polo politico della sinistra antiliberista e proponiamo che Rivoluzione Civile dia vita ad un vero e proprio processo costituente, democratico e partecipato.  Parallelamente è necessario rafforzare e qualificare l’azione di Rifondazione Comunista che di questo processo di unità della sinistra antiliberista deve essere motore e protagonista.

Per aprire la discussione sui risultati elettorali e sulla ridefinizione del nostro progetto strategico – che dovrà trovare nei tempi e nei modi opportuni una sistematizzazione congressuale – è convocata per venerdì 1 marzo la Direzione Nazionale e per il 9/10 marzo il CPN, a cui la segreteria nazionale rimetterà il suo mandato.

 

 

 

535 Commenti

  1. pietro paolo buonocore

    Da ex militante del P.R.C faccio alcune considerazioni:
    di fronte al risultato delle elezioni le dimissioni della segreteria erano un atto dovuto. Ma perché, contemporaneamente, si pretende di dare la linea al partito, nel segno della conservazione, perpetuando Rivoluzione Civile? Si risponderà: perché occorre garantire, a tutti i costi, la continuità della sua azione politica; deciderà poi il congresso, nella sua sovranità. In apparenza (ma solo in apparenza) il concetto è inappuntabile. In realtà in questo modo si precostituiscono o, quantomeno, si condizionano fortemente le scelte strategiche spettanti alle assisi congressuali.
    A ben vedere, peraltro, la questione fondamentale non è nemmeno questa. Detto in estrema e brutale sintesi: se, come è giusto, guardiamo in faccia la realtà (andando anche oltre il deludente dato di Rivoluzione civile) ci accorgiamo che, al di là di pur macroscopici errori commessi da più parti in cabina di regia, queste elezioni hanno certificato che le diverse formazioni provenienti dall’originario Movimento della Rifondazione Comunista, per ciò che hanno fatto (e non fatto) nel corso degli anni, sono ormai fuori gioco e come tali sono percepite dalle forze sociali di riferimento. Piaccia o meno, questa è la realtà. Troppi gli errori e le contraddizioni, dal 2003 (anno della virata bertinottiana in direzione del centrosinistra) in poi. Questo senza voler cancellare o considerare prive di rilievo le differenze di cultura e di linea politica esistenti tra le suddette formazioni. Nel contempo, avanza una crisi del sistema capitalistico (chiamiamola per nome e cognome) che, sbugiardando impietosamente i cantori del pensiero unico e validando alcuni principi cardine del pensiero marxista, si configura come la più grave ed imprevedibile (almeno) dal dopoguerra ad oggi; una crisi che, mentre in alcuni paesi europei sta dando nuovo spazio e vigore a movimenti di contestazione e partiti di sinistra radicale, in Italia produce come suo esito paradossale l’esplosione del magmatico Movimento Cinque Stelle con relativo sfondamento a sinistra. Anziché rinchiudersi ciascuno nel proprio asfittico orticello, perdonate la provocazione, non sarebbe il caso di azzerare le organizzazioni esistenti e avviare un nuovo processo costituente, navigando in mare aperto?

  2. Sono stanco di questo sito. 536 commenti per circa 80 persone.
    Non vi frega niente? Dal tono che di solito usate non mi meraviglierei.Daltronde se siete convinti di dare un contributo…
    Mi interessa solo dire a Rino Malinconico, visto che lui è un dirigente.
    Non è un’analisi la tua. Forse non eri d’accordo da prima. Ci vuole invece molto più partito e anche alleanze a sx, come in Europa, in Sud America e nel mondo in generale (alleanze a sinistra).I movimenti sono necessari come denuncia e controllo e basta.
    Siccome sono veramente stanco di ricominciare sempre daccapo, e non voglio distruggere un qualcosa che è appena iniziato, cioè R.C.,e non me la sento di sputare addosso agli 800 mila che ci hanno votato(e sono tantissimi), e neanche agli altri, credo più di 800 mila, che anche con dispiacere, hanno subito il ricatto del voto utile, spero che l’esperienza di R.C. vada avanti. Anzi il primo passo da fare è quello di dire alto e forte, ad amici e non, che non si intende assolutamente concludere l’esperienza. Non è un grido nel deserto, come forse molti di voi pensano. State certi che ci sono uditi molto raffinati che ascoltano.

    P.S.: mi piacerebbe sentire non soltanto i 50/60 che frequentano il sito(intendiamoci taluni condivisibili) ma anche gli altri 35/36 mila iscritti.

    • La disfatta delle ultime elezioni politiche è la fine della Sinistra in questo Paese, una lastra tombale sulla presenza politica di riferimento marxista in Parlamento.
      O i signori Ferrero (e co.), in giacca e cravatta e abito bello in questo tempo di devastante crisi, capiscono che bisogna riaprire le sezioni nelle città, farvi partecipare la gente, andare sui posti di lavoro (qualcuno sa ancora che si lavora e come si lavora in Italia?)… oppure buon ultimo viaggio a casa, con gli ultimi residui del finanziamento dei partiti per andare ancora sei mesi in televisione

  3. walter genova

    Mettersi a capo del popolo infuriato puè portare alle meglio o alle peggio cose ,tuttavia non siamo nati ieri e non pensino di essere così
    originali….sono la reazione alla macelleria sociale, urlano si di dolore…,in tempi meno duri abbiamo fatto grandi lotte e siamo stati duramente sconfitti,stragi,carcere,repressione,licenziamenti ci hanno colpiti,oggi siamo dispersi divisi disorientati ma non ingenui, saranno pronti quelli delle 5 stelle a subire?xkè se non sarete repressi vuol dire che vi usano per il loro gioco!

  4. qualunque cosa si voglia fare spero che almeno su una cosa tutti e tutte concordiate con me:
    PERSONALMENTE MI SONO ROTTO DI SCOPRIRE SOLO DAI GIORNALI(quando decidono di pubblicare)DEL GIORNO DOPO QUELLO CHE SUCCEDE NEL MIO PARTITO

    • Luca Casartelli

      Concordo.
      Una brutta dimostrazione del livello di democrazia ..
      Sigh …

      Ad esempio .. CHE HA DECISO LA DIREZIONE NAZIONALE?
      Perché l’apposito spazio nel sito, ora è irraggiungibile?

  5. La pagheremo cara quest’assurda inazione della sinistra in un momento del genere,oh se la pagheremo cara…

    • Un solo consiglio ai dirigenti : si riguardino con gli occhi da marxista la trasmissione di “Piazza Pulita” di stasera,se non l’hanno vista ci sarà senz’altro disponibile da domani sul sito.Poi,se riescono ad uscirne tranquilli,tornino pure ai loro comitati centrali e alle loro analisi e al loro rinnovato impegno per un nuovo partito comunista o un nuovo movimento civile o altermondialista,ecc.ecc. Anzichè farsi sentire immediatamente dall’Italia,assoluta ed unica urgenza. In quel caso,però, è giusto chiudere per sempre,stavolta davvero,amen.

      • ehehehe..facciamo passare novecentesche settimane e mesi di analisi autocritica e dibattito,facciamo,facciamo…
        http://robertalombardi.wordpress.com/2013/01/21/italia-sotto-formaldeide/

        • capisco il momento e l’ansia ma considera due cose.
          1 la direzione è dimissionaria, quindi che decisioni può prendere.

          2 a scendere per strada a gridare senza aver deciso cosa gridare e a chi gridarlo è controproducente e rischia di farci fare la figura degli scemi.

          l’inazione è una iattura al pari di carrierismo e isteria

          • Marco,sono d’accordo con te su tutto.L’unica differenza,credo,è la valutazione che facciamo dell’importanza di quello che sta succedendo in questi giorni.

          • per me questi giorni sono improtantissimi non pensare che non lo sappia.
            O ricominciamo e risorgiamo più forti di prima come succede sempre quando si esce da una crisi, oppure spariamo per sempre.
            Certo la seconda ipotesi significherebbe per me più tempo libero, niente più attacchinaggi nè litigate. avrei più vita privata e visto che sono ancora giovane quache divertimento in più…. ma non sono sicuro che una vita di ignavia del genere mi piacerebbe. Quindi si, sono preoccupato come lo sei tu. Solo che cerco di dare uno sbocco positivo. come diceva Mao “quando sei in rotta e il nemico ti insegue, prima raccogli le forze,poi prepara il contrattacco”

  6. Sabato 16 marzo Roma Centro Congressi Cavour – incontro delle forze che avevano promosso il No Monti day… Per ripartire

  7. andrea valsusa

    ma notizie sul CPN si possono sapere?non si sa niente…mha fateci sapere al più presto qualcosa…cmq le conclusioni son queste per me e per altri:
    1) Rinnovare la dirigenza nazionale e le dirigenze territoriali del PRC, facce nuove, giovani…
    2) Chiudere l’esperienza di Rivoluzione Civile così com’è. Ma non rinchiuderci nella marginalità. Bisogna costruire un POLO ANTICAPITALISTA E COMUNISTA con chi ci sta guardando a forze come Sinistra Critica, Comitato no debito di cremaschi, PCL, sindacalismo di base come cobas e usb.
    3) Ritrovare e riconquistare il consenso perduto. Tornare con maggior forza ad essere presenti nelle fabbriche, tra i disoccupati e precari, ripartire dai movimenti e dal conflitto sociale. Essere realmente ra la gente, capire i loro problemi quel che si vuole.
    4) Scegliere una linea politica e portarla avanti con coerenza, senza ambiguità e giochetti politici…
    Sono molte le cose da fare, e alcune a lungo termine. Ma nell’immediato si può cmq iniziare a fare molto. E bisogna farlo subito. Speriamo che dal CPN venga qualche proposta seria, un vero cambiamento e che, eliminando i personalismi nella sinistra di classe, ricostruire una nuova sinistra

  8. alessandro fabi

    Caro Partito, ci racconti qualcosa della direzione nazionale o dobbiamo chiedere ad altri ????

  9. Credo che l’errore più grande sia quello di non essere stati in grado di comprendere il profondo mutamento della società attuale, la gente è stufa del vecchio sistema partitico, vuole partecipare e lo vuole fare attivamente e direttamente. La lista Rivoluzione Civile, nonostante i suoi buoni propositi iniziali è ricaduta nel vecchio sistema e in vecchie alleanze ormai superate e non più credibili. Se si vuole davvero dare una svolta bisogna iniziare ad aprirsi verso movimenti ed associazioni, qualcuno ad esempio ha provato a leggere le proposte di slow food? Il mondo sta cambiando e lo sta facendo con una rapidità impressionante e le persone hanno bisogno di risposte e di riconoscersi nei progetti. Abbiamo ad esempio iniziato a prestare attenzione a tutti quelli parlano di decrescita e qual’è il loro successo, non sarà forse molto comunista parlare di decrescita felice ma credo che visto il periodo che stiamo attraversando il dare spazio e peso a tutti quelli che parlano di un nuovo modo di produrre e quindi anche di consumare sia davvero indispensabile, chi propone l’autoproduzione e il baratto (laddove è ovviamente possibile) non è un extraterrestre, chi parla di KM0 non è uno stupido, chi parla di sostegno all’economia locale e l’abbattimento delle multinazionali non è un pazzo sognatore. Ci vuole molto impegno e lavoro per cambiare le cose ma bisogna iniziare ad aprire gli orizzonti o altrimenti temo che non andremo molto lontano anzi meglio che non proviamo nemmeno a partire.
    Enrica Kikka

  10. walter genova

    E’ succeso! Finalmente un movimento di opposizione al massacro sociale ha rotto le dighe e invaso il parlamento, questo è un fatto positivo ora si tratta di vedere se in Italia vi è ancora qualche comunista vero in grado di dare a questo movimento o a parte di questo uno sbocco rivoluzionario , vedremo se a Grillo dovremo erigere un movimento o una colonna infame(a Genova una vi è già!).
    Intanto cerchiamo di imparare prima di insegnare direbbe qualcuno che siamo un km indietro.
    A proposito di quello spezzone di rifondazione che detiene il nome prc,
    sono contento di esserne uscito dopo aver contrastato efficacemente la baggianata dell’arcobaleno e della fedeazione della sinistra oggi manco il ridicolo di rivoluzione civile ha scalfito i dirigenti ,non credo nemmeno alla buona fede…non si può essere così stupidi !
    Occorre che tutte le strutture di base sopravvissute si connettano in maniera orizzontale tra di loro.col movimento e ideologicamente coi settori non compromessi…scrollandosi di dosso la struttura nazionale vero covo di incapaci e venduti!

    • Condivido

    • valter parli come un brigatista.
      Non ci interessa parlare con te, noi siamo il nuovo della gente per bene.
      Tu sei il vecchio di quelli che giocano a fare la rivoluzione.
      Noi non siamo nè destra nè sinistra, ma abbiamo dalla nostra la gente per bene che lavora o che lo cerca, e che si è stancata di finanziare la politica, i parlamentari e tutto il sottobosco che ne consegue.

      Non provate a mettere il cappello su questa vera rivoluzione pacifica , che è solo nostra del M5S

      Tu vai da ferrando, e invita pure casapound e forze nuove, così forse riuscite a riempire un cinema

      • Gianmarco Scaini

        veramente casa pound l’ha invitata il tuo Grillo!

      • ah si conosco un grillino che mi ha detto che antieuropeismo e nazionalizzazione dei comparti energetici e industrie strategiche le avremmo copiate NOI dal LORO programma.
        Quando gli ho fatto notare che sono nostri cavalli di battaglia dal 1991 e gli ho chiesto se lo aveva mai letto, lui mi ha risposto che se ne fregava dei programmi e che guardava le persone. poi ha aggiunto che avevamo governato per 20 anni e che avevamo fatto disastri. Quando gli ho fatto notare che al governo non c’eravamo mai stati e che anzi un governo lo avevamo fatto cadere noi, lui mi ha risposto con il ritornello del fatto che lui non è di destra o di sinistra, è una persona perbene ed è il nuovo che avanza e che si da da fare per l’italia che lavora mica per i parassiti come me.
        Quando io gli ho risposto che io ho 38 anni e lavoro 15 ore al giorno e lui ha 69 anni e vive un pò più tranquillo di me con la sua pensione da dipendente pubblico è diventato violaceo ed è uscito dal negozio borbottando che con me non ci si poteva parlare.
        Morale:
        Grillo è un genio, i grillini doc un pò meno
        Grillo è simpatico, i grillini doc sono emeriti stronzi.
        Grillo dice molte cose intelligenti, i grillini doc imparano a memoria una serie di idiozie qualunquiste, per di più inesatte.
        Grillo è una persona con la quale mi piacerebbe parlare, i grillini doc preferisco lasciarli perdere.
        Lasciao che poi sia lui a tradurre un’eventuale conversazione per loro

      • walter genova

        Beppe Grillo aveva un appuntamento con la storia ,ha aspettato solo che i tempi maturassero continuando a predicare, questo ha dimostrato una preveggenza rivoluzionaria, 20 anni fa era già in linea ed emarginato naturalmente….un politico che sa aspettare mentre gli altri sono per l’uovo oggi piuttosto che la gallina domani…
        Se il prc avesse preso un’altra strada dopo il referendum sull’art.18 oggi potrebbe essere il terzo partito in parlamento e in molte situazioni lo fu.

  11. Cari Compagni,
    al di là di tutti i bei discorsi che leggo e che sentirò, dobbiamo farci una domanda precisa : perchè la gente vota di tutto, ma non vota più a sinistra?
    Sicuramente c’è verità in quello che leggo : candidati paracadutati, impossibilità di usare il simbolo, liste occupate “manu militari”, presenza nelle lotte, ma anche nelle giunte contro le quali la gente lotta. MA:
    Perchè si è accettato di fare una lista senza i simboli, se si pensava che questo l’avrebbe danneggiata?
    Si è andati consapevolmente incontro al disastro o si sperava nella Divina Provvidenza?
    Perchè NON si è deciso PRIMA – e la storia che i tempi erano troppo brevi è già la seconda o terza elezione che il gruppo dirigente ce la propina – che i candidati dovevano essere del territorio, a costo di far saltare il progetto, TANTO, si è visto come è andata.
    O si sperava anche qui nella Divina? Ma chi abbiamo in Segreteria, il Cardinal Bertone?
    Cerchiamo di capire come mai, ripeto, piuttosto che votare a sinistra -e sono ormai troppi anni- un popolo impoverito, derubato, che scopre anche di essere stato imbrogliato e deriso, vota la nuova Democrazia Cristiana : il PD, o SEL che non ha che qualche funzionario sindacale che non ha mai lavorato in vita sua, ma in compenso, non sta nelle lotte, ma sta nelle giunte, o il Demagogo del Web, che racconta al popolo bue che per uscire dalla peggior crisi dell’Occidente basta tagliare i costi della politica e cacciare gli immigrati.
    E cerchiamo, per favore di smetterla con la richiesta di unità fra gli sfigati di sinistra : PRC, PdCI, PCL, Sinistra Critica, Partito di Rizzo, SEL e tanti altri “partiti comunisti” di cui si è persa la voglia di tenere il conto.
    Siamo seri : gli unici che hanno provato a fare l’unità siamo stati noi di PRC, e tutti gli altri ci hanno o snobbato o, alla prima occasione, sono corsi dal PD con un cartello attaccato al culo, con su scritto : comprami, comprami.
    ALLORA : basta correr dietro a un sacco di signori nessuno. Si continua sul lavoro nel territorio come PRC, gli altri, se vogliono si aggregano, ma noi non cediamo più niente.
    Alle prossime elezioni, che saranno tra breve, visto che l’unica cosa veramente importante è riuscire a dare visibilità mediatica ai problemi ed alle lotte del lavoro dipendente-per questo speravo in Rivoluzione Civile- contrattiamo qualche deputato col PD in cambio della nostra desistenza, sempre che siamo ancora in grado di contrattare qualcosa.

    Saluti Comunisti

    • Diego Andreotti

      Desistenza=inciuci.
      Saluti

    • Quando parlo di unità a sinistra tra le varie forze comuniste non parlo di accozzaglie tra sigle e segreterie. Parlo di unione tra compagni, di dialogo tra noi. Tra persone che condividono una sola idea: il lavoro, la dignità, l’uguaglianza.

    • Io sono dell’idea (secondo me da discutere) che nelle prossime elezioni che saranno tra breve dobbiamo fare solo testimonianza.
      La priorità deve essere riconquistare la fiducia di tanti lavoratori che dopo aver perso la speranza hanno anche perso la fiducia nel partito.
      Non ho la formula magica per riuscire a fare questo, però è su questo che dobbiamo focalizzarci.

      Tu dici di contrattare qualche deputato col PD. Secondo me così ci si dà la zappa sui piedi, e si va esattamente nella direzione opposta da quella che ci si propone. La partecipazione al governo Prodi e le sue conseguenze dovrebbero insegnare..

      • Perfettamente in accordo sul non contrattare seggi. Dobbiamo riconquistare fiducia. Sarà dura. Prenderemo grandi colpi all’inizio. Ma lavorando insieme possiamo riuscire

    • ma che vuoi contrattare col PD?
      e a che pro?
      meglio non aver nessun deputato che un deputato legato mani è piedi al PD.
      ci risparmiamo brutte figure.
      Se vai al governo co sti signori o voti l’invotabile e ti rovini, oppure se ti stufi e decidi di seguire la tua coscienza e li fai cadere, poi ti accusano di tradimento.
      Compagni quando si dice di avere una pratica leninista, non si vuole spolverare la sacra reliquia dal tabernacolo, si vuole soltanto ricordare che la poltrona parlamentare è una tribuna, un mezzo come tanti altri per fare emergere contraddizioni e destabilizzare il sistema, di sicuro non è un fine.
      Se smarriamo questo semplice concetto allora non siamo diversi da quelli che vorremmo combattere e allora si, meriteremmo di sparire.
      in questo grillo è molto più leninista di noi.
      Anzi venendo dai nostri ambienti ha dimostrato di aver imparato bene la pratica dell’ortodossia organizzativa marxista leninista e il centralismo democratico e li sta applicando con una rara maestria.
      Al servizio di quale scopo …. bhe…. lascio a voi intuirlo.
      Preferisco riunire quelle poche forze che mi sono rimaste e cercare di ricomporre i compagni che mi sono perso per strada durante la CACCIA ALLE STREGHE di bertinotti.
      Vedete la politica la si fa fondamentalmente per due motivi:
      1 interesse.
      2 passione.
      Se avevo interesse non me ne stavo certo qui, me ne andavo con l’udc o il pd che poi son la stessa cosa o se mi volevo dare una patina radical chic me ne andavo con quel partito dei gollum che è SEL.
      Quindi rimane la passione. Ma per conservare la passione mi devo divertire, devo sentire di star facendo qualcosa in cui credo. Se devo andare a fare il kamikaze lo voglio fare da comunista, possibilmente con tutti gli altri comunisti che riesco a portare con me.
      Almeno ci divertiamo.
      Ma dico, tu li hai visti quelli di SEL? sono una banda di sfigati. terrorizzati erchè consci di essere in balia degli umori del segretario del pd.
      Ma te lo ricordi vendola alle primarie?
      Già le primarie concettualmente parlando sono una buffonata, ma il gran giullare di corte con l’orecchino contribuì ad alzare il livello della comicità dello scontro quando disse che si presentava solo se la sua candidatura non dava fastidio a bersani….
      Ma è così che vogliamo finire?
      e una tale umiliazione manco ha pagato…visti i sui risultati…
      Se proprio dobbiamo morire facciamolo con un fuoco d’artificio e una risata, facendo più casino possibile. Magari facciamo il miracolo (vedi isquerida in spagna)

      • ps.
        Mi ero dimenticato per gli oltranzisti dello zerbinaggio Al PD. secondo me visti i risultati di SEL nonostante la tribuna mediatica a loro disposizione, si potrebbe ranquillamente desumere da soli che quindi tale pratica non basta.
        Detto ciò secondo me il pd naviga in acque ben peggiori delle nostre.
        Facendo le dovute proporzioni dalle basi di partenza non occorre essere degli statistici laureati o dei luminari della matematica pura per capire che hanno preso una batosta peggiore della nostra.
        Mia modesta opinione è che il progetto democratico convince ancor meno di quello comunista e che quel partito ormai, finito il collante bipolarista abbia vita breve.
        La questione è se noi, nel frattempo che loro si spaccano, vogliamo e riusciamo a ricostruire un partito comunista.

  12. la congiura degli eguali

    su http://www.contropiano.org c’è una video intervista a giorgio cremaschi sull’esito delle elezioni; invito i compagni a vederla, una intervista che fotografa lo stato della sinistra e le responsabilità storiche che hanno causato la sconfitta del 24/25 febbraio.

    • Faccio una proposta, prendendo spunto da tanti che vorrebbero una riunificazione di coloro che si riconoscono sotto il simbolo Falce e Martello e vorrebbero ricominciare da idee davvero di sinistra e dal rapporto con la gente: perche non ci si organizza in comitati territoriali, ci si incontra per iniziare un dibattito con le altre forze di sinistra? X farla breve, perché non usciamo da questa chat e ci diamo da fare? Io abito a Milano e sono disposto a dedicare il mio tempo libero dal lavoro a cercare di fare qualcosa

      • Erminio Liguori

        @ Giuseppe, per contribuire a quel che dici tu, stiamo cercando di organizzarci sul blog creato dal compagno Casartelli ( rifondarerifondazione.blogspot.it), a breve produrremo un documento verso le minoranze ed uno programmatico rivolto a tutta la diaspora. Vienici a trovare !

        • Compagni…. non ho nulla contro i blog e la rete. Ma credo nel contatto diretto con le persone. Dobbiamo fare in fretta ad uscire tra la gente. Io ci sono. Diamoci da fare. Contattiamo i compagni di PLC e PDCi e gli altri. Non possiamo arrenderci così ed arroccarci su posizioni che non portano a nulla

          • Luca Casartelli

            @Giuseppe
            il bello di internet è che dialoghi con persone distanti kilometri da te.
            E ti permette di fare in breve tempo ciò che altrimenti faresti in mesi.

            Il lavoro sul territorio è fondamentale.
            Ma non escluderei a priori la rete.
            Anzi…

            Vieni a trovarci.
            Sei il benvenuto.

        • A Milano dove siete?

      • Io proporrei l’organizzazione di un Forum su internet anche se il ruolo della politica sul territorio è e sarà insostituibile.

    • walter genova

      di quale sconfitta parli?
      della sinistra?
      quale sinistra?
      quella borghese?
      allora si la sinistra borghese di bersiani che porta le pensioni a 450 euro e approva la legge fornero che vuol far lavorare i vecchi.
      io sono contento di questa sconfitta…poi rivoluzione civile era ridicola un’acozaglia dielementi eterogenei messa assieme all’utimo momento per ottenere qualche seggio parlamentare …..
      ha vinto un movimrento di opposizione con cui i comunisti veri devono confrontarsi…….

      • quoto pienamente. La rete è un mezzo non è un fine. l’e-book è comodo ma non ha sostituito il libro. il blog è bello ma non supplisce alla piazza. la mail è veloce ma non ha nulla a che vedere con il dialogo. Cominciamo a capire la differenza tra mezzi e fini. Così magari ricominciamo a fare egemonia dove l’abbiamo perduta.
        Ah un’altra cosa…. le sezioni… quelle rimaste e quelle che appartengono a compagni di altre strutture devono tornare ad essere luoghi di socialtà aperti 365 giorni l’anno.
        Se rimangono uffici elettorali, oltre a non serire a niente, umilano i compagni

  13. Diego Andreotti

    Poniamo una ipotesi.
    Prendiamo cioè un ipotetico elettore “potenzialmente” di PRC, deluso della linea seguita dal partito negli ultimi anni e consapevole del fatto che probabilmente a breve ci saranno nuove elezioni.
    E’ plausibile l’idea che questo elettore abbia votato per M5s per vedere se il PRC avrebbe poi cambiato successivamente linea?
    Ci sono stati, cioè, secondo voi, voti di protesta dispersi?
    Se si, sono voti che vanno recuperati o no?
    Saluti

    • io stesso ho subito per poco tempo la tentazione del voto utile a grillo al senato. Tantissimi compagni conosco che lo hanno fatto.
      Come fare?
      Mi ricordo che da ragazzino fui attratto dal movimento comunista perchè fondamententalmente il comunista era una a cui “je rode” come si dice a roma.
      Magari ricominciamo anche noi a fare casino.
      Una volta eravamo i primi e i migliori a farlo.
      ricominciamo a farlo,magari la gente si accorge che facciamo sul serio
      Ps.
      magari smettiamo di farci vedere solo in campagna elettorale e nelle sale congressi degli alberghi di lusso.

      • Su una cosa concordo con Grillo cioè nel levare la vecchia classe politica o perlomeno buona parte. Alcune riforme proposte mi sembrano l’ABC di un paese civile, però in Italia le cose funzionano diversamente. Negli ultimi anni in parlamento ne abbiamo visto di cotte e di crude (facendo anche un mea culpa da parte del PRC), ma questo non è IL problema, ma solo uno dei tanti problemi. Noi adesso essendo fuori dal parlamento possiamo riorganizzarci con più tranquillità, spero che da subito si possa avere un gruppo dirigenziale nel PRC giovane, motivato deciso ed aperto ad un confronto interno senza arroccamenti tra noi stessi.

    • walter genova

      Nel m5s ci sono molti settori proletari e molti elementi antagonisti possibile che non capiate che questo è un referente da indirizzare in senso rivoluzionario altri lo vorranno indirizzare in altre direzioni…

  14. Spero tanto che già domani mattina si esca con quanto deciso in Direzione Nazionale. Muoviamoci, attiviamoci, ci sono tutte le condizioni per riconquistare il nostro ruolo. Lo ripeto con forza, Rifondazione Comunista può e deve essere punto di riferimento per un movimento di sinistra in Italia. Pensare di fare da subito un partito unico non credo sia possibile considerate le lacerazioni di questi ultimi anni, ma è necessario costruire un’unità a sinistra. Condivido quanto scritto da Tom, Rivoluzione Civile può diventare il contenitore, ma dentro ci deve essere Rifondazione con il suo simbolo, così come quello degli altri Partiti di sinistra. Adesso la priorità e lanciare una ampia campagna per contrastare eventuali derive nella riforma della legge elettorale e dare forza alle priorità per ridare dignità alle persone in difficoltà e spezzare la nostra sudditanza verso i poteri finanziari. Più aspettiamo è più spazio daremo al caos dettato dal PD e PDL. Troviamo anche nuove forme di confronto e informazione, ma muoviamoci. Io sono pronto a dare tutto l’impegno necessario.

    • Francesco,sono d’accordo con lo spirito della prima parte (muoviamoci) ma “la priorità” non è che non facciano porcherie con la legge elettorale.

      La priorità è 1)intercettare IMMEDIATAMENTE i voti in uscita da Grillo dopo l’attacco a pensionati e lavoratori del pubblico 2)ri-orientare IMMEDIATAMENTE a sinistra i cittadini frastornati dal casino che sta succedendo e dal pasticcione Bersani 3)dare un chiaro messaggio di chiarezza ,ordine mentale/politico e risolutezza 4)uscire dall’immagine legalitario/disastrante della campagna di Riv Civ con un immagine materialista,legata alle urgenze nazionali ed individuali concrete 5)recuperare i giovani,i precari,i piccoli imprenditori che,oltre a pesare elettoralmente,potrebbero costituire l’humus di una nuova destra pericolosa

      Ecco il “che fare”.
      E va fatto con la massima tempestività ed efficacia possibili

  15. Luca Casartelli

    Purtroppo compagni dobbiamo aspettare il CPN del 9/10 marzo.
    Perché qualora rigettasse le dimissioni .. c’è poco da discutere.
    Si continuerà su questa strada. :-(

    Ma intanto … notizie dalla Direzione?

    • Bisogna attendere le deliberazioni del cpche??? Con Grillo che attacca l’articolo 67 della Costituzione,la sua base che rumoreggia e parte ne è già orfana dopo l’attacco a pensioni e salari pubblici,con Bersani impotente e con Berlusconi che attende nell’ombra che siano tutti cotti a puntino,si da agli italiani un’altra settimana di vuoto dopodiche si produrrà un documento del cpqualcosa che nessuno leggerà e le nuove nomine di cui a nessuno importerà nulla salvo a noi quattro o cinque?? Dite che non è vero,che è tutto uno scherzo…

      • ehm guarda che mi sa che non era rivolto a te il post che hai commentato

        • Ok,grazie. Intanto sul blog di Grillo, sul lato di destra,fra le notizie è apparsa questa: http://www.tzetze.it/2013/03/dipendenti-pubblici-per-sei-ore-sui-siti-hard-il-sindaco-toglie-internet.html
          Tempisti al massimo,stanno lavorando di fino e l’obiettivo è ormai chiaro,ma nessuno lo denuncia politicamente. Denunciando politicamente con chiarezza questo attacco si recupererebbe metà dei voti persi..

          • Che Rottura

            mi vien da dire 74 dipendenti per un comune con numero di abitanti equivalente al mio che ne ha solo 32

            classico esempio di clientelismo politico ?

          • Luca Casartelli

            Ringrazio il compagno Marco.

            No Desperate, il commento non era rivolto a te, ma era (è) una considerazione generale.
            Nel senso che, se il CPN (Comitato Politico Nazionale) non accetta le dimissioni della segreteria, vedo arduo un congresso straordinario ed una reale RIFONDAZIONE COMUNISTA.

            Perché la linea che prevarrà sarà quella che si legge tra le righe (mica poi tanto) del segretario Ferrero.

            Ossia, Rivoluzione Civile.

  16. NON PUO’ ESSERCI UN VUOTO POLITICO DELLA SINISTRA IN UN MOMENTO DEL GENERE,chiunque sostenga il contrario è un’irresponsabile.Al diavolo tutto il resto e le rese dei conti. Si stanno creando rapidissimamente sotto i nostri occhi le condizioni per una destra peggiore di quelle che abbiamo avuto negli ultimi 30 anni,nel migliore dei casi.
    Fate rientrare immediatamente le dimissioni e andate a presentarvi agli italiani con una conferenza stampa nazionale,molto enfatizzata, per un “Progetto di salvezza per l’Italia”.
    A brevissimo,tenendo inizialmente il riserbo,con un pò di mistero, e facendola precedere da tutta la propaganda di cui si è capaci. E lì si dovrebbe dire “”"”Prendiamo atto della volontà politica momentanea degli elettori,ma perdere non è scomparire,allora Rivoluzione Civile [o FDS,o PRC,vedi tu..] dà comunque il proprio contributo all’Italia per il momento socio-economico che sentiamo grave. Si vada,dunque,ad un governo su pochi punti indispensabili: a- legge patrimoniale per chi ha più di 8000.000 € b- allargamento dell’indennità di disoccupazione agli artigiani in crisi e ai giovani con contratti non garantiti su questo c- taglio delle spese militari e per i cacciabombardieri d- facilitazioni alle imprese che assumono lavoratori disoccupati o cassintegrati o in mobilità e- aumento delle aliquote alle fasce più alte di reddito f- concessione di una quantità di fondi per i comuni,i servizi e la sanità per alleviare un poco la morsa del rigore che li sta uccidendo g- legge contro il conflitto di interessi h- apertura di una vertenza frontale con l’Europa sui criteri di Maastricht e sul Fiscal Compact i-nuova legge elettorale . Noi pensiamo che dopo questi punti si dovrebbe ritornare al voto con un’Italia più serena e più giusta.E chiunque lo voti nella sua globalità,avrà il nostro appoggio politico esterno.”"”"” Non una parola di più,neanche risposte alla stampa,ma solo il progetto nudo.Dopo tutto questo potreste forse dimettervi.O forse no; siamo in un momento senza certezze e va accettato e agito fino in fondo per la salvaguardia della democrazia e dei lavoratori.

  17. Ripeto una considerazione che ho già fatto, come molti altri qui sopra: io sarei per una riunificazione di TUTTI i partiti comunisti sotto un unico simbolo FALCE E MARTELLO. Tirare dentro proprio tutti, anche gli stalinisti e i trotskisti, mettendo da subito in chiaro che delle “varianti” per adesso non ce ne deve fregare niente. Noi ripartiamo da Marx e Lenin.

    Ora, parlando con diverse persone, proprio oggi mi sono reso conto che oltre ad una perdita di credibilità c’è un problema proprio di identità. Gente che è comunista da sempre, che ha lavorato tutta una vita e si ritrova senza nessun futuro davanti, non ci crede più. Hanno perduto l’ideale.

    Pensando anche ai tanti in Rifo che vogliono continuare con Rivoluzione Civile, ho pensato ad una soluzione che potrebbe accontentare tutti.
    La mia proposta è di continuare con Rivoluzione Civile con alcune modifiche: via l’IDV (che sono liberali), si mette nero su bianco che siamo ANTICAPITALISTI e soprattutto al posto del nome Ingroia si mette
    GIUSTIZIA SOCIALE
    perchè è questa che vuole la gente. Giustiza sociale.
    Così tutti quelli che non si dicono più comunisti perchè non ci credono più (e purtroppo sono parecchi) vedono scritto giustizia sociale e forse riprendono fiducia.

    Più che altro perchè ho paura che restare da soli non riconquistiamo la fiducia dei lavoratori, che è la cosa che dovrebbe essere più importante per noi.

    • Ho votato comunista fino al 2008 fin quando, a seguito della debacle della Sinistra Arcobaleno, non ho iniziato a leggere considerazioni di questo tipo. Non penso che tornerò indietro sulla mia decisione, finchè non sentirò parlare di politica, soluzioni, proposte serie e calate sulla realtà di adesso. A me non interessa che ci sia una lista “falce e martello” e “che si riparta da Marx e Lenini”. Ma che vuol dire?? Finchè non capirete che non sono le persone che debbono piegarsi ad un supposto ideale “superiore” ma, che al contrario, sono i nostri valori che si debbono adattare alla contemporaneità per convincere le persone e non costringerle in un recinto già predisposto e preadattato, non ne verremo fuori

      • Che Rottura

        Hai ragione, ma come vedi 1000 sono le nostalgie che impediscono una corretta evoluzione dei pensieri di Marx.

        Vorrei fare una considerazione, ed anche una sorte di esame di coscienza…
        La domanda che mi sorge spontanea è:
        perchè Nichi Vendola si è candidato in Emilia Romagna ?

        La risposta immediata (guardando ai risultati in Puglia) è quella che avesse subdorato la disfatta in casa sua.

        Senza scomodare Marx… ti sembra corretta questa “furberia” ?
        L’esempio di cui sopra (utlizzato a raffica anche dai venditori di fumo)
        è eticamente corretto e approvabile ?

        Eppure… ci fosse stato un “chiodo” di comunista (sempre attento al controllo del territorio) che abbia mai mosso un obiezione …

      • ecco ti sei risposto da solo. cosa avesse di comunista la sinistra arcobaleno lo sai solo tu. Per inciso io a quelle elezioni rifiutai tutte e 5 le schede con messa a verbale. e la volta dopo, presenti col nostro simbolo e senza antiche bertinotterie del corso eravamo già in ricrescita, lenta ma costante, finchè non se sono reinventati sta Roba Civile.

      • Erminio Liguori

        Scusa, ma questo che dici e’ di un minimalismo incredibile. Qui nessuno vuole lustrare i santini, ma , cribbio, una base di partenza ideologica ( in senso lato, latissimo…) la dobbiamo avere , o no? L’ecclettismo opportunistico di quel che proponi e’ veramente scoraggiante……

    • Luca Casartelli

      Sarebbe una buona proposta Tom, ma ritengo si debba crescere.
      O Rivoluzione Civile o la Rifondazione Comunista.
      Il piede in due scarpe … fa male.

    • >>>
      Ripeto una considerazione che ho già fatto, come molti altri qui sopra: io sarei per una riunificazione di TUTTI i partiti comunisti sotto un unico simbolo FALCE E MARTELLO. Tirare dentro proprio tutti, anche gli stalinisti e i trotskisti, mettendo da subito in chiaro che delle “varianti” per adesso non ce ne deve fregare niente. Noi ripartiamo da Marx e Lenin.
      >>>

      Condivido pienamente, queste distinzioni sono ormai grottesche nel 2013 !

      Che senso ha discutere di categorie del passato in relazione al mondo di oggi quando tutte le nostre “tendenze” si trovano su un piano assolutamente minoritario a livello di consensi e rispetto alle problematiche odierne .. siamo tutti compagni senza distinzioni .. basta con questi stupidi personalismi autoreferenziali, unitevi e create un unico Partito Comunista, l’Italia ne ha un fortissimo bisogno ..

      Ci saranno sicuramente dei problemi o delle discussioni interne ma non è pensabile che ogni divergenza equivalga una scissione !

      Riflettete

      • Luca Casartelli

        Proprio grottesche non sono, i non relegherei in soffitta la Storia.
        E poi c’è una grande distinzione di “metodo” fra uno stalinista ed un trotziska ecc…

        Lo statuto di Rifondazione è buono.
        Si usi quello. Si parta da quello!

        • @Luca Casartelli

          Non lo metto in dubbio compagno, il problema è che ad un operaio, un impiegato o ad un cassaintegrato della FIAT non je ne po’ frega de meno di queste distinzioni … questa roba interessa solo al classico ceto “intellettualista” che ruota attorno a queste realtà .. ognuno di questi dirigenti, sia oggi che nel passato si è arrogato il titolo di “comunista più puro” per poi prendersi la sua ridicola ed inutile fettina di voti dopo l’ennesima scissione …

          Di questa gente non ne possiamo più, almeno io non ne posso più .. qui abbiamo bisogno di un partito che serva, ed un partito che serve deve ottenere almeno un 7-10% dei voti .. deve rappresentare delle persone in carne ed ossa, i loro problemi, le loro istanze e rivendicazioni, non farsi le seghe mentali su Stalin o Trotsky …

          Un partito, anche il più puro (esistera mai ?) che prende lo 0.1 è solo un baraccone inutile, indipendentemente da tutto, non ne abbiamo bisogno …

          • Luca Casartelli

            @compagno Samo79
            Concordo. Siamo tutti comunisti.
            A me importa che NESSUNO IMPONGA LA SUA VISIONE COME BUONA E GIUSTA (fatico comunque a vedere in stalin un santo … non era comunismo il suo … ma andiamo oltre …) , additando le altre come stupide, inutili ecc…

            E’ questo che ci ha fatto perdere ed è questo che ci farà sempre perdere.

            Non perché le idee ed i valori non siano buoni, ma xé non siamo in grado di COMUNICARE.
            Per dire due cose semplici, riempiamo 4 fogli a4….

            Mentre noi filosofeggiamo, analizziamo, ipotizziamo … il mondo gira e noi, come spesso accade, perdiamo.

            Teoricamente la cosa da fare è semplice.
            - CONGRESSO STRAORDINARIO
            - A CASA TUTTA LA SEGRETERIA
            - RIFONDAZIONE DEVE TORNARE AD ESSERE COMUNISTA E RICHIAMARE A SE TUTTI I PARTITI COMUNISTI.
            - poi si pensa ad una coalizione di Sinistra di Alternativa .

            Ma in pratica .. ci sono troppi giochini sotto .. :-(

        • io sono un ML, per statuto non ci sarebbe posto per me nel partito. Però ci sono ugualmente. Al senato ho votato PCL, perchè era un voto con il cuore, il cuore rivolto verso altri compagni, come me e diversi da me. Credo che si debba tornare allo spirito del 91.
          Sono 10 anni che sento rinnovatori del pensiero di marx del fine settimana dettare la linea. Dal movimentismo al governismo ecumenico siamo passati dal quasi 9% al 2,5%.
          Direi che questi apprendisti stregoni hanno giocato abbastanza con un partito che è anche il mio.
          Direi che l’ultimo esperimento ha detto chiaramente che il loro flower power in salsa yuppie non funziona.
          Come lo sforzo lo faccio e l’ho fatto io ,penso lo faranno anche gli altri compagni che hanno fede in quel “bene superiore” tanto vituperato.
          Per costruire un’occasione di riscatto per me e il mio paese sono qui pronto,insieme a chiunque voglia in buona fede stringere le fila e mettersi a lavorare per la ricostruzione di un partito che sia dei comunisti…. per tutto il resto c’è già SEL.. ma in quel caso mi chiamo fuori,preferisco dedicarmi ad altri interessi più gratificanti e godermi un pò di vita privata piuttosto che seguire idee in cui non credo.

          • Non la volete proprio capire, eh? Rc è passata dal 9 al 2,5, perchè sono passati oltre 20 anni e alla gente non gliene frega più niente del comunismo. Se alle persone gli risolvi i problemi, possono pure prendere in considerazione il tuo sistema di valori, ma se non ottieni niente di concreto, con le tue idee ti ci si puliscono il nasino…

          • in effetti è quello che si prova a fare.
            Io propongo una soluzione che si chiama comunismo. porto avanti quell’idea. Posso anche mutuo soccorso quando ho le forze per farlo, ma se poi vota quello che gli restituisce l’imu e che gli da un milione di posti di lavoro, perchè quello che dovrebbe difenderli è troppo occupato a smacchiare leopardi e per inciso il bel discorso che hai fatto tu adesso lo ha fatto 20 anni fà io non ci posso fare niente.
            un maiale non può arrampicarsi su un albero, nemmeno se viene adulato.

          • Il comunismo non è una soluzione, è (stato) un sistema di valori che ha interpretato la realtà operaia per tanto tempo. Il fatto è che non siete riusciti ad aggiornarlo in maniera adeguata alle sfide della contemporaneità. Se la gente vota altro non è colpa sua, ma colpa tua che non sei stato abbastanza convincente. Il problema sta nel manico…

          • curioso… il 70% delle soluzioni che propone il manico scelto dalla stragrande maggioranza delle persone(grillo) è uguale al nostro programma storico.
            Il fatto che tu non lo sappia è prova evidente che non siamo riusciti a farci capire.
            Mi sa che ti sbagli anche sulla definizione di comunismo che è anche si un sitema di valori, ma è anche una soluzione scientifica dettagliata, con tanto di formule di matematica avanzata inerenti all’economia politica. Basta che ti apri il tomo tre del capitale.
            Non che penso che per te la cosa abbia la benchè minima importanza, mi sembri abbastanza alterato per poter cambiare idea o ragionarci sopra.
            Quello che non capisco è perchè tu sia così accalorato nella discussione visto che dal 2008 non ci voti più.
            A dottò….che te frega?

          • Erminio Liguori

            come al solito, ti quoto 100%.Riesci adire cose semplici col cuore

          • @Marco,
            Piu gioni passa e piu mi convico che i comunisti italiani non hanno bisogno di un nuovo segratario penzo che gli serva per prima cosa uno psicologo o psichiatra sperando che riescano ha capire cosa passa per la testa degli elettori italiani.

  18. Che Rottura

    Qui troverete il programma del Movimento 5Stelle

    http://www.beppegrillo.it/movimento/programma/

    conviene leggerlo, ma come ogni programma altrui, giudicarlo
    solo con la propria visione inevitabilmente porterà a volerlo modificare.

    Grillo, parte dal presupposto che per fare grandi opere, occorrono grandi soldi,
    e quei soldi prima si recuperano dagli “sprechi” poi si utilizzeranno per fare altro.

    In sostanza, non promette la luna domani ma pensa a come recuperare un piatto di minestra oggi.

    • Si poi parla di abolizione del valore legale del titolo di studio (norma classista presente anche nel programma della P2), poi parlo di Università Aziende, poi parla di privatizzazioni (Rai e monopoli di stato). Ora si diletta a parlare come Brunetta dando spazio a Massimo Fini (uomo di estrema destra)

      • Che Rottura

        Grillo non si è mai classificato uomo di sinistra (o di destra) e chi lo fa dovrebbe aggiustare il tiro.

        Le sue linee programmatiche non hanno una derivazione unica, infatti se ci fate caso, vi sono idee di destra, di sinistra, europee, americane, radicali ed anarchiche.

        Il suo obiettivo è quello di distruggere il sistema vigente a qualunque costo e con qualunque mezzo.

        Mirko, quando dici:
        - “Ora si diletta a parlare come Brunetta dando spazio a Massimo Fini (uomo di estrema destra)”

        ti risponderei con questo:
        - “Dissentiamo nettamente dal testo del compagno Cremaschi,relativo ai risultati elettorali, pubblicato martedì su questo sito.
        L’Italia, a differenza degli altri paesi europei, dopo anni di crisi del capitalismo ha una sinistra ridotta ai minimi termini. Niente di paragonabile a Syriza, Front de Gauche o Izquierda Unida…”
        tratto da:
        http://www.pclavoratori.it/files/index.php?c3:o3199

        Cremaschi è di destra ? No.
        Ma leggendo quello che scrivono altri, sembrerebbe di si (se ovviamente Grillo fosse di destra)

        Occorre fare molta attenzione alla classificazione delle persone soprattutto adesso che molti compagni sono passati con 5Stelle.

    • Se sei un piccolo risparmiatore vota pure per quel programmino.

      Ma io chiedo altro dalla politica. Dov’è il lavoro? Cosa vuole fare il MoVimento con le controriforme Fornero? Perchè non si parla di redistribuzione e patrimoniale? (è una domanda retorica ovviamente, sanno tutti come sta messo Grillo a finanze)
      Dov’è la politica industriale?

      • Che Rottura

        La politica industriale e i posti di lavoro si creano con le industrie (non con i contenitori statali)
        purtroppo lo vedi anche tu, le industrie se ne vanno altrove (quando va bene)
        o chiudono (quando va peggio)

        Soluzioni ?
        Oddio ce ne sarebbe una rapida (se fosse capita)
        Riappropriarsi della propria autosufficienza alimentare ad esempio…
        che senso ha fare la pasta italiana con il frumento Francese
        …oppure esportare pomodori italiani in Germania riacquistandoli dalla Spagna ?
        Quanti sono a conoscenza che il pesce italiano (come tonnellate di pescato ammesso)
        si esauriscono a marzo (e il resto è tutta importazione)
        ecc ecc

        Quanti danno valore al cemento (in tutte le sue forme), dimenticando che non è commestibile…

        E’ solo un esempio buttato li, sai quante cose si potrebbero fare in italia con il turismo
        vero invece delle case abusive direttamente sul mare …
        eppure … si preferisce essere complici di questa logica perdente anziche indossare la maglia della giustizia e del progresso.

        • risolviamo la crisi col turismo… ?! Socializziamo piuttosto l’economia, e vedi che non ci sono più questi problemi!

  19. Chissà perchè questa volta Modem ha fatto l’uovo fuori dalla cavagna. Invece delle solite provocazioni sibilline e a volte becere ha fatto una analisi accettabile e pur se parziale minimamente veritiera e di buon senso. L’unica cosa ( però legittima ) è l’illusorietà della sua speranza riposta nel suo partito PD che da anni si è posto in un cul de sac centrista e ultra moderato al di fuori dell’alveo della sinistra.
    E specie per questo alle elezioni ha perso alcuni milioni di voti. Comunque bravo Modem. Si vede che il profumo dell’aria della primavera ( non solo climatica )stimola in meglio pure cervello e coscienza.

  20. proviamo a fare un’analisi obiettiva della situazione:
    una moltitudine di persone chiamiamole “qualunquiste” , protesta, sente sulla propria pelle il disagio procurato dalle disfunzioni dovute a

    Legge elettorale ingiusta
    Corruzione
    Costi della politica
    Costi dell’apparato (casta)
    Sprechi
    Soldi buttati dove non servirebbero (f35-Tav-grandi opere ecc)
    Soldi NON investiti in ricerca cultura assistenza, reddito di cittadinanza ecc
    Malagestione

    Tutte queste persone hanno votato M5S credendo di cambiare le cose con persone nuove, oneste , non compromesse con la vecchia politica ecc.
    Ma essi (M5S) non propongono la soluzione in una alternativa ideologica Marxista come vorreste invece voi.
    Quindi ci sono una enormità di persone scontente e disgustate, ma quelle che credono che la soluzione sia il comunismo rimangono “pochissime”
    Questa è la risposta, semplice a quanti nei tanti precedenti post asseriscono che …la gente non ci ha capiti,… per questo non ci vota, …non ci siamo fatti sentire abbastanza, o peggio, il più sciocco di tutti, ..non siamo stati abbastanza comunisti. (questa è la più grossa, avete preso 10 volte i voti del PCL)

    La vostra ideologia non sembra essere per gli italiani la soluzione.
    Quella di Grillo SI (o almeno di un italiano su 4)

    Spero a questo punto che il mio partito sappia prendere quelle 4 – 5 decisioni essenziali per entrare in sintonia con il M5S (che in fondo dice cose giuste, ma non vuole saltare il fosso dalla protesta alla corresponsabilità di proposta)
    E non si ritorni alle urne, il paese non se lo può permettere

    • Concordo con quest’ultimo post di Modem. Di solito Modem si limita a provocare ma in questo caso credo che abbia fatto altro. Se fossi Bersani proporrei al movimento 5 stelle 4 cose, da realizzare in un anno o poco piú..
      Riforma della legge elettorale incardinata sul principio ‘una testa un voto’ (non si puó assegnare un premio di maggioranza del 24,5 per cento come avvenuto alla Camera dei deputati a chi non arriva a prendere neppure il 30 per cento dei voti).
      Eliminazione del Senato della Repubblica (avrà pure avuto una sua validità storica e politica il bicameralismo ma oggi non mi pare che serva a qualcosa di utile per i cittadini italiani).
      Dimezzamento degli stipendi dei deputati.
      Introdurre il reddito minimo di cittadinanza, finanziandolo apponendo il tetto necessario alle pensioni d’oro, ritirando i contingenti italiani all’estero e bloccando ogni spesa per l’acquisto di nuove armi.
      Dopo di che, di nuovo al voto.

    • Che Rottura

      Quoto il pensiero di Modem

      aggiungendo solo un “warning”
      se si va da grillo per le idee e come singoli individui penso possa funzionare
      e fare il bene comune;

      se si va da grillo con bandiere e ideologia …
      prepariamoci alla lotta vera … quelli non scherzano, lo hanno gia mostrato più volte.
      (e non sono la polizia “facilmente” attaccabile con 1000 avvocati)

    • Penso che ci siano diversi punti discordanti tra la sinistra e il M5S.
      Ok, sono d’accordissimo alla riduzione dei costi della politica che in questi anni ha raggiunto davvero costi esorbitanti, però non sono d’accordo alla totale abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti. Ma poi oltre a questo il M5S cosa propone? Non propone nulla riguardo le politiche e riforme sociali, (anzi l’unica che ho sentito è quella dell’abolizione del sindacato!!), vi è un totale disinteresse del M5S riguardo gli argomenti di politica estera.
      Nel movimento esiste solo la linea di Grillo e lui andrà a parlare con Napolitano, ad incontrare i deputati del M5S (cittadini?)ma in qualità di cosa? Grillo si è autoproclamato Leader Maximo di un malcontento.
      Poi se la gente non capisce la nostra “ideologia comunista” significa che dobbiamo impegnarci di più per far arrivare loro la nostra proposta, ma sicuramente non è che noi dobbiamo trasformarci perché il nostro messaggio non viene recepito.

      Il ritorno alle urne sarebbe un dramma, ma temo che sia l’unica strada percorribile a meno che il signor Grillo non sia d’accordo ad una fiducia al PD.

      • Che Rottura

        Premessa:
        Grillo ha rifiutato i rimborsi elettorali,
        non ha un giornale di “partito” succhiasoldi,
        usa il web per unire il suo popolo
        e campa lo stesso.

        E’ normale che un movimento abbia un leader,
        Grillo è un fondatore del movimento, non una persona eletta da altre
        (non dimentichiamoci che molti dei suoi parlamentari non hanno alcuna esperienza e soprattutto sono giovani)
        ed è normale che nelle prime fasi si esponga il vero responsabile.

        Il tentativo di Grillo è di mettersi al centro controllando destra e sinistra
        il tentativo di Bersani è di mettere Grillo a sinistra
        Il tentativo di Berlusconi è di arrivare a un grande partito (in attesa di altre elezioni)
        Il tentativo di Monti è di fare il Jolly (sperando che riparta un nuovo governo di tecnici)

        Il tentativo delle forze rimaste fuori è quello di trovare una giustificazione all’esistenza…
        cosa peraltro già vista altre volte.

    • Elogia pure il M5Stelle per il risultato elettorale ma la sinistra è un’altra cosa e bisogna tornare ad essere in mezzo alla gente che ha i problemi ed ascoltarla e proporgli le nostre soluzioni. Questo non succede più nei partiti di sinistra, anche noi vogliamo affidarci ai media per farci conoscere meglio. Se Grillo si affidava solo al suo Blog per la campagna elettorale non avrebbe riscosso il successo che ha avuto. Il rusultato esaltante lo ha ottenuto con il SUNAMI TOUR ed è stato l’unico a girare tutte le piazze italiane con il tempo inclemente che c’era. Questa decisione gli elettori l’hanno premiata perchè era in mezzo a loro, non solo per essergli vicino, ma per raccogliere consenso sulle sue proposte, Qualcuna si può condividere, ma come venivano enunciate erano solo demagogiche, visto che si era isolato e sapeva che non avrebbe mai potuto, da solo governare. Le alleanze servono a chiunque voglia governare.
      E’ vero anche che comunque un elettore su quattro lo ha votato ma anche il vetuperato PD ha raccolto qualche cosa di più, e con lui se si vuole govenare l’Italia, si deve trovare un accordo.

    • Martino De Tomasi

      Bell’articolo il tuo (si fa per dire). Ma perchè lo posti su questo Blog?
      Siamo diventati come le stazioni ferroviarie frequentate da nullafacenti, scemi, fuoriusciti dai manicomi ed accattoni. Modem posta sui siti PD se ne esistono di aperti.

    • se ti fossi letto il nostro programma avrai visto che di ideologia marxista ce ne sta ben poca ahimè… al massimo abbiamo un surplus di keynes e questo grazie ad una classe dirigente volutamente non formata, in ossequi ai desideri dell’allora segretario bertinotti che come il leader del tuo partito non amava essere disturbato alla guida.
      Ora, il dato divertente è che il su citato keynes permea perlomeno il 70%del programma del tuo partito (ah ora è un partito e non più un movimento?). quindi la domanda è: come mai te ne sei accorto adesso? perchè te ne sei accorto vero? e di seguito mi viene da dire: se quindi il nostro programma tanto ti fa schifo e il tuo è tanto bello,pur essendo praticamente uguali su molte cose non è che quello di grillo tu lo hai notato perchè più trend, di moda, accessibile dai media e meno faticoso da interpretare?
      Ergo la vexata quaestio è…. non è caro modem che dunque tu sei un pò qualunquista?
      e per carità anche la maggior parte dell’elettorato… figurati…. non c’è nulla di male! Dopo 20 anni di grande fratello chiunque tenderebbe a semplificare tutto. Figurati che grillo lo stavo per votare anche io al senato, per il principio del voto utile.
      Poi ho votato ferrando (alla camera RC) e fino a due minuti fa non ero convinto che fosse stata la scelta giusta. Il tuo bell’intervento mi ha convinto di aver agito per il meglio ieri e per il futuro.
      ti ringrazio.
      A proposito…. ci vediamo quando scoppia la prima contraddizione interna, visto che nella tua struttura sansepolcrista (alla faccia del nuovo che avanza eh?) ce ne sono più che da noi. lo sai questo vero?
      e visto che sei un analista così preparato saprai anche che statisticamente i movimenti è raro che sopravvivano alla prima crisi,al logoramento del loro leader poi, non sopravvivono mai.
      Noi siamo sopravvissuti già a 4 segretari, speriamo di continuare così.

    • ODDIO MA CHE MODEM è DEL PD???? cavolo per la banalità che esprime lo avevo preso per un grillino… cioè lo avevo preso sul serio!!! MA…MA….MA ALLORA…….HAUHAUHAUHAUHAUHAHUAHUAUAUAHUAUAUHUAHUAHUAUAUAUHAH
      HAHAHAHAHAHA se parla un membro di quel partito che prendendo 10 punti in meno delle scorse elezioni, in cui ha perso, dice che ha vinto allora nooooo….. dai è tutta da ridere….. non ti devo rispondere io ma salvador dalì a te…. su su dai andiamo in garage a smacchiare il giaguaro…psss psss ho anche due maremmani….dici che se glieli porto bersani mi smacchia anche quelli?

      • a marco…hai votato ferrando?
        Al senato, certo …il voto utile.
        Se in italia c’è ancora chi vota PCL (mi fai un’autografo?)stiamo messi male…
        Comunque Grillo ha fatto lo spettacolo fino ad adesso.
        Adesso vedremo se decide di dare un valore a tutti i voti che ha ricevuto oppure butta all’aria le carte…(proprio adesso che ha un full servito)

        • si…. al senato ho votato PCL… lo so un voto inutile… bersani a dire il vero con l’argomento del voto utile mi aveva quasi convinto….a votare grillo intendo… ma poi ho scelto con il cuore.
          Guarda il voto è segreto quindi non so chi siano,ma a giudicare dalle schede trovate nell’urna ci sono viale di villa pamphili un pò di persone che potrebbero farti un autografo.
          A proposito del voto utile non c’è che dire, una grande invenzione! quella che ci ha regalato l’ennesimo governo berlusconi alla precedente legislatura e un paese ingovernabile a questa.
          La tesi del gran maestro jedi della sconfitta veltroni secondo cui:
          ” se distruggo tutto ciò che c’è alla mia sinistra,per quanto faccia schifo la gente mi voterà per disperazione” non funziona.
          Dobbiamo fare il terzo esperimento per averne la controprova? io me lo risparmierei. Se nonostante tutto il progetto democratico convince ancor meno di quello comunista non è che alzando sempre l’asticella delle regole acchiapperà più voti. Distruggete barando ogni alternativa e la gente se ne inventerà di nuove.
          E dunque eccovi qui, apprendisti stregoni, ad evocare forze sconosciute giunte sotto forma del convitato di pietra grillo il frutto del deserto che avete creato.
          il succo quindi, amico mio è che:
          La disperazione non copre la nausea che ispirate,aguzza solo l’ingegno per potervi dire in altro modo quanto fate schifo.
          PS.
          non andà d’aceto se vi si è rotto il bipolarismo,magari se andate tutti in africa con veltroni, qualche capotribù a cui serva un progetto democratico vi si prende

    • walter genova

      il tuopartito il PD è morto ormai se la vedranno la reazione(Berlusconi) e la rivoluzione(m5s), il pd è un partito lobbista piu del pdl per questo quando la lotta di classe entra in parlamento sparisce…avete tirat la corda massacrando gli italiani in combutta con berlusconi e ora trasecolate che irrompa il movimento che vuole sopprimervi e mandarvi ai lavori forzati…..poi si vedra se i veri comunisti riusciranno a in dirizzare questo movimento in senso rivoluzionario dall’interno e dall’esterno…

  21. Bastava non allearsi con l’IDV e il magistrato…

  22. Gavino Tatarese

    Leggendo i vari commenti mi viene da dire, come si fa da noi, centus concas centus berrittas.

  23. cambiare idea…no eh ?
    di coccio !

    • Diego Andreotti

      Modem,
      Lo stesso vale per quelli comee te.
      Saluti

    • cambiare testa no eh? quando dio ha distribuito i cervelli eri distratto, oppure casaleggio ha finito i ricambi?

    • Se siamo ridotti così è grazie a quelli come voi che hanno fatto sempre ciò che volevano i padroni e la finanza, i vostri padroni di sempre. Ne voi ne noi dobbiamo cambiare: siamo semplicemente dalla parte opposta della barricata. Saluti comunisti.

      • Che Rottura

        Insomma la colpa è sempre degli altri,
        o siamo ridotti cosi perchè siamo globalmente incapaci di essere alternativi
        e soprattutto di far credere al popolo che lo siamo ?
        (uso il termine di far credere perchè quello di far capire… mi sa che non funziona)

        Alla fine oltre alle chiacchiere, contano i voti, (che non ci sono).

    • compagno Sergio

      Ma che rispondente ancora ad un troll come modem?
      Ma vi pare che uno “normale” si firmerebbe con un nome così?

  24. allora visto che la critica costruttiva rischia di degenerare in distruttiva mi arrogo il diritto di esporre il pensiero di una mia proposta pratica,in punti semplici semplici.

    1-considerando la batosta appena subita e che il movimento di grillo deve ancora esaurire il suo ciclo di collettore di disgusto verso le forme partito dovremmo consideare le amministrative come un voto di testimonianza. presentiamoci col nostro simbolo tanto comunque è dimostrato che prendiamo di più che nelle coalizioni frankenstain

    2- rilanciamo la consulta dei comunisti per riprendere con TUTTE e dico TUTTE le forze comuniste un percorso di riunificazione e rinnovamento del partito che ci porti verso un solo partito COMUNISTA e non di sinistra…. ovviamente va da se che il dialogo sarà lungo e difficile, non deve essere turbato da scadenze elettorali, non voglio sentire boiate discriminatorie tipo tu sei stalinista pappapperooo, oppure, con te non ci parlo trotzkistaaaaa e via idioziando. Va da se che la condizio sine qua non deve essere l’immediata chiusura di ogni rapporto politico e di governo dei territori con sti sciacalli socialdemocratici che ci fanno votare l’invotabile e poi ci strozzano col voto utile.

    3-Abbiamo ancora la forza per rilanciare una battaglia di immagine, non ci perdiamo in alambicchi bellissimi ma complicati da spiegare. 20 anni di maggioritario hanno portato ad un processo di involuzione nelle sinapsi dell’italiano medio. Tanto vale rilanciare pochi cavalli di battaglia, facili da capire e spiegare, nonchè patrimonio storico di tutti i comunisti e accattivanti per il grande pubblico. Direi tre punti bastano e avanzano
    1 abolizione della fini/giovanardi
    2 uscita dall’euro o almeno revisione della cosiddetta costituzione europea da sottoporsi a referendum
    3 abolizione della legge 30
    ci aggiungerei anche di lavorare sottotraccia per creare uno spirito favorevole al proporzionale, poi lorsignori in parlamento lavoreranno per noi.
    Non essendo in larga parte nelle istituzioni dovremmo muoverci con banchetti, volantinaggi e soprattutto iniziative tipo incontri, concerti,proiezioni,dibattiti. Usando possibilmente parole d’ordine semplici e aggressive, l’ultima cosa che dobbiamo fare in questo momento è sembrare degli sfigati. Per i manifesti penso a quello bellissimo che facemmo contro amato e che catturò facendomi innamorare il mio sguardo di 16enne. Una brutta foto del soggetto e una semplice scritta in rosso “VIA!”
    Per le grafiche invece di fare forzatamente i GGGiovani con bob marley (e lo dice uno che non ha ancora compiuto 40 anni… quindi troppo vecchio non è) direi di recuperare e rielaborare in versione 2.0 le vecchie grafiche costruttiviste e realiste socialiste alla rodchenko che fanno parte della nostra storia e sono al contempo di impatto fortissimo.
    Per i pochi compagni che invece occupano qualche posto nelle istituzioni è richiesto in modo coordinato qualche gesto forte e anche qualche rischio. che so una partecipazione di sodano a qualche occupazione oppure un’infrazione pubblica e politica della fini/giovanardi.
    Riscopriamoci partito degli incorruttibili ma per favore,Smettiamola di fare gente perbene, i comunisti sono rivoluzionari e i rivoluzionari non devono mai essere troppo civili

    • Perfettamente d’accordo con l’idea di riunire tutte le forze di sinistra (da SeL a PCL) in un unico partito COMUNISTA, possibilmente con il simbolo di FALCE E MARTELLO, perché è e sarà sempre un simbolo di giustizia&libertà sociale e noi non siamo moderati quindi non servono arcobaleni, disegni o quant’altro per cercare di convincere qualche moderato a votarci! Non c’interessano, per i moderati ci sono altri partiti.

      • un solo problema. io escludo sel a priori per due motivi.
        1 palingenesi. nacque per volontà di veltroni per impedire la riunificazione a sinistra e fare da retino per quelli che si staccavano dal pd
        2 di dirigenza. che è strutturalmente e organicamente la dirigenza che bertinotti si portò dietro dal psi… lombardiana quanto ti pare, ma sempre dal psi veniva. prima riuniamo i comunisti, poi iniziamo a dialogare con i socialisti, se no ricominciano le cacce alle streghe interne come ai tempi di bertinotti

    • ti arroghi, dopo aver restituito la tessera?

      • mi arrogo si.
        Dal 1991 al 2006 l’ho avuta ininterrottamente, se hai letto bene.
        l’ho resa nel 2006, anno in cui invece avrei potuto starmene sul carro del vincitore e me la sono rifatta nel 2008, immediatamente dopo la batosta, il giorno dopo alle ore 16.00 per essere precisi. sezione camilla ravera(quando ancora vivevo a roma).
        Di sicuro non mi si potrà tacciare di opportunismo, quindi si, mi arrogo.
        Il restituire la tessera è un’atto disperato di protesta contro una linea che si giudica assurda e la candidatura di luxuria io la giudicavo tale.
        Il rifarsela in un momento di estrema difficoltà, come nel 2008 è un atto di amore.
        Detto questo rifletti, se usi questi toni con me, che rientrai spontaneamente, come pensi di convincere gli altri compagni che sono stati praticamente allontanati a forza dal partito durante la caccia alle streghe di bertinotti?

        • Erminio Liguori

          Caro compagno Marco, io invece la tessera l’ho restituita quando l’infausto comincio’ a sproloquiare sulla non-violenza elevata a sistema di vita e di relazione politica… E , per amore del Partito, me la rifaccio in questi giorni, e faro’ anche proselitismo. Rifo deve ridiventare la casa di tutti i comunisti, magari cambiando nome, di sicuro la dirigenza

    • Concordo pienamente col compagno Marco sulla necessità di convocare un tavolo costituente che, azzerando tutte le forze radicali esistenti, faccia rinascere una nuova forza comunista unitaria. Una forza che sappia fare sintesi in un programma politico comprensibile ma articolato in punti concreti che analizzino ed offrano soluzione a quei problemi davvero urgenti per le classi piu basse:
      1. Lavoro
      2. Stato sociale
      3. Ambiente
      4. Diritti civili
      5. Polica estera.
      Ma la cosa piu importante è che questa costituente porti vero rinnovamento e ci riconsegni un partito che sia capace di tornare nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle università, nei quartieri piu poveri e nelle piazza. Capace non di intercettare, termine odioso, ma di CAPIRE le persone ed i loro problemi dando loro una voce ed una speranza!
      E concordo anche sulla nostra reiterata stupidità di aggregarci in coalizioni senza capo ne coda!

      • si ma stringiamo i temi bandiera a tre..massimo quattro e che siano di effetto e facile comprensione.
        Ricordiamoci che la massa di oggi è molto più pigra della massa di quando incominciai io a fare politica… ed era solo il 1991…Oggi non conosco uno che sia uno che si legge i programmi… vanno tutti a memoria visiva.
        Ps.
        Magari invece visto che i giovanissimi 16/18, per repulsa alla generazione immediatamente precedente(quella dei T/Q, per capirci la mia) hanno ricominciato a leggere,sarebbe il caso di riaprire nelle sezioni rimaste le biblioteche e fare letture guidate…. vedi mai…

  25. ” Del senno di poi son piene le fosse ” ( Proverbio popolare antico )

    • Che Rottura

      Quando una squadra di calcio continua a perdere, normalmente si sostituisce l’allenatore.
      Il presidente si cambia solo se non rende disponibili le risorse per avanzare.

      Come mai, adesso si scoprono tutti allenatori ?

      • io ho votato terza a sto congresso e prima a quello precedente, nel 2006 restituii la tessera causa luxuria. me la rifeci il giorno dopo la debacle della sinistra arcobaleno.
        Non so gli altri, ma personalmente sono anni che propongo un’altro schema di gioco

        • Che Rottura

          Luxuria ,,,legge ad hoc per rimborso cambio sesso… idee politiche intressanti meno dello zero … diciamo che è l’equivalente di Cicciolina ..ma Pannella ci era arrivato molto prima ed è finito assai peggio.

          Essere trasgressivi, ha un ruolo nella società civile, ma in parlamento servono altre cose da mostrare aigli operai.

          • parole sante compagno…. ha un’altra cosa…. sarebbe carino se il prossimo segretario fosse un ateo…. e che magari invece di citarmi papi,preti,pope,mahatma,uomini medicina etc etc etc ogni tanto citasse qualcuno del nostro patheon in pubblico. Escludendo trotzki e stalin per evitare il solito gioco snervante del frazionismo direi che un marx o un engels andrebbero benissimo per cominciare…. un che guevara non guasterebbe e un generale giap in questo momento servirebbe a ricordarci qualcosa sul valore delle resistenze disperate

      • e le mezze seghe che vanno in campo dove le metti?

  26. guglielmo brusco

    Ma quanti sapientoni capaci solo di parlare ci sono tra le centinaia che hanno commentato il comunicato della segreteria? Tanti, pochi? Non lo so. Di certo però è ora di smetterla di essere divisi in decine di frazioni che non riescono mai a ricomporsi. Sia che siano solo comunisti, sia che siano soggetti per una sinistra più ampia. Tanto di cappello a Ferrero, che ha viaggiato per l’Italia da solo, per cercare di dare corpo ad una rivoluzione civile che non c’è stata. Rispetto alla nostra dirigenza e a tutti i militanti che hanno lavorato in quella direzione. Il compenso per loro? Che il gruppo di coloro che si dicono dirigenti, la smetta di litigare. Discutere si, ma litigare e dividersi no. E, appello per un moderno centralismo democratico fatto di senso di responsabilità: discutere con la massima franchezza e libertà. Decidere con serenità e poi parlare tutti la stessa lingua. Portare fuori le diverse differenze di minuscoli gruppi che si definiscono comunisti o di sinistra uno più dell’altro, è stato il tumore che ci ha portato quasi alla morte. Pensiamoci. Se i partigiani avessero fatto così, per presidente del consiglio, dopo la guerra, avremmo avuto ancora Mussolini. Basta essere ridicoli, riacquistiamo una statura che da tempo ci manca e non certo per colpa di Ferrero. Buon lavoro compagne e compagni.

    • Ho dato un voto “sentimentale” alla camera ad Ingroia e un volto “ragionato” al senato per M5S. Alla fine il risultato è stato che il voto sentimentale non è servito a nulla, quello prettamente politico sta effettivamente scardinado il sistema. Il metodo analitico scientifico marxiano ha sempre ragione, cari compagni, non ce lo dimentichiamo quando critichiamo una scelta politica o ci accingiamo a fare una proposta, Delude il fatto che i compagni della segreteria che si definiscono a torto comunisti preferiscano utilizzare invece metodi diversi e i risultati si vedono, Io considero il M5S un movimento tematico a termine, non ne sono entusiasta. Riposizionerà alcuni principi base della democrazia e del fare politica. Cio aiuterà poi ad avere uno schietto dibattito ideologico senza riti e simboli inutili e deliri su voti utili o meno. Si dovrà perforza ritornare a far politica seriamente.Noto che c’è un forte dibattito sulla non presenza del simbolo e della parola comunismo, unità di tutti i comunisti. Si è giusto ribadire la propria identità ma se poi i simboli e riti hanno contenuti incongruenti ce poco da fare. Tra le nuove generazioni se ti presenti solo con i tuoi simboli hai poco futuro. I simboli e i riti paiono fuori dal tempo e ridicoli come quanto avviene nella chiesa. O i simboli acquistano contenuti rivoluzionari o diventano orpelli di bigiotteria fuori moda.La tragedia elettorale che stiamo vivendo è dovuta, a mio modesto parere, a più errori.
      1) Subalternità a concetti astratti di popolo di sinistra. Non esiste la sinistra, esistono solo organizzazioni che fanno interessi propri o di lobbies richiamando la propria strumentale appartenenza passata a qualcosa che veniva considerata popolare.
      2) Salvare l’organizzazione (partito) a qualsiasi costo a discapito di iscritti e ai loro pensieri. Risultato, perso il partito, allontanati gli iscitti.
      3) Carenza di analisi dovuta alla volontà di non creare atriti nel gruppo dirigente. Pochi concetti e mediocri non creano entusiamo ma almeno sono una piattaforma comune per non scontrarsi. A tal esempio porto (non mi si fraintenda) la posizione di questo partito dei lavoratori pìù impegnato a garantire il diritto dei gay alle loro giuste rivendicazioni, mentre i diritti dei lavoratori (per il quale tale organizzazione è nata) sono soggetti più a compromessi, eclatanti dichiarazioni, negozializzazioni per partecipare a coalizionielettorali.
      4) Un’arroccamento della struttura. I comunisti, nel novecento, seppero strutturarsi con sistemi d’avanguardia per allora, sia come struttura organizzativa (partito) sia come propaganda (agit-prop). Dopo quasi cento anni i mezzi sono gli stessi ed è pensabile che ormai siano stati resi inefficaci. Meraviglia l’impreparazione e la poca apertura dell’apparato rispetto alle nuove forme d’organizzazione e comunicazione.
      Mi fermo qua, altre ed ancora più importanti cose ci sarebbero, ma se non vengono scardinati questi miseri 4 punti, non vedo futuro. Dio acceca chi vuole distruggere. Saluti

      • i comunisti laici, ci manca solo questa. Vai a studiare

      • Penso che quel tuo voto sentimentale è stato comunque utilissimo, è sempre meglio, per il morale, ripartire con diverse centinaia di migliaia di +1 di quei voti sentimentali e passionali che di milioni voti “ragionati”.
        Comunque credo che tutti noi siamo d’accordo che il progetto di Rivoluzione Civile è fallace, identicamente come lo fu la Sinistra Arcobaleno.

  27. Chiedo per favore chiarimenti su questa affermazione della Stramaccioni in una sua recente intervista:

    “Dico, per esempio, quando portammo la proposta che nessuno poteva guadagnare tre volte in più di un operaio, nel Prc ce la bocciarono”

    Grazie in anticipo :)

    • jacopo signorelli

      Perchè è una boiata

    • Veramente Ferrero ha sempre fatto la proposta che gli stipendi dei manager debbano essere tot volte max quelli degli operai (non ricordo ora quante volte).Queste proposte il PRC le fa da 15 anni….se la Stramaccioni dice cose del genere dice boiate oppure non ha capito…..a proposito ma quanti voti ha portato? Con tutto il rispetto.

      • Ma infatti. Io mi ricordo della citatissima metafora di Ferrero di mettere un pavimento e un tetto…

        • Su la7, al mattino, Ferrero diceva che con 5000 euro si poteva vivere benissimo. A Einstein gliene darei anche di più, a tutti quei pseudomanegerpagliacci incapaci nominati dai politici capaci solo di fare dei danni…
          Fuori i partiti dalle nomine, concorsi pubblici seri e tetti a non più di 5000 euro.

  28. colpevoli, siamo colpevoli per il risultato ottenuto, colpevoli perchè non abbiamo ascoltato i molti che dalla base ci dicevano di stare fuori un giro perchè non eravamo pronti, colpevoli perchè, dopo la sciagurata partecipazione al governo Prodi che ci ha fatto litigare con i territori e dopo anni di riconquista delle posizioni perse, siamo ricaduti negli stessi errori alleandoci con chi nulla aveva da condividere con la nostra storia, se non una generica opposizione al governo Monti. colpevoli perchè dopo aver assistito allo sfascio della federazione della sinistra e dopo che qualcuno ha pure partecipato alle primarie del pd, ce lo siamo ripreso insieme,colpevoli perchè ci siamo lasciati insultare i nostri compagni/e che avevano accettato di candidarsi e li abbiamo tolti dalle liste,colpevoli perchè abbiamo detto che la partecipazione a rivoluzione civile era una sorta di ultima spiaggia, se non partecipavamo eravamo morti, e ora? colpevoli perchè sosteniamo ancora che bisogna ripartire da rivoluzione civile che invece è, quella si, morta.

    • Non vedo nulla di costruttivo in questa litania. Cosa proponi? Siamo si colpevoli per alcuni errori commessi (Tipo quello di accogliere chi sino all’ultimo ha cercato un abboccamento col pd, non capendo che anzichè un valore aggiunto ciò ha fatto perdere più voti di quanti non ne abbia portato) ma la scelta è stata un tentativo giusto, solo molto mal condotto. Si fosse votato due giorni dopo la scesa in campo di Ingroia si era al 5-6%.
      Ciò significa che l’operazione era giusta, ma è stata gestita malissimo, di questo si siamo stati colpevoli.

  29. Aldo Fappani

    Nonostante il difficile momemto che attraversiamo come Prc ancora una volta rinnovo la mia stima al compagno Paolo Ferrero per il suo impegno, la sua onestà e la sua competenza. Tra gli altri mi ritrovo nel commenti di ieri di vari compagni di base tra cui quelli di Giuseppe ( ore 16,30 )- Luca 38 – Jorge – M. Sferini.

  30. Giulio Donadio

    Andatevi a rileggere la parte finale dell’intervento di Grassi a Chianciano! Se Rifondazione si spacca in due, Rifondazione non esisterà più. Aveva ragione, così come aveva ragione a Venezia nel dire che una partecipazione diretta al Governo ci avrebbe distrutto.

  31. Non vorrei che le annunciate dimissioni della segreteria venissero canonicamente respinte…..Dimissioni irrevocabili,nuovo gruppo dirigente che dovrà scaturire da un congresso straordinario aperto e non militarizzato come quello di Napoli.Delegati al congresso che devono essere espressione diretta dei circoli,senza nessuna deroga(quindi chi non è delegato da un circolo,non partecipa al congresso),rilancio della rifondazione comunista partendo dai principi che ne hanno determinato la nascita,rifondare un nuovo partito comunista unitario per andare poi oltre anche a rifondazione comunista.Questo dobbiamo fare,un partito coeso,senza le varie “anime” che oggi ci sono al suo interno,chi ci vuol stare è il benvenuto,chi continua a pensarla come in questi ultimi anni….si accomodi pure fuori,magari in qualche movimento ,nella cosiddetta società civile….che oggi va di moda. Ho aderito al progetto della Rifondazione Comunista da subito e continuerò a sostenerlo indipendentemente da come andrà a finire. Io si sono sempre.

    • Ma è così impossibile immaginare come base di partenza una inversione della diaspora comunista a partire da un minimo comune denominatore che tutti i partiti comunisti e i comunisti devono avere, per ragionare su una simbologia comune (una sorta di simbolo comune con falce e martello) da proporre alle elezioni (emblema di una alleanza comunista) quando necessario e una forma vera di impegno comune sulle lotte e nel proporre una società diversa proprio in questo momento in cui il capitalismo ci consegna sempre più rapidamente come nazione ad un destino di periferia e colonia?

  32. troppofreak

    Nessuno lo ha fatto ma io voglio ringraziare Paolo Ferrero per tutto ciò che ha fatto e detto e farà e dirà in futuro
    per noi compagni.
    Spero che rimanga segretario.
    Ferrero è il mio Segretario

    • Non capisco solo una cosa: perchè grillo alla camera e RCivile al senato? Era più logico il contrario. Alcuni aderenti a RCivile (non di RFC) hanno fatto l’esatto contrario.

      • in effetti al senato io ho votato per divertirmi. PCL per la precisione, tanto perso per perso almeno mi rallegra il cuore mettere una croce sulla falce e martello, seppur trotzkista… e io sono di pensieri che definire opposti al trotzkismo è un sottile eufemismo…visto che ero anche scrutatore al seggio pensavo che avrei trovato solo una scheda così nell’urna del senato. Invece ne ho trovate una dozzina e le discrepanze con la camera, contando i ragazzi sotto i 25 anni, tornavano perfettamente.
        N’somma se di cuore fare così, è venuto naturale a me che trotzkista proprio non sono (hehe) non sarà poi così impossibile mettersi ad un tavolo con tutti gli altri compagni che ci siamo persi per strada e ricominciare a parlare no?
        Ovvio che per compagni non intendo quelli di SEL che han fatto sapere lo scorso hanno per bocca del loro segretario(è segretario vero? o usano altre allocuzioni?) vendola che la parola compagno non lo aggrada più di tanto

        • Erminio Liguori

          @ Marco: dobbiamo parlare sia a quei compagni che hanno votato PCdL perche’ almeno presentava un simbolo e delle idee comuniste, che ai simpatizzanti veri e proprio di questa , come di altre formazioni comuniste.Non mi illudo che, ove mai si riuscisse a raddrizzare Rifo su posizioni autenticamente comuniste e aperte alla diaspora che ci affligge, si riesca a convincere i “capetti” di tali formazioni ( con tutto il rispetto per Ferrando che, almeno teoricamente e’ molto preparato-d’altronde e’ il suo mestiere-), abituati a circondarsi di yesmen ed a parlarsi addosso. Tuttavia io penso che se Rifo riesce a dare veramente una svolta percepibile e a ridare un po’ di entusiasmo alle smorte schiere di comunisti sparsi, non potranno non avvicinarsi e collaborare, o rimarranno agli occhi di tutti una setta fine a se stessa : per il momento hanno gioco ( minimo, ma l’hanno) perche’ abbiamo abbandonato il campo di gioco, e si fanno goal da soli, ma se rientriamo in campo…

  33. troppofreak

    Kompagni,non comportiamoci come se avessimo perso la guerra,abbiamo perso solo una battaglia
    io ho votato rivoluzione civile al senato e beppe grillo alla camera
    smettetela di attaccare grillo ma appgoggiate le battaglie che abbiamo in comune con il M5S
    abbiamo perso molte volte,non siamo più di moda ma beppe grillo rende di moda le nostre battaglie e le nostre ragioni.
    Limitiamoci ad attaccare i punti programmatici che non ci convincono spiegando perchè con atteggiamento costruttivo

    • Si però se continuiamo a perdere le battaglie ed arretrare ogni volta che le affrontiamo, difficilmente vinciamo la guerra. Forse bisognerebbe fare un pò di autocritica e rivedere le linee guida del vostro partito. Questo ve lo dice un comunista che nel PCI era tacciato di stalinismo ma che comunque è rimasto fedele agli ideali Marxisti-Leninisti per la società che dovremmo realizzare.
      Un saluto comunista da un vecchio compagno

  34. vorrei esprimere un altro punto. questa dirigenza non ha fatto un errore strategico perché correttamente ha delineato la necessità di un polo antiliberista e alternativo al centrosinistra, semmai l’errore è tattico (sul breve periodo) cioè cercare alleanze non omogenee. secondo me è necessario aggiustare il tiro su questo, senza paura di sbarramenti. il ruolo cui aspiriamo al momento in parlamento è chiaramente di opposizione, quindi cerchiamo sul territorio (decentralizzare) di ricostruire al contempo una base di lotta e di proposta

    • Lucio Cortese

      Ci andasse chi vuole al processo costituente di Rivoluzione Civile … !!
      Noi comunisti vogliamo un Partito comunista che lavori al processo costituente invece, dell’unità tra i comunisti prima d’ogni cosa …
      La segreteria non cercasse scusa, e se ne andasse a casa se ha queste malsane intenzioni …
      Rivoluzione Civile è già finita, non facciamo i patetici …

      • Le due strade possono essere percorse insieme. Vedremo quale delle due porterà più lontano. La sola cosa importante è che entrambe pongano dei paletti fermi verso il pd e abbiano un programma coerente (quello di RCivile andava bene, strategicamente se ne può fare uno, ideale, ancora più avanzato, la cui realizzazione andrà comunque realisticamente aggiornata ad un dopo più o meno lontano.
        Guai comunque ad isolarsi dalle altre forze che di fatto vogliono cambiare questo sistema e guai anche a ipotizzare accordi con questo sistema vuole mantenere, a scapito della gente che ne sta soffrendo le conseguenze.

  35. Rifondazione c’è per l’oggi e per il domani e contribuirà a dare vita ad un nuovo corso ad una “gauche” che oggi appare dissolta.
    Rifondazione è l’unica struttura politica ancora delineata a sinistra in mezzo alla galassia di partitucoli iper rivoluzionari e senza alcun consenso. Disperdere questo patrimonio con uno scioglimento, sarebbe un delitto politico e sociale.

    • Dall’analisi dei flussi Rifondazione Comunista, che aveva portato all’Arcobaleno circa 700.000 voti su 1.000.000, ha portato all’interno di Rivoluzione Civile tra 250.000 e 300.000 voti (considerato che Rivoluzione Civile partiva da una base di 2.700.000 voti patrimonio di Arcobaleno più IDV) mentre SeL dall’ex Arcobaleno ha ottenuto circa 600.000 voti (per le cifre più esatte rimando al blog: http://sinistrainparlamento.blogspot.it
      Attenzione, quindi, a parlare di partitucoli ad esempio al riguardo del PdCI (che ha portato circa 100.000 voti) o del PCL (che al Senato ne ha ottenuto circa 113.000), quando appunto si naviga in queste condizioni.
      Le proporzioni elettorali reali consiglierebbero maggiore prudenza (considerato anche il patrimonio disperso nel giro di pochissimi anni). Certo che se poi si vogliono difendere i posti nelle Giunte con il PD è un altro paio di maniche, ma si chiama: ceto politico.
      Aggiungo una nota personale: chi scrive non è più iscritto ad un partito dal 1985, data di confluenza del PdUP nel PCI, cui non aderì a causa della “questione morale” di marca teardiana e non tiene rapporti politici diretti con alcuno, convinto che manchi, in tutti i soggetti, il necessario grado di autonomia teorica proprio sul piano del riferimento alla storia della sinistra comunista italiana (da Gramsci a Ingrao, al”Manifesto” di Magri e Rossanda, al sindacato dei consigli) che fu bruscamente interrotta nel seminario di Arco del 1990, dal quale scaturì una ipotesi di Rifondazione Comunista del tutto inedeguata, come abbiamo ben visto, alla prospettiva politica futura: un soggetto che ha subito almeno 5 scissioni dal 1991 in avanti, tutte – quelle da destra o quelle da sinistra – sul tema dell’incapacità di reggere la questione del governo (proprio a causa di quell’assenza di autonomia teorica cui facevo cenno. Inoltre il PRC ha commesso due errori fondamentali durante la gestione Bertinotti: ha accettato il meccanismo maggioritario – presidenzialista e ha confuso l’autonomia del politico con il movimentismo soprattutto in occasione del G8 di Genova che ha rappresentato il vero punto di chiusura della spinta propulsiva del partito. Fino a questo “solitario y final. Tutto questo basta e avanza per chiedere lo scioglimento assieme a quello del PdCI e del PCL per avviare finalmente una costituente della sinistra comunista italiana che, ovviamente, non dovrà vedere impegnati semplicemente i militanti di partito, ma pezzi di movimento e di sindacato. Senza preoccuparsi del movimento 5 stelle che non può, per ragioni di composizione del proprio quadro politico e di natura del soggetto, esercitare – nella direzione che ho cercato di indicare – alcuna egemonial essendo destinato a trasformarsi in un soggetto “centrista” di natura interclassista dove conviveranno proposte di sinistra e proposte liberiste. IL tutto presto verrà a galla con chiarezza, anche con effetti positivi sul quadro politico, ma che non riguarderanno l’eventuale costituente della sinistra comunista che avrà un altro spazio e neppure troppo minoritario, anche se all’inizio ovviamente ci sarà da penare.

      • la congiura degli eguali

        concordo per costituire la sinistra comunista, importante però che non si ripercorra la strada di rifondazione che nata come movimento della rifondazione comunista si presentò come cuore dell’opposizione sociale e politica, e con l’andar del tempo sono emersi gli opportunisti ed opportunismi che ancora prevalgono; una cosa deve essere chiara: la sinistra comunista deve essere costituita per divenatre il punto di riferimento dei ceti sociali subalterni innanzituto, e che non venga smarrito mai il principio di una organizzazione di uguali fra gli eguali; come da respingere sono le esibizioni salottiere perseguite da bertinotti, che si pavoneggiava con vestiti alla moda, dimenticando che doveva rappresentare chi non aveva i soldi per comprare un paio di scarpe; si prenda ad esempio il presidente guerrigliero dei tupamaros, il presidente dell’uruguai, che della semplicità ne ha fatta una virtù.

        • Le esibizioni salottiere sono da evitare, concordo, ma il parlare alla gente anche utilizzando i canali dei media non sono da demonizzare in assoluto…nemmeno da considerare esaustivi. Sono solo una possibilità in più da non gettare al vento. L’importante è riempirli di certi contenuti.

          • la congiura degli eguali

            giuseppe però soprattutto con l’aristocratico fausto l’infausto si sono preferiti i salotti televisivi.

      • Se il MOv5stelle diventerà quello che dici (e ho buone ragioni per pensare che quanto affermi sia vero). Occorrerà attrezzarsi per occupare lo spazio politico che lascerà libero a sx. E per far questo occorrerà accentuare ancora di più il carattere di classe e “comunista” del partito.

        • Concordo nella costituente di sinistra, concordo che bisogna anche non demonizzare i canali ndi adoperare i canali media per propagandare le nostre ide. Ma quali sono le idee che deve avere questa nuova formazione politica?
          Certamente alla base deve esserci una ideologia forte del Marxismo-Leninismo, secondo la formazione partito deve essere retta dal cemtralismo democratico e tutti i compagni che aderiscono devono avere una sola posizione nel portare avanti le decisioni che scaturiscono delle conclusioni congressuali, e non fare come succede oggi che il primo che si alza il mattino detti la sua linea. Io quando ero nel PCI ero tacciato di essere stalinista ed oggi non milito più in nessun partito della sinistra perchè, essendo rimasto comunista ortodosso che non si vergogna di affermarlo di fronte a nessuno, non mi sento rappresentato da nessuno. In questa tornata elettorale ho votato PD perchè ho ritenuto che poteva essere l’unico con la sua coalizione a mandare Berlusconi fuori dalle scatole definitivamente. Le cose non sono andate come prevedevo perchè purtroppo molti compagni che si ritengono di sinistra puri hanno riversato i voti al M5S che noi non potremmo mai sostenere le posizioni politiche che gli ha permesso di mettere assieme gente di sinistra ma anche tatissimi reazionari. Non ho votato per la coalizione di cui faceva parte PRC perchè si capiva fin dalla sua formazione che non poteve essere sostenuta visto i veti che Ingroia vi ha imposto. Dai risultati elettorali emerge con urgenza la necessità di una formazione nuova di tutta la sinistra e con le regole sopra esposte vi è la concreta possibilità di metterla assieme, ma stiamo attenti che gli errori del passato non si ripetano. Le scissioni a sinistra nel PCI hanno portato alla digregazione, mentre se rimanevamo tutti al suo interno la deriva dell’attuale PD non ci sarebbe stata. Dobbiamo avere l’onestà intellettuale di fare una sana autocritica che ci serva per non ripetere gli errori mortali che abbiamo fatto. Un grande saluto comunista a tutti.

          • Francamente vedo una grande contradiìdizione tra le cose che dici e l’aver votato pd. Il partito della finanza e delle corporation delle armi, che ci ha fatto tornare indietro, quanto a diritti e reddito, di almeno 50 anni. Resto sempre stupito di fronte a certe manifestazioni di manifesta incoerenza. Per non parlare poi della corruzione di quel partito (MPS, penati e simili, finanziamenti dai Riva…). BOh!!!!!!!!!!!!!!!!

        • Andando avanti così caro Giuseppe siamo e sei destinato a scomparire. Questo e il destino della sinistra che detiena la supponenza di essere la depositaria dell’unica verità.
          Dovresti riflettere come mai hai ed avete subito la batosta alla quale avete portato Ingroia con la vostra Rivoluzione Civile.
          Dovresti avere, prima di accusare me di contraddizione per aver votato PD, l’umiltà di fare autocritica per avere con la tua e vostra decisione di aver favorito la situazione di stallo che abbiamo oggi al Senato.
          La domanda che faccio a te e a Rifondazione è: era meglio dare la maggioranza alla coalizione del PD anche al Senato o è meglio la situazione che si è creata per la difesa della classe sfruttata?
          Riflettete se volete riperndervi e contare di più nello scenario politico nazionale.
          Sempre un saluto comunista Marxjsta-Leninista.

          • la finocchiaro…. il senato…..la stretta di mano e le congratulazioni alla fornero dopo aver distrutto l’articolo 18…. dunque…aspetta un attimo, fammi pensare…se l’italia deve essere governata così a favore dei ceti deboli, forse è meglio che non sia governata….e se io devo apparire vicino a gente del genere forse è meglio che sparisca

          • per la cronaca. lo stesso pietro ingrao, fautore della teoria “restare nel gorgo”, ovvero restare nel PDS anche a costo di nausea e vertigini, dopo 10 anni ammise che la sua tesi era sbagliata e il pds-ds era ormai irrecuperabile

    • Concordo e spero proprio che nessuno voglia farlo.

      • Erminio Liguori

        Secondo me e’ proprio la mancanza di linea chiara e partecipata che ha creato tali contraddizioni: ma e’ FONDAMENTALE , e ce lo ricorda Astengo, che le scissioni nel PRC si siano verificate TUTTE sul tema del governo, e’ li’ che sta il nocciolo duro delle contraddizioni in cui ci siamo via via invischiati.. Dobbiamo ripartire da quello che c’e’ ovviamente, ma dobbiamo anche personalmente cercare di riannodare i fili spezzati di relazioni interpersonali, di percorsi di vita che si sono smarriti.. Dal punto di vista organizzativo, non sarei per uno scioglimento del partito l buio, piuttosto per uno scioglimento in itinere da fissare in un congresso straordinario quanto mai aperto A TUTTI I COMUNISTI, in cui delineare le nostre proposte e darci finalmente una linea chiara : fondamento teorico -economico-filosofico il Marxismo , costruzione di un partito anti capitalista , secondo le indicazioni e i contributi dei grandi leaders del passato, da non mostrare come figurine importanti dell’album ma come capi che hanno fatto la rivoluzione ed hanno scosso il mondo, cambiandolo, pur con tutti i loro errori, da non imitare. Le dispute ideologiche le lasciamo agli storici, non ce ne puo’ fregare meno che dichiararsi ….nisti o anti….nisti? su queste basi potremo relazionarci con tutte le realta’ anti liberiste che non abbiano ancora maturato un orizzonte di lotta piu’ vasto per cercare di dirigerle ed egemonizzarle Gramscianamente. Alcuni di noi stanno mettendo giu’ un appello alle mozioni di minoranza del partito, ai compagni organizzati in altri partiti ed associazioni, e ai tanti compagni ” cani sciolti” che cercano, ma non trovano e sono stati abbandonati al loro destino individualista. Vi prego , se siete interessati, di contattarci sul blog ” rifondarerifondazione.blogspot.it” da Google chrome. Grazie e saluti comunisti

  36. rifondazione è finita quando ha fatto cadere il governo di centrosinistra, che a suo tempo vidi come l’ultima chanche per la sinistra di andare al governo.ho sperato che quella diagnosi fosse sbagliata, ma temo di aver perso ogni speranza. con mio grande rammarico la sinistra è finita in questo paese, sconfitta, priva di un partito che abbia numericamente i voti per rappresentare l’elettorato che si colloca in quest’area, perchè l’unico partito che li avrebbe, il pd, ha perso da tempo un’identità che lo possa realmente definire un partito di sinistra, qualcuno mi pare l’ha definito un ermafrodito, o qualcosa del genere. le definizioni destra e sinistra qualcuno dice non abbiano più senso, ma io non sono di questo parere, come non sono del parere che lotta di classe debba essere una parola fuori moda. il discorso sarebbe lungo e occuperebbe molto spazio. posso solo dire che a certuni fa comodo affermare sia fuori moda perchè in realtà tutelano interessi specifici.non sono iscritta a Rifondazione, anche se alcune volte ho votato Rifondazione, come altre volte nella mia lunga storia di elettrice, ho votato altri piccoli partiti di sinistra come es.democrazia Proletaria. Mi dispiace profondamente constatare che la sinistra è finita in questo paese,perchè il movimento che ha raccolto lo sdegno dei cittadini nei confronti del parassitismo degli insediati, a mio parere, non ha niente a che vedere con la sinistra,anche se ha pescato da quell’elettorato.come lavoratore dipendente, non mi sento tutelata da questi qua.

    • Valeria, hai la memoria corta o sei in malafede: Prodi per primo dichiarò che a far cadere il suo governo fu la nascita del PD. E infatti alla sua nascita furono i Dini, i Mastella e Bordon a lasciare immediatamente la maggioranza. In ogni caso se un errore fu fatto questo, per come la vedo io, fu quella di sostenere il partito delle banche, salvatore ripetuto di Berlusconi (ma questo è il meno) e distruttore dei diritti dei lavoratori (giovani, occupati e pensionati). se poi sei un lavoratore dipendente penso che ne Brunetta ne il neoeletto PD Dell’Aringa (collaboratore di Sacconi e coautore con lo stesso Brunetta) facciano al caso tuo.

    • Rifondazione Comunista non è mai decollata PERCHE’ HA SEMPRE PENSATO DI CERCARE DI TENERE A SINISTRA IL PD (EX PDS EX ULIVO). MA IL PD NON E MAI STATO DI SINISTRA E SOPRATTUTTO HA FATTO POLITICHE NON DI SINISTRA!!!

      QUESTA COSA CI HA SEMPRE TARPATO LE ALI, questi metodi sono pienamente utilizzati nelle amministrazioni locali (regione province comuni)dove ci infanghiamo, per non dire altro, nei giochi sporchi del PD!!!

      E COME FANNO POI GLI ELETTORI HA RICONOSCERE NEL PARTITO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA UNA DIVERSITA’ RISPETTO AGLI ALTRI!!!!

      - NON MI SBILANCIO POI SULLA SCELTA DI NON UTILIZZARE IL SIMBOLO – SI SBAGLIO’ NEL 2008 E NEL 2013 SI E’ PERSEVERATO. Probabilmente anche se lo avessimo utilizzato avremmo ottenuto in questa fase lo stesso risultato, ma non avremmo perso la nostra identità!!
      I nostri dirigenti hanno dimostrato una scarsa elasticità mentale e soprattutto una pessima visione politica!!!! – OPPURE HANNO MIRATO SOLO ALLA POLTRONA!!! FACILE PENSO!!!

      • Luca Casartelli

        Quoto totila.

        Magari fosse stata rifondazione a far cadere il governo Prodi.
        Avrebbe dimostrato di esser comunista e di guardare gli interessi del popolo lavoratore, difendendoli contro chiunque (di qualsiasi colore) osi minarli.

    • troppo tardi l’ha fatto cascare…

  37. C’era una volta il >>>PCI<<<, UN SOLO partito guida del pensiero di sinistra e promotore pur con le sue contraddizioni e i suoi errori di un progressismo che doveva e voleva cambiare la società ponendosi nei panni dei più deboli ed identificandosi nel lavoro-lavoratore, ma proponendosi anche in coloro che volevano proporre un modello sociale, etico, culturale, economico e di valorizzazione della dignità umana a tutti i livelli.
    Per ragioni che tutti sappiamo l'esperienza italiana, che in sè racchiudeva un'esperienza se vogliamo positivamente unica all'interno del socialismo per ragioni anche di variegata identificazione popolare, si è chiusa senza riuscire a trovare una concreta continuità nei temi al di là dei simboli che col passar del tempo possiamo ormai oggi considerare ormai obsoleti e superati dalla storia. I temi però NO e distinguono in modo chiarissimo ancor oggi una sensibilità ai problemi umani, soprattutto all'interno del contesto lavorativo, dove si originò il pensiero di sinistra, quel pensiero che impose alla storia e ai poteri di ogni genere un confronto che cambiò la vità del popolo come mai prima, mutò il rapporto lavoratore-datore di lavoro, individuo-stato, libertà-legge, diritto-dovere, diversità-uguaglianza.
    Oggi esistono realtà frammentate, inascoltate dal popolo, il vero interlocutore, la vera "base". Ciò che serve è ascoltare i problemi del popolo, riconoscerli e proporre soluzioni, un nuovo modello chiaro, concreto, unitario, esplicito. Avete questo problema, lo risolviamo così… . Carl Marx criticò in modo scientifico un modello per indicare una nuova strada. Cambiò la storia, anche attraverso traduzioni del suo pensiero spessimo diverse fra loro. La cultura italiana è vastissima e ricchissima, la sinistra italiana, nella sua ampiezza, unita può, se vuole, dare una risposta più forte di un terremoto. Solo parlando a tutto il popolo, pur nelle sue diversità, si ottiene un ampio consenso, quel consenso che democraticamente può cambiare il presente e il domani. Perchè quel che conta davvero è quel che si riesce a cambiare. Se continueremo ad avere chi ingrassa sulla pelle di qualcun'altro allora si avrà cumnque sbagliato. Quel che conta davvero è quello che si riesce a cambiare. la lotta di per sè è nobile, ma non basta perchè l'ingiustizia dove c'è cessi di esistere.

    • “se fossi un operaio, non avrei dubbi, voterei per marchionne”
      (piero fassino dixit)
      E dunque dimmi, che unità vuoi trovare con gente che dice cose simili?

      • Di fronte ai ricatti sono molti coloro che voterebbero qualcosa in cui non credono minimamente. la storia è fatta di “queste cose”. Basta osservare quante volte la gente china la testa e accetta di tutto in un modo o nell’altro. Vuoi per tuo figlio, vuoi per il mutuo, vuoi per tua moglie o vuoi semplicemente per mangiare, ma anche per molte altre ragioni. Il punto è che mentre l’imprenditoria si è organizzata, preparata, strutturata, FORMATA, per raggiungere precisi obiettivi, il popolo invece si è frammentato sempre di più, al punto che un singolo lavoratore da solo oggi non può più nulla. Per cui la frase di Fassino, se contestualizzata può avere una sua spiegazione. Ci sono comunisti intransigenti che gridano ancora alla rivoluzione, ma l’unica rivoluzione dal dopoguerra in qui l’han fatta solo le destre in un paese reazionario come l’Italia, e un perchè c’è. E la colpa è anche nostra.
        Servono temi precisi, un modello che accomuni e metta al centro il lavoro e i suoi problemi, il concetto di lotta di classe va esteso. I partiti vanno e vengono ma i bisogni del popolo sono sempre li che aspettano e aspettano e aspettano. Le leggi si cambiano in parlamento, ma il consenso del popolo è un percorso più lungo e complesso, e per cambiamenti importanti deve essere ampio, molto ampio o non si cambia nulla. In tanti anni ho continuato a sentire chi diceva con quello no con quell’altro no, via da soli e falce e martello, intanto siamo usciti dal parlamento, siamo finiti con percentuali irrisorie, e sempre meno gente vuole o riesce ad ascoltarci. Questa non era la sinistra che si univa per tirar fuori il popolo dal fango. E cosa ancor più triste è che il popolo abbia percepito Grillo come risposta ai suoi problemi. Riflettiamo.

  38. la svendita del partito, della sua storia e del suo simbolo da parte di questo gruppo dirigente è insopportabile forse quanto le sue banalità autoassolutorie.

  39. Diego Andreotti

    Andate ora su radiopopolare , c’è una diretta con paolo ferrero.
    http://www.radiopopolare.it/poplive/diretta/smartphone/
    clicca su ascolta “ascoltaci su mp3″ in fondo alla pagina.
    Saluti

  40. Sono un simpatizzante, le analisi della sconfitta sono condivisibili, però penso che sarebbe meglio che Rifondazione cercasse di riunire tutti i vari partitini comunisti e socialisti sparsi che non arrivano al decimale come peso elettorale e tutti insieme si dovrebbe puntare al ritorno in parlamento presentandosi sotto le proprie insegne con il proprio simbolo e non nascondendosi dietro un magistrato.
    Lo statuto dice che il partito si ispira al pensiero di Carlo Marx, bene quello deve essere la bussola per portare avanti istanze anticapitaliste. non si può stare al governo in un Paese ad economia capitalista, la lezione di Prodi avrebbe dovuto bastare.

    • andrea valsusa

      pienamente concorde…bisogna unire tutta la sinistra extraparlamentare in un unico polo anticapitalista e comunista…Parlo di sinistra critica, comitato no debito, parte di SEL, e forse PCL e Verdi…ma IDV e di pietro non sono di sinistra…quindi bisogna chiudere l’esperienza ddi rivoluzione civile e muoversi a creare questo benedetto polo di sinistra anticapitalista…ora…fidatevi che il M5S perderà tanti voti…toccherà a noi, alla nostra credibilità, riconquistare i voti persi…ma dobbiamo muoverci…

      • Ma figurati, le scissioni effettuate e la nascita di partitelli vari fa sì che sia impossibile ricomporli. E’ come quando rompi un vaso, puoi unire i pezzi con l’ attack ma al primo urto si frantumerà di nuovo. Sarà con la lotta politica che un partito predominerà sugli altri e contro gli altri e riunificherà i comunisti dispersi

    • Marco Conti

      Concordo.

    • Tutti in strada, in ogni comune, con banchetti, iniziative, volantinaggi e la nostra bandiera. Ad esempio la questione dell’acqua, per dirne una, dopo il referendum sembra che sia in “alto mare”. Tante sono le battaglie, dal wi-fi alle campagne ecologiche, e via dicendo. Ognuno a modo proprio, con un coordinamento dall’alto e tempistiche regionali, con proposte e copertura del territorio, ognuno col proprio tempo e con le proprie energie. Col piccolo o grande contributo. Dobbiamo riprenderci le strade e le piazze, riportare quel sogno che è stato spazzato via, come nelle profetiche parole di quella canzone di Claudio Lolli (Disoccupate le Strade dai Sogni).

      • Qualcuno mi rinfacciava la presenza di Di Pietro e mi chiedeva dov’è la sx in Italia? Però è anche vero che da soli come comunisti faremo fatica a raggiungere la massa critica (è un principio di fisica). Davvero un bel dilemma.

  41. compagni e compagne non hanno nemmeno fatto passare tre giorni e guardate già che regali ci stanno facendo tutti. PD, PDL e M5S http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Elezioni-spunta-lipotesi-di-una-proroga-del-governo-Monti_314234714507.html
    Questa è una manna per noi, lo capite? Volesse il cielo che continuino su questa strada!
    Pensate da qui a qualche mese quanti altri regali ci faranno ancora.
    Non rincorriamo le alleanze con le scadenze elettorali. le sezioni tornino ad essere quello che erano fino al 2006. Luoghi di socialità, confronto, mutuo soccorso e piene di giovani.
    Siamo comunisti non dobbiamo vergognarci di questo.
    Grillo si è fatto grande con le nostre parole, perchè noi le avevamo dimenticate.
    Ricombiniamo pratica e teoria e ricominciamo a costruire il partito di tutti i comunisti. UNITARIO e DI SINTESI.
    Le elezioni amministrative le do per perse. Li faremo testimonianza, ma dovremmo farla da soli, al massimo accompagnati solo da quelle forze marxiste che condividono la nostra critica alla società capitalista.
    Il nostro obiettivo primario deve essere ricompattarci e ricostruire una vera dirigenza. Poi raccoglieremo con poca fatica i frutti che questi sciacalli in parlamento stanno seminando per noi

    • sicuramente, adesso o tra qualche anno sarà chiara la grande truffa di grillo, la totale assenza di un’idea di società nel suo progetto. questo però non è sufficiente. dobbiamo fare chiarezza e spiegare con nettezza la nostra proposta. e la prima risposta che dobbiamo darci è se vogliamo che il PRC continui a vivere nella forma partito che abbiamo conosciuto fino ad oggi o se questo strumento è oggi inadeguato. io tendo a preferire la prima ipotesi. ma su questo tema sono curioso di sapere quali siano ad oggi i rapporti con ALBA, dopo le assemblee cui ferrero stesso ha partecipato a dicembre e quale sia la nostra posizione rispetto agli interrogativi che alba pone

      • il problema è che se volevo fare il movimentista me ne stavo nei movimenti. I vari leaderini hanno dimostrato che la forma partito a oggi è la forma più democratica per la partecipazione alla lotta politicae per quanto possibile avitano la piaga del personalismo (i congressi esistono per questo no?).
        Possiamo appoggiare, guidare, proporre e sostenere le istanze che sono presenti a quei movimenti. Ma non dovremmo diventare noi stessi uno di quei movimenti che raramente sopravvivono all’uscita di scena del loro creatore.
        Nell’idea originaria di rifondazione,l’obiettivo era la creazione di un nuovo partito comunista e unitario che andasse oltre rifondazione stessa.
        Rifondazione oggi dobbiamo rifondarla su quei principi. Non come fine ultimo,ma come tappa di transizione verso quell’idea originale che ubriacati dalle poltrone ci eravamo dimenticati

    • E’ probabile che i partiti in parlamento ci facciano, nei mesi prossimi, dei “regali”. Il problema è che questi “regali” saranno mazzate sulla testa della gente, e in tal caso occorrerà attrezzarsi per denunciare le porcherie prossime venture, senza mezze misure e compromessi taciti o meno col pd o con altri. Il pd è stato, al pari di altri, sin dal primo giorno la forza che più si è catapultata contro l’esperienza di RIv. Civile. Ai tempi di Franceschini fu lui a chiedere a BErlusconi di alzare l’asticella per accedere al parlamento europeo (e azzeccarono perfettamente il limite). Il pd è il nostro avversario politico e di classe, ne più ne meno del pdl o di monti. Spero che da domani questo assioma sia seguito in perfetta coerenza dal partito e dalle altre forze che ad esso saranno aggregate.

    • marco sono daccordo con quanto dici, un solo partito comunista unitario e di sintesi, è assurdo vedere in giro 10 sigle che si richiamano al comunismo, quali sono le differenze? nulle o superflue al momento. uniti si vince, una segreteria, un progetto, buttiamo fuori la boria ed il saccenismo, facciamo i comunisti.

    • andrea valsusa

      esatto marco…dobbiamo credere di più in noi stessi, ricompattare subito tutti i partiti comunisti e anticapitalisti di italia e ricominciare, dalle manifestazioni, dalle fabbriche…molliamo di pietro, chiudiamo con rivoluzione civile e costruiamo subito questo polo di sinistra anticapitalista…ora perchè il tempo è poco…

  42. Rivoluzione civile è morta. Dite qualcosa di comunista!

    • Qualcosa di comunista: andate su Youtube, scrivete Lenin e cliccate sul primo video. Hasta siempre.

    • alessandro era morta prima di nascere, ma dov’era il mordente del leader? quali erano le parole dirompenti e di sinistra? rimpiango il compagno Fausto

      • In 750.000 ci hanno comunque creduto. e senza grillo si sarebbe andati oltre il 10%. L’idea non era male. E’ mancato qualcosa e certamente si sono commessi errori nell’impostare la campagna elettorale. Comunque gente come La Torre, la Stramaccioni ed altri , tanti diffusi e meno noti, non si sarebbero aggregati. Siamo sicuri che lasciare tutto e perderli (o rischiare di perderli) sia un’arma vincente? Non è possibile percorrere un’altra strada?

        • Lo spero. Nel Prc non mi sono riiscritto, in RC ci sono entrato. Se quel tentativo assume nuova linfa, sono disposto a lavorarci. Fondare il partito unitario dei comunisti mi sembra non dico impossibile, ma del tutto inutile, in queste condizioni.

          • Non sarebb einutile, il problema è che sarà molto difficile. O almeno il passato induce a pensarlo.

  43. Una sola altra annotazione: non so perchè, ma gli uomini spesso litigano per delle cose assurde (anche nel matrimonio di solito si litiga per cose stupide). Anche tra chi è iscritto a società naturalistiche, dove l’ultima cosa che si possa ipotizzare sono rancori e invidie, invece sono tuttaltro che rari episodi di questo tipo. Deve proprio essere una caratteristica della specie!

  44. Buona parte di quanto leggo in questo blog ha dell’assurdo, sembra un gioco surreale che vive in una dimensione alienata. M. Hack diceva: “Gli ideali dividono, gli interessi uniscono”. E’ mai possibile che con tutti gli scandali visti in Lombardia (da Penati a Formigoni, passando per il trota e tutti i consiglieri del pirellone) alle regionali pd e pdl ottengano ancora l’80% dei voti? E noi qui a scannarci e stracciarci le vesti perchè un tentativo ha fatto un flop inaspettato? Ciò non ci esime dal fare delle critiche a questa esperienza, ma le critiche possono esser costruttive o semplicemente distruttive. Se si fosse votato una settimana dopo la scelta in campo di Ingroia e il lancio di RCivile si sarebbe arrivati al 5-6% (tanto davano inizialmente i sondaggi) poi, strada facendo si sono commessi degli errori: insistere troppo sui provvedimenti “giudiziari” a cominciare dal sequestro preventivo dei beni dei supposti corrotti (mentre chiunque in questo paese è spaventato dalle logiche assurde del redditometro ipotizzare una misura del genere è probabilmente solo controproducente) e sopratutto l’insistere nell’abboccamento col pd quando la gente voleva invece politiche (e tali erano le noistre nel programma) opposte a quelle portate avanti da quel partito e che si sarebbe apprestato a replicare s ene avesse avuto la forza. Non voglio in questo dare tutta la colpa a Ingroia, le colpe non sono mai solo di una persona, ma anche a chi avrebbe dovuto consigliarlo e non lo ha fatto, a qualcosa che non ha funzionato a livello di impostazione della campagna elettorale. Probabilmente se avessimo avuto un Casaleggio dietro le cose sarebbero andate diversamente. Non sta a me dire se Ferrero debba essere sostituito o meno alla segreteria, io non sono neppure iscritto a Rif., lo decideranno i suoi iscritti. Probabilmente ciò accadrà, è inevitabile, ma occorre anche trovare qualcosa di migliore, se esiste. Personalmente io continuo a esprimere la mia stima in Ferrero: si è creduto che in questo modo si potesse costruire qualcosa di capace di impedire la sparizione della sx in questo paese, non è andata come si sperava. se altri hanno strade migliori si facciano avanti.
    Tra non molto penso che si tornerà a votare e non è detto che il vento che ha spirato in una direzione oggi resti tale anche domani. Occorre prepararsi a quel momento, non demolire e litigare tra noi, ma iniziare da subito a costruire qualcosa. Stiamo però attenti, perchè la fine di RCivile significherebbe anche perdere sui territori persone provenienti da varie esperienze che potrebbero aiutare a ricostituire un gruppo capace di impegnarsi nelle sfide politiche di domani. IO sarei per riprendere la strada intrapresa come Rcivile ma con un profondo rinnovamento della strategia politica e delle alleanze e degli orizzonti possibili. L’altra strada possibile sarebbe quella di un partito con una forte identità di classe, ma visto le esperienze passate e la mentalità di troppi esponenti orgogliosi della propria unicità e purezza, la vedo difficile.

    • Io, Giuseppe, son d’accordo con te.
      Ma qui ce ne sono che aspettavano il tonfo perché c’hanno la fregola del “comunismo” (che poi ognuno intende a modo suo, visto che ce ne sono che non si vergognano nemmeno di firmare col nome di Stalin).
      Quello che dici è vero: come si fa in un paese che continua a votare gli stessi, malgrado gli scandali, a proporre un modello alternativo?
      Sì, ragione vorrebbe che si continuasse a lavorare da un lato alla rifondazione e dall’altro ad un fronte di sinistra.
      È chiaro però che questo progetto deve essere fatto con la partecipazione di tutti e non come una cosa da gruppi dirigenti rinchiusi nelle segrete stanze.

      • Concordo con quello che dici: nulla vieta di costruire un partito comunista (provando anche a recuperare i tanti gruppuscoli che si sono staccati) e nello stesso tempo cercare una alleanza più vasta con tutte quelle forze non conmuniste ma antisistema che stanno a sx del pd. Del resto se anche in America Latina percorrono quella strada a maggior ragione noi, per incidere davvero, siamo obbligati a fare lo stesso. L’italiano è tradizionalmente un conservatore, con una mentalità piccolo borghese e degradato dall’edonismo di massa.

      • Perchè dovrei vergognarmi? Stalin e Mao nel concreto alla guida di partiti comunisti di massa hanno fatto la rivoluzione mentre gli altri sono bravi a criticare e a vergognarsi, finendo al 2,2 %….

        • Di Mao infatti non vi è da vergognarsi. Stalin ha seguito l’esempio di Ivan il Terribile. Alla storia l’ardua sentenza.

          • Mao: ” l’ immensa maggioranza dell’ umanità non può liberarsi se non seguendo la via indicata da Stalin”.
            Fai un po’ tu….

          • Il giudizio di Mao su Stalin era però anche un po’ viziato da una pretestuosa polemica antisovietica, non dimentichiamocelo. Allora non correvano rapporti idilliaci tra le due potenze comuniste.

    • Sono PIENAMENTE d’accordo con te. Permettimi solo una aggiunta: il progetto di RC e le stesse candidature sono arrivate come fulmini a ciel sereno, inaspettate e non discusse. Poi, ci abbiamo lavorato con impegno, in considerazione anche dei tempi ristrettissimi che hanno impedito una seria discussione. Ma insomma, una forza Rivoluzionaria e di sinistra non può non essere anche democratica (con buona pace degli spiritosoni che fimano “Stalin”, “Josif” o “Mao”).

      • Perchè spiritosoni? Sarebbe come se ti chiedessi Giuliano chi? Salvatore Giuliano?

        • Ma falla finita con quel nome del piffero.
          Non vedo in cosa un comunista del terzo millennio debba trovare divertente utilizzare il nome di due dittatori che hanno generato due paesi fra i più terrificanti che ci sul pianeta.
          Fatto un girino in Cina, a lavorare, per vedere com’è divertente il comunismo cinese.
          Poi dice che i giovani ci fuggono…..

          • Bada che i due paesi più terrificanti come dici tu ci sono perchè proprio sono stati buttati a mare Stalin e Mao e i borghesi presenti nei partiti russo e cinese hanno ripreso il potere nel partito e quindi hanno ritrasformato le società russa e cinese in due paesi capitalisti! Mi spiace che tu non veda la realtà

          • Jorge: la storia dirà che la Cina ha imboccato la strada giusta per il suo sviluppo. Certamente è diventato un paese ad economia mista (dire che è sempèlicemente capitalista significa travisare la realtà). Forse il problema più grosso di quel paese è la corruzione. In ogni caso sono usciti dal sottosviluppo e di questo passo diventeranno presto la prima economia del pianeta. So che il comunismo è un’altra cosa, ma la storia considera anche altri parametri per giudicare un sistema sociale ed economico.

    • Patrizia B.

      Piú o meno la penso così anch’io. Ho l’impressione che l’adesione di Di Pietro non sia stata positiva in questo senso e che abbia fatto perdere parecchi consensi. Penso anche, piú che altro lo spero, che l’Idv prenderà un’altra strada e che sia possibile marcare meglio la distanza dal Pd. Certamente c’è bisogno di tempo, ma altre strade non ne vedo.

      • L’importante è capire che il pd è un avversario di classe, tale e quali agli altri partiti della borghesia. Capito questo saremo finalmente a metà del guado.

  45. abbraccio comunista compagno Miso. restiamo uniti. per adesso e’ la sola cosa sensata che possiamo fare. hasta siempre.

  46. caro miso, scusa i toni ma ono anche io molto amareggiato. quello che provo a dirti e’ che se ci mettiamo a litigare adesso possiamo veramente chiudere tutto e andare a casa. Non so cosa sia successo sul caso agnoletto, sinceramente non so perchè sia stato messo il veto, come dici tu, sulla canidatura. non ne ho idea. ma mettersi adesso a discutere di questo, con tutto quello che sta succedendo nel paese e con il fracasso che abbiamo avuto, significa suicidarsi. di agnoletto ricordo che era vicinissimo a bertinotti. sul motivo della sua non candidatura, sinceramente, ammetto di nonnsaperene nente. e chiedo scusa. detto cio’, col massimo del rispetto, compagno, non penso che sarebbe cambiato molto. l’attuale sitauzione del paese fa paura. sarebbe meglio, al posto di litigare, gurdare avanti. e restare uniti. caso agnoletto, ”a parte”.

  47. ma lasciate in pace Ferrero! ma dico io, ma che colpa ne ha. e sempre a litigare. E ora pure Agnoletto e’ colpa di Ferrero? ma dico io! e allora e’ colpa di ferrero tutto: dalla rivoluzione d’ottobre a grillo! Ferrero come giordano bruno! ma per favore, e’ uno dei pochi compagni coerenti che ci stanno. era una lista elettorale. se andava bene stavate qui a lamentarvi? ma basta, e sempre a litigare. che fa, altra scissione? e che palle! e agnoletto e’ statu pure eurodeputato – anche grazie a ferrero- , e’ un bravissimo medico, non gli manchera’ da magna’! e basta e pensiamo alle cose serie ciao

    • caro luca, il problema è che se cacciamo compagni come agnoletto non è che poi ci rimane molto. e poi c’è un problema molto serio: ferrero sa benissimo di cosa parlo quando dico delle minacce quotidiane che riceve agnoletto e la scelta di esplicitare la sua espulsione da rivoluzione civile senza che rifondazione si opponesse è stato un messaggio molto chiaro, che scerte persone hanno ben compreso… queste sono cose MOLTO serie.
      Il problema non è come fa a mangiare agnoletto, il problema è politico: cosa è accaduto mentre facevano le liste nelle segrete stanze? perchè si è deciso di fare liste suicide? perchè agnoletto fu cacciato? credo che meritiamo una risposta, o no?
      Per chiarezza: io e molti altri ci siamo lamentati PRIMA delle elezioni, quando è stato posto il veto su Agnoletto da Ingroia, Di pietro e… la risposta del compagno Ferrero purtroppo fu una vera delusione. E ti parla un compagno che ha avuto sempre enorme stima di Paolo Ferrero.

      • Patrizia B.

        La risposta sulle liste e su Agnoletto c’é stata, o non hai seguito abbastanza oppure stai usando questa cosa a tuo comodo. Nessuno l’ha cacciato, tanto meno Ferrero.

        • veramente non c’è stata alcuna risposta. l’unica risposta di Ingroia è stata che c’era un veto contro Agnoletto e si è sempre rifiutato di spiegare da chi veniva (De Gennaro? Di Pietro?…)
          Ferrero ha detto solo che gli dispiaceva che non si fosse potuto rispettare le decisioni delle assemblee di base di Milano. Aveva aggiunto che in cambio adell’esclusione di Agnoletto avevano fatto entrare in posto eleggibile i compagni della segreteria (Grassi eccetera). Parole testuali…
          A quale altra risposta fai riferimento?
          Purtroppo Agnoletto l’hanno proprio cacciato e Ferrero e i compagni del mio partito non hanno fatto nulla per evitare ciò.
          Oppure era candidato e non me ne sono accorto…..?
          E poi, acara compagna, il problema è il risultato finale: una canbdidatura paradigmatica, coerente, rispettata e sostenuta da migliaia di cittadini eliminata, al suo posto personaggi come Favia e Di pietro che a Milano nessuno voleva più votare.
          Infine, non ho capito cosa intendi nel dire che uso questa cosa a mio comodo? so solo che mi sono fatto il culo per rivoluzione civile, anche se mi sono sentito preso in giro sia dal partito che da Ingroia dopo che avevo visto le liste che mi sono ritrovato qua a milano

          • Questa Patrizia B. è la tipica burocrate di partito che difende la maggioranza (maggioranza per modo di dire) perinde ac cadaver.

  48. compagni, almeno vi chiedo un atto di eticità politica.
    chiedete scusa alle migliaia di compagne e compagni di milano e della lombardia che avevano indicato vittorio agnoletto come candidato e che voi siete stati complici nel cacciare da rivoluzione civile per fare posto a riciclati come favia e polirtici immarcescibili come di pietro.
    chiedete poi scusa allo stesso compagno agnoletto, uno dei pochi volti noti che mostra coerenza e serietà. poteva essere candidato da sel ed ottenere un posto sicuro, ma lui ha scelto la coerenza e dopo la cacciata da rivoluzione civile non si è candidato con nessuno. ha continuato a fare il medico dalla parte degli ultimi o proletari, come li vogliamo chiamare. lui dà fastidio, da sempre è dalla parte giusta e non ha mai abbassato la schiena.
    l’averlo cacciato a milano e in lombardia ci è costato decine di migliaia di voti verso grillo, sel, pcl o l’astensnione. non avete idea di quanti compagni e compagne dopo la sua cancellazione dalla lista hanno rifiutato di fare campagna per una lista di candidati invotabile.
    infine, compagno ferrero, tu sai bene quante minacce riceve ogni giorno il compagno agnoletto per la sua sfida ai potenti e ai carnefici di genova: la scelta di fare il vuoto intorno a lui è stata inaccettabile.
    ALMENO SU QUESTO CHIEDETE SCUSA!

    • Giulio Tiradritti

      Finalmente una buona notizia. Quando c’erano Cossutta e Garavini, il partito stava quasi al 13%. Avete fatto il golpe interno, con Bertinotti, Diliberto, Rizzo, Giordano, e tanti altri, e avete fatto incominciare a far entrare migliaia di mascalzoni di immigrati che hanno riempito le piazze delle nostre città. Io mi domando come siete riusciti, in tutti questi anni, ad essere sempre stati rieletti. Vergogna.

      • guarda non ho mai amato la deriva movimentista del partito. Ho sempre affermato che i diritti civili se non sono accompagnati da altrettanti diritti sociali sono lettera morta. Ho persino restituito la tessera del partito, io, un marxista-leninista di formazione maoista, in solidarietà a ferrando quando quel compagno del cui pensiero condivido poco e niente, fu cacciato per far posto alla buffonata telegenica di vladimir luxuria.
        Persino sulla difesa ad ogni costo e a priori di ogni minoranza ho sempre invitato alla rflessione del caso per caso.Quindi alcune ragioni di contenuti te le riconosco, Tuttavia sei male informato nel merito delle vicende interne al partito.
        Il PRC non ha mai toccato il 13%, al massimo abbiamo sfiorato il 9% nel 95.
        IL golpe di cui parli te non è stato fatto contro garavini. Il primo segretario di rifondazione fu avvicendato come normalmente accade quando si perde un congresso. e visto che siamo ben felici di non credere negli uomini del destino, il fatto che ci siano i congressi per cambiare segretari, dirigenze e linee, mi sembra una buona cosa.
        La scissione a cui probabilmente ti riferisci, fu una rottura consumata da una piccola parte della dirigenza (rizzo-cossutta-diliberto) contro la gran parte del partito e il suo segretario (bertinotti) che per una volta si trovò ben compatto nella decisione di far cadere il governo prodi I.
        Decisione un pò tardiva, che a mio giudizio andava presa in occasione dell’infame pacchetto treu.
        Il partito non è perfetto, certa gente che ci sta dentro mi è davvero indigesta, certe linee non le capisco proprio o peggio mi fanno infuriare perchè le trovo masochiste, gli arrampichini poi li manderei tutti al gulag. Tuttavia QUESTO, finchè continuerà a dirsi comunista, è sempre IL MIO PARTITO. Un partito che ha fatto e continua a fare i suoi errori e ne paga le conseguenze, così come ha goduto delle sue vittorie. Un partito in cui i militanti mettono qualcosa che è molto di più del semplice denaro o del lavoro o del tempo. IN QUESTO PARTITO I MILITANTI CI METTONO LA FEDE E IL CUORE! e non tollero che ci si abusi nello sport dello “spara la boiata più grossa su rifondazione” solo perchè la propria vita privata è un disastro ed essendo quindi soli e sfigati si ha molto tempo libero per sparare cacchiate. La critica è ben accetta, l’autocritica è auspicata, ma il dileggio disinformato e qualunquista non è tollerato. Per quello esistono già PD e PDL. Se ti vuoi dare alla nobile arte del pettegolezzo vai da loro. Chiunque voglia parlare di Rifondazione, nel bene e nel male, Dovrà prima informarsi.

        • Condivido pienamente l’analisi le parole e i modi del compagno Marco.
          Hasta Siempre la Vittoria

        • dacci adriana

          evita di nominare i gulag con leggerezza.anche se comprendo lo spirito,il linguaggio è il fondamento dell’idea.ciao

          • li nomino con cognizione di causa e “la presa di coscienza attraverso la realtà lavorativa” non è sempre cosa da denigrarsi.
            Non dirmi che non lo hai pensato quando hai visto la finocchiaro andare a stringere la mano alla fornero,in aula, appena dopo l’approvazione della sua sciagurata riforma.
            e poi dimmi chi è il mostro:
            Io che farei capire a questi signori cos’è il lavoro attraverso il lavoro.
            Oppure un personaggio come quello di cui sopra che sorridendo, distribuisce grandi pacche sulle spalle a chi il lavoro la distrugge?
            Ma come? grillo evoca una norimberga per questi sciacalli chiusi dentro una stanza dei bottoni che sta esplodendo ed è un genio.
            Io troverei ideale che la collettività comminasse un paio di anni a 14 ore lavorative al dì per gli stessi e devo pensarci sopra?
            La gente è arrabbiata,la crisi morde, non possiamo chiedergli di misurare le parole in un momento come questo.
            Le parole sono l’unica libertà che è rimasta alla disperazione della gente. Se chiediamo loro di esprimerla attraverso parole e idee moderate, come possiamo sperare che poi ascoltino le nostre, per quanto giuste esse siano?

        • Fausto Tenti

          GRANDISSIMO MARCO…

          …A titolo personale, ritengo decisivo il rilancio della Rifondazione Comunista: ripartire da quel poco che però c’è (cioè da noi, militanti appassionati ed attivi del PRC) proseguire la nostra attività nei territori, il nostro generoso impegnarsi nelle innumerevoli battaglie locali (a tutela del lavoro, degli esodati, dei disoccupati, dei precari, insomma degli ultimi…contro l’acqua privata, il saccheggio del territorio, gli inceneritori, le cave, le megaopere inutili e dannose, ecc ecc). Dopo quanto suddetto, va bene la ricerca di aggregazioni, di amici e compagni di strada, di alleati all’interno della società che la pensano come noi pur non facendo parte del PRC, di coalizioni con partiti “simili”…però BASTA con il nascondere un simbolo ormai storico come quello del PRC dietro improbabili simboli/loghi partoriti all’ultimo minuto e dietro i quali non riusciamo mai a farci riconoscere nemmeno dai nostri!!! Attenzione, non fraintendetemi: non dico che la falce-ed-il-martello di per se stesse considerate siano la panacea (sennò non avrebbe avuto un risultato così scarso il PCL e gli altri parti comunisti presentatisi in alcune circoscrizioni)…io intendo dire il NOSTRO simbolo, che nella sostanza ci accompagna da oltre 20 anni. Esso ha un valore “egoistico” di mercato ineludibile (anche quello della ex FDS, che praticamente è il nostro…) che ci permette sempre e comunque di prendere almeno i “nostri” voti. In Toscana lo abbiamo più e più volte provato: alle regionali del 2010 – pur un pò sgraziato però c’era, assieme a quello dei Verdi – abbiamo ottenuto un buon successo….Alle amministrative 2011 ad Arezzo, pur con i Verdi e sovrastato dalla dicitura “Sinistra per Arezzo”, però c’era…e siamo sopravvissuti. Lo stesso a Sansepolcro, in bicicletta stavolta con SEL, ottimo successo. Voglio dire, basta nascondersi e rendersi di fatto irriconoscibili in altre estemporanee simbologie: ciò è valso anche per l’IDV, che non ha preso manco i suoi (anche se sono rimasti pochi…) voti. Io mi sono permesso (come lo avevo fatto per l’Arcobaleno del 2008) anche con Rivoluzione Civile, di urlare ai 4 venti di costruire un logo dove fossero riconoscibili sia il PRC ed il PDCI (magari resuscitando per l’occasione la defunta FDS…) che l’IDV ed i Verdi! Ergo, intanto pigliamo i nostri…di consensi…poi cerchiamo di prendere gli altri! Non ci dobbiamo più sottovalutare, come PRC: so benissimo che non bastiamo, da soli, per nulla…ma quando c’imboschiamo, pur con le migliori intenzioni, dietro ad improbabili ed improvvisate simbologie, bastiamo ancora meno!!! Aggreghiamoci pure, ovviamente con chi la pensa suppergiù come noi, ma dobbiamo farci riconoscere a tutti i costi, senza se e senza ma!!!
          Naturalmente so che le ragioni profonde per cui la gente ha preferito soprattutto il M5S a noi sono altre, Ramon ed altri compagni esperti e preparati hanno cominciato ad individuarle, e su queste ho anche io qualche idea…però per ottenere un minimo sindacale alle competizioni elettorali terrei presente quanto sopra…
          In definitiva, io penso (anche qui a titolo strettamente personale) che l’esperienza della Rivoluzione Civile – così come è stata concepita, un contenitore politico con ottime idee e con dentro alcuni partiti, all’interno del quale essi di fatto però si diluiscono – sia da ritenersi conclusa: a meno che non prosegua la propria attività con le brave ed oneste persone (al di fuori dei partiti) che ne hanno fatto parte onestamente e con impegno, ad es. Lotti, Cucchi, Stramaccioni, Rutolo, La Torre, ecc ecc (oltre Ingroia, ovvio…) con la quale è d’obbligo, come PRC, continuare ad avere proficue interlocuzioni, anche elettorali (ma in un altro modo, non questo).
          Concludendo, il PRC ha ragione piena di continuare ad esistere (anche senza soldi, col volontariato delle compagne e dei compagni, come sempre abbiamo fatto noi semplici militanti, spendendo di tasca nostra: d’altronde non mi risulta che il PCI, almeno all’inizio, avesse contributi per proseguire la propria attività) in piena autonomia ed in assoluta alternativa al PD e – purtroppo, ormai – anche a SEL.
          Fausto Tenti (Segretario Provinciale Arezzo PRC)
          p.s.: ad Arezzo, è di fatto certo che il MPS (che rabbia…) ci porterà via la sede (intestata al Nazionale) della federazione provinciale, non riuscendo ormai noi più a pagare il mutuo…ma non per questo succederà che scomparirà il partito…Troveremo soluzioni acrobatiche, MA L’ATTIVITA’ POLITICA DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA ARETINA ANDRA’ AVANTI, IN TUTTE LE MANIERE POSSIBILI ED IMMAGINABILI…CI SCOMMETTO LA VITA!

          • Bravissimo Fausto! E’ quello che sostengo da sempre. I risultati fallimentari di Nuova Sinistra Unita, dell’ Arcobaleno e ora di Rivoluzione Civile dimostrano che si DEVONO VEDERE i simboli dei partiti alleati, altrimenti il simbolo unificante non sommerà MAI i voti dei singoli partiti ma allontanerà gli elettori. Se ti candidi a segretario nazionale ti voto subito!

  49. Elogio del dubbio

    Ritengo che la riflessione di Paolo/ore 14,05 rispetto alle over dosi di autocritica permanente non sia poi così strampalata. D’altronde pure un certo Bertrand Russel ( 1872 – 1970 ) metteva proprio tutti quanti in guardia affermando che: ” Il fatto che un’opinione sia ampiamente condivisa non è affatto una prova che non sia completamente assurda “

  50. Dopo oltre venti anni di partito unico, in Italia abbiamo un secondo partito.

    Un partito è un’associazione di cittadini, quindi un’organizzazione, la quale esprime idee politiche, le rende coerenti in un programma, e persegue la realizzazione di quel programma candidandosi alle elezioni democratiche.

    Come organizzazione o istituzione, il partito esiste quando riesce a mantenere una disciplina sui suoi membri.

    Altrimenti è un gruppo di interesse, che deve continuamente ricontrattare le posizioni dei membri.

    Ebbene la disciplina che fino ad ora il M5S ha mostrato è notevole: sono stati considerati candidabili soltanto i militanti che erano iscritti a una certa data; vige ed è stato rispettato il divieto di manifesti elettorali personali; budget di spese elettorali per candidato estremamente limitato; cessione di parte dell’indennità parlamentare al partito; espulsione degli iscritti, anche autorevoli, che tentino di sottrarsi alla organizzazione-istituzione.

    Il M5S è il secondo partito perché dal tempo dei governi tecnici (Amato e Ciampi: due esponenti del centrosinistra) abbiamo avuto il partito unico dei governi tecnici, poi delle due coalizioni (successivamente divenute tre), le quali, infatti, alla fine, hanno sorretto assieme ed alleate il Governo dei Commissari (Monti, Terzi di Sant’Agata, Di Paola, Catania, Fornero, Passera, Profumo e altri stanno a dimostrare che l’Italia è stata commissariata).

    Recentemente alcuni hanno ipotizzato che dal 2001 in Italia dominerebbe il PUDE: “Partito Unico Dell’Euro”.

    In realtà è dal 1992 che in Italia abbiamo il partito unico. Il partito unico è stato unionista, non soltanto eurista; servo statunitense e adoratore della civiltà anglosassone; non imperialista (ma servo degli imperialisti), perché gli imperialisti fanno le guerre per se stessi (noi le abbiamo fatte nell’interesse dei vari padroni: in Serbia per la Germania e gli Stati Uniti; in Libia per la Francia e l’Inghilterra; in Iraq e in Afghanistan per gli Stati Uniti);

    federalista, anziché regionalista; liberoscambista; classista; distruttore dello Stato – assoggettato a tassi d’interesse imposti dai mercati –

    e anche della migliore tradizione statalista italiana (interventista in economia); cinico promotore dell’indebitamento dei ceti medi e bassi, e moltiplicatore delle scommesse autorizzate che sono un’imposta sui poveri;

    esecutore delle direttive dell’ERT e della UE nell’attuazione di riforme scolastiche e universitarie che hanno promosso l’autonomia, ossia l’aziendalizzazione di scuola e università;

    creatore di un esercito di professionisti e abolitore della leva obbligatoria (alternativa al servizio civile obbligatorio) ossia dell’ “esercito di popolo” perorato da Garibaldi e prescritto dall’art. 52 della Costituzione (“Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e nei modi stabiliti dalla legge”);

    cementificatore e senza alcun interesse per le istanze ambientalistiche.
    Del M5S si può pensare ciò che si vuole; ma è certo che con il M5S entreranno in Parlamento idee e proposte contrarie alla politica del partito unico dei governi tecnici e delle due (poi tre) coalizioni.

    L’accusa di fascismo, che taluno muove al M5S, è ridicola. I militanti del M5S sono in gran parte contrari a proseguire le “operazioni di pace” alle quali l’Italia ha partecipato e partecipa allegramente.

    Sono molto più militaristi il PD, il PDL e l’alleanza di Monti che il M5S.

    Mai ascoltata una frase maschilista o antiebraica.

    Mai ascoltata una frase di sciocco orgoglio nazionalistico (patriottismo si, ma questo ovviamente è un bene).

    Il M5S vuole reintrodurre il tradizionale interventismo dello Stato nell’economia, il quale costituisce un elemento di assoluta continuità tra il fascismo e la prima repubblica (l’unica vera repubblica italiana)?

    In realtà i segnali sono un po’ incerti, ma se la risposta fosse positiva sarebbe una grande fortuna.

    Il M5S vuole reintrodurre un certo corporativismo (protezionismo interno), che costituisce un altro elemento di assoluta continuità tra il fascismo e la prima repubblica?

    Anche qui i segnali sono incerti, ma se la risposta fosse positiva sarebbe una grande fortuna.

    In realtà un elemento che può far pensare al fascismo c’è ma è del tutto estrinseco e non pericoloso.

    Nel M5S sono confluiti, già tra i militanti e poi tra i simpatizzanti e, ancora di più, tra i milioni di votanti, tanto disgusto e tante istanze di protesta verso un parlamento di servi, incompetenti e distruttori; e tante istanze propositive di idee spesso diverse e talvolta opposte, come si evidenzia dai vari post delle ultime ore.

    Per ora il M5S è un contenitore che, oltre alla base del programma, legata ai temi sui quali è sorto

    – temi che definirei ambientalisti; ma si tratta di un ambientalismo ammirevole e profondo, perché umanistico – esprime alcune contraddizioni che dovrà risolvere.

    Nel programma si legge che sono favorevoli all’abolizione del valore legale del titolo di studio (un cavallo di battaglia del neoliberismo) ma Grillo nel comizio di Brescia ha segnalato il problema dei troppi avvocati.
    Le due prese di posizione non stanno bene assieme.

    Vogliono il chilometro zero ma qualsiasi cosa si intenda con questa formula, si può realizzare soltanto uscendo dall’Unione europea, perché il principio (sacro per l’Unione europea) della libera circolazione delle merci e il principio del divieto di aiuti di stato (altro sacro fondamento dell’Unione europea) sono assolutamente incompatibili con il chilometro zero.

    Eppure non mi sembra che nei programmi del M5S ci siano critiche a questi aspetti decisivi dell’Unione europea, o proposte di fuoriuscita dall’Unione e di reintroduzione di forme, magari limitate, di protezionismo.

    E’ vero che Beppe Grillo ultimamente, sembra aver sposato la causa delle riconquista della sovranità monetaria.

    Ma anche in questo campo c’è un contrasto tra ciò che Grillo ha affermato nei comizi e ciò che è scritto nel programma e nel programmino dei sedici punti.

    Personalmente ho parlato con militanti che sono favorevoli , e ascoltato militanti che sono assolutamente contrari.

    La proposta di referendum sull’euro non può escludere che il M5S prenda una posizione chiara sull’Unione europea e sull’euro.
    Questa non è una questione di coscienza dove un partito può e deve ammettere posizioni diverse.

    La politica estera è il fondamento di ogni proposta politica. Essa dà coerenza al tutto.
    Un partito senza politica estera non è serio, anche perché, come ho accennato, molte proposte di politica interna (nazionalizzazioni di banche e aziende in crisi (Fiat), chilometro zero e altro) dipendono dalla presa di posizione sulla politica estera.

    Il carattere di chiacchiere e propaganda ovvero, alternativamente, di serie e coerenti idee politiche, dipende da una cristallina presa di posizione sui rapporti Italia-Unione europea.

    Insistere sulle incertezze programmatiche o sulle incoerenze tra prese di posizione di Grillo, proposizioni del programma, dei sedici punti o affermazioni dei militanti con i quali capita di parlare e fondare una critica al M5S sulle accennate incoerenze, è ingiusto e sciocco.

    Ben presto il M5S sarà chiamato a sciogliere i nodi, sui temi segnalati e su altri.
    E se tornassimo a votare tra alcuni mesi e il M5S divenisse forza di Governo, dovrebbe prendere decisioni e sciogliere i nodi ancora più in fretta.

    Al M5S va dato atto non soltanto di aver portato idee nuove in Parlamento, ossia di essersi costituito come secondo partito (che si affianca al partito unico che ci ha massacrati e quasi ammazzati negli ultimi venti anni) ma di aver ottenuto un tale consenso da aver distrutto il bipolarismo.

    Questo è un merito che resterà nei libri di storia!

    Seppure il M5S compisse errori e non riuscisse alla lunga ad affermarsi come forza politica che caratterizzerà la fase dovremo per sempre ringraziare Grillo e il M5S per aver distrutto il bipolarismo.

    Il bipolarismo è stato il colpo più duro che, con estremo masochismo, abbiamo dato alla nostra tradizione.
    Eliminando il bipolarismo, l’Italia può rinascere.

    E siccome ormai i finti avversari del partito unico (le “coalizioni”) sanno che se insistessero con la logica congiunta dei premi di maggioranza e degli alti sbarramenti, rischierebbero di consegnare il paese a una maggioranza parlamentare del M5S, è molto probabile che verrà scelto un sistema lineare come quello tedesco, senza premi di maggioranza.

    Mi auguro che il M5S sostenga simili proposte (mi raccomando amici del M5S evitate il sistema francese con collegi uninominali, perché è un sistema chiuso alle nuove idee e perfetto per i notabili).

    Torneremmo ad essere una Repubblica parlamentare, come hanno voluto i nostri padri costituenti.

    Se la Costituzione è la nostra bandiera, allora il M5S in questi mesi o in questo anno, in cui probabilmente si approverà una nuova legge elettorale per poi tornare a votare, compia la prima battaglia per ridare vigore alla nostra Costituzione.

    I premi di maggioranza e l’indicazione del premier sulla scheda elettorale sono assolutamente incompatibili con il carattere parlamentare della nostra Repubblica.

    Militanti del M5S, aggiungete all’evento storico dell’uccisione del bipolarismo, questa prima fondamentale cura perché l’Italia possa risorgere.
    Ricostituite la Repubblica parlamentare.

    Questa è la speranza: che il M5S insista per la immediata riforma della legge elettorale e che sia guidato dall’idea di restaurare una Repubblica parlamentare.

    Il M5S ha mostrato agli italiani che tornando a militare, accettando una disciplina, costruendo un’organizzazione, dal basso i cittadini possono arrivare in Parlamento.

    Ora abbiamo due partiti: il M5S, da un lato, e le tre correnti del partito unico (PD e alleati; PDL e alleati; Monti e alleati) dall’altro.

    Ma se il partito unico che ha tentato di distruggere l’Italia deve essere estinto o ridotto drasticamente, chi deve occupare lo spazio politico che resterà vuoto?

    Qualche ingenuo militante del M5S, sostiene che dovremmo stare tutti dentro il M5S.

    Ingenuità sconfortante, perché il M5S dovrà prendere posizioni e decidere là dove non ha deciso.

    Sicché, se il M5S deciderà di non prendere posizione sulla questione della riconquista della sovranità, limitandosi a perorare un referendum sull’euro, senza elaborare un’autonoma proposta; ovvero non farà la scelta, perché la votazione di democrazia diretta interna al Movimento darà esiti europeisti, coloro che non condividono tale percorso non potranno mai entrare nel M5S.

    D’altra parte, voler sostituire al partito unico del governo tecnici e delle due coalizioni un M5S all’80% è puro totalitarismo.

    La verità è che durante la prima repubblica avevamo nove partiti, forse troppi ma alcuni molto piccolini (quindi rappresentativi ma non fastidiosi per la governabilità), che rappresentavano in parlamento parti diverse della popolazione e corrispondevano, tendenzialmente, a cittadini socialmente e culturalmente diversi.

    Poi il maggioritario ha ridotto i partiti a uno solo, mentre ha moltiplicato i centri di potere.

    La conseguenza è che la critica ai partiti è ingenua, perché scambia per partiti quelli che non sono tali, bensì semplici centri d’interesse.

    Così accade, ed è davvero paradossale, che l’unico attuale vero partito, il Movimento cinque stelle, sia portatore di una critica ai partiti diretta verso soggetti che non sono partiti (ormai in almeno la metà del territorio italiano PD e PDL se devono volantinare hanno bisogno di pagare qualche ragazzetto e in realtà non volantinano: senza militanti il partito non esiste per definizione).

    Perciò la grande lezione del M5S è di aver dimostrato ai cittadini italiani che si può fare.
    Che essi possono creare partiti e concorrere ad estinguere o comunque a rendere irrilevante il partito unico delle due (o tre) coalizioni.

    Se la democrazia consistesse soltanto nel poter votare i partiti esistenti, allora sarebbe da combattere e da rifiutare.

    In verità, democrazia significa in primo luogo associarsi per creare nuovi partiti: con la militanza, l’intelligenza, la disciplina e la pazienza (soltanto i progetti da eseguire in alcuni anni hanno speranza).
    Questa è la grande lezione che il M5S ha dato ai cittadini.

    Compagni, apprendiamo la lezione. In tre o quattro anni possiamo costituire il partito comunista che intenda ricollocare la Costituzione italiana al vertice delle nostre fonti!

    Servono soltanto militanza, intelligenza, disciplina e pazienza.

    • non condivido tutto al cento per cento ma tre punti li ha davvero centrati.
      1 è finita la dittatura del bipolarismo e del partito unico PD/PDL e di questo dobbiamo ringraziare grillo.
      2 mai più alleanze con i servi del sistema finanziario europeo e capitalista
      3 abbiamo 2 o 3 anni di tempo per cercare di ricomporre la diaspora comunista in un partito unitario in cui tutte le sensibilità marxiste siano rispettate.
      che altro aspettiamo a darci da fare?
      il nuovo papa?

    • Condivido in larga parte quanto scritto. Io spero che ci vogliano meno di tre-quattro anni, anche perchè a breve avremo altri importanti impegni di fronte a noi, tra cui, il più importante, quello di promuovere una grande campagna per una riforma elettorale in senso proporzionale. Ci sono tutte le condizioni per rialzare la testa e risollevarci.

  51. @ W Grillo = emerito signor grillino d.o.c. credo che abbia bisogno di svegliarsi un poco con una bustina di Sbramina ( la mattina e la sera )perchè ridicolo più che l’attualità del comunsimo forse è proprio lei :

    ” Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimemtio reale che abolisce lo stato di cose presenti ”
    1846 – Karl Marx

    • E anche perchè il suo contrario, cioè il capitalismo, è finito! certo, non vuol dire che crolla domani…ma è finito.
      Nel senso che è come un’auto vecchia che noi continuiamo a riparare: sostituendo una volta una ruota, una volta il carburatore, etc…ma che poi alla fine non regge, si sfascia.

      E non sono io a dirlo, eh. L’ha detto l’economista e banchiere premio nobel Muhammad Yunus a Davos!

      Il comunismo è più che attuale, tanto che Marx già un secolo e mezzo fa aveva previsto le crisi che non possono che verificarsi con il capitalismo!

  52. “Dimissioni”, certo… la solita pagliacciata, saranno respinte all’unanimità da un CPN che è pappa e ciccia con i “dimissionari”… e giù di nuovo a raccontare frottole e specchietti per le allodole per chi ci vuol credere, fino al prossimo giro.
    TUTTI A CASA… dimissioni VERE E IRREVOCABILI e piazza pulita dai falsi comunisti! Che se ne vadano definitivamente nel Pd e ci lascino in pace a COSTRUIRE UN VERO PARTITO COMUNISTI fatto da COMUNISTI e non da sinistrati sinistroidi!

  53. riformare i vertici del partito,abbandonare tutte quelle alleanze che negli ultimi anni sono state fallimentari…ripartire da soli,cercando di intercettare i veri bisogni delle persone…
    solo così si recupera la vera identità comunista..

  54. Possibile che sia sempre tutta colpa nostra ?
    Sono anni che sento la stessa litania.
    Basta con l’Autocritica.
    E’ una vita che cerco di vedere i miei errori.
    Ora inizio a pensare che a sbagliare siano gli altri anche se sono
    la maggioranza.
    D’altrobde la storia ci insegna che la maggiornanza non sempre
    indica il giusto cammino.
    Paolo

    • Alessandro Latella

      Finalmente! delle parole sensate, noi straremo sbagliando, forse, la tattica e non è detto…… ma la strategia con annesso obbiettivo finale no!

  55. marina Zanelli

    Ci sarà anche bisogno di autocritica, ma teniamo conto che Grillo che copia le parole d’ordine nostre e dei movimenti, quelli seri, ha avuto una visibilità mediatica senza precedenti, con questa e con l’uso di internet ha raccolto il malcontento esistente nel paese. Non mi piace la maleducazione di Grillo, ma è il caso però che anche noi urliamo le nostre proposte e rivendicazioni in modo chiaro e diretto.

  56. andrea valsusa

    non siamo morti. Però dobbiamo rinascere, rinascere nella società, nei movimenti, nelle fabbriche. Come prima cosa dovremo innovare la nostra classe dirigente. come seconda cosa mollare di pietro e l’IDV (quindi chiudere con l’esperienza così com’è di rivoluzione civile) e costruire un vero polo di sinistra anticapitalista con Sinistra critica, PCL, Comitato no debito, Verdi. Scegliere un programma politico veramente anticapitalista, scegliere una linea politica e portarla avanti con coerenza.

    • andrea valsusa

      dal congresso straordinario dovrebbero uscire queste cose a mio avviso:
      1) rinnovare la dirigenza nazionale e locale del partito
      2) decidere la costruzione di un vero polo anticapitalista e comunista (che ne dite di movimento anticapitalista italiano o sinistra anticapitalista?) abbandonando l’IDV e gli arancioni al loro destino e noi sceglierci il nostro. Un polo unito con programma chiaro, linea politica chiara da perseguire con coerenza non cambiare ogni volta opinione.
      3) ripartire con forza con il tesseramento e cercare nuovamente quel consenso perduto.

      • emerenziano

        Magari capitasse questo! Vedresti gran parte dei nostri attuali dirigenti trasferirsi in SEL o PD, pur di elemosinare un posto (fosse pure da portiere dello stabile) ma un po’ di pulizia di gente e di idee è d’obbligo.

        • la congiura degli eguali

          compagni io sono avanti negli anni, e ritengo che è giunta l’ora che i giovani diventino loro i dirigenti del partito, e per dirla con mao è il momento di bombardare il quartier generale; il gruppo dirigente giurassico e mummificato deve capire che non si può aspettare una terza waterloo, e che si debbono mettere da parte; se sono ansiosi di entrare in parlamento vadano con sel o si tesserino col pd; c’è bisogno di una aggregazione nuova di comunsiti che nasca dopo un confronto se necessario anche aspro e senza ipocrisie con tutti coloro che ritengono ancora il comunismo l’avvenire dell’umanità; i riformisti e gli opportunisti se ne stiano in disparte.

        • dacci adriana

          non capisco proprio perchè sei in Rifondazione se hai un’opinione così sprezzante verso il gruppo dirigente,non è coerente e la coerenza è la virtù dei forti.

      • Luca Casartelli

        Concordo.
        Però invertirei l’ordine. Nel senso che
        1) costruire un unico partito comunista, con PCL, Sinistra Critica …
        2) creare un polo ANTICAPITALISTA con i soggetti che tu dici, e con coloro i quali sono realmente anticapitalisti.

        Ma la prima cosa da fare è riformare il partito.
        Se non c’è quello – perché la maggioranza invece opta per Rivoluzione Civile (come si deduce dalle parole di Ferrero) – manca tutto il resto, che andrà riformulato in altra realtà.

        Saluti comunisti

        • Alessandro Latella

          Luca ma ci sei o ci fai? Te lo dico a lettere chiare: QUEI COMPAGNI NON VOGLIONO UNIRSI CON NOI Nè TRA LORO TANT’E’ CHE SONO USCITI DA RIFONDAZIONE E NON COLLABORANO MANCO TRA LORO!!!
          Ora mi spieghi con che ci unisci se loro non ne vogliono sapere? con la colla???? Per unirsi, i gruppi devono mediare tra loro accettando che ci sono differenze ma che queste sono meno di quel che si ha in comune: loro delle tue differenze non ne vogliono sapereper cui o la pensi come loro o sei il nemico!

          • Si potrebbe far loro un semplice ragionamento. In tempo di crisi bisonga unirsi, il nemico del mio nemico è mio amico. Ripartiamo da Marx tutti insieme. Poi ci divideremo dopo, se vogliono fare i trotskisti, gli stalinisti e via dicendo che lo facciano dopo. Adesso urge l’unità di chi in un modo o nell’altro si definisce comunista.
            Anche perchè solo una grande forza comunista e anticapitalista potrà dare voce al malcontento che dilagherà nei prossimi tempi. Lo capiranno anche loro.

          • Luca Casartelli

            @Alessandro.
            Hai sbagliato :-(
            Né uno né altro.
            Diciamo che ci spero.
            A parte gli stalinisti di Rizzo (pare che siano da lui se non erro ..) tutti gli altri sono disponibili al dialogo.
            Ma si è mai provato?
            Gli errori sono sempre degli altri?

            Prima di tutto, lo ripeto, siamo comunisti, del 2013.
            Che debbono imparare dalla Storia, dalla LORO Storia, ma che non devono fossilizzarsi su quella.
            In un commento sotto ho già detto queste cose.

            E poi .. è molto probabile che sarà Rifondazione a spostarsi verso Riv.Civ. …

            Ciò che dici in fondo è vero, ma ti ASSICURO che la stessa cosa lo vista qui dentro, su questo sito .. e l’ho vista dialogando con “compagni” del CSP …
            Da PCL e Sinistra Critica niente di tutto questo.

          • dacci adriana

            LAPALISSIANO!!!!

  57. emerenziano

    Inutile dirlo, Rifondazione ha cominciato a perdere consensi da quando parlava di lotta di classe ma stringeva alleanze, a livello locale e nazionale, con chi appoggiava il capitalismo senza se e senza ma. La gente si fa prendere per il culo una volta, due volte, alla terza ti abbandona al tuo destino. Bisogna solo fare una scelta: abbandonare le alleanze con chi pensa che questo sia il miglior mondo possibile, oppure allearsi con gli altri partiti e non rompere più le palle con paroloni tipo comunismo, anticapitalismo, anti liberismo. Ma una volta fatta la scelta, si può andare solo in un’unica direzione.

    • In Umbria Rifondazione ha visto in 2 anni:il suo primo eletto in prigione per gravissime imputazioni,anche a sfondo di maltrattamenti a dipendenti;gli altri 2 in continua guerra pubblica interna per posti da assessore;ha appoggiato e si e’ spartito posti con l’appoggio ad un consiglio regionale con tanti inquisiti (della maggioranza) per gravi reati.Etc…
      E poi ci lamentiamo di Grillo?

  58. Anna Pulizzi

    PICCOLE RIFLESSIONI SU UNA GRANDE SCONFITTA
    All’indomani del deprimente risultato elettorale le dimissioni di Paolo Ferrero sono un atto dovuto, così come sarebbe opportuno da parte del Partito rinnovargli quella fiducia che se anche non è doverosa verso i perdenti, lo è quantomeno verso gli incolpevoli.
    In campagna elettorale Ferrero ha avuto un ruolo mediatico piuttosto eclissato ed il palcoscenico di Rivoluzione Civile è stato quasi sempre calcato da Di Pietro ed Ingroia, talvolta perfino da De Magistris, che pure non era candidato.
    Si è trattato presumibilmente di una scelta sulla quale credo sia inutile oggi recriminare. Rifondazione Comunista ha costituito la spina dorsale dell’impegno militante in questa campagna ma presumibilmente anche la principale fornitrice di voti alla coalizione. Tuttavia non sappiamo se una scelta differente riguardo alla guida o ai volti della nostra alleanza avrebbe ottenuto risultati molto diversi.
    Sia Ferrero che gli altri protagonisti hanno fatto tutto quel che potevano, ricordando però che non hanno mai potuto fare tutto ciò che ritenevano opportuno. Nella pur breve esistenza di RivCiv, una parte consistente delle energie è andata spesa nella necessità di tenere insieme forze provenienti da culture politiche differenti e ciò inevitabilmente ha portato a non poter sottolineare con coraggio quelle istanze alle quali non tutte le sue componenti assegnavano la priorità.
    Generalizzando, si potrebbe dire che nella percezione dell’elettorato, RivCiv si presentava in parte come il partito costruito intorno a magistrati integerrimi e in parte come un movimento fautore di maggiore giustizia sociale, ma dalle sembianze un po’ troppo intellettuali e salottiere per fare breccia nel segreto della cabina elettorale.
    Mi sono chiesta spesso quanto sarebbe stato più adeguato utilizzare, anziché i volti di Mannoia o Battiato, un operaio, una cassintegrata, un disoccupato, un anziano, cittadini comuni che nulla potevano sottrarre all’impegno di personaggi più conosciuti ed apprezzati, ma che meglio avrebbero sottolineato il carattere popolare della nostra iniziativa politica.
    Il movimento di Grillo introduce nel panorama politico un desiderio energico ma selvaggio di mutamento non solo programmatico ma addirittura istituzionale, capace di attrarre masse enormi di arrabbiati poco inclini a ricercare cause e responsabilità dei propri dolori. Sfiducia totale nei partiti, sincronismo tra umore popolare e legislazione, rapporto senza intermediari tra popolo e leader, affidamento quasi mistico ai potenziali delle nuove tecnologie, ma prima ancora e al di sopra di tutto l’illusione di poter fare tabula rasa d’ogni precedente esperienza, in una sorta di autosufficienza del presente che forse ha sempre pervaso ogni anelito rivoluzionario ma che spesso costituisce il seme di disincanti dolorosi.
    Ricorda qualcosa tutto ciò? Forse il terreno di coltura di ogni fascismo? Oppure Weimar (spesso citata dal segretario Ferrero), la lenta agonia di una Repubblica che dal timido riformismo socialdemocratico di Ebert scivolò in una dozzina d’anni fino alla dittatura dei grandi monopoli e del nazismo? Oppure (e si spera) nulla di tutto questo?
    Ma quelle drammatiche involuzioni del passato erano contrastate con coraggio da forti movimenti di ispirazione marxista, ben vivi attraverso l’opera di partiti politici e sindacati, sullo sfondo di un “pericolo rosso” che toglieva il sonno ai capitalisti. Oggi è difficile riconoscere qualcosa di simile e quasi ci si costringe a sperare che il capitalismo non possa far altro che divorare le basi della propria esistenza dopo aver resistito ad ogni antagonista.
    Tuttavia se anche così fosse, noi oggi non ne cogliamo i frutti. Trent’anni di pesante martellamento propagandistico hanno reso il comunismo e le sue parole d’ordine quasi stranieri alle orecchie dei più e talvolta addirittura grotteschi. Chi di noi non ha mai provato la sensazione d’esser preso per una sorta di dinosauro scongelato, mentre esponeva concetti di un’evidenza disarmante?
    L’egemonia culturale liberista affermatasi in questi tre decenni vacilla nel momento in cui la maschera di un benessere senza limiti si scolla e scivola via rivelando il volto feroce dei potentati finanziari, ma al suo posto nemmeno l’idea di un salutare intervento pubblico nell’economia riesce a fare presa. Il vero potere, che poggia sul controllo delle risorse ben più che sul numero dei seggi parlamentari, non ha che da brindare quando il popolo perde fiducia in quei veicoli di organizzazione di massa che sono i partiti politici.
    Eppure siamo testimoni di un moto di rabbia collettivo per ora disordinato ma che se ben intercettato e diretto può essere motore di un rivolgimento positivo. Il terreno di coltura c’è, l’orto in cui piantare i semi del cambiamento sta sotto i nostri piedi e si fa ogni giorno più vasto. La nostra situazione non è molto diversa da quella di chi, ormai due secoli addietro, cercava di indirizzare il tumulto scomposto e le jacquerie votate all’insuccesso verso il terreno più solido della coscienza di classe.
    Non abbiamo mai avuto che un solo sentiero sul quale procedere, anche se spesso lo smarrimento provocato dalle sconfitte ha dato vita al miraggio di scorciatoie e di vie laterali ed inedite. Siamo semplicemente scivolati all’indietro e dobbiamo riprendere il cammino facendo tesoro della memoria e degli errori che la costellano.
    Più concretamente e per tornare ai risultati deprimenti di queste elezioni, il cui esito per quel che ci riguarda non è molto diverso da quello di cinque anni fa, occorre armarsi di un programma politico comprensibile e facilmente divulgabile, che sfugga alla tentazione di occupare tutte le pedine sulla scacchiera delle aspettative, sulla falsariga delle campagne elettorali più stantie. Non si può deliziare il magistrato e l’avvocato, lo studente e il contadino, il commerciante ed il garzone, l’industriale e l’operaio, senza scivolare nella palude degli indefinibili ed essere poi vittime predestinate del “voto utile”.
    Occorre concentrarsi su poche ed essenziali parole d’ordine che hanno come obiettivo la difesa del lavoro, poiché non c’è terreno più agevole per il sopruso di classe della disoccupazione di massa e dell’insicurezza personale e collettiva. Lavoro ma anche l’uscita dal Mes e dal Fiscal compact, nonché il ripristino di regolamenti che incanalino le attività bancarie verso l’interesse pubblico.
    Non è tutto, ma è ciò che serve per riportarci sui binari della crescita civile, prima ancora che economica. E nulla vieta che lo si possa fare nel solco della coalizione di Rivoluzione Civile, anche perché presentarsi ad ogni tornata elettorale con una nuova bandiera offre un’immagine di patetica incoerenza. A condizione però che si riesca a redigere un programma più netto e meno onnicomprensivo di quei “dieci punti” in cui venivano pressati tutti i sogni del mondo e per giunta in una maniera troppo simile a quella usata da ogni altra forza politica.
    Il partito pentastellare di Grillo avrà presto da confrontarsi con l’eterogeneità del proprio elettorato, nel momento in cui sarà chiamato a fare scelte di politica economica. Naturalmente basare il proprio successo sulle disgrazie altrui non è cosa ammirevole, ma non è esagerato ipotizzare che quel movimento così variegato andrà presto frantumandosi contro la rivelazione che Destra e Sinistra sono tutt’altro che concetti superati. Se così fosse, si aprirebbero immensi territori di caccia al voto dei disillusi e noi abbiamo il dovere storico di presentare un programma alternativo che non dissolva nel nulla il loro entusiasmo.
    Le prossime elezioni potrebbero essere assai più vicine di quanto sembra e noi dovremmo come minimo farci trovare preparati all’appuntamento. “Posso perdere una battaglia, ma non perderò mai un minuto”, diceva tanto tempo fa un tipo che di battaglie se ne intendeva. Presentarsi al voto con gli indugi che hanno caratterizzato l’ultima recente esperienza potrebbe rivelarsi ancora una volta fatale.
    Decidiamo come muoverci senza permettere che i timori ci impediscano di fare ciò che è giusto.

    • la congiura degli eguali

      carissima compagna un lungo articolo, che inizia con l’assoluzione di che è stato causa del disastro, e finisce per riproporre il fallimento di rivoluzione civile; cosa vuol dire poi rivoluzione civile è ancora tutto da spiegare e studiare a fondo in tutte le sue sfsccettature; siete responsabili di un disastro finale che ha avuto inizio con la segreteria pavonesca di bertinotti; non volete prendere atto che la scelta sciagurata di rincorrere il pd e sel, e il governare in tante amministrazioni col pd, sono le cause principali, subito dopo i sostegni ai governi antipopolari di prodi, della estinzione ormai prossima del movimento della rifondazione comunista; solo una svolta salutare nelle persone e nella linea politica può fare risorgere il partito; per dirala in politichese corretto, bisogan svoltare a sinistra, altrimenti rimarrete quattro amici al bar.

      • Anna Pulizzi

        Sì, era un post lungo, ma si può anche sintetizzare: occorre ripresentarsi alle elezioni (da soli o in coalizione, si vedrà) intorno ad un programma incentrato sul diritto al lavoro. Punto. Il nostro problema non è tanto il fatto che talvolta si sia nelle amministrazioni locali anche col Pd, bensì il permettere che altri riescano a farci ombra. Impugnare la bandiera dell’occupazione e sventolarla con energia permetterebbe all’elettorato di identificarci a colpo sicuro e noi ne trarremmo qualche giovamento. Se invece facciamo un minestrone programmatico tra lotta alla mafia, legge elettorale, processo lungo e breve, finanziamento pubblico, riduzione spese militari e quant’altro (tutte cose importanti, sia chiaro!), rendiamo il nostro programma irriconoscibile poiché in campagna elettorale tutti quanti promettono cose analoghe e l’elettore una dichiarazione d’intenti come questa non la legge nemmeno. E se anche la legge poi se la dimentica.
        Non possiamo fare affidamento sul voto ideologico, dopo un trentennio di egemonia culturale del nemico. Né possiamo addebitare a Bertinotti l’attuale sconfitta, indipendentemente dalle sue colpe vere e presunte. La campagna elettorale l’hanno inventata per attrarre i voti degli indecisi, poiché gli impegnati in genere sanno già da prima da che parte vogliono andare. Gli indecisi hanno anche una memoria politicamente cortissima. Se anche ci sono stati errori (ma soprattutto timidezze e indecisioni) durante il rapporto coi governi Prodi, non mi pare certo questa la pena che stiamo scontando oggi.

  59. Credo sia appurato che il PRC da solo ormai non vada da nessun parte, in senso parlamentare. E’ chiaro che serve una alleanza che unisca le varie forze di sinistra, movimenti, micropartiti ecc. Ci vorrebbe una lista in cui ognuno ha la propria identità ma ci mettiamo d’accordo su una base comune. Il programma poi dovrebbe essere esposto in modo efficace. Una volta avrei aggiunto anche “programma serio” ma temo che la serietà non paghi, dunque a questo punto mettiamoci pure qualche vaccata new age e vediamo come va. E se non riusciamo a metterci d’accordo nemmeno fra noi quattro gatti che bene o male la pensiamo allo stesso modo sul 90% delle cose, allora è giusto che ci estinguiamo per sempre perché siamo solo una massa di chiaccheroni ottusi e incapaci. Siamo onesti e facciamo un po’ di autocritica.
    Alle elezioni si va non per far testimonianza, ma per avere rappresentanti eletti in grado di incidere o perlomeno far sentire la propria voce in sede istituzionale. Altrimenti rinunciamo alla corsa elettorale, evitiamo figuracce e facciamo i Testimoni di Marx andando a suonare i campanelli della gente la domenica mattina.

  60. Innanzi tutto buongiorno a tutti Segreteria e Lettori…. Sono un giovane militante che seppur giovane è da 11 anni tesserato e parte attiva nel suo politica della vita locale provinciale e in parte regionale di P.R.C. in Sardegna, esprimo in parziale parere deludente in riferimento al risultato elettorale di R.Civile in quanto unico appiglio e speranza rimasta in una Politica Italiana fatta di lobby, poteri forti e di minestroni vari proposti ad ogni tornata elettorale con aromi diversi ma sempre con gli stessi ingredienti; in grande maggioranza invece mi ritrovo ad esser compiaciuto della bocciatura non di R. Civile ma delle politiche errate e forzate di un progetto politico privo di dialogo con la base ancora una volta frutto di accordi fatti in segrete stanze con i ” trombati elettorali ” pescati un pò da vecchie face e un pò da nuove ” trovate ” cacciati da movimenti in neo formazione. Cara Segreteria la Politica non si fa chiusa in stanza ai C.P.N. o riunioni più o meno allargate, la storia di questo partito ha sempre fatto cardine e forza sulla piazza e sul popolo non su talk show e simili; essere aggiornati e tecnologici in funzione dei tempi che corrono non implica il trascurare le proprie origini storiche di formazione e organizzazione; e per la cronaca saper comunicare significa urlare in maniera anche arrogante ma comunque sentita sia su internet che fuori. Penso che tutti dal primo all’ultimo dovremmo farci un grosso esame di coscienza perché è sotto l’occhio di tutti che qualcuno più di noi della piazza e di Internet ha saputo farsi carico e parlare parlare e parlare. Cari miei è vero che ci si aspetta ora delle risposte in merito a chi ha fatto protesta e movimento; però è vero che probabilmente dire la propria opinione senza sapere chi sei cosa vuoi a chi appartieni, dove vuoi stare traducendo poi i buoni propositi in minestrine riscaldate è proprio sintomo di carenza d’identità politica e d’idee per questo credo che P.R.C. per quanto andrà a congresso e proporrà nuove ricette dovrebbe chiedersi prima cosa ne pensano i circoli perché se tutti noi militanti e iscritti ai circoli che siamo volano e motore di una complessa macchina partitica decidessimo di non accenderci più mi spiegate di un telaio vecchio e scadente cosa ve ne fatte; o volete ancora farci credere che questa è una buona macchina ma ci vuole pilota?! Un mondiale di formula uno non si vince con Alonso alla guida di un 126, ci vuole si pilota ma anche struttura e organizzazione che parta dal basso…. A buon intenditore poche parole

  61. Ma una domanda, Riv. Civ era una alternativa al sistema attuale? E’ stato ingroia o no che si proponeva come ministro della giustizia in un governo PD? Ovvero, fare la stampella al disgraziato PD! e poi li c’era tutto ed il suo contrario (ilaria cucchi e giardullo…) magistrati, guardie..lasciamo perdere. Sono d’accordo che la strada non e’ rincorrere il comunismo atomico di Rizzo, Ferrando e cannavo, ma neanche quella di continuare con i minestroni alle RC. O ci si mette in testa di invertire la rotta rompendo in modo definitivo e vero il cordone ombelicale (e mentale) che lega ancora una certa sinistra (quasi tutta quella non sub atomica e parte anche di quella sub atomica ‘movimentista’…) al PD o addio… Sara’ una lunga marcia, senza scorciatoie politiciste o belle mosse in presenza di scadenze elettorali. Almeno cambiamo direzione al treno.

  62. sil pitt, rispondevo a marco! Ma mi sa che non funzionano bene i commenti. il mio e’ finito non so dove. non importa, buona giornata a tutti ciao

  63. la segreteria Ferrero e la direzione attuale del Prc sono i soli responsabili del disastroso epilogo di Rifondazione capaci solo di pensare di conquistare un paio di scranni in parlamento….

    • Occorre un Obiettivo, una organizzazione, dell’intelligenza e determinazione. Riformare l’organizzazione adattarla agli obiettivi e sopratutto chiarire quali sono gli obiettivi, poi perseguire con determinazione gli obiettivi con o senza alleanze. la dirigenza passata aveva miseri obiettivi (entrare in parlamento e sopravvivere) da ciò il fallimento. Dai ragazzi, cambiamo tutto, riorganizziamoci e facciamogli il c…!

  64. Da militante di Rifondazione credo che le dimissioni siano un atto onesto ma da respingere, per proseguire sulla strada indicata nella costruzione di una sinistra antiliberista larga e plurale di cui Rivoluzione Civile può essere l’inizio. Ritrattare tutto non serve a niente, e le dimissioni non servono, altrimenti dovremmo dare ragione a Rizzo e iscriverci tutti al suo partito. L’ultima cosa che vorrei è vedere una sinistra ridotta ad un veterocomunismo ridicolo oggi.

    • il comunismo, anche non vetero…è ridicolo..oggi

      • Ridicoli siete anche voi, anche se tatticamente spero in una vostra durata: Servite per generare il disordine, unico fertilizzante per un cambiamento che sia reale e non pro forma.
        Neanche il tempo di mettere piede in parlamento è già c’è gente tra voi che si sbraccia per allearsi al PD, altri che chiedono il “governissimo” e quindi ben disposti a far morire quel processo di rinnovamento su cui avete fondato una intera campagna elettorale…
        Bada bene, penso altrettanto male di Riv Civ che si è dimostrata degna del controsenso che ha nel nome.
        Chi porterà la rivoluzione in Italia deve ancora venire, voi rassegnatevi ad essere entrambi un mezzo di transito…null’altro.
        Il M5S è qualunquista e basato dall’unione dei singoli 1+1+1+1 che in comune non hanno altro che la vocazione poltronaia, tempo 6 mesi e vedremo cosa resterà se Grillo non userà il pugno di ferro contro la base per tenerla insieme a forza.
        Il vostro individualismo, la rivendicazione di ciò che è impossibile restando fedeli alle logiche democratiche vi porterà allo sgretolamento; quando inizieranno a piovere soldi da PD e PDL a fronte dell’incapacità rinnovatrice su medio termine della vostra dirigenza vi scioglierete come la neve al sole confluendo sorridenti dentro a qualcos’altro (non come M5S ma come singoli componenti, ma questo ancora non lo capite).
        Abbiate compassione per Riv Civ, siete sullo stesso molo di caronte, solo che viaggiate a differenti velocità.
        I casini, quelli grossi e concreti sono ancora all’orizzonte, e non saprete cavalcarli con 4 urla, ve ne accorgerete.
        Arriverà un momento in cui il popolo italiano dovrà scegliere tra la sopravvivenza collettiva o individuale e li, soltanto li sarà il momento in cui le cose cambieranno: O liberi, indipendenti ed uniti sotto la comune Bandiera, oppure oppressi chini e schiavi singolarmente (ma comunque tutti insieme) sotto la scure dei mercati e dell’ U.E.
        Auguri se sperate di fermare questo processo.

      • e allora perchè hai votato per un programma che all’80% è comunista?

    • compagni, dobbiamo riflette ieri ho visto quello che hano fatto al circolo del prc di niguarda le hanno scritto BASTA SPOT ELETTORALI, LOTTA DI CLASSE e non gli puo dare tutti i torti!!a milano con maroni ci sarà un clima molto pesante per noi di sinistra!su la testa e la lotta continua nelle strade ANTIFASCISTI ANTICAPILISTI SEMPRE

  65. Cari compagni, invece di sparare addosso alla segreteria, dove con senno di poi siamo tutti bravi a dire “io l’avevo detto”, avviamo una seria e ampia campagna di tesseramento, diamoci delle direttive chiare e unitarie su come dare maggiore evidenza al nostro Partito adesso, subito. Rendiamoci conto che l’Italia è in una situazione di sbando vero. La nostra colpa è di non essere riusciti a proporci per come sappiamo fare come alternativa a questi partiti che a tutto pensano tranne che a governare l’Italia. Se andate per strada le persone oggi dicono: “ma perchè non proponete un vero partito di sinistra, che sia una forza di lotta e che non abbia come scopo quello di andare al governo, il PCI, anche se è stato sempre all’opposizione, ha permesso agli italiani di conquistare i diritti e il benessere che in nessun altro paese al mondo avevano”. Il fenomeno Grillo, a boccie ferme sta già “sfumando”, sta passando l’euforia e il PD, come solo lui sa fare, sta già preparando il terreno per una vittoria a tutto campo della destra. Sveglia compagni, se continuiamo a scannarci tra di noi ci affosseremo da soli come abbiamo fatto in questi anni. Il problema non è la segreteria, che si può sempre cambiare, non credo che tra di loro ci sia qualcuno incollato alle poltrone, il problema siamo noi che non riusciamo a ragionare come Partito. Occorre smetterla con queste divisioni interne, mozioni e scissioni ed epurazioni. Se le persone avevano bisogno di duri e puri del comunismo c’erano altri partiti che proponevano questo (PCL, partito di alternativa comunista, ecc.), ma che risultato hanno avuto? Vi era anche SEL per quelli che avevano voglia di un partito di sinistra allineato e propenso al “bene dell’Italia”, ma qual’è stato il suo risultato? Le persone non ci hanno votato non perchè vi era Ingroia o perchè la segreteria per l’ennesima volta ha sbagliato linea, ma perchè queste lacerazioni e continue frammentazioni ci fanno perdere credibilità. Apriamo una discussione interna, ma nelle sede opportune, nei circoli, sentiamo tutti i compagni iscritti, decidiamo una linea comune e lanciamo un appello di unità a sinistra a tutte le forze e dopo di che chi ci sta ci sta e andiamo avanti, ma in tempi rapidi!

    • Sono stato in prima linea con la Sinistra Arcobaleno e Bertinotti premier.
      Tutto cio’ che si poteva ,allora,fare e’ stato fatto.Non ci sono piu’ i referenti culturali e politici per esperienze di cartello o nostalgiche.
      Reputo l’idea di SEL,una sinistra moderna,non ideologica ma ideale,dei valori, attualissima.
      Coniugare modernita’sviluppo,giustizia sociale e’ fondamentale.
      Ci rimane solo questa esperienze,piccola,ma non punita dalle urne,da sviluppare.
      Che ne pensate,laicamente e non per schemi mentali chiusi?

  66. Ho 27 anni e da quando ho diritto di voto ho sempre votato PRC anche se non sono mai stato iscritto. Penso che nel 2006, so che non tutti sono d’accordo, fosse giusto provare a portare la nostra esperienza al governo. Il progetto è fallito ed è necessario voltare pagina con chiarezza, quella che è mancata in questi ultimi anni. Sia l’arcobaleno che rivoluzione civile non sono riusciti ad esprimere una vera alternativa al pd (e qui sta il problema, a prescindere dal risultato elettorale) ma semplicemente ne proponevano uno spostamento a sinistra attraverso un’alleanza di governo. questo perché mussi e vendola prima, bonelli e di pietro oggi vedono quello come unico sbocco possibile. purtroppo anche diliberto non riesce a vedere i comunisti se non come alleati di governo del pd. rifondazione, tra tutte queste forze, è l’unica che ha cercato di proporsi in discontinuità ma ha sempre finito per annacquare questa alterità mischiandosi con altri partiti e nascondendo il proprio simbolo. questo non deve mai più succedere. perché la presenza di uno sbarramento elettorale non può modificare la nostra linea. tra le altre cose sono convinto che se avessimo portato il nostro simbolo e le nostre idee avanti sin dal 2008 con coerenza e chiarezza, ora saremmo ben oltre il 4%. è necessario definire un obiettivo a medio-lungo termine che può essere fare di rifondazione il polo antiliberista (in linea con la sinistra europea) italiano, con una proposta programmatica chiara con al centro la difesa del lavoro, la lotta al precariato, la redistribuzione della ricchezza, i diritti. niente trattative per eventuali governi di centrosinistra, stanti così le cose, ma con la possibilità, secondo me, di fare accordi meramente elettorali per non pestarsi i piedi in alcune circostanze. riguardo le amministrazioni locali sarebbe interessante sostenere le migliori esperienze locali. io sono romano e penso non dovremmo avere dubbi sul fatto di sostenere la candidatura indipendente di sandro medici al comune. così come a roma c’è lui penso che nelle altre città ci siano esperienze simili dalle quali farci “contaminare” e così come ci sono a livello locale ci sono anche su più larga scala

    • - Concordo . Problema è rappresentato da dirigenti con cattiva volontà nel perseguire quella elementare indicazione che, anche tu, fai nell’indicare COME fare le cose dentro Rifondazione. Sembrava fosse semplice capirlo, così non è stato. Purtroppo. – domenico tucciarone, iscritto di Rifondazione a Roma -

      • avendo ascoltato più volte ferrero mi sembra che lui condivida l’idea di un prc primo attore partitico dell’antiliberismo. il problema è che si è scelta, con rivoluzione civile, una scorciatoia che si è poi rivelata un vicolo cieco. sono preoccupato piuttosto dal fatto che molte buone menti scelgano di intraprendere un percorso politico al di fuori dei partiti. la domanda a cui non possiamo non dare risposta è: è possibile invertire questa rotta o la forma partito è destinata a morire perché completamente screditata? io sono per scommettere in un ampio rinnovamento, in termini di democrazia e partecipazione, nel partito senza liquidarlo ma è la domanda è ormai improcrastinabile perché tante persone che avrebbero, 10 anni fa, combattuto le lotte attraverso il partito ora guardano altrove

  67. Mario Stalin

    Oggi raccolgo con l’aspirapolvere i resti della mia sinistra.Veramente non credevo arrivassimo cosi in basso, vedere oggi un Grillo primo partito d’Italia mi ha devastato e mi aperto ad un immensità di dubbi.Credo sia arrivato il tempo per cambiare, cambiare radicalmente, una nuova classe dirigente,che dia una speranza a tutti noi che per anni ci battiamo per un’Italia rossa e anticapitalista. Mai vergognarsi della falce e martello, quel simbolo che ci ha regalato i 3 capisaldi del nostro paese, la Costituzione del 48, la democrazia, e una moneta sovrana.Tutto ciò che oggi è minato da persone irresponsabili , banchieri senza scrupolo, che hanno reso il nostro paese uno tra i più disastrosi d’Europa, dove non funziona più nulla. Riprendiamoci il paese,DA SUBITO, torniamo nelle strade , facciamoci sentire, non aver paura di nulla e nessuno.

    • Ma come si può pensare di attirare consensi, di mobilizzare le masse, quando ci sono persone (o trolls?) che si firmano coi nomi di personaggi che sono fra i più grandi criminali della storia?
      Andate nelle piazze, nei mercati, nei posti di lavoro, nei circoli, nei centri commerciali, e parlategli di Stalin o di Mao e poi vedrere la reazione.
      Bisogna proprio avere un cervello ormai fuso (oppure essere un troll) per credere (o far finta di credere) che con tali “simboli” riformeremo un partito di massa.

      • Stai parlando di due personalità che la rivoluzione l’ hanno fatta e con partiti di massa. Gli antistalinisti o antimaoisti quante rivoluzioni hanno fatto? Quanti partiti di massa hanno i vari Ferrando, sinistra critica, partito d’ azione comunista ecc?

        • Vogliamo contare i morti che hanno fatto Stalin e Mao ?
          E per arrivare dove, poi ? Alla società marcescente e già mafiosa dell’ex Unione Sovietica o a quel grande campo di concentramento che è la Cina ?
          Ferrando ha fatto di sicuro meno danni. Forse perché non ne ha avuto la possibilità.
          Lascia fare questi vecchi e ormai atroci vessilli e guarda al futuro, contribuisci a dare un futuro al comunismo!

          • ma possibile che siamo così masochisti da voler essere sempre perdenti?
            guardiamo chavez, finchè era uno sfigato stavamo dalla sua parte, adesso che vince, fa cose per il suo popolo, per cuba e affonda il palo nel cuore degli stati uniti lo rinneghiamo.
            possibile che non si riesca a fare quella serena discussione auspicata fin dal 1991 in cui si riconoscano luci e ombre di grandi compagni che han fatto insieme grandi errori e grandi cose?
            Sono un maoista, ma preferirei parlare mille volte di più con un ferrando che fare un solo cenno di saluto ad un vendola.
            Cribbio! famo sta benedetta sintesi, famo pace con la nostra storia e andiamo avanti insieme.
            UNITI SIAMO MASSA, DIVISI SIAM SOLO CANAGLIA?

          • Ma levati dagli occhi tutta la propaganda borghese, i capitalisti possono anche accettare coloro che si richiamano al comunismo e guardano con benevolenza al trotskismo, ma non tollerano stalinisti-maoisti. Leggiti Ludo Martens: Stalin un altro punto di vista Zambon editore e capirai meglio la realtà storica senza i filtri dei nemici

          • Ma che propaganda borghese? Questa è storia!
            A me più che il punto di vista di Ludo Martens, interessano le condizioni di milioni di lavoratori stritolati dall’industrializzazione a marce forzate e dalla polizia stalinista.
            Né te, né Martens ci restereste un istante in quell’inferno. Noi europei dell’Ovest siamo abituati a strillare e a ribellarci per molto meno.
            Bisogna proprio essere digiuni di storia per non “sentire” l’enormità di quello che scrivi.
            Stalin ha ucciso la rivoluzione e creato il mostro poliziesco-burocratico che ha imposto decenni di “terrore” nell’Unione.
            Sorvegliare e punire, come in ogni classica dittatura che si rispetti.
            Ma tutto questo cosa ha a che fare con la marxiana dittatura del proletariato?

          • o uno o l’altro….. aut aut….. non mi sembra un granchè come sintesi.
            Indubbiamente Stalin qualche pecca ce l’ha, vedi primo grande balzo in avanti.
            Così altrettanto indubbiamente i dati sulle “atrocità” del regime sono esagerazioni in pieno stile emilio fede.
            Un libretto divertente “l’autobus di stalin” ad esempio, illustra con ironia e serietà come anche contanto tra i nati e i morti dal 24 al 56 gli ultraottantenni, i morti per epidemie, guerra etc etc etc, anagraficamente mancherebbero alcune decine di milioni di persone per arrivare ai 60.000.000. imputati a stalin.
            Questo perchè sulla storia di quel periodo le uniche due fonti prese in considerazione sono solgenizyn e kruscev.
            Il primo un dissidente anticomunista tout court e quindi ovviamente impegnato in un propaganda che a quei tempi era normalmente e per tutte le parti molto roboante ed esagerata (es. i comunisti mangiano i bambini), l’altro è stato sempre considerato inattendibile dal consesso internazionale per ogni dato fornito, meno che su quelli relativi alla destalinizzazione. curioso no?
            Ora far cambiare idea totalmente a chi è stalinista non è possibile, così come non è possibile far cambiare idea ad un antistalinista di ferro.
            Quello che possiamo fare invece e rilanciare la famosa discussione invocata dal 1991 e mai fatta, per trovare su base di dati scientifici e storicamente reali una sintesi che metta una volta per tutte la parola fine a queste annose questioni.
            Non basta far approvare una postilla antistalinista in calce ad una tesi congressuale per chiudere la questione.
            Suvvia non facciamo gli ipocriti. sappiamo benissimo che quando detta mozione è quella di segreteria, tanti compAGNI DI BASE CHE ONESTAMENTE LAVORANO, LA VOTANO A DENTI STRETTI per un male interpretato senso di disciplina di partito.

  68. alessandro

    ma è ridicolo si dimette la segreteria e da la nuova linea in contemporanea. compagni è ora di cambiare…

    • Sono d’accordo. E’ la prima cosa che ho pensato. Se ti dimetti ti dimetti.
      Dimettersi e dare la linea è prendere in giro i compagni.

    • Credo, invece, che sia obbligo di un gruppo dirigente, al momento in cui si dimette, proporre insieme un’analisi del fallimento (che è anche il proprio) e una proposta di uscita che tenga conto di quel fallimento e di quella analisi. Se non vogliamo dedicarci alla ricerca del capro espiatorio. Saranno poi i militanti del Prc (io non lo sono più) a decidere se accogliere analisi e proposta oppure fare altro. Forse perché non sono iscritto al Prc, perché ho un grande rispetto di questo partito e dei suoi militanti, con cui ho ben lavorato in questa difficile campagna elettorale, mi sembra ingeneroso e dannoso iniziare l’ennesima campagna di denigrazione.

  69. “Rivoluzione Civile dia vita a un vero e proprio processo costituente” ?
    Ah, ma allora non si è capito proprio niente… Errare è umano, perseverare è diabolico… No, non ci siamo, compagni, mi spiace ma devo dirvi addio, questa non è Rifondazione Comunista, è Rifondazione “Civile”…

    • …epurando ci si rafforza! affanculo bertinotti e tutte le sue consorterie!

      • Sei ironico, vero? Sei Corrado Guzzanti sotto mentite spoglie, no! Perché vuoi far credere che gli ultimi comunisti in Italia siano dementi?

        • Purtroppo sono veri e sono tanti!
          Mi cadono le braccia! Sembrano usciti dalle catacombe, con un armentario ideologico (si fa per dire) degna della terza internazionale….o della Romania di Ceaucescu.
          E questi son di rifondazione?
          E poi dice che la gioventù diserta…..

    • Josif invece di abbandonarci unisciti a tutti i compagni che vogliono ripartire nella ricostruzione reale di un partito comunista che possa proporsi come alternativa vera!
      Lasciare ora consentirebbe la vittoria di chi vuole archiviare la storia comunista in Italia: dobbiamo invece restare tutti uniti e invertire la rotta del nostro partito

      • fra' Dolcino

        Mi associo ai compagni di stamane! abbandonare ora significa regalare definitivamente Rifo ai socialdemocratici, invece i comunisti DEVONO riprendersela.Io rifaccio la tessera.

        • Della serie: continuiamo così, facciamoci del male…

        • Luca Casartelli

          Compagno Fra Dolcino,
          si DEVE rifare la tessera per poter votare al congresso che mi auguro ci sarà in tempi brevissimi.
          E poi votare.

          Vediamo se la base sceglierà Rivoluzione Civile o la rifondazione comunista.

          • Ciao Luca, scrivo dopo un po’ di tempo trascorso in distacco e riflessione, e lo faccio per tornare a rimarcare i miei punti di vista che già avevano preannunciato la disfatta totale per questa tornata, dove sventolando la bandiera del “fronte unico” è stata inscenata una tragedia grottesca che ha subordinato le rivendicazioni di classe al personalismo dei questurini arancioni.
            Rifondazione è morta, prendiamone atto: è minata dall’interno dalle tesi lassiste che si possono definire tutto fuorchè comuniste, incancrenata dall’opportunismo di una classe dirigente senza spina dorsale e senza capacità tattica…ma soprattutto dall’eccessivo dogmatismo, proprio dei “rossi” che si gongolano nel revanescismo pseudo-intellettuale incapace di fare proposte moderne e futuribili.
            Per moderno e futuribile ovviamente non intendo (come si è soliti intendere oggigiorno) moderate e permessiviste… La posizione ideologica comunista è nei suoi stessi termini fondanti radicale ed irriformabile, un “pacchetto completo” che si accetta o si rifiuta.
            Svincoliamoci una buona volta dai sorrisi buonisti tanto quanto dai personalismi “di corrente” del passato.
            Lo stalinismo tanto quanto ogni altra corrente sono inattuali, quindi è necessario distinguere se si vuole realmente fare politica come partito, oppure diventare una accozzaglia folkloristica come il PMLI che è più un circolo per chiaccheroni nostalgici che altro. Politicamente impresentabile, privo di pragmatica e totalmente inconcludente.
            Concludiamo dunque l’esperienza del PRC che è già votato alla morte e fondiamo un movimento che abbia nei suoi elementi fondanti non solo la “rifondazione” ma anche l’unificazione dei comunisti in senso lato. Smettiamola con tutte le altre chiacchere improduttive! Quelle le fanno già abbastanza i demagoghi della borghesia!!

          • Luca Casartelli

            Ciao Fuser.
            Pienamente d’accordo.
            Ci proviamo con il congresso che SPERO andrà a farsi.
            Altrimenti è triste vedere come in Rifondazione Comunista, sia vietato l’ingresso ai comunisti che vogliono l’unità comunista..
            Dallo statuto:
            E’ in questa generale prospettiva che il Partito della Rifondazione Comunista–Sinistra Europea propone al complesso delle culture e dei soggetti critici e anticapitalistici gli obiettivi di un nuovo partito comunista di massa, di un nuovo movimento operaio e di un nuovo schieramento politico di alternativa.

            Ciao

          • Erminio Liguori

            @ Fuser : quel che dici lo accetto al 90%, ma se prima non proviamo a raddrizzare Rifo, ove sicuramente, allo stato, sono la maggior parte dei compagni organizzati ( quelli fuori, cani sciolti come si diceva un tempo, sono CENTINAIA DI MIGLIAIA), sprechiamo una occasione:Ovvio che se la Segreteria si autorimandera’ in pista, non resta che traslocare, con la coscienza personale a posto e con quella di classe di riunire davvero tutti i comunisti SOVVERSIVI, tra cui mi onoro di collocarmi

  70. L’esito delle elezioni dimostrano una situazione di estremo disagio e confusione nel Popolo Italiano. Attualmente fa maggior presa la promessa di soldi a breve termine che diano un temporaneo e limitato respiro alle asfittiche tasche degli Italiani (senza un progetto di lungo respiro che consenta che gli eventuali benefici temporali diventino strutturali e senza considerare che eventuali provvedimenti potrebbero portare ad un ulteriore peggioramento della pressione fiscale a medio e lungo termine) e la ricerca di colpevoli facilmente individuabili per sfogare la propria legittima rabbia (ce ne sono ma la domanda è: “dopo aver neutralizzato i responsabili quali sono le soluzioni che possano migliorare la situazione per le future generazioni?”).
    È palese come la proposta di una maggiore legalità non accompagnata a promesse di aiuto nell’immediato (ma che non hanno la necessaria copertura finanziaria, vedi la lettera di eventuale restituzione dell’IMU che ha generato code alle Poste,)non faccia “presa” nelle menti della popolazione ormai ridotta alla sopravvivenza.
    Da qui nasce l’esigenza di un nuovo approccio che riesca a combinare un disegno che garantisca un futuro alle nuove generazioni e che, al tempo stesso, preveda un progetto serio (e non come quelli di “arcoriana” memoria) di aiuti a brevissimo termine per superare il grave momento economico.

  71. a scusa compagno se ti scrivo come donna, ma sono stanca morta a quest’ora
    e calmati, capisoc il momento ma sinceramente prendersela con me no!
    fraterni saluti ancora, sonia

  72. LA SCELTA DI CANDIDATURA DI INGROIA (PUR BRAVO CHE SIA) NON E PIACIUTA A MOLTI SIMPATIZZANTI DI RIFO PRIMO PERCHE CALATA DA CHISSA DOVE E SECONDO PERCHE NON E STATO FATTO UN PERCORSO DEMOCRATICO IN QUESTO SENSO MI E SEMBRATO DI RIVEDERE IL PERCORSO FALLIMENTARE DELLA SINISTRA ARCOBALENO AZZERIAMO TUTTO E CON UN PERCORSO DEMOCRATICO RINNOVIAMO TUTTA LA CLASSE DIRIGENTE PARTENDO DAL BASSO
    SALUTI

  73. Secondo me l’unica via d’uscita è questa:
    1) Dimissioni di tutti i dirigenti dei partiti e partitini che sono alla sinistra del pd.
    2)Individuazione di una nuova e più giovane classe dirigente.
    3)Costituente di un unico soggetto politico,chiaramente comunista,anticapitalista antiliberista.

  74. io credo che bisogna aggiornare la struttura politica di rifondazione continuando con il proggetto di rivoluzione civile, e introducendo l’esperienza di cambiare si puo come prerogativa congressuale, visto che non esiste una linea internazionale, credo che questo crerebbe direttamente una linea unica senza conflitti interni,anzi aumentando le capacità di integrare le diverse sfaccettature all’interno del partito,ciò crerebbe un ulteriore convergenza, ed eviterebbe eventuali fughe di compagni come nel caso del SEL,non dobbiamo piu sottovalutare nessuno perchè ogni compagno o compagna è il risultato di una lotta sociale politica e di diritti, dobbiamo optare per una apertura totalitaria a chi ha dimostrato coerenza all’interno del partito, dabbiamo dare possibilità di partecipazione attiva a tutte le segreterie nazionali, dobbiamo condividere i nostri spazi con realtà ormai a rischio di svanire, per avere piu forza e visione, del resto rivoluzione civile si è costituita velocemente sul livello nazionale, ora deve assestarsi nelle politiche locali, una buona possibilità di assestamento, bisogna anche arrivare a condividere lo stato di informazione, come formazione e tutela dei nuovi e vecchi compagni di lotta, il partito deve divenire scuola di che lo abita. Una tale formazione avviene da sempre nei partiti comunisti, con il presupposto di essere l’avanguardia tra le avanguardie. Grazie a tutti

    • IO CREDO SOLO UNA COSA, AL DI LA DELLE SOFISTICATE ANALISI SOCIOLOGIKE, POLITOLOGIKE BLA,,,,BLA….BLA….: FINKE AVREMO BISOGNO DI SOSTENERE E GIUSTIFICARE CON ACROBAZIE DIALETTIKE IL FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI, LA GENTE CI DISPREZZERA’ COME COLORO KE NON RINUNCIANO AL MALLOPPO, COME COMPLICI DELLA CASTA, SCIPPATORI INCALLITI RISPETTO A KI VIVE SITUAZIONI ECONOMICAMENTE DISPERATE. L’AUTOFINANZIAMENTO VOLONTARIO E’ L’UNICA SALVEZZA DELLA NOSTRA IMMAGINE, E BISOGNA ORMAI ESSERE ABBASTANZA UMILI DA ATTINGERE IL BUON ESEMPIO ALTRUI.

      • vi conviene portare avanti anche voi la battaglia contro il finanziamento pubblico…
        Farete bella figura a costo zero, tanto a voi non vi danno mai una lira che non arrivate mai al quorum…poveracci.
        Portate una bandiera ideologica che puzza di morto ma come vi viene in mente….
        Non è che siete anche cannibali ?

        • AhAHAHAHAH!!!Te l’ha scritta Casaleggio? Povero imbecille!!

        • e dopo che floppa anche grillo cosa fai ti suicidi? speriamo…ahahaha

        • Hai sparato la tua? Ecco… fai il bravo ritorna in bagno e risparati un’altra sega!

          • bravi compagni! è ora di finirla con questa idea suicida di parlare civilmente con tutti con tutti meno che tra di noi. il vaffa quando ci vuole va tirato. di seguito dopo averli zittiti fisicamente attrezziamoci a zittirli anche dialetticamente.
            Sarebbe bene ricordare che i nostri parlamentari si autodecurtavano lo stipendio del 40% per statuto.
            e che l’antieuropeismo che ora viaggia tanto sulle labbra dei grillini era un nostro punto fermo fin dal 1991.
            Se andiamo a vedere le proposte che hanno premiato grillo noteremo che al 70% sono quelle che ci hanno sempre caratterizzato.
            Le nostre istanze quindi sono sempre presenti. dobbiamo riorganizzare un partito che sappia intercettarli in un’ottica di blocchi storici.
            Ultima considerazione:
            invece di incolpare grillo che in nostra assenza ha intercettato(qualcuno lo doveva fare) dei bisogni che troppo presi da alchimie ci siamo scordati, cominciamo riconoscere che il PD è un nemico delle classi deboli. Quindi un nostro nemico e non un possibile alleato.
            Impegnamoci quindi a marcare le differenze, anche perchè mi sono veramente rotto le scatole di sentirmi dire che bersani è un comunista o che renzi è di sinistra.
            è tempo di scordarsi i salotti televisivi e tornare nelle piazze.
            Cribbio li si parla alla gente, non nelle sale conferenze di hotel di lusso.

        • sei un emerito imbecille manipolato senza cervello

        • Spartachista87

          Vai in culo.

        • dacci adriana

          questa coazione a ripetere insulti e cretinerie risponde forse alla tua scarsa autostima?Ti devi rassegnare i e le comuniste esistono in piena salute ideale,non è con il soffio di tempo individuale che si misura la giustezza di una scelta.

  75. Compagne e Compagni, la gente non ci ha votato per la divisione interna alla sinistra, infatti sia Riv. civile sia Sel sono andati male (tralasciando che quest’ultima è in parlamento grazie allo sbarramento agevolato dei partiti coalizzati). Bisogna creare una sinistra socialcomunista alla sinistra (scusate la ripetizione) del Pd, basta avere tre partiti (prendendo i principali) che litigano: bisogna prendere esempio dalla tradizione del PCI, ma non bisogna rimanere indietro, bensì adattandoci alla realtà di oggi (come ha fatto Berlinguer in passato, come avrebbero fatto Natta/Ingrao, se non avessero vinto i miglioristi). Lenin, il Che fanno parte della nostra storia, ma bisogna aprirsi a tanti movimenti e associazioni che posso contribuire a costruire un (citando lo slogan del PCF al suo 36esimo congresso), a un comunismo di nuova generazione, arricchendo l’eurocomunismo berlinguriano e portandolo ai giorni nostri. e bisogna cercare di andar oltre la logica delle correnti, cioè, evitiamo la guerra tra poveri..non è il momento oggi..

    • non sono convinto dell’ analisi. penso piuttosto che la sinistra si sia bruciata troppe volte con le coalizioni di centrosinistra e per questo sia non più credibile. già engels lo scrisse alla fine dell’800. Quante delusioni ha dato rifondazione alle aspettative dei suoi militanti e ai lavoratori quando ha sostenuto Prodi?
      Tanto meno è stata credibile l’operazione Ingroia. l’annunciazione è stata delusa dalla presentazione del leader della coalizione. poco trascinante anche dal punto di vista dialettico.
      Grillo diceva le stesse cose nella sostanza, ma le diceva in piazza e le sapeva anche raccontare alla gente.
      In italia per prendere voti occorre saper far sognare e rendere raggiungilbile una società diversa

      • Grillo è un pifferaio e agli italiani piacciono i pifferai (da Berlusconi e Lega a Grillo).
        Io trovo invece pertinente l’analisi di Francesco che non ha affatto parlato di centro-sinistra (se si legge bene il commento) ma di sinistra social-comunista.
        E la cosa sembra confermata dal pessimo risultati dei partiti “comunisti” che si sono presentati.
        Da questo a dire che vinceremo…..il passo è lungo, parecchio lungo.
        A meno che non ci si metta anche noi a fare i pagliacci e a suonare il piffero.
        A me Grillo ricorda Mussolini, scusatemi, ma è così.

        Tenete conto che continua a chiacchierare e chi pagherà il conto saranno i lavoratori, i pensionati e i disoccupati. A lui del popolo non frega proprio nulla. È un demagogo fanatico.

        • poi non dico di vincere subito ovviamente, ma scuramente di riuscire a:

          1. entrae nelle istituzioni per fare da tramite per portare le esigenze dei lavoratori e del popolo in parlamento;

          2. incalzare il PD sui grandi temi, in modo tale di avere voce in capitolo nelle importanti questioni.

          ho sempre sostenuto che le battaglie devono essere fatte ad ogni livello, per migliorare il mondo in cui siamo. all’epoca il PCI era comunque un punto di riferimento. la gente, i lavoratori, che dovrebbero essere la base del nostro elettorato, non riconoscono in noi un riferimento com lo era il Pci (di fatti votan Grillo, han votato la Lega nord, addirittura Berlusconi)

          Quanto ha Grillo..impallidisco al suo livello di paraculaggine..mi ricorda un misto tra il primo Berlusconi del 1994 e il primo Mussolini dei Fasci di combattimento del ’19!

      • infatti non ho parlato di allenaze col Pd o di Rivoluzione Civile..parlavo soltanto che continuare a presentarci in doppioni non porta a nulla..nella mia ottica noi (uso il noi anche se non son iscritto al PRC, ma lo uso da comunista) saremmo il motore trainante (tutto il contrario di quanto successo con Ingroia).

  76. alessandro fabi

    Domani sera si riunisce il CPR allargato ai CPF della regione Friuli-Venezia Giulia per “decidere” come presentarci alle prossime regionali di aprile 2013.
    Vediamo sino a dove arriviamo ( prima persona plurale ).

  77. skatenati electrolux

    scommettiamo che la direzione PRC congelerà le dimissioni della segreteria e poi saranno respinte, o confermata la fiducia?

    Ormai c’è il vuoto pneumatico che produce l’insignificanza politica ed elettorale. voto docet….

    • Luca Casartelli

      Lo temo anche io …
      Ma spero che prevalga il senso di responsabilità e rispetto verso il nome e verso i militanti.
      Staremo a vedere.

  78. Gervasio Ungolo

    che dire la direzione doveva fare questo gesto molto tempo prima dell’attuale voto e cioè quando dalla divisione con Vendola la direzione del partito non produceva alcuna spinta innovativa rispetto al passato ma a visto solo l’arroccarsi di alcuni compagnucci nel salvarsi la propria poltrona che poi altro non era che un treppiedi zoppo. La neo classe politica di guida del partito non ha più parlato a nessuno, non ha dato risposte e alle tante domande fatte di ritorno c’è stato solo il silenzio, l’isolamento dei compagni attivi sui temi e nei territori e lo sberleffo verso la base del partito. Più volte abbiamo chiesto del perchè la Basilicata fosse commissariata nei fatti. Chi si è voluto favorire? perchè i rappresentanti politici di questa regione non sono espressione dei militanti? Perchè Rivoluzione Civile non ha voluto dialogare con i tanti movimenti sparpagliati nei territori calando dall’alto i candidati alle politiche 2013. Perché non si decide di mettere da parte la nomenclatrura di questa regione poco chiara e ambigua nelle scelte politiche regionali. Eppure sono anni che i compagni lavorano per far emergere tutto questo e sono anni che la sola risposta è il silenzio alle tante tessere rimandate alla Direzione Nazionale e quelle non più rinnovate. Dispiace dire avevamo ragione. Non volevamo avere ragione vedendo il nostro partito disfarsi senza poter fare niente per mettere un tappo alla falla. E adesso che siete dimissionari è rimasto qualcuno che possa prendere le redini di quel poco che rimane? Vedremo i soliti nomi dei tanti gruppi interni che si sono formati senza che nessuno di questo abbia portato valore aggiunto alle lotte. Sarà solo la sarabanda delle posizioni interne dove ognuno è diviso su tutti, ognuno si mette a capo di una posizione improbabile. Non c’è bisogno che cambi la direzione e non c’è bisogno che si parte da Rivoluzione Civile, non si può ripartire da qualcosa che è già perdente…… Gervasio Ungolo

  79. ma non potevano dimetteri prima di fare la deleteria scelta Ingroia e Rivoluzione Civile??

  80. Alessandro Latella

    Cioè tutta gente che si divide sulle inezie per poi riunirsi in un salotto d’albergo per discutere sul perchè si è divisa…….. Questi sarebbero i dirigenti della sinistra di classe!!!

  81. Copio parte di un commento che ho postato già su un altro articolo. Dirò cose ovvie, ma che a quanto pare la segreteria sembra non comprendere.

    Innanzitutto io sono dell’ opinione che abbiamo totalmente sbagliato a presentarci con: liberali dell’IDV; magistrati vari; ex missini come Li Gotti che difendevano i poliziotti di Genova così come difendevano i fascisti dopo Piazza Fontana; con poliziotti come Giardullo che sono contrari ai numeri identificativi, e via discorrendo.

    Chi è impegnato nelle lotte sa quanto è facile prendersi, dopo le manganellate, anche denuncie e condanne. Dobbiamo rivedere completamente le alleanze.

    Poi vogliamo parlare del caso Agnoletto? Come diavolo sono state compilate le liste?

    Io mi sono turato il naso e ho votato Rivoluzione Civile, ma se continuiamo su questa strada io mi astengo o voto PCL

  82. Oramai non c’è più nulla da distruggere potete andarvene a casa e nascondervi.Ci vorranno anni anzi decenni prima di rivedere una parvenza di sinistra in questo paese (p.s. io non vi ho votato perchè se mi avete tradito una volta potete farlo ancora.
    A voi è mancata una sola cosa ,anzi due l’ESEMPIO e la COERENZA (non quella che dura uno, due anni,o lo scampolo di una legislatura, la coerenza che dura a VITA).

    • geson non sono d’accordo con questa teoria tutta italiana dell’infallibilità umana, la gente sbaglia, la gente paga!
      fare di tutta l’erba un fascio in questa nazione credimi non se ne può più!
      puoi votare chi ti pare e aver detto anche due verità, ma credimi le cose cambiano così come cambia la gente!
      è proprio tipico di questo popolo fare la voce grossa con chi è piccolo e così è oggi questa rifondazione comunista lontano parente di quella che fu di Bertinotti!
      puoi dire che continuare a cercare di essere formazione di governo è errore madornale, ok… puoi dire che il passaggio generazionale è ancora lontanto, puoi dire che ci sono ancora troppi parenti “poilitici” PD Rifondazione…ma dire che questa gente potrebbe tradire ancora denota quell’arroganza tipica italiana di essere perdenti nella vita, ma voler salire sempre sul carro dei vincitori!
      E’ una pena continuare a leggere che gli stessi cittadini con dentro Rifondazione, ma di cui Rifondazione è parte come te in questa sconfitta culturale italiana, ergano il dito puntato come a mostrare che tu la sai ben lunga!
      Ma sappi che sei solo un cittadino uno dei tanti che ne ha le palle piene di questa italietta tutta arroganza e prepotenza, esattamente come me che manco mi conosci!
      Magari hai pure votato Grillo, avrai anche fatto bene, ma la sostanza non cambia, non sei stato tu in prima persona a creare una forza alternativa l’hai cavalcata come hanno fatto milioni di italiani, cavalcare il cavallo vincente!!
      E ora? Puoi mettere la mano sul fuoco su questi rappresentanti che sono in Parlamento? Hanno avuto la benedizione dello spirito santo?
      Se non voti più Rifondazione fai bene, se tanti altri non voteranno più rifondazione va bene…ma sia chiaro Grillo è nato perchè la gente si è messa in gioco!
      I compagni e le compagne devono mettersi in gioco RADICALMENTE, non fare come a Masterchef e giudicare chi cucina!
      La dirigenza che abbiamo, per quanto non sia il caso di stargli addosso di più di quello che i risultati mostrano, oramai da tempo si giocava il passaggio di consegne!
      Questa RIFONDAZIONE COMUNISTA DEVE cominciare a smantellare il residuo dirigismo politico e abbandonare il sogno che la POLITICA SIA UN LAVORO A TEMPO PIENO e pensare di cominciare, mentre i compagni e le compagne devono cominciare a pensare una RIFONDAZIONE fatta con generazioni provenenti da RIFONDAZIONE COMUNISTA!
      BASTA con i politici cresciuti in casa e provenienti da storie PCI, DP ecc ecc…quei tempi sono finiti il nuovo millennio ha consegnato un modo diverso di afforntare la politica!
      Questo mondo da tempo è imploso le faide intestine passate hanno prodotto questi danni!
      Il correntismo deve andare in pensione, i Giornali interni al partito devono restare esclusivamente come Giornali d’opinione! I blocchi di voto dei vari dirigenti INTERNI al partito DEVONO SMETTERE di fare trappole BUROCRATIZZANDO qualsiasi tentativo innovatore!
      Basta avere DIPARTIMENTI di partito gestiti per MOZIONE o “TRADIZIONE POLITICA”…questo partito tra i tanti iscritti e iscritte non ha mai considerato come risorsa i vari “laureati” o “lavoratori” anche nelle lontane periferie dell’Impero d’Italia!
      Anche scorrendo i nomi dei Candidati DIRIGENTI POLITICI, soliti NOMI, lo ripetiamo BASTA: DILIBERTO, GRASSI, e altri non perchè non siano ottime persone, ma perchè sono espressione di ciò che ha formalmente distorto l’idea della politica, sono funzionari di partito totalmente scollati dalla società o comunque da quella che è la richiesta dell’elettorato di sinistra!
      Non lo dico IO, lo dice il voto, lo dice la base…addirittura neppure la difesa di DILIBERTO di Marco Travaglio in televione è riuscita!!
      Vogliamo andare avanti o dobbiamo ancora stare a parlare di Cheguevara, Trozky, Lenin, Stalin..nel senso dobbiamo stare vivere di rettorica o possiamo cominciare a parlare di Seattle 2001 nel 2013??
      Siamo fortemente in ritardo sul piano ideologico e affidarci chi ha brillantemente superato i propri esami non può tirarci fuori dal pantano oggi!
      La dirigenza di Rifondazione Comunista era eccellente fino al 2006…poi pian pian piano è diventata vetusta, ma non per colpa degli uomini (cioè non è colpa loro), ma per il emplice motivo che non esistono uomini per tutte le stagioni!
      Non sono i vecchi che devono spiegare ai giovni cosa era il comunismo o almeno la social democrazia ieri, sono i giovani che devono spiegare ai giovani cosa sia il comunismo o quantomeno la social democrazia oggi!!

      • P.S. DIliberto e Grassi sono due nomi a caso, di quello che sento dire in giro da chi non ha voluto votare Rivoluzione Civile…a questi aggiungo anche Ferrero in quanto ex Ministro e quindi nell’opinione personale della gente veniva visto come “Colluso”…coi politici anche se questi (apparte Diliberto che manco è del PRC a causa dei suoi infinti tentativi di accarrozzamento) globalmente venivano visti pulti.

        Era obbligatorio fare questo appunto.

      • dacci adriana

        Semplicistico e RENZIANO!

  83. - A fine novembre 2012 avevo inviato questa missiva al segretario Ferrero. L’ho ripresa e ritengo fare cosa utile portarla a conoscenza di tanti che sicuramente non l’hanno mai letta. Non ho avuto un cenno di presa visione (e sono un iscritto da molti anni) dello scritto da parte di Ferrero né della sua segreteria. – glielo ho rispedito come potete vedere- buona lettura.

    Ogg: R: Quando arriva la cavalleria?
    -Messaggio originale—-Da: dtuccia@inwind.itData: 25/11/2012 20.26
    - – L’ancora fresco CPN , comitato politico nazionale , di RC non sappiamo se è stato ingerito o già digerito dall’articolato corpo militante di Rifondazione Comunista. Il segretario Ferrero nell’intervento di chiusura , termina, oltre che con un richiamo alla vita o alla morte dell’organizzazione RC (tralascio platealmente qualunque considerazione sulle voglie filo governative del prof. Diliberto), anche con un accorato appello alla difesa della sovranità nazionale. Sicuramente la sveglia (grazie Diliberto) che si è beccato lo ha riportato con i piedi per terra, lui ed consiglieri della segreteria. A cascata il tempo sciupato nella ricerca di una rassicurazione su accordi con SEL e PD durante il primo anno del governo Monti ha provocato localmente gli atteggiamenti meno comprensibili per un militante. Quello che si è respirato è che qualcuno pensava di vivere ancora nel primo decennio del 2000. Sotterfugi, sottobanchi, manfrine, i vedremo, i diremo, i proveremo messi in piedi da eletti di RC, non tutti, (municipali, provinciali, regionali, parlamentari ora ex ) che convinti di avere ancora una attrazione tra i lavoratori, non si rendevamo conto del baratro che avevano scavato ai danni di una organizzazione la cui base non ha mai smesso di stare per la strada, di lottare ovunque le forze locali lo permettessero. Parlo della base perchè Direzioni cieche ed indulgenti (ancora adesso) confondono i propri rapporti interpersonali e privati, con ex compagni del Partito della RC, con la guida della rappresentanza dei militanti. E’ vero , come sottolinea Ferrero , che i ponti in politica non vanno abbattuti, ma tu intanto la tua strada la devi percorrere senza imitare Bitossi. Bisogna sempre ringraziare chi prima o poi fa chiarezza, sopratutto se si allontana da te. Se il mio segretario federale è incerto , devo pensare, ragionare sull’idea che quel modo di fare parte dalla Direzione, dalla Segreteria di RC. Da te Ferrero. Dal 2007 sono giunte (per esempio) email sul mondo del turismo a Roma. Non una risposta, una considerazione. Come Direzione state spesso a Roma: di voi non se ne vede uno in giro. Come in Sicilia.- State preparando il terreno alla grande infornata per Beppe Grillo. Ancora non vi decidete su una azione d’urto su un settore del lavoro in un generale stato di devastazione di quel mondo in Italia. Avete timori di urtare qualcuno? C’è qualche norma che non corrisponde alle regole imparate su libri di ragioneria che non può essere intaccata? (nevvero Fantozzi?). Ancora stiamo a preoccuparci delle compatibilità messe in piedi da altri e noi non possiamo/non siamo in grado di costruire nuova astrazione su quello che ci accade intorno? – Pregate in ginocchio e con i ceri grossi il Santo che volete perchè se alle prossime elezioni politiche rimane un qualche sbarramento, l’unica cosa di sinistra, progressista, che guarda in avanti e non dietro o ai lati, sarà quella che qualunque cittadino di buon senso farà indirizzando il proprio voto proprio sul vituperato M5S per rompere catene alle quali siete ancora legati. Se non lo fai o sai fare tu prima o poi altri lo faranno. Tante pagina lette, forse mai abbastanza comprese, diventano una beffa proprio per noi. Siete ancora in tempo, forse. – Una nuova generazione di Comunisti attende di potersi muovere dentro un Partito che non riesce o sa muoversi. A Gubbio cosa è successo? E’ proprio vero che la vigilessa era stata molestata e che i soldi erano stati intascati da quel compagno? Lo dico perchè, pensa tu la vita.., è successa una cosa simile a Roma. Ai tre consiglieri Municipali superstiti su 20 circoscrizioni (al netto di quelli che dopo aver provocato i danni, pur eletti si sono trasferiti in Sel, almeno a Roma) dopo che il voto popolare ha cacciato Rifondazione dal Campidoglio, è stata rivolta l’accusa di non versare i soldi alla Federazione (questo addirittura nel documento di bilancio del CPF di Roma). Ebbene bastava una telefonata (anzi tre ) e tutto si sarebbe chiarito. E invece.. – Ma a Gubbio cosa sta succedendo? Siamo sicuri che il compagno Gelmini non abbia commesso una autentica cappellata? –
    – domenico tucciarone, militante di RC nel Circolo Panzironi,Primavalle,Roma.

  84. Scusate, sono un’idiota, è colpa mia, ho sbagliato a cliccare prima :D

  85. Grazie per non aver pubblicato il commento

  86. Lidia Menapace chi? Ah, quella che votava per la guerra in Afghanistan, spacciandola per missione di pace. E ancora ci chiediamo perché la gente non vota più a sinistra?

    • Quoto emerenziano, e aggiungo che almeno la metà dei nomi in calce al comunicato di Astengo sono di gente che dovrebbe ritirarsi a vita privata.

  87. Fino al G8 di Genova, e ancora un po’ dopo, i circoli di Rifondazione erano pieni di giovani. Li avete fatti fuggire! La base di Vicenza, il voto delle missioni militari, le ambiguità sulla TAV (in Valle con i manifestanti, a Torino con Fassino). E nessuna autocritica dopo le elezioni del 2008. Avete distrutto tutto quello che c’era da distruggere. Adesso è tardi.

  88. ma andate a lavorare!!!!!! e basta mantenervi!!!!! fate come tutti: andate a cercare un lavoro vero. basta, a casa. e un minimo di dignita’, per dio!

  89. Pochi ricordano che il successo di Rifondazione era dato da alcuni punti essenziali:
    - fuori l’italia dalla Nato;
    - no al trattato di Maastricht,
    - abolizione dell’ICI;
    - no alle privatizzazioni;
    - lavorare meno per lavorare tutti (ovvero le 35 ore)
    - nessuna amnistia;
    sono passati solo vent’anni eppure sembrano secoli, dato che è stato fatto esattamente il contrario.
    Adesso ditemi: è cambiato l’elettorato oppure è cambiato il partito?

  90. ma andate a lavorare per favore. e basta. andate a cercarvi un lavoro come fanno tutte le persone, e basta. e se non siete in grado emigrate. e basta mantervi e andate a lavorare. e basta. andatye a lavorare!!!!! ciao ciao

    • cara sonia, ti è sfuggito che noi non siamo in parlamento.
      Nè in quello appena passato nè in quello che verrà, quindi i nostri dirigenti, anche quelli dimissionari che non mi piacciono affatto non percepiscono uno stipendio istituzionale, nè rimborsi elettorali.
      Quindi tranquillizzati, non li paghi tu con le tue tasse, nè le istituzioni sempre con le tue tasse.
      Il loro stipendio, peraltro basso lo paghiamo noi, i militanti e questo lo facciamo per buona fede verso le nostre idee.
      Oltretutto molti compagni di base, ti farà piacere sapere, lavorano, facendo anche lavori duri e umili, come netturbino od operaio, dividendo il loro poco tempo libero tra vita privata e impegno politico.
      Anche questo per buona fede nelle idee. Potrai non condividere le ultime, ma quanto meno la prima(che ripeto non grava sui bilanci pubblici) dovresti rispoettarla… quel tanto che la tua intelligenza e la tua conoscenza delle cose ti permettono di fare ovviamente.
      Nessuno chiede a nessuno sforzi superiori alla sue possibilità, quindi in caso contrario avrai tutta la mia comprensione.

      • carissimo marco, so benissimo chi siete, come gudagante e dove ”lavorate”. detto cio’, si vede che siete caduti in basso e anche ceramente tanto. Essendo io una delle compagne operaie di che parli e il mio ”andate a lavorare” era riferito ai vari vendolaindi e seguaci del pd che intervengono insultando in questo sito. e che se avessero un minimo di dignità dovrebbero dimettersi. hai insultato una compagna che da anni lavora ”gratis” in un circolo territoriale, in cassa integrazione e con due figli. brava! e grazie, spero solo che tu non sia parte di quelli che stanno con lo stipendio dle partito. perhce’ se siamo in mano a gente cosi poco intelligente e piena di aggressivita’ allora si capisce bene l’esito di queste elezioni.
        vedi di darti una calmata. sono isciritta a rifiondazione da prima di te e se ti capita passa dalla fabbrica adarci una mano, che siamo senza mensa. invece di stare su internet a insultare i compagni del tuo, se tuo e’, partito.
        fraterni saluti

        • ho un’edicola/libreria dell’usato. lavoro 15 ore al giorno e porto a casa uno stipendio da operaio. Detto questo se ho male interpretato il tuo messaggio me ne scuso. Se invece non l’ho male interpretato,vale sempre quello di cui sopra.
          E te lo dico da persona che è sempre stata nella minoranza interna del partito. Fui criticato quanto te, perchè in piena era bertionttiana parlai alla deiana quando venne nel mio circolo dandole sempre del lei e rifiutandomi di chiamarla compagna. Fui severamente reguardito quando a franco giordano dissi che il segretario bertinotti doveva smetterla di scodinzolare nei salotti televisivi e tornare nelle piazze, tra i lavoratori.
          Gioisco più di te all’idea di vedere i due soggetti di cui sopra andare a lavorare.
          Detto questo, adesso non ci serve pensare a queste cose. Oscuriamoli e dedichiamoci al nostro vero lavoro primario. Ricomporre la diaspora comunista.
          Ho visto troppi compagni veri mollati per strada, sinceramente mi sono rotto e vorrei provare ad invertire la tendenza

        • dimenticavo… per amor di precisione sono un fortunato possessore della tessera bianca targata 1991. Ma spero che non siamo arrivati a contare i punti fedeltà. Non ci servono queste cose in questo momento. Oddio, queste cose non dovrebbero servire mai.

  91. Questo comunicato è vago come la strategia politica utilizzata dalla direzione nazionale.
    Al Congresso nazionale si deve decidere che scelta fare senza continui tentennamenti. E per molti è giunta l’ora che ritornino a lavorare e a svolgere il semplice ruolo di militanti.
    Due volte di fila alle elezioni con un’alleanza pastrocchio e due volte di fila fuori dal Parlamento.
    Potevamo rimanere fuori anche da soli, ma così abbiamo perso battaglia e dignità.

  92. Credo che rifondazione debba ripartire con un progetto di SINISTRA. Queste elezioni hanno fatto vedere il partito unico dell’euro, dell’austerità e del liberismo conservatore. Le voci fuori dal coro sono state grillo (un po’euro critico, solo un po’) e forza nuova…
    Ferrero sull’europa dice cose giustissime e io per quelle cose l’avrei votato, purtroppo Ingroia diceva l’esatto contrario. Come si fa a fare una coalizione in cui il voto di una sacrosanta difesa delle classi lavoratrici (che l’euro e i trattati stanno massacrando) finiva insieme a quelli europeisti iper convinti??

    Credo che si debba smettere di essere ambigui e allearsi solo con chi condivide uno stesso progetto politico (sinceramente ingroia+ferrero era come mettere destra insieme a sinistra). Errore.
    Vogliamo la sinistra radicale!

  93. Gianfranco Sabatini

    Era prevedibile che finisse così. E’ stato tradito lo spirito di “Cambiare si può” dove partecipavano tantissimi compagni che appena hanno visto apparire dinosauri come Diliberto e Di Pietro se ne sono andati.
    Bertinotti per abbandonare e tradire i movimenti per il governo ci mise 4 anni. Ferrero si credava più furbo e ha provato l’operazione in poche settimane. Andate tutti a casa. Dovevamo rifondare il comunismo abbiamo convissuto per anni con il fantasma del PCI. E non ricominciamo con la balla della falce e martello perché il PCl non mi sembra abbia grandi risultati. Serviva una sinistra anticapitalista e un lavoratore candidato premier.

  94. Premessa: sono Giorgio Riboldi ex segretario del circolo PRC Rosa Luxemburg di Milano dal 1994 al 1997 ed ex componente della commissione regionale di controllo in Lombardia, attualmente dell’associazione SU LA TESTA l’altra Lombardia (http://www.laltralombardia.it/chisiamo.html)

    Prime valutazioni sulle elezioni politiche del 24-25 febbraio: le nostre previsioni erano giuste ed adesso rilanciamo le lotte e il conflitto
    “Se votare facesse qualche differenza, non ce lo lascerebbero fare” ( M.Twain)

    La campagna elettorale per le elezioni politiche ha riempito le pagine e gli spazi dei quotidiani, delle TV e della RETE negli ultimi tre mesi.
    Indubbiamente esse hanno rivestito una notevole importanza, perché dovevano decidere quale “frazione” del capitale avrebbe governato l’Italia nel prossimo periodo di crisi dell’organizzazione economica capitalistica. Questo, per ora,
    non si è manifestato ancora chiaramente a causa delle legge truffa elettorale che non consente risultati chiari ed univoci. Di certo ci sono però alcuni dati incontrovertibili che il voto ha determinato:
    1) gli assetti politici ed istituzionali sono stati ribaltati
    2) PD e PDL hanno perso milioni di voti
    3) Il Movimento 5 stelle è diventato il primo partito alla Camera, perché ha saputo interpretare meglio di altri il malessere e la ribellione contro la corruzione dilagante diffusi fra gli elettori
    4) I residuali partiti di sinistra con Rivoluzione Civile sono stati spazzati via inesorabilmente, perché
    incapaci di interpretare i bisogni e le esigenze del nuovo-proletariato (operai, studenti, precari di ogni tipo, partite IVA, pensionati poveri ecc…) e perché percepiti come vecchi e corresponsabili di alcune malefatte del sistema.
    Queste elezioni hanno avuto un altro merito, quello di costringere l’opposizione sociale e le soggettività antagoniste a riposizionarsi rispetto all’organizzazione del conflitto e alla costruzione di una formazione in grado di rappresentare più compiutamente gli interessi di classe, al di là di tutti i settarismi e le auto-referenzialità che le hanno paralizzate e travolte negli ultimi 20 anni e più.
    Molti “a sinistra” si sono adoperati per dare questa o quella indicazione di voto, in base anche al teorema del Meno-Peggio.
    Noi non siamo stati tra questi, perché abbiamo preferito sviluppare un ragionamento per sostenere che in questa
    fase storico-politica l’astensione dal voto (ricordiamo che il voto non è un dovere, ma un diritto che si può o meno esercitare) non solo è giustificata, ma può costituire un atto militante di responsabilità con l’obiettivo della
    delegittimazione di tutto l’apparato parlamentaristico e di governo borghese, oltre che di qualsivoglia “ lista improvvisata di sinistra” che pretendesse di arrogarsi il diritto di rappresentare strumentalmente gli interessi di classe
    del nuovo-proletariato e del movimento di lotta in generale.
    Le teorie, le idee e le pratiche di comitati, associazioni e circoli indipendenti non sono state rappresentate, neppur lontanamente, da nessun partito o lista che ha partecipato a questa scorribanda elettorale.
    L’astensionismo e, in parte, anche il voto al Movimento 5 stelle ha costituito una forma seria e militante di protesta che nulla ha a che vedere con il qualunquismo astensionistico endemico al sistema borghese di rappresentanza.
    Non si può più delegare a forze impresentabili o pseudo-democratiche la rappresentanza delle istanze sociali di radicale cambiamento.
    Abbiamo voluto respingere la logica truffaldina, manipolatoria e ricattatoria del meno-peggio, perché si è cercato di diffondere il timore e il senso del precario per farci accettare il pensiero unico e qualsiasi soluzione politica e
    il punto di vista della classe dominante. Va trasferita nel campo nemico la paura che cercano di infonderci.
    Oggi è richiesta maggiore lucidità e consapevolezza e questo ricatto andava respinto al mittente.
    Altre volte, purtroppo, questo ha funzionato, facendo leva sull’anti-berlusconismo.
    Non consideriamo il bandito Berlusconi meno pericoloso di un tempo, ma constatiamo che anche coloro che formalmente oggi si sono presentati come alternativi a lui (Bersani,Vendola e Monti), hanno sostanzialmente lo stesso
    progetto e non hanno fatto nulla in questi anni per contrastarlo realmente. Al contrario, nell’ultimo anno e mezzo hanno governato insieme e hanno condiviso e votato in parlamento le più criminali e violente scelte del massone Monti su
    mandato dell’Unione Europea. Monti, massone del 33° rito scozzese, più che svolgere il ruolo di presidente del Consiglio dell’Italia ha operato come terminale della BCE (Banca Centrale Europea) e del FMI (Fondo Monetario
    Internazionale), essendo presidente europeo della Trilateral, un organismo composto dagli uomini e dalle donne più potenti del pianeta che decide, condiziona e impone le scelte economiche a quasi tutti i governi del mondo. In
    sostanza le politiche socio-economiche del centro-destra e del centro-sinistra sono due facce della stessa medaglia.
    Quale sarebbe stato allora il meno peggio da poter votare? Qualcuno sostiene essere la lista “Rivoluzione civile”.Questa era, di fatto, un cartello elettorale composto dai partiti residuali della “sinistra” in via di sparizione
    e tenuta insieme dalla figura pubblica del magistrato Ingroia. Non era una formazione strutturata e si è costituita tre mesi fa in modo raffazzonato e senza un programma articolato, dopo aver liquidato brutalmente il generoso
    tentativo di “Cambiare si può”. Rivoluzione civile si basava su un’ideologia iper-eclettica(si va dal moderato-legalitario Di Pietro al reazionario verde Bonelli, fino al nulla di Ferrero e Diliberto, ex RC ed ex PdCI) che sarà all’origine di un esplosione di contrasti e contraddizioni subito dopo aver metabolizzato lo choc elettorale. La lista Ingroia ha posto al centro della sua propaganda la difesa della legalità contro i poteri criminali, questo è il vero cemento che ha tenuto insieme queste “debolezze” che erano divise, in realtà, su quasi tutto. Poca attenzione sui temi del lavoro, sui salari bloccati, sull’attacco alla scuola e alla salute pubblica ecc…Un altro aspetto che va sottolineato è che all’interno di questa lista albergavano ben 3 ex-ministri (Ferrero, Di Pietro e Diliberto) di governi precedenti, tutti corresponsabili,
    in quanto ministri, dall’aver avallato il finanziamento delle truppe in Afghanistan, i provvedimenti che hanno aggravato le condizioni di vita di milioni di persone, il non aver approvato una norma elementare sul conflitto di interessi contro Berlusconi, l’avere deciso e avallato il finanziamento del TAV (Di Pietro ministro delle infrastrutture) ecc…
    Per queste e molte altre ragioni, l’opposizione sociale e molti lavoratori, precari e no, non hanno potuto riconoscersi e legittimare una formazione che, in ultima analisi, si è costituita per garantire l’elezione in parlamento ai quattro segretari dei partiti residuali , storicamente ormai superati ed obsoleti.
    Occorre aggiungere che le istituzioni e le campagne elettorali la sinistra antagonista le deve saper “usare” per accentuare le contraddizioni del sistema capitalista e delle forze borghesi e per smascherare di fronte alle masse
    l’inganno e la mistificazione della falsa democrazia borghese, basata sulla delega e sulla deresponsabilizzazione dei cittadini.
    E’ da più di un ventennio che in Italia i partiti di “sinistra” hanno operato coscientemente, e con incoscienza, per la distruzione delle teorie e delle idee socialiste e comuniste. L’aver scelto di abbandonare il marxismo come metodo
    scientifico di interpretazione della realtà e dei processi storici ha portato al progressivo dissolvimento di qualsiasi formazione che potesse rappresentare gli interessi e i bisogni del nuovo-proletariato (operai, lavoratori precari,
    studenti e ricercatori senza futuro, lavoratori pubblici, pensionati poveri, l’area sociale delle partite IVA ecc…).
    Bertinotti, Vendola, Diliberto e i loro accoliti hanno dato un contributo decisivo all’ottenimento di questo risultato catastrofico e drammatico e a diffondere sfiducia e rassegnazione fra i militanti in buona fede. Queste
    valutazioni sono suffragate dal fatto che l’Italia è l’unico paese dell’Europa occidentale a non avere né un partito comunista strutturato e organizzato, né un solido partito socialdemocratico di massa come in Francia, Germania ed
    Inghilterra. Non si può definire socialdemocratico il PD, perché in esso prevalgono ampiamente delle connotazioni liberal-democratiche moderate.
    D’altro lato la frammentazione e l’inadeguatezza teorica, culturale e politica delle soggettività antagoniste non ha ancora consentito di avviare un processo di rifondazione serio e rigoroso di una formazione anticapitalista, di classe, unitaria, radicata nel sociale e con un un programma credibile di uscita e abbattimento del sistema economico capitalista, che ci sta portando alla miseria generalizzata.
    Un altro aspetto, che in questa contingenza ha rafforzato la scelta dell’astensione (noi non siamo astensionisti per principio sempre e comunque), è la constatazione che queste elezioni rischiano di essere sostanzialmente
    inutili. Non solo perché i due rami del parlamento rischiano di essere paralizzati per la mancanza di una maggioranza netta in uno di essi, ma anche perché i parlamentari( esclusi quelli del Movimento 5 stelle) saranno una sorta
    di “figure formal-virtuali” più o meno impotenti e limitati nell’azione . Infatti i bilanci, le politiche economiche e di welfare saranno subordinate, vincolate e sottoposte al controllo e all’autorizzazione dei vari organismi
    burocratici-amministrativi della UE. Si tratta, in sostanza, dell’annullamento della nostra indipendenza nazionale.
    Quasi nessuna delle forze politiche presenti in questa campagna elettorale ha denunciato con forza questo vincolo che potrà essere “rimosso” solo con grandi mobilitazioni e lotte sociali coordinate in tutti i paesi dell’Unione Europea.
    Aleggia quasi un timore culturale e politico nel pronunciarsi contro il trattato di Maastricht e gli altri trattati europei che hanno asservito totalmente il nostro Paese agli interessi del capitale internazionale. La battaglia contro i vincoli che ci impone l’Europa non può essere lasciata alla destra più becera e reazionaria.
    Il pareggio di bilancio e il fiscal compact, imposti per legge, costituiscono oggi un vincolo insormontabile per qualsiasi governo moderato.
    Si devono elaborare, proporre e praticare politiche di incompatibilità economica con
    l’attuale sistema capitalistico e di rottura costituzionale e istituzionale. Questo però richiede mobilitazioni di massa prolungate e degli organismi in grado di sostenerle e coordinarle. E’ questo il compito enorme che l’opposizione sociale e le avanguardie antagoniste si devono porre nell’immediato futuro. Tutto il resto è fuffa, menzogna, mistificazione e strumentalizzazione della buona fede dei cittadini.
    In campagna elettorale non si possono proporre traguardi mirabolanti, sapendo che finché si accettano le logiche e la dialettica di questo sistema non si potranno mai raggiungere obiettivi strategici. Ad esempio dire che si vuole
    abolire il Fiscal Compact è in sé una cosa giustissima, ma non dire in che modo e con che tipo di mobilitazione rischia di essere utopistico ed anche un po’ truffaldino.

    Di fronte a questa situazione si rende più che mai necessario intensificare l’impegno nel costruire organismi di CONTROPOTERE in grado di rappresentare i bisogni e gli interessi fondamentali del nuovo proletariato e, in embrione, la nuova organizzazione non gerarchizzata della futura nuova società.

    SU LA TESTA l’altra Lombardia

    27 febbraio 2013

    • la congiura degli eguali

      la segreteria ha steso quel comunicato perchè convinta che la maggioranza del partito ancora li sostiene; leggere tutti gli interventi dei compagni comporta troppo tempo che non è possibile avere; però sono tantissimi gli interventi in sintonia con la segreteria; interventi che motivano la giustezza della scelte di rivoluzione civile; interventi che io ritengo inappropriati nel saper cogliere le causa della disfatta; per cui cari compagni se a prevalere è il comunicato pietoso della segreteria, rifondazione sarà destinata alla estinzione che non più incipiente è in fieri; in forme molto ridotte per rifondazione sta avvenendo da tempo quello che nel pci portò alla bolognina, approvata dalla schiacciante maggioranza degli iscritti; per cui le colpe dellla disfatta elettorale devono,ricadere soprattutto in coloro che hanno approvato tutte le scelte di alleanze elettorali che il gruppo dirigente ha proposto in continuaszione,;spirito critico dei compagni consensienti quasi nullo, tutto ciò che propone il segretario è ben detto; la colpa del disastro viene ridicolmente addebbitata all’oscuramento mediatico, quando intanto vi siete oscurati in rivoluzione civile; il simbolo del quarto stato rappresenta lo stato dei lavoratori, quindi uno stato anticapitalista; il gruppo dirigente del prc glissa sull’anticapitalismo per parlare di un generico antiliberismo; chiudo domandandovi se in campagna elettorale avete posto l’accento sull’antimperialismo e sulla necessità di uscire dalla nato e dall’europa dei banchieri.

  95. E’ dal 2008 che non siamo capaci di interpretare il disagio sociale. Sono tre volte di seguito che perdiamo e diamo la colpa al destino cinico e baro e all’oscuramento mediatico. Dovevamo utilizzare questi 5 anni per radicare di nuovo il partito sui territori e nei luoghi di lavoro, parlare on la gente, cercare di capire i loro problemi e cercare di capire come potevano migliorare le condizioni materiali di vita degli ultimi dei giovani e dei precari. invece i nostri dirigenti in modo caricaturale sono stati a fare i nostalgici con le bandierine e a spartirsi i rimborsi elettorali., allontanando gente che nella società, nel proprio lavoro si è formato competenze specifiche preferendo i soliti yes man che campano di politica, ragionano con la testa degli altri perchè altrimenti se osano criticare il ras del partito di turno li licenzia. Tutti a casa dovete andare. Tutti. PArlate di difendere i lavoratori e non avete mai lavorato un’ora in vita vostra. p.s. sono iscritto al prc dal 1998. A me personalmente un partito che non modifica le mie condizioni materiali di vita non serve a una benamata

  96. Superate le ore più amare,è tempo di riflessioni ponderate.Non credo che Cossutta,Garavini,Bertinotti,Ferrero,siano stati dirigenti di secondo piano.Ognuno ha messo del suo,con meriti ed errori.Mettiamoci una pietra sopra.Sono tanti i disillusi che vorrebbero impegnarsi nella ricostruzione di un radicamento comunista.Senza settarismi ,nè malinconiche nostalgie.Il lavoro sarà duro,richiederà pazienza e rispetto verso le posizioni più incomprensibili.Riscoprendo quella fraternità,che,a dire il vero,ho conosciuto solo dal racconto dei compagni più anziani.Rinunziare a quella radice dell’intolleranza,a quell’odio,che più che di classe,rammenta l’invidia del piccolo borghese.Terapia?Analisi,argomenti,proposte.Guardiamo avanti, compagni!

    • Condivido quello che scrive Viale

    • Viale :un vecchio trombone che vorrebbe dare lezione a quarantamila comunisti.
      Vada a quel paese!

      • Non so cosa sia più ridicolo in questo commento: il vecchio trombone o i 40.000 comunisti ?
        Mah….Si vola parecchio alto.
        Anche se non sempre condivido quello che scrive, trovo che Viale sia uno dei rari in circolazione a sviluppare un pensiero critico della nostra società.
        Si può non condividere il suo approccio, ma qualificarlo di vecchio trombone mi pare ingeneroso e gratuito.

    • Il Manzoni in un capitolo dei Promessi Sposi utilizzò un termine che sarebbe perfetto per descrivere i Viale,I MIchele Serra….etc.:
      VECCHIO MAL VISSUTO.

    • Alessandro Latella

      Ma Viale quanti manifesti ha attaccato in questa campagna elettorale, quanti volantini ha dato, quanti banchetti ha fatto? Viale lo sa che senza i militanti di quei vecchi 4 partiti come li chiama lui nessuno avrebbe fatto propaganda elettorale? Chi ha dato strutture e organizzazioni per la logistica se non rifondazione? e quando parla di dinosauri, perchè non guarda al giornale su cui scrive che ormai non lo compra o legge piu’ nessuno? Come dice la Littizzetto….. ma andasse affanculo, va!

      • Alessandro ma tu hai letto l’articolo di Serra di stamattina? Questi sono convinti che ora Grillo gli ha fatto la rivoluzione che hanno aspettato per 40 anni…..la vigliaccheria e l’infingardaggine di costoro è rivoltante……pensa che ancora 3 anni fa (Grillo aveva il 3%) si facevano approfonditi dibattiti sull’analogia della militanza Lega-vecchio PCI……

      • Non fermatevi al nome dell’autore. Ha colto bene il perchè Rivoluzione Civile ha fallito. Altro che le riflessioni autoassolutorie della Segreteria…

        Cosa c’entra l’IDV con noi. E perchè fare l’ammucchiata sotto “le toghe” con liste che fanno veramente pensare ad un taxi per entrare in Parlamento.

  97. Alessandro Latella

    Questa delle dimissioni è una sciocchezza grande come una casa. La situazione uscita dalle urne comporta che si riandrà al voto o a giugno o a ottobre. Noi abbiamo fatto tutto in meno di due mesi per Rivoluzione Civile avendo tutto e tutti contro. Che vi aspettavate? il 10% ? L’operazione politica di costituire un fronte comune con tutti coloro che ci stavano avendo come minimo comune multiplo il desiderio di opporsi a quest’attacco neoliberista era giusta. Per carità. alcuni correttivi erano da apportare come il non coinvolgere Favia che piu’ che portare voti ne ha fatti perdere, ma il senso dell’operazione andava bene. Pensate alla campagna effettuata: i contenuti era solo e soltanto i nostri…. avevamo spostato sulle nostre posizioni tutta la lista. Ora la partita prosegue visto che a breve si torna a votare. Qualsiasi accordo trovino non reggerà piu’ di tanto visto che i soggetti in campo sono troppo diversi tra loro. Impantanarci in una discussione congressuale ora mentre gli altri continuano a giocare e noi stiamo fermi è da fessi. Siamo a metà del guado, continuiamo a fare iniziative politiche sul territorio, facciamo discutere sui temi proposti: lavoro, pensioni, ecc. cosa che in campagna elettorale non si è fatta, cerchiamo di coinvolgere altri spezzoni della società così che a giugno o a ottobre arriviamo con un qualcosa dietro, con un inizio di lavoro nel sociale. Dopo andiamo a congresso ma andiamoci dopo averla tentata tutta perchè farlo ora significa immobilizzare il partito

    • Sono d’accordo con te.
      E aggiungerei, come dicono i veneziani, “l’om pò far e dir in pensar, e vega quelo che li pò incontrar”.

  98. Quello che è certo è che in queste elezioni una fetta importante di elettorato ha detto basta alla politica ambigua e autoreferenziale. Non è morto il comunismo, c’è un forte bisogno di una svolta, di un forte impegno per ricostruire la democrazia e lo stato sociale che anni di politiche liberiste hanno smantellato. E’ anche vero che siamo un popolo che ha paura di cambiare e perdere i tanti privilegi che la politica corrotta ha elargito, come è vero che sta comodo a tanti dire che tutto non va bene e avere così mano libera per fare altre riforme lacrime e sangue. L’ho detto altre volte e lo ripeto, smettiamola di fare i puristi e lavoriamo affinchè si costruisca una sinistra di alternativa vera. Condivido quanto scritto dalla segreteria. lanciamo una piattaforma per sostenere dal basso una riforma della legge elettorale con sistema proporzionale, lavoriamo per una grande coalizione di sinistra, ma dove siano chiari i valori della sinistra.

  99. Quali sono le cause della sconfitta di Rivoluzione Civile?
    1) La linea politica ondivaga rispetto al rapporto con il centrosinistra. Fino a qualche ora prima del voto, autorevoli esponenti di Rc hanno caldeggiato l’ipotesi di un’alleanza col C-S se le elezioni non avessero dato una maggioranza definita. In tal modo Rc è apparsa tutta interna al vecchio sistema politico ormai allo sfascio. In più, in molte realtà locali le forze aderenti a Rc sono dentro alleanze politiche e di governo col C-S. Una linea di alleanze articolate a livello nazionale e territoriale non è più proponibile di fronte all’esplosione della crisi politica.
    2) Il programma ambiguo ed elusivo su alcune questioni fondamentali, in primis l’euro. Di fronte al precipitare della crisi europea, occorrono soluzioni nette e radicali, al di fuori di ogni tatticismo.
    3) Le liste elettorali formate sulla base di una spartizione a tavolino tra i vertici delle forze politiche aderenti a Rc per salvaguardare i vecchi ceti politici. Le energie espresse da Cambiare Si Può e dalle realtà territoriali sono state mortificate e addirittura derise e insultate. Boria vanesia e presuntuosa degli autoproclamati gruppi dirigenti di Rc. Quanto di più lontano dalla voglia di partecipazione e di democrazia diretta che esiste nel Paese.
    4) Una leadership, quella di Ingroia, non adeguata per le caratteristiche e la storia del personaggio, oltre che per il poco tempo a disposizione.
    In questa situazione non si comprende perché mai un elettore, al di là dei rapporti di fedeltà politica o personale, avrebbe dovuto votare Rc anziché 5s. Infatti, io ho votato 5s.
    Il PRC è arrivato ad aderire a Rc quando le strade tentate nei 5 anni precedenti il voto sono via via tutte fallite. Disastro del gruppo dirigente. I ripetuti fallimenti non hanno mai dato luogo a una riflessione autocritica che rimettesse in discussione scelte politiche ed equilibri interni. Come in un vecchio valzer, si è passati allegramente da un damerino all’altro. L’unico obiettivo chiaro del PRC è stato quello di garantire la sopravvivenza politica e personale dei propri apparati, oltre che la stabilità psicologica ed esistenziale dei gruppetti di reduci di varia provenienza ideologica che compongono il PRC. Ora non solo non ci sono eletti, ma anche i rimborsi elettorali non saranno più sufficienti a garantire la vita materiale del PRC. La strada imboccata 5 anni fa è finita nel deserto. Leggo qua e là richieste di congresso straordinario. Ridicolaggini. Volete di nuovo rinchiudervi tra di voi per mesi a sbranarvi per qualche medaglietta di latta da appuntarvi sul petto, mentre il Paese precipita? Se volete, fate pure.
    Cosa fare allora? 1) Dichiarare conclusa l’esperienza del PRC; 2) aprire un cantiere di discussione virtuale e reale aperto a tutti in cui valutare tutte le opzioni, compresa quella di una confluenza-scioglimento delle attuali formazioni politico-elettorali della sinistra alternativa dentro il Movimento 5 Stelle, come luogo di costruzione di nuove forme democratiche e pluraliste in cui convivono e si confrontano esperienze e proposte diverse; 3) costruire nuove forme di organizzazione politica che prescindano dalla partecipazione elettorale; 4) definire una piattaforma programmatica ed una proposta politica radicale, tesa alla trasformazione rivoluzionaria del sistema politico morente, finalizzata alla costruzione di organi di democrazia diretta alternativi agli attuali organi di democrazia rappresentativa.
    Dopo la lunga parentesi dell’ultimo secolo, segnata dagli stalinismi e dagli opportunismi, i comunisti devono tornare a ispirarsi alle esperienze costitutive e originarie del movimento, i cui modelli fondamentali sono quelli della Comune parigina e dei primi Soviet del 1905 e del 1917.

    • Caro Ricci, non la conosco ma condivido la sua analisi. Premetto che ho votato Ingroia pur sapendo che non avrebbe eletto nessuno, ne ero certo. Alle scorse elezioni votai Sinistra Critica, precedentemente sempre PRC. Non me la sono sentita di astenermi. Scrivo però per buttare là un’ipotesi che può sembrare fantasiosa, farà rabbrividire i più duri e puri, ma voglio una vostra risposta franca.
      Invece di puntare alla costruzione di una “sinistra anticapitalista” che in Italia, lo hanno dimostrato i nostri concittadini, è sempre stata e (temo) sempre sarà minoritaria. Invece di riproporre (cosa che non fate voi, ma altri) un partito comunista, più o meno compromesso col potere. Invece di continuare a investire le poche risorse di tempo in un progetto che purtroppo non riesce ad attecchire. Perchè non ci trasferiamo baracca e burattini tutti dentro al Movimento 5 Stelle? Lo avete detto voi “vengono dai movimenti e porteranno istanze come la difesa dell’acqua, la lotta contro gli inceneritori, la difesa della scuola pubblica, i tagli delle spese militari e il no alla TAV (…) ha una forte connotazione populista ma è anche espressione di una forte volontà di cambiamento.” Pensate se a questi temi già presenti (in risposta ai tanti qualunquisti già l’ presenti nel M5S), si aggiungessero fior di militanti come siete voi, preparati, acculturati… in due anni ne prendereste l’”egemonia”… e li fareste diventare di “sinistra” o addirittura “antisistema” senza che neppure se ne accorgano… fateci un pensierino, che forse questo paese cambierebbe davvero. In alternativa se non se ne prende l’egemonia partecipare a un gruppo abbastanza ampio e non ancora compromesso col potere dà la possibilità di poter conoscere nuovi militanti e in prospettiva fare con loro una nuova sinistra, magari dopo la fine di Grillo come leader… Gradirei una risposta.
      Saluti
      Silvano da Livorno

    • Carlo Pierpaoli

      Il punto 2, cioè confluire nel Movimento 5 Stelle, con tanto di logo nelle mani del demagogo Grillo, mi sembra un vicolo cieco e senza ritorno. Nei punti 3 e 4 iniziamo a ragionare. Questo momento di crisi politica che ha coinvolto le varie segreterie politiche, dovrebbe costituire l’occasione per costituire un unico soggetto il più possibile inclusivo e che faccia dell’antiliberismo la sua priorità. Ripartire in qualche modo dall’esperienza di cambiare si può, formando una rete in cui si formino dei nuovi dirigenti, nell’accezione più fluida e meno rigida del termine (elezione e revoca, anche di volta in volta come momento formativo per valorizzare le potenzialità di ciascuno). Se qualcuno dei vecchi quadri merita di ricoprire incarichi di responsabilità, emergerà in maniera naturale. Correntismo ed astio personale siano stigmatizzati e chi è portatore di queste modalità di fare politica sia tanto onesto da farsi da parte, poiché ha già fallito. Che questa sconfitta sia foriera di un’ampia unità, partendo dal valore della solidarietà nell’affrontare problemi comuni. Riflessioni e rivendicazioni di partenza, direi: partecipazione istituzionalizzata e reddito minimo per tutti.

  100. Cristian Rossi

    Compagno Ferrero quando affermi “Non a caso escono penalizzate le forze che più si sono identificate con le politiche di austerità e con la governabilità, a partire da Monti per arrivare fino al PD. Parallelamente Berlusconi è stato premiato per il suo smarcarsi dalle politiche del governo Monti e Grillo risulta il vero vincitore delle elezioni perché è stato individuato come il veicolo più efficace contro il sistema politico in quanto tale” purtroppo nn si prendono in considerazione due fattori a mio parere ineludibili: 1) Berlusconi e Grillo sono stati premiati perchè parlano alla pancia (e al portafogli) della gente. Questo è grave in quanto risultato dell’impoverimento culturale e “civile” di questo paese negli utlimi 20 anni ma è tanto + grave che le forze politiche (e + precisamente gli apparati dirigenziali nazionali) ancora nn l’abbiano capito e continuino a pensare che gli italiano abbiano dei valori riconducibili a noi.
    Noi comunisti parallelamente invece quei valori li sentimao + vivi che mai come anche le icone che li rappresentano.
    2)In questo momento storico, in questa società purtroppo noi comunisti veniamo equiparati alla vecchia politica perchè gli unici “sopravvissuti” ai vecchi modelli di riferimento. Bisogna iniziare a chiedersi se le priorità che ci sono ora in questo paese, rapportate alle nostre forze REALI ci possano permetere di investire risorse e tempo a spiegare ai giovani (il 20% dei giovani al primo voto ha votato grillo)cosa vuol dire essere comunista, che noi siamo antitetici al sistema politico e sociale che ci ha portati in queste condizioni oppure cercare di trovare modalità che permettano la realizzazione dei principi da noi enunciati. da notare che Grillo ha preso voti su linee programmatiche (riduzione compenso parlametari, reddito cittadinanza, beni comuni, decrescita,……) che noi è anni che proponiamo, senza mai essere minimamente presi in considerazione.
    Bisogna che chi si prende l’onere e l’onore di dettare le linee strategiche del nostro partito si rilegga “Il Principe”. L’Italia è un paese di furbi, o si credono tali. Bisogna agire oltre che con coerenza anche con scaltrezza e furbizia. Scusate la semplicità della mia analisi di getto ma visto il punto in cui siamo tutto fa!
    Hasta siempre!

    p.s.: Si andrà a votare tra 1 anno o meno, proseguire con Rivoluzione Civile così come concepita è fuori dal mondo

  101. amen!!!!!!!!!
    io sono quel massimiliano che vuole neanche troppo scherzosamente la “nazionalizzazione anche della panetteria sotto casa”,non l’altro compagno che scrive di frequente sul sito.
    Il minimo che la direzione doveva fare era dare le dimissioni dopo questo scempio,spero vengano accettata in massa e SOPRATTUTTO SPERO CHE TUTTO SI FACCIA TRANNE CHE DI CONTINUARE A DAR LINFA AL PROGETTO DI RIVOLUZIONE CIVILE!!!
    DOBBIAMO PROCEDERE IN ALTO ED A SINISTRA,CIOE ALL’UNITà DEI CINQUANTAMILA PARTITI COMUNISTI, TENENDO FUORI GLI STALINISTI,DARE VISIBILITà ALLA FALCE ED IL MARTELLO E METTERE FINE ALLA RIDICOLA CORSA AL PD PERCHè SIAMO ANTICAPITALISTI,NON SOLO ANTILIBERISTI COME NOTO NELL’ARTICOLO DI SOPRA!!!!
    NON VOGLIO MAI PIù VEDERE, DA COMUNISTA,IL MIO PARTITO CHE PUR DI STRINGERE ALLEANZE PER STARE IN PARLAMENTO RIVOTI QUALCOSA DI SIMILE AL LAVORO INTERINALE ED AL PACCHETTO TREU,MI VIENE DA VOMITARE!!!!!!!!
    OPPOSIZIONE A VITA SE è NECESSARIO ,PERCHè VE LO DOVETE METTERE IN TESTA FERRERO,RUSSO SPENA ECT,ECT…L’UNICO GOEVERNO AMICO è QUELLO A CUI DAREMO VITA NOI,IL GOVERNO DEI LAVORATORI!!!!

    • attento a non farti nazionalizzare la moglie….

    • Falce, Martello e Stella. Io invece degli “stalinisti” (termine coniato dagli anticomunisti)terrei fuori i mentecatti.

      • scusa qual è la differenza fra uno stalinista e un mentecatto?
        scusami ma ho un antenato comunista che durante il fascismo si è rifugiato in Unione Sovietica ed è morto torturato dalla polizia di Stalin in quanto “elemento rivoluzionario”.
        e questa è storia vissuta e storia di famiglia.
        le tue battute (sinistre) valle a fare da un’altra parte.

    • Stalin-Mao

      Ma guarda, massimiliano, ma se sono proprio i trostkisti come te o i tuoi amici che hanno fatto scissioni e hanno creato decine di partiti “pseudocomunisti” in Italia… Ma perchè non ve ne andate voi trotskisti a fare altri cento partitelli e così lasciate ai comunisti autentici l’ incarico di riunificarsi in un partito unito?

      • Un partito unico con uno che si firma Stalin-Mao?
        Unico nel senso che sarai l’unico del partito?
        Su, un piccolo sforzo e ci arrivi…

  102. agorà politica

    Questa frase è assolutamente interessante: “Il risultato del voto non è quindi una rivoluzione ma l’approfondirsi della crisi del sistema, crisi plasticamente rappresentata dall’impossibilità di determinare in parlamento una maggioranza di governo.”

    Potrebbe essere – è vero – l’approfondirsi della crisi ma questa frase viene da un’analisi fatta con vecchie categorie di pensiero… le parole d’ordine di Grillo sono le parole d’ordine di tanti movimenti che nel mondo si battono per la Democrazia Diretta e per un potere più diffuso. Non è qualcosa che nasce dalla paura, come il fascismo ed il socialismo nascevano dalla paura del pensiero moderno e del comunismo o in generale del pensiero marxiano. E’ qualcosa che nasce dal bisogno di giustizia sociale che esprime il mondo nella sua interezza, come il pensiero di Marx nella metà dell’800. La storia, dopo aver abbandonato le tragedie dei totalitarismi, sta andando verso altre forme di lotta e di rivendicazione, in primis verso l’abbandono della democrazia rappresentativa a favore di una democrazia più diretta, verso un potere eccezionalmente diffuso, verso forme di solidarietà diverse da quelle del secolo passato, verso forme comunitarie che tendono a sintetizzare il collettivismo con l’individualismo.
    E’ interessante il modo di pensare espresso nella vostra frase. E’ testimonianza della capacità di acutezza critica che il pensiero comunista ha sempre avuto ma che ora deve lasciar posto ad un altro tipo di pensiero, figlio del proprio tempo e di altri orizzonti anche se filogeneticamente legato al pensiero marxiano profondamente critico il cui profumo è presente anche nella vostra frase. Auguri a tutti voi cari compagni e speriamo di trovarvi accanto a noi in questa nuova fase di lotta.

  103. Carlo Pierpaoli

    Cari compagni,nel tenore degli interventi quì riportati mi sembra di captare più l’arroccarsi su un’identitarismo umorale che non cercare di comprendere quali errori siano stati fatti nel percorso di costruzione di Rivoluzione Civile. Credo che le prospettive poste, con tanto di nutrite analisi e riempiendo pagine con la parola “comunismo”, vadano nella direzione di chiusura in uno stato di minorità, sempre più “esoterico” ed impermeabile al resto della società; proiettato a rappresentazioni parziali ed arbitrarie della realtà, sempre in attesa della “vittoria finale” che mai come ora,specie in Italia, risulta una chimera. Aspettando Godot… Se vittoria ci sarà, solo con un’ampia base di partecipazione potrà essere attuata. Così come solo con un’ampia base di partecipazione si può affrontare il tema impellente della negazione di diritti a cui siamo sottoposti, sempre ammesso che se ne avverta la necessità sulla propria pelle… Sicuramente questa necessità la avvertiamo in molti, al di là delle etichette di cui ognuno può avere il piacere di fregiarsi. Non è sventolando bandiere rosse o battendosi il petto orgogliosamente che si conquista egemonia nella società, ma attraverso una pratica comunitaria, inclusiva e solidale.
    Con questo non intendo entrare nel merito del dibattito interno al partito, cui non appartengo da molti anni, ma scuotervi da uno stato d’animo catatonico collettivo che potrebbe portare ad un’implosione, producendo ulteriori frammentazioni di cui non abbiamo proprio alcun bisogno. Secondo me a sinistra va fatta tabula rasa: una testa un voto, poi avanti insieme. Senza retoriche. Non lasciamo che anche questa sconfitta rimanga sterile.

    • Ma che razza di di Partito Comunista è diventato R.C., che si allea elettoralmente con due che non sono ne4anche di sinistra per fare una Rivoluzione del C….
      Sono stato trà i fondatori del P.R.C., ed ho lottato fino a trè anni fà, poi me ne sono uscito. Perchè ?
      Perchè mi sono reso conto, dopo 5 anni di presenza in Consiglio Comunale del mio paese (gratis),mi sono reso conto che servivamo solo al PD per pulirgli il C…. dopo i suoi orgasmi.
      Abbiamo abbandonato del tutto la battaglia per il cambiamento della società abominevole capitalista, per una, vista la crisi mondiale del capitalismo, che non è più in grado di assicurare lavoro e fonte di esìstenza alle masse. E noi ???
      Invece di approfittare della campagna elettorale per parlare alla gente e dire che ci può essere una società diversa per cui lottare, ove non ci siano più sfruttati e sfruttatori, ci alleiamo con due che invece di fare il loro lavoro di magistrati e dare la caccia ai mafiosi ed ai grandi evasori, vogliono andare in parlamento solo per un ottimo stipendio ed una pensione da nababbi, e noi ci siamo alleati per avere qualcuno dei nostri capi (anche loro in cerca di sedie), magiori probabilità di avere il quorum.
      Visti i risultati, i veri comunisti hanno votato bene, non votando INGROIA.
      Se siamo davvero comunisti, ricostruiamoci un partito, e chiamiamolo semplicemente PARTITO COMUNISTA, e diamo un ideale ai nostri giovani, che purtroppo nessuno gli ha più dato.
      Senza ideali non si va da nessuna parte.
      Senxa ideali, prima i giovani sono andati con Berluscau e con la Lega, ora con il pagliaccio urlante, domani chissa, per un dittatore che prometta ordine, lavoro a parole, e che ci porti ad un nuovo fascismo. Questo vogliono !.
      Ho quasi 70 anni, sono entrato nei giovani comnunisti a 16 anni, ma sono disposto a lottare ancora, ma per qualcosa di serio.
      Basta divisioni, basta arrivisti per andarsi a sedere nelle giunte, fuori da questi giochetti che ci hanno divisi in decine di fazioni, se nelle prossime elezoni amministrative eleggiamo dei consiglieri comunali o provinciali o regionali, stiamo fuori dalle giunte, e facciamo li dentro e nelle piazze le nostre battaglie senza compromessi con nessuno, perchè il nostro obbiettivo deve essere un’altro. LA FINE DEL CAPITALISMO – UNA SOCIETA’ A MISURA DELL’UOMO PER L’UOMO OVE CIASCUNO ABBIA LA POSSIBILITA’ DI DIMOSTRARE LE SUE CAPACITA’, LE METTA A DISPOZIZIONE DLLA SOCIETA’ COLLETTIVA TUTTA, E RICEVA DALLA SOCIETA’ SECONDO I SOI BISOGNI REALI INDISPENSABILI AD UNA VITA DIGNITOSA, DOVE LA “TORTA” VENGA EQUAMENTE DIVISA TRA TUTTI QUELLI CHE LA PORODUCONO.
      Per tutto questo vale la pena di costruire un artito Comunista, che meriti quella falce e martello che tante speranze aveva acceso nel mondo.
      Questo deve essere l’obbiettivo, non i seggi in un parlamento capitalista; alle elezioni ci si deve andare da soli, con il nostro emblema glorioso; se qualcuno viene eletto, ci deve andare in parlamentro a portare avanti la nostra bataglia li e contempoporaneamnte nelle piazze, ma NESSSUN INCIUCCIO, stipendio da operaio, il resto al partito, una legislatura poi avanti altri.
      Ma con gli attuali dirigenti parolai di Rif.Comunista, che ci hanno portato a questo disastro BASTA, a casa, avanti nuovi ! #

      • la congiura degli eguali

        zac credi che ti ascolteranno?; non poptranno mai farlo perche le dimissioni farsa testimoniano che gli autori della disfatatta, si sono trincerati nel bunker della totale ottusita ed opportunismo parlamentare; si alleerebbero anche col diavolo per il seggio parlamentare; e poi imbarcare di liberto dopo che questo barone della politica si era offerto di fare il servo al pd; dove è andata a finire la serietà di un partito comunista; abbiano l’onesta di ammettere che sono stati i confezionatori del disastro totale e se ne stiano in disaparte senza più fasre danni.

  104. Ho letto un commento perfetto: semplice, conciso, efficace. È quello di Claudio. La prima cosa da fare per avere credibilità agli occhi dei vecchi e nuovi compagni è tornare a essere un unico partito. Basta divisioni sterili, basta federazioni, basta costituenti. Riformare il partito comunista italiano. Riformare la classe dirigente del partito. Io ho 27 anni e vedo che in tutto questo i miei coetanei si allontanano. Perché ci vedono stanchi, confusi, divisi. Non si può cambiare un paese se non siamo già tra di noi coesi, in maniera tangibile ed eclatante: Riformare il P.C.I. “che vanta tante vittorie borghesi e operaie, e il più povero ti sventoli”.

    • Sei impazzito???? non c’è nemmeno più una giovanile in rifondazione, non è rimasto più nulla, l’unica cosa da fare è aprire bene gli occhi e creare un progetto di sinistra radicale movimentista, rifondare con sel una giovanile forte che si occupi di scuola e precariato. trovare un gruppo dirigente tra i vari elementi cositutivi di questa nuova esperienza appunto nuovo, completamente. e ripartire. ma chi diavolo lo vota più un partito comunista? il comunismo non è un feticcio è un pensiero in evoluzione. “dubitate di un marxista” diceva marx. vi rendete conto che nemmeno i centri sociali votano più comunista? nemmeno chavez parla di comunismo ma di socialismo del XXI secolo. guarda se non la si capisce ora, la sinistra con questa spallata è morta. io ho votato sempre rifondazione, ieri ho votato sel anche se non mi piace per salvare la camera da berlusconi. adesso basta o c’è il rinnovo adesso, e questo è anni che la base ve lo chiede, anni. tutti i miei amici, tutti votano sx radicale sempre e tutti gli attivisti che conosco di vari movimenti è anni che aspettano questo. se non lo fate non siete finiti solo voi ma anche noi. è finito tutto per tutti.

  105. Una domanda forse ingenua, non è che ha avuto ragione Vendola nel tentativo di costruire un partito della sinistra che si ponesse la necessità di governare una fase così difficile del paese?

  106. gallovics edoardo

    Vai con il tuo Grillo, uomo qualunque !!!

  107. Una notizia su cui riflettere:
    Risultati Lazio

    Partito comunista lavoratori. 0,20 %
    Fiamma tricolore 0,26%
    Forza nuova 0,27 %
    Casapound. 0,65%

    • Ah ah, allora fanno bene gli ex rifondaroli a dire che passano al pcl….molto più gagliardo e tosto…..comunistissimo !
      Vogliono fargli raggiungere il risultato di forza nuova !

      Dame, votate in massa PCL…chissà che non riusciate a fare il risultato di casapound…

      • Ma che fine ha fatto la splendida macchina di guerra del PD ?
        Com’è, caro Modem, che non ne parli ?
        Ma non dovevate stravincere le elezioni ? Non doveva essere un trionfo ?
        Ma non stavate già a distribuirvi i ministeri ?
        E Macaluso ? L’ineffabile Macaluso non aveva già suggerito un’alleanza con Monti e relativa spartizione.
        Certo, il senso del ridicolo non sfiora la povera mente del nostro caro Modem.

    • Vai a postare sul blog di Grillo, grazie :)

  108. Notate una cosa, siamo passati da un Bertinotti parolaio, ad un Ingroia che non spiccica parola e sinceramente dovessi scegliere tra i due, preferisco il primo …….. 
    E’ stato inserito nel simbolo di RC il nome di Ingroia a grandi lettere per attrarre piu’ voti degli italiani e il risultato e’ stato l’esatto contrario e sapete perche’ ? perche’ gli italiani non sono comunisti, ma non sono propriamente dei perfetti idioti …….
    Detto cio’, se si vuole mantenere il comunismo, la falce e il martello nel simbolo, e’ necessario staccarsi da rivoluzione civile …….

  109. Da Rifondazione Comunista a Partito Anticapitalista; poi Rivoluzione Civile (che vuol dire? boh?); ora i pur dimissionari parlano già di Partito Antiliberista. Insomma, tanto per capirsi, dovremmo lottare per il capitalismo di stato, ossia per il ritorno della fascistissima IRI?
    P.S. Mi ero iscritto a PRC nel ’91. Ne sono uscito(essendo ferocemente antifascio e antisionista) e ho votato per PCL. Stavolta stringendomi le narici ho votato per Ingroia insieme ai miei due fratelli. Mo’ numme fregate più! Al prossimo giro voto Chavez come premier e Ahmedi come ministro per la pace nel mondo.

  110. E’ il momento di voltare pagine, anche se questa volta potrebbe essere davvero troppo tardi. Diciamoci la verita’, la Segreteria Nazionale (pur tra le mille che si sono trovati ad affrontare e di cui va dato loro atto) ha sbagliato quasi tutto. Tutte persone intelligenti,si, ma incapaci di tendere un orecchio verso di noi, verso la base del partito, quel 3% (un tempo) di cocciuti che ancora facevano quadrato. Ci saremmo risparmiati parecchi dispiaceri. Si era detto a Chianciano: “In basso a sinistra: ricominciamo da Rifondazione!”. Invece giu’, anni persi dietro l’incomprensibile Fed della Sin., per finire con l’ennesima ammucchiata stravagante,RicCiv. un ibrido inconcludente che ha lasciato tutti scontenti e’ stato un flop fenomenale. Con buona pace del comunismo (anche di quello piu’ “ragionevole”) e dell’ambizione di rifondarlo su nuove basi (che dico, almeno ‘testimoniarlo’). Basta. Che si dimettano tutti i vecchi dirigenti e si ricominci dalla democrazia interna nel partito. Sempre che qualcosa sia pure soppravvissuto a questa catastrofe avvilente. Nessuno ci ha capiti e noi per primi non abbiamo capito noi stessi.

    • Diego Andreotti

      Caro Caludio,
      quello che dici è vero e lo approvo.
      Ma sarà molto difficile cambiare pagina poichè , nel frattempo , è stata fatta tabula rasa. Quante persone conosci che si sono allontanate perchè disilluse?
      Recuperare credibilità, questo è uno degli imperativi del momento.
      Saluti

      • Diego, e’ giustissimo quello che dici. Di compagni che si sono allontanati, purtroppo, ne conosco molti. Un saluto.

    • la congiura degli eguali

      claudio ti invito a leggere l’editoriale di bellotti sul sito http://www.marxismo.net, li è spiegata in modo chiaro e semplice il perchè della disfatta che ha ridotto il prc alla canna d’ossigeno.

    • Notate una cosa, siamo passati da un Bertinotti parolaio, ad un Ingroia che non spiccica parola e sinceramente dovessi scegliere tra i due, preferisco il primo …….. 
      E’ stato inserito nel simbolo di RC il nome di Ingroia a grandi lettere per attrarre piu’ voti degli italiani e il risultato e’ stato l’esatto contrario e sapete perche’ ? perche’ gli italiani non sono comunisti, ma non sono propriamente dei perfetti idioti …….
      Detto cio’, se si vuole mantenere il comunismo, la falce e il martello nel simbolo, e’ necessario staccarsi da rivoluzione civile …….

  111. Ovviamente l’articolo postato di sotto risale a qualche mese fa, allorquando scoppiò la crsi (assolutamente irreversibile del Manifesto). Scusandomi per il disturbo vi ringrazio per l’attenzione

    • la congiura degli eguali

      franco l’ora tarda e la stanchezza non mi permettono di leggere il lungo articolo; lo farò con calma; una cosa vorrei capire: perchè il gruppo dirigente si ostina a porre l’accento su l’antiliberismo, e mai dico mai parla di anticapitalismo!, le parole hanno un senso e disvelano una concezione culturale e di prospettiva di società futura; come è ridicolo oscurare la falce e martello, come se si imputasse al simbolo la difficoltà a votare per i comunisti; io ritengo che sulla disfatta di oggi pesano le scelte compiute nel passato; governi prodi e cosi via discorrendo; il popolo della sinistra in gran parte non si fida; non si è chiaried ambigui sì invece; non si vuole dire che il pd è un nemico di classe, e quindi bisogna combatterlo e dimettersi da tutte le giunte in cui si amministra; in lombardia se non erro si è sostenuto oil candidato del centro sinistra; il comunismo è la semplicità difficile da realizzare diceva un tale; per cui ritengo che non occorrono tanti bizantinismi retorici per affermare che se si vuole davvero risalire la china occorre semplicemente per primi mettere da parte i personalismi e i rancori personali, e proporre un tentativo di dialogo con il pcl per vedere se è possibile costruire la lega dei comunisti italiani, quantomeno per colpire insieme il nemico di classe; e rivolgerei lo stesso invito ai compagni della rete dei comunisti, compagni che sono stati protagonisti lo scorso ottobre del mno monti day assieme al compagni del no debito; si vuole con umiltà tenatre l’approccio invece di riproporre il terzo arcobaleno?

      • finalmente si centra il problema primario!
        Anche perchè buona parte di queste strutture è presente e radicata in territori(magari solo in quelli, ma son radicati bene) e quartieri dai quali noi ci siamo ritirati.
        Aggiungerei tra gli invitati anche i carc e i compagni del PMLI.
        Probabilmente questi ultimi diranno di no, ma se vogliamo riconquistare quel minimo di fiducia di tutti i compagni e le compagne che abbiamo deluso, dobbiamo fare un gesto di umiltà e tendere la mano ai comunisti….da comunisti

  112. UN NUOVO SOGGETTO POLITICO PER LA SINISTRA ITALIANA
    Un gesto individuale ma di grande significato politico come quello compiuto, qualche settimana fa da Rossana Rossanda nell’abbandonare la redazione del “Manifesto” può essere assunto come il punto di arresto di un’intera fase politica: spariscono definitivamente di scena i soggetti politici di diretta derivazione dalla storia della sinistra comunista e della nuova sinistra post-sessantottesca che hanno caratterizzato una lunga fase delle vicende del sistema politico italiano.
    Le scelte elettorali compiute da un lato da SeL, completamente subordinata all’impostazione complessiva del PD, e dall’altro da Rifondazione Comunista e dal PdCI con la confluenza, eseguita al di fuori da un qualche capacità di preservare una propria autonomia al riguardo – almeno – delle questioni di fondo, nel contenitore del partito “giustizialista – legalitario” per di più impostato sulla personalizzazione (come del resto SeL), chiudono definitivamente questa storia, al di là del mantenimento surrettizio di apparati e di presenze di potere nelle amministrazioni locali, avvalorando di fatto la tesi che ho cercato di sostenere all’inizio.
    Si impone quindi la necessità di porre all’ordine del giorno dell’agenda politica della sinistra italiana la questione della costruzione, in tempi rapidi, di una nuova soggettività politica rappresentativa della storia del movimento operaio italiano e di quei ceti sociali che oggi si trovano alle prese con una pesante riaffermazione, da parte dell’avversario, della contraddizione di “classe”.
    Occorre cercare l’opportunità di ricomposizione e di una nuova soggettività.
    Per muoversi efficacemente in questa direzione è però necessario però tornare alla fase della destrutturazione del sistema dei partiti, all’inizio degli anni’90 del XX secolo e alla chiusura della fase di predominio democristiano (questo mio lavoro avrà sicuramente il difetto di essere eccessivamente incentrato sul “caso italiano”, ma si tratta di una scelta dovuta a mere esigenze di economia e possibile produttività del discorso).
    Il ruolo dominante della DC era derivato, più che da una propria intrinseca forza, dalle condizioni nazionali e internazionali, in cui si era trovata l’Italia nel dopoguerra, e in particolare dalla divisione del mondo in blocchi e dalla presenza nel nostro paese del più grande partito comunista d’Occidente, inutilizzabile però per un’alternativa di governo.
    Fino a quando queste condizioni nazionali e internazionali esercitarono la loro influenza la DC, grazie a un’azione politica estremamente duttile e articolata, che ebbe la sua massima espressione in Aldo Moro, riuscì a esercitare la sua egemonia su di un ampio arco di forze politiche.
    Fu solo tra la fine degli anni’80 e l’inizio degli anni’90 che quelle condizioni svanirono o si modificarono.
    Venne meno, innanzi tutto, la necessità di una politica interclassista, come strumento di attenuazione delle tensioni e degli scontri di classe, a causa dello sviluppo dei ceti medi, che erodevano e inducevano trasformazioni nelle vecchie classi.
    Si stavano formando due grossi blocchi, dal differente comportamento sociale e politico, che si esprimevano con due voci molto diverse.
    La prima, caratteristica soprattutto dei piccoli imprenditori e dei commercianti, era localistica, consumistica, fortemente orientata all’interesse personale e a una totalizzante etica del lavoro.
    L’altra, prevalente tra coloro che lavoravano nella scuola e nei servizi sociali, tra le frange critiche delle libere professioni e i lavoratori salariati (tutti settori in cui si faceva sentire in maniera particolarmente incisiva la nuova presenza femminile, parlava una lingua diversa, non puritana ma critica, che non rifiutava il nuovo consumismo individualistico ma cercava di collocarlo in un contesto sociale.
    La crisi della DC, al Nord si verificò quando la prima voce non chiese più ascolto attraverso il Partito.
    I piccoli imprenditori e i commercianti abbandonarono la DC al Nord- Est e in altre regioni dell’Italia settentrionale e si volsero alle leghe, facendo emergere tendenze autonomiste, federaliste o addirittura separatiste.
    Per questa ragione venne meno anche la funzione mediatrice della DC tra Nord e Sud.
    In ogni caso, però, essa non avrebbe potuto continuare a svolgersi con la stessa intensità di prima, perché l’azione dei magistrati stava scardinando il sistema clientelare e le difficoltà finanziarie dello Stato italiano avevano prosciugato il flusso di risorse che erano servite ad alimentarlo.
    Negli anni’90 la conversione all’idea dell’unità europea di gran parte della sinistra e la crisi della concezione dell’Europa cattolica e cristiana come baluardo contro il comunismo tolsero alla DC, anche il ruolo di mediazione che aveva svolto tra l’identità nazionale e la formazione di una coscienza europea.
    Come aveva detto molti anni prima Gramsci a proposito delle società arrivate a un alto grado di sviluppo economico, l’egemonia nasceva ora dalla fabbrica, cioè dall’economia stessa.
    Era il mondo delle aziende a creare direttamente bisogni, aspirazioni ideologie.
    Alla fine del XX secolo l’esercizio del potere si era venuto configurando ormai in maniera molto diversa dal passato.
    Ma le ideologie restavano indietro rispetto ai cambiamenti sociali ed economici e le forze di sinistra stentavano a rendersi conto delle trasformazioni in atto.
    Negli anni ’60-’70 i ceti medi, attratti dal consumismo e della possibilità di avanzamento individuale, erano diventati degli stabili fautori di un moderato e democratico statu quo.
    E’ possibile pensare che negli anni’80 questo consenso, insediatosi dapprima tra i ceti medi si sia generalizzato alla società intera.
    In altre parole, i valori tradizionali della famiglia si sono sposati a quelli del consumismo capitalistico.
    Questi valori, con poche eccezioni, sono divenuti dominanti in ogni settore della società.
    Il giudizio sul consumismo, che significava comunque il raggiungimento di un elevato livello di benessere per una larga parte della società italiana e non più soltanto per gruppi ristretti, rappresentava un elemento importante nella costruzione di un giudizio complessivo sulla storia d’Italia.
    Sarebbe riduttivo pensare al fallimento della politica come all’esito di una contrapposizione diretta tra una “società e un’economia prospere e virtuose” e uno “Stato sordo e corrotto”.
    Il fallimento deve, invece, essere attribuito al ceto politico.
    Un giudizio che può anche essere allargato: infatti, negli anni’90 non fecero bancarotta soltanto i partiti, quanto apparve evidente l’insufficienza della politica, se entrata in contrasto o in conflitto con le tendenze dell’economia.
    La fine degli anni’90 non fu drammatica per una momentanea inadeguatezza della politica, ma perché mostrò che essa era strutturalmente inadeguata a indirizzare lo sviluppo dell’economia lungo una strada rigorosamente prefissata.
    L’economia ebbe il sopravvento proprio in conclusione di un periodo in cui il primato della politica, e in particolare dei partiti, era apparso indiscusso.
    Il ceto politico aveva creduto (forze di governo e forze di opposizione: convinte le prime che la volontà politica riformatrice fosse in grado di risolvere tutte le questioni aperte; sicure le seconde che esse potessero essere risolte da una lotta politica tenace ed anche aspra) di poter andare avanti ignorando la trasformazione delle basi economiche.
    La politica era vista, da questo ceto, come fonte di discrezionalità ( e quindi come espressione di una sorta di onnipotenza plasmatrice), una discrezionalità da riproporre nei termini della dominanza e dello scambio (consenso contro risorse).
    La discrezionalità si risolse nella settorializzazione, con una sorta di deformalizzazione dello Stato, nella diffusione e dispersione dei centri decisionali: si aprì, in questo modo, con il crollo della prevalenza dei partiti sul sistema economico e sociale quella transizione italiana, che oggi può essere considerata ancora non conclusa.
    E’ il caso, svolte queste considerazioni di carattere generale, esaminare più specificatamente un aspetto delle dinamiche politiche interessanti, al tempo, il processo di liquidazione/trasformazione del PCI.
    Il sistema, infatti, già in precedenza alla liquidazione della Dc aveva perso l’altro punto di fondamentale equilibrio con lo scioglimento del PCI e la scissione tra PDS e Rifondazione Comunista.
    Nell’impossibilità (visto il particolare “terzaforzismo” esercitato dal PSI, in quella fase politica: PSI che poi sarebbe stato anch’esso spazzato via dalla “questione morale”) di tentare un approccio rivolto alla sinistra socialdemocratica europea, il gruppo dirigente del nuovo partito (PDS) dimostrò tutta la sua insufficienza nella lettura della fase storica e dei mutamenti sociali in atto: in particolare fu assunta come riferimento la tradizione liberal degli Stati Uniti che si pensava potesse trovare eco in una vasta ma molto eterogenea area di opinione pubblica che si definiva di sinistra senza essere però legata a nessun partito (ricordate la famosa “sinistra sommersa”?).
    La formazione di questa presunta “sinistra sommersa” era il risultato della crisi delle ideologie tradizionali, il cui posto era stato preso però da una nuova ideologia, dai caratteri molto più incerti ( e quindi, teoricamente, in grado di adattarsi meglio al variare rapido delle situazioni sociali e politiche), ma comunque centrata sulle celebrazioni delle “esigenze individuali”.
    C’era in tutto questo una sorta di capovolgimento: quanto più si era creduto nei passati decenni nei valori della morale cattolica o di quella rivoluzionaria, nella preminenza degli interessi collettivi su quelli individuali, tanto più si era portati ora all’esaltazione dell’etica dell’individuo, con la piena affermazione non solo di ogni diritto, ma anche di ogni passione, sentimento, e persino istinto.
    Non era facile, quel punto, conciliare la preminenza data all’individuo con il costante richiamo alla solidarietà, che doveva esprimersi nella difesa dei gruppi sociali più deboli.
    Ma soprattutto non era facile passare dal piano dei principi a quello dell’azione concreta.
    Era spesso ignorata la connessione tra il riconoscimento dei diritti e i mezzi occorrenti per soddisfarli.
    Si ripeteva il fenomeno contro il quale aveva già messo in guardia Calamandrei, quando si era discusso dei diritti sociali da inserire nella Costituzione.
    L’affermazione delle necessità di rispondere a una serie di richieste provenienti dagli strati sociali che non erano partecipi del benessere trovava opposizioni molto deboli, ma restava frequentemente sulla carta, per la mancanze delle risorse finanziarie indispensabili per dare risposte concrete.
    Tra società ideale e società reale si verificava così una sorta di scollamento, che di solito veniva attribuita alla cattiva volontà dei governanti, ma in realtà nasceva anche, e in misura non irrilevante, dall’immaginare una “società dei diritti” che non aveva sufficiente base materiale.
    E si diffondeva, di conseguenza, l’ipocrisia sociale, con un forte scarto tra i comportamenti ispirati dagli interessi individuali e le professioni di fede ideologica e politica.
    Intanto, cambiavano i modi con cui i partiti, i movimenti, e anche i singoli uomini politici si rivolgevano all’opinione pubblica, per ottenerne il consenso.
    In passato il prestigio acquistato all’interno dei partiti era stato il fondamento del successo politico personale.
    Con gli anni’80, ma il processo aveva avuto inizio già da tempo esso fu ottenuto, soprattutto, attraverso la televisione.
    Ciò portò a una forte spettacolarizzazione della politica, come osserviamo ancor oggi pur a distanza di tanti anni dall’emergere del fenomeno.
    Non era necessario il prestigio, ma bastava la notorietà, comunque conseguita : ed anche questo elemento è proseguito nel tempo, come ben dimostra il meccanismo di formazione delle liste proprio in occasione delle prossime elezioni politiche.
    Le immagini prevalsero sugli scritti ed anche sulla parola, la televisione fu più seguita della stampa.
    M anche la spettacolarizzazione, una volta generalizzatasi, apparve insufficiente e, per risultare veramente efficace, dovette essere portata ai limiti estremi.
    A quel punto, implosi i principali soggetti politici per varie cause (caduta del muro di Berlino, Tangentopoli, ecc.) modificato, per la via “antipolitica” del referendum, il sistema elettorale orientandolo appunto nel senso dell’esaltazione del personalismo e della governabilità quale fine esaustivo dell’agire politico, entrò in campo il soggetto agente della decisiva trasformazione del sistema: il partito personale.
    Il “partito personale” può essere catalogato come frutto di un processo di evoluzione del “partito pigliatutti”, individuato da Kirchheimer fin dagli anni’60 quale variante di natura prettamente elettoralistica della categoria dei partiti a “integrazione di massa”: si tratta di una categoria che, all’interno di un sistema politico particolarmente complesso come quello italiano, assume un significato particolare perché si tratta di un modello introdotto direttamente dall’attuale Presidente del Consiglio (in connubio con l’altro modello del “partito-azienda”) per esaltare in maniera esasperata la personalizzazione della politica intesa come funzionale all’uso dei mezzo di comunicazione di massa (in particolare della televisione) in luogo dei meccanismi tradizionali di partecipazione, con gli effetti sul linguaggio, la qualità dell’agire politico, il rapporto tra politica e società, l’uso delle istituzioni che abbiamo tutti davanti agli occhi ( altri modelli di “partito personale” all’epoca furono, con diversa fortuna, la Lega Nord che è rimasta ancorata comunque a quello schema anche dopo la caduta del padre fondatore verificatasi soprattutto per i vizi scoperti ai componenti il “cerchio magico” e il Patto Segni, invece rapidamente esauritosi).
    L’utilizzo di Internet come mezzo di velocizzazione del messaggio ha poi completato il quadro di una radicale trasformazione del soggetto collettivo e dell’agire individuale in politica (come in tanti altri campi, compresa l’economia).
    La premessa, quindi, è quella che il modello del “partito personale” è un modello che non appartiene alla tradizione della sinistra.
    E’ necessario, quindi, interrogarsi perché, proprio in questa fase, il modello del partito “personale” è assunto come punto di riferimento per la costruzione di una “nuova sinistra” in grado, nuovamente, di affermarsi nel panorama politico italiano.
    Tre movimenti si sono mossi, nel corso di questi anni, nella direzione appena accennata: l’Italia dei Valori, il movimento a 5 stelle, Sinistra Ecologia Libertà.
    In realtà il punto che ha accomuna i tre movimenti ( o partiti, visto che sono stati presenti e si presenteranno alle elezioni e la partecipazione elettorale è quella che segna la diversità proprio tra movimenti e partiti) è stato quello di trascurare la categoria delle contraddizioni sociali e di essrsi assestati, legittimando così il tipo di strutturazione leaderistica cui si sono affidati, su “issues” completamente diverse, collocate al di fuori o al di là delle definizioni correnti del contesto sociale.
    Sono state, infatti, declinate categorie inusuali che suscitano forti interrogativi.
    IdV si è collocata, come sappiamo sulla frontiera della “legalità” portata come valore intrinseco (trascurando, dal centro, ciò che il partito fa sul piano periferico: ma anche questa è una caratteristica legata all’impostazione personalistica) e collegandosi, per quel che riguarda l’iniziativa relativa alla sfera economico-sociale, a una impostazione prettamente populistica – corporativa; il Movimento a 5 Stelle tenta di rovesciare il rapporto politcs/policy, rifiutando una elaborazione politica complessiva sia pure di settore ma partendo dalla singola questione per costruire un movimento, la cui traduzione istituzionale poi diventa alquanto problematica e lasciando libero il campo alle improvvisazioni del “leader”; Sinistra e Libertà, quella più legata alla tradizione della sinistra italiana e le cui componenti derivano direttamente da quella storia (anche la più recente) affida al carisma del proprio numero uno il tentativo di bypassare lo schema del rapporto politico legato ai corpi intermedi, per rapportarsi direttamente a un popolo indistinto (da qui è derivato il tema, ossessivamente ripetuto, delle “primarie”: rivelatosi alla fine, però, del tutto esiziale per una qualsiasi prospettiva di ripresa di una qualche autonomia politica di questo partito) mutuando modelli dell’avversario (il “partito dell’amore” versus “i comizi dell’amore”) e richiamando categorie pre-politiche come la cura, il coraggio, la speranza, l’impegno e la libertà (tema , quest’ultimo ,da maneggiare con grande cura. In questo momento ci sono due partiti della destra italiana che si richiamano indistintamente alla “libertà”. E se si ha a cuore la qualità del messaggio è bene starci attenti).
    Dalla pratica dissoluzione dell’IDV è nato il filone principale sul quale sta assestandosi, dal punto di vista identitario un nuovo soggetto fondato sulla personalizzazione, attraverso la figura di un altro ex-magistrato, Antonio Ingroia (mallevadore, ancora, un altro protagonista passato dalla magistratura alla politica: il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris): ed è stato in questo contenitore, per adesso dal punto di vista elettorale, che sono confluiti – come ricordavo all’inizio – il PRC e il PDCI allineandosi così, in cambio di una presenza parlamentare che se si verificherà non avrà certo il significato del ritorno della “Sinistra d’alternativa” nel Parlamento Italiano, perché in quella dimensione i due soggetti si allineeranno definitivamente all’interno del filone principale che anima il sistema politico italiano anche nella sua parte apparentemente progressista: quello del mancato riconoscimento delle contraddizioni sociali.
    Stein Rokkan, nel suo libro tradotto in italiano nel 1982, ne individuava quattro, sorte al momento della formazione dello Stato-Nazione e della rivoluzione industriale: centro/periferia, Stato/Chiesa, città/campagna, capitale/lavoro.
    Davvero questi “cleaveges” non dicono più nulla, non agiscono più nella realtà alla vigilia delle elezioni del 2013l, non ci si può ricostruire sopra una soggettività politica che lotti, appunto, sulla base delle contraddizioni sociali, individuando i punti di approdo e di passaggio in forma collettiva, riproponendosi il compito di produrre cultura , rappresentanza, organizzazione politica radicata sul territorio ?
    Tutto è ormai demandato all’individualismo elettoralista?
    Per cercare di rispondere ho cercato di ripercorrere un tratto importante di storia della trasformazione della società italiana, del suo sistema politico, della fase di transizione che ancora stiamo attraversando, in una fase di assoluta “emergenza democratica” come ha ben dimostrato la vicenda del “governo dei tecnici” ed il tentativo in atto di produrre, ancora, una soluzione di governo posta al di fuori dallo stesso esito elettorale.
    Il PD, infatti, è ancora figlio di quella trasformazione dal collettivo all’individuale (come hanno ben dimostrato le “primarie”)che ho già cercato di analizzare e si è mosso su di un terreno di “bipolarismo squilibrato” , laddove all’interno del sistema sono assenti punti di equilibrio tali da consentire una strategia di “movimento” sul piano dei rapporti politici, delle alleanze, delle stesse prospettive di governo.
    Il quadro fin qui descritto appare però del tutto in arretrato rispetto alle caratteristiche che ha assunto la crisi finanziaria ed economica in atto: si tratta della crisi strutturale di un intero modello di sviluppo, acuita dalle scelte compiute in sede di costruzione dell’Unione Europea, in particolare attraverso le rigidità monetariste presenti nel testo del tratto di Maastricht e non compensate e corrette nel quadro di un avanzamento di una “Europa Politica” in grado di colmare quel “deficit democratico” via via accumulato e che, oggi, presenta un conto salato a governanti e governati.
    L’Italia soffre in particolare di questo stato di cose per un motivo molto preciso, non derivante semplicemente dall’accumulo del debito pubblico e dalla scarsa credibilità dei suoi governanti a livello internazionale.
    Questi due elementi hanno portato, affrontati dal punto di vista dei ceti dominanti, all’esasperazione delle politiche neo-liberiste, portate avanti con un piglio tutto ideologico.
    Politiche neo-liberiste che hanno fornito un esito disastroso come dimostrano tutti gli indicatori economici , sia in riferimento ai temi delle dinamiche politiche interne, sia in riferimento agli elementi fondamentali di vincolo esterno.
    L’esito, provvisorio ma già sufficientemente analizzabile almeno sul piano delle dinamiche sociale, è stato quello – da un lato – di far crescere una profonda disaffezione verso il “ceto politico” (disaffezione alimentata, è bene ricordarlo, anche dall’emergere di una qualità nuova della “questione morale” afferente direttamente il sistema dei partiti) e dall’altra di rompere quello schema di appoggio sociale al “consumismo capitalistico” che aveva caratterizzato la fase a partire dagli anni’80.
    Riemergono, con nettezza, le contraddizioni di fondo della società, che – impaurita – si divide e si spacca, senza trovare adeguata risposta da soggettività politiche preparate a questo tipo di situazione per esse inedita, o colpevolmente dimenticata.
    In questa condizioni diventa del tutto improcrastinabile porre il tema della ricostruzione di un soggetto nuovo della sinistra italiana, partendo dal rovesciamento, sul piano teorico, dell’impostazione fin qui analizzata e fondata sull’assunzione dell’individualismo quale categoria fondativa dell’agire sociale e politico: occorre ritornare all’idea del collettivo, al soddisfacimento dei bisogni sociali non soltanto in funzione di “diritti” individuali, ma di spostamento di rapporti di forza sociali, strappando all’avversario, via, via, pezzi di potere (ricordate le “casematte” gramsciane?) in una società in cui va sviluppata una articolata strategia di trasformazione verso l’eguaglianza.
    La sinistra italiana nei suoi vari soggetti non ha compiuto una analisi di fondo di questi mutamenti sociali, così come non ha ancora affrontato le ragioni delle sue divisioni storiche, che oggi non hanno più funzione sul piano dell’identità politica: una identità politica tutta da costruire con l’obiettivo di realizzare una “nuova egemonia” nel quadro di una alternativa di società e di sistema, ponendo non semplicemente il tema dell’antiliberismo, ma quello del superamento del sistema capitalistico.
    Franco Astengo

  113. gallovics edoardo

    Vogliamo cambiare ?? Si faccia un Congresso straordinario! Premesse :
    a)Prima di riproporre l’unità esterna con altri soggetti politici, è necessario operare,
    con metodo costruttivo, all’unità interna in Rifondazione Comunista.
    b)Il Partito della Rifondazione Comunista è fondato sull’ideologia marxista – leninista.
    c) Rifondazione Comunista non si scioglie.
    d) Impegno costante di ogni militante teso a riunificare la diaspora dei comunisti,
    e propagandare costantemente il programma, la linea politica del Partito e le
    eventuali proprie liste elettorali.
    e) mantenere assolutamente l’ideologia, il nome del Partito e il suo simbolo.
    Proposte :
    1) Modificare lo Statuto per passare davvero al centralismo democratico.
    2) Scioglimento delle aree interne organizzate, o mozioni.
    3) Congresso Nazionale fondato su un solo Documento fatto di tesi
    emendabili (stabilendo una percentuale di consenso per l’emendamento).
    4) Unificazione dei siti oneline (Essere comunisti, Controlacrisi, FalceMartello,
    sito di Rifondazione Comunista) in un unico sito, e della stampa cartacea in un
    unico giornale quotidiano: ristampare quindi (appena possibile ) Liberazione.
    Ovviamente, l’organo ufficiale del Partito è, e deve rimanere Liberazione (poiché
    il giornale “il manifesto” non rappresenta il Partito della Rifondazione Comunista).
    5) Sostituire immediatamente tutta la redazione, e il responsabile di questo sito,
    affinché si cambi metodo di accesso tramite l’obbligatorietà di mettere il proprio
    nome e cognome. Innamissibilità, quindi, dell’anonimato attraverso pseudonimi.

  114. anche in fase di ridotta, quando ci presentiamo con la falce e martello si prende di più quindi propongo:
    1) ritornare allo spirito del 1991. rifondazione deve essere la casa di TUTTI i comunisti, senza abiure o discriminazioni. Tutte le sensibilità devono essere rispettate. Ricomporre la diaspora comunista deve essere il nostro obiettivo primario.
    2) basta abbracci mortali con le forze conservatrici e restauratrici della socialdemocrazia. Se ci imbarchiamo in dubbie avventure governative con le forze sedicenti democratiche poi saremo costretti a renderci complici delle peggiori nefandezze e se decidessimo di tirarci fuori, poi addosserebbero solo a noi la responsabilità dei loro fallimenti.
    3) Basta con i toni concialinati e politicamente corretti. Il partito comunista deve tornare ad essere prima di tutto un soggetto rivoluzioario e pertanto un elemento di disordine per quel deserto che hanno costruito in questi 20 anni e che poi hanno chiamato “pace sociale”. Dobbiamo quindi tornare ad essere quindi, nella teoria e nella pratica, la sedizione che lotta per abolire lo stato presente di cose.
    4) puntare ad un nostro sistema comunicativo, ignorando quando non è possibile dominarlo, il sistema di informazione di regime.
    L’apparato televisivo grazie a grillo è al minimo della sua credibilità storica. Sfruttiamo questa occasione per screditarlo del tutto e rompere così la cappa di oscuramento che ci imprigiona da almeno 10 anni.
    5) tornare ad occupare le piazze in ogni istanza e in ogni territorio e una volta li parlare un linguaggio semplice, diretto,il più comprensibile e crudo. I ceti deboli sono stufi di melliflui arzigogoli lessicali. Se ne volessero, saprebbero trovarne a carrettate nei soporiferi discorsi del Pd o negli aulici nonsense poetici di Vendola.
    6) la dialettica lasciamola al nostro interno per formare una classe di quadri politicamente preparati di cui abbiamo disperatamente bisogno.
    Il nostro prossimo gruppo dirigente dovrà necessariamente essere preparato nella teoria e aggressivo nella pratica. Come la contingenza storica richiede.

    In buona sostanza sostanza nessuno dovrà mai più pensare che il partito non esista più o che peggio ancora personaggi come Vendola o Bersani abbiano qualcosa a che vedere con il partito. Il Messaggio che dovrà passare invece sarà che NOI NON SIAMO IL CENTRO-SINISTRA, NOI SIAMO I COMUNISTI!

    • dai che tanto vi riconfermano, non siete rimasti niente, il giochino delle parti, se vi è sufficiente questo, penso alla vostra povera base, saluti comunisti! bella ciao!

      • avevo postato una risposta degna dell’intervento di questo minus habes.
        Il tono era certo… colorito. ma tanto non lo saprete mai visto che mi è stata moderata.
        Il nostro problema comunicativo sta proprio qui compagni. Ci siamo riempiti la testa così tanto di buone maniere, politicamente corrette che ora abbiamo paura di alzare la voce nel timore che una parolaccia e un urlo possano sminuire la nostra dialettica e svilire i nostri contenuti.
        Quando invece dovremmo con molta umiltà, ricordare che spesso le rivoluzioni iniziano proprio con una parolaccia e un urlo.

    • concialinati?

      • concilianti. ti prego di perdonarmi, uno un netbook con una tastiera piccola e scomoda. Hai fatto bene a farmi notare l’errore anche se penso che potevi arrivare a capire il senso della frase con un poco di intuito e di intelligenza

        • Ringrazio per l’offesa implicita.

          • prego,non c’è di che.
            se è vero che la rivoluzione non è un pranzo di gala,un’offesa implicita ed esplicita non si rifiuta mai a nessuno.
            ricominciamo ad usare linguaggi proletari, allora magari le masse ricominceranno a parlare con noi.

  115. buonasera,
    io sono nel movimento 5 stelle ma ho rispetto per chi ha cercato come rifondazione e idv ,di contrastare le politiche degli ultimi governi.
    penso che la campagna di rivoluzione sia stata mal fatta ,arraffazzonata e che si siano create anche alcune ambiguita,aldila’ del prestigio di rappresentanti come ingroia.nelle vostre fila ci sono persone di valore che non andranno perse.un augurio a voi di far bene .
    laura

    • Diego Andreotti

      Buonasera Laura,
      grazie, e ti auguro altrettanto.
      Saluti

    • Brava Laura. Tu sei davvero una persona intelligente e senza fanatiche pretese di possedere tutta la verità. Purtroppo non potremo lavorare insieme in parlamento. Speriamo che almeno voi riusciate a salvarci dalla finanza che ci sta portando verso l’abisso della GRecia. (che per taluni aspetti abbiamo già in parte raggiunto). Rifatti viva ogni tanto.

    • Grazie Laura, davvero di cuore! Lavoreremo alacremente per quelle tante istanze che certamente ci accomunano e che voi non riuscirete a portare avanti: credo proprio che ci sarà tanto lavoro da fare!

  116. Sarò breve, anche se il discorso è molto complesso………..

    Io chiedo, di fronte alla disfatta elettorale di RC, una svolta a sinistra del partito della Rifondazione e dell’intera FdS. In concreto, credo sia necessario ritovare l’unità dei comunisti e raggruppare tutte quelle forze politiche, sindacali e di movimento sotto il simbolo universale della falce e il martello.
    Dare vita cioè, a quella che in Italia è non c’è mai stata: una Costituente per i comunisti. Ritrovare ripeto l’unità sulla base di un pragramma minimo di provvedimenti(per iniziare) che si ponga non solo criticamente nei confronti dei partiti dominanti, ma si schieri contro di essi fin da subito.
    Per non vedere sparire una volta per tutte il movimento comunista in Italia è necessario a mio avviso tale progetto.
    Per quanto mi riguarda combatterò e mi impegnerò ancora affinchè le bandiere rosse ritorneranno a sventolare sulle piazze, per eliminare un sistema basato sullo sfruttamento e costruire una società migliore basata invece sul benessere della collettività e sulla felicità di tutti gli esseri umani.

    Avanti insieme per il Socialismo

    • Diego Andreotti

      Fds e Rc non esistono.
      Fds e Rc sono solo trucchetti con cui i dirigenti del PRC si sono garantiti il potere senza rendere conto nelle assemblee.
      Di LIberto è uscito dal FDS.
      IDV e De Magistris sono già usciti da RC.
      Non parliamo più di FDS e RC; Sono morte, o forse, peggio, non sono mai esistite.
      Parliamo dei problemi del PRC e cerchiamo di risolverli.
      Saluti

    • Certo che questa volta la botta e’stata durissima!!Pero’da COMUNISTA penso gia’al domani e a ripartire da capo!!Ricominciamo da zero ripartiamo dalla ns.RIFONDAZIONE COMUNISTA senza inutili pasticci e assurdi contenitori!!Via tutta la vecchia e incapace classe dirigente che ci ha portato fin qui ,il partito deve essere affidato ai giovani comunisti ripartire da li’con nuove idee con piu’fantasia senza i Di Pietro e ferri vecchi a caccia di posti!!L’unico modo per riniziare per me e’ questo!!Ferrero Grassi e tutti gli altri vi prego abbiate il pudore di SPARIRE!!!

    • O si costruisce qualcosa che va oltre l’unità dei soli comunisti, ma su basi totalmente rinnovate e sopratutto con una chiara autonomia e anzi come alternativa ai partiti borghesi PD-PDL e area monti, oppure tanto varrebbe provare a fare questo famosompartito comunista, ma hompaura che le difficoltà sianomancora maggiori. Al momento non ho certezze, preferirei però provare sulla strada intrapresa, anche se, come già detto, con notevoli cambiamenti di strategia politica. Qui a Reggio mentre distribuivamo volantini tutti incentrati sul Fiscal Compact e il MES, ponendo l’accento che la colpa della nostra sudditanza alla finanza internazionale era ugualmente di PD-PDL e UDC-MOnti, a Roma si cercava l’abboccamento col PD. In perfetta incoerenza. Forse il risultato non sraebbe cambiato, ma con quelle premesse i voti si sono preferibilmente spostati su Grillo. All’inizio di RCivile si era al 5-6%, perchè nelle urne si è raccolto solo il 2? Qualcosa si è sbagliato sicuramente.

  117. alessandro fabi

    Caro compagno Piero Cappelli hai tutta la mia stima ed il mio rispetto. Temo che le dimissioni della segreteria del PRC siano una messinscena e che gli attuali dirigenti ritorneranno ad essere tali o perchè le dimissione stesse verranno respinte o perchè in un eventuale congresso straordinario l’attuale maggioranza congressuale,visti i numeri di cui gode,persevererà nella distruzione del NOSTRO Partito. Poichè solo persone oneste intellettualmente che non si sentono , o non sono mai state, Comuniste lascerebbero il Nostro Partito a chi Comunista si dichiara con orgoglio, temo che dovremo seguire il tuo esempio.
    Invito i Compagni a seguire il blog di Luca Casartelli ” Rifondare Rifondazione” : preciso che si tratta di un blog COMUNISTA nel quale non sono benvenuti provocatori.
    Hasta la victoria siempre.
    http://rifondarerifondazione.blogspot.it/

    • VENITE NEL PCL – SIETE I BENVENUTI – costruiamo un vero partito comunista!

      • venire è difficile, ma incontrarsi non è impossibile…. sarebbe già un successo

      • Convertitevi allo stalinismo e ne riparliamo

        • mai!!!!!!!!

          • Luca Casartelli

            Noi siamo comunisti.
            Nel preambolo dello Statuto di Rifondazione c’è scritto Il Partito della Rifondazione Comunista–Sinistra Europea rigetta così ogni concezione autoritaria e burocratica, stalinista o d’altra matrice, del socialismo e ogni concezione e ogni pratica di relazioni od organizzativa interna al partito di stampo gerarchico e plebiscitario.

        • La risposta ad un povero mentecatto come Stalin-Mao è nel post del compagno Casartelli.
          Strano però, perché anche sul blog rifondarerifondazione c’è un mentecatto che si firma Stalin.

          • Luca Casartelli

            Nel blog non mi pare di aver visto firme di Stalin .. andrò comunque a vedere.
            Ci sono , quelli sì, contributi storici di compagni sulla figura di Stalin.
            A cui ho già espresso il mio giudizio.
            La Storia va conosciuta, ma gli orrori di Stalin restano tali.
            Per me sono ORRORI e non ERRORI.
            Per me lo stalinismo non è COMUNISMO.

            Ora però è necessario fare un congresso e decidere.
            Se Rifo vorrà andare con Riv.Civ. perderà molti militanti.
            E non ha più senso mantenere l’attuale nome.

  118. rino malinconico

    IL POCO CHE HO DA DIRE

    di Rino Malinconico

    Ci sono momenti in cui il noi deve cedere il posto all’io.
    Parlo perciò di me, di quello che posso fare, che reputo abbia ancora senso fare, e dunque, in certo qual modo, di ciò che vorrei effettivamente fare. Scelgo così in partenza di non aggiungermi alla schiera numerosa di coloro che continueranno a parlare in prima persona plurale, magari dicendo ora ciò che avremmo dovuto fare ieri (e può essere pure che si tratti di opinioni davvero espresse a tempo debito, ma la cosa è del tutto insignificante nell’attuale contesto di macerie), ovvero che insisteranno a muoversi sul presupposto che questo nostro soggetto politico collettivo – Partito della Rifondazione Comunista o Rivoluzione Civile, tanto l’essenziale non cambia – possa continuare ad esistere anche dopo l’ennesima, brutale sconfitta elettorale, a beneficio delle prossime amministrative, delle prossime europee, o di un possibile voto politico anticipato dopo il quadro uscito dalle urne (certamente complicato, ma non impossibile da governare).

    Il fatto è che ci sono sconfitte e sconfitte. Questa del febbraio 2013, terribilmente impietosa nei numeri, arriva dopo quella delle politiche del 2008, dopo quella delle europee del 2009, dopo quella delle regionali del 2010; e arriva, inoltre, dopo la pesantissima scissione del 2009 da parte dei compagni di “Sinistra, ecologia e libertà”, e dopo il vero e proprio stillicidio di abbandoni che ci ha accompagnato in questi anni, e dopo il fallimento plateale del tentativo di “federare” la sinistra. Una sconfitta pesantissima come quella di oggi, che ci colpisce dopo tutte queste vicende, sancisce anche – e lo sancisce, a mio avviso, con solare evidenza, per tutta una fase di medio periodo – che davvero non esistono condizioni praticabili per un soggetto politico anticapitalista con connotati di massa. O, almeno, non esistono in Italia.

    Cosa proverò a fare allora?
    Anzitutto proverò ad elaborare il senso di questa perdita. Il che significa, tra l’altro, sottrarsi senza rimpianti alla discussione sulle “ragioni specifiche” del disastro di oggi. Non ritengo, infatti, che noi abbiamo perso perché abbiamo sbagliato la tattica, o le parole d’ordine, o le persone da candidare, o perché siamo stati poco attivi. Può essere senz’altro che ci siano stati tutti questi errori, e anche molti altri, o che l’impegno sia stato al di sotto delle necessità; ma, dal mio punto di vista, non cambia per nulla la sostanza. E l’essenziale della vicenda è che la nostra specifica esperienza politico-organizzativa è venuta progressivamente e realmente consumandosi.
    D’altronde, questo giudizio è stato largamente e implicitamente condiviso, tanto che abbiamo scelto di dar vita al raggruppamento di Rivoluzione civile, consapevoli della nostra assoluta insufficienza.

    Il punto è che se una cosa, anche una determinata formazione politica, è poi realmente consumata, non serve neppure metterla assieme ad altri soggetti organizzati, peraltro anch’essi tutti più o meno inutilizzabili e “vecchi dentro”, pure quando s’affaticano a sembrare innovativi (come gli “arancioni” o “cambiare si può”). Le cose che hanno fatto il loro tempo non possono produrre dinamiche vitali.
    Noi eravamo già consumati prima di queste elezioni e non ce ne siamo accorti, o non abbiamo voluto ammetterlo. Occorre adesso – e lo dico per me, ma forse anche per molti “come me” – provare a recuperare l’esercizio del silenzio e dell’umiltà. L’elaborazione di una perdita importante ha almeno questo di buono: che ci costringe a vedere, senza orpelli e senza veli, ciò che davvero siamo…

    Detto questo, io vorrei provare a fare, se ne avrò la forza e se ci saranno le condizioni, le seguenti tre cose:
    1) Partecipare, in modo pacato e assolutamente “non stressante”, alla ineludibile discussione sul compiersi del destino del Partito di cui faccio parte, per dare una mano a consegnare, nel miglior modo possibile, l’insieme di questa esperienza alla storia. Penso sia un dovere morale portare a conclusione tutti assieme, con stile e dignità, quello che è stato indubbiamente un tentativo di grande generosità, attraversato da momenti coinvolgenti e addirittura esaltanti, e che tuttavia ha già dato tutto quello che poteva dare; e che non ha più alcuna possibilità storica, per una fase più o meno lunga, di far valere le sue ragioni costitutive, ovvero di vivere come polo autonomo anticapitalista con connotati di massa. Lo dico con grande tristezza, ma anche con tutta la chiarezza necessaria. Slogan del tipo “rifondare Rifondazione” o “rilanciare Rivoluzione civile”, o cose analoghe, oggi avrei serie difficoltà, non dico a condividerli, ma anche semplicemente a capirli…
    2) La seconda cosa che vorrei provare a fare è di dar vita, assieme ad altri, a un luogo di riflessione teorica che metta a tema il capitalismo e le sue contraddizioni, e che contribuisca a ricostruire un’idea del comunismo all’altezza di questi tempi così complessi, ma anche così pieni di nuove possibilità per gli esseri umani. Una rivista? Una struttura stabile di lavoro seminariale? Non so bene cosa sia più opportuno e davvero possibile…
    3) La terza cosa che vorrei provare a fare è quella di agire insieme alle compagne e ai compagni con i quali ho più immediata consuetudine di discussione e facilità di relazioni (se non altro, per condivisione di territorio o di ambito di lavoro). Vorrei contribuire a mantenere aperta – in forme associative e non partitiche, con una modalità agile e senza appesantimenti formali – una iniziativa concertata di resistenza sull’insieme dei diritti di cittadinanza umana, dal lavoro all’ambiente, dai servizi di cura al sapere critico, dalla denuncia dell’ingiustizia e del malaffare alle battaglie generali sui temi della pace, del disarmo e della fratellanza tra i popoli. Immagino un reticolo associativo aperto alla collaborazione paritaria di tutte le esperienze similari, che scelga il piano dell’azione territoriale, dotandosi degli strumenti di comunicazione più appropriati, e che metta da parte, per tutta una fase (che io ritengo di medio periodo), le forzature di tipo partitico ed elettorale…
    (febbraio 2013)

    • rispetto quello che dici, anche se mi trovo ad un’analisi diametralmente opposta.
      Meno movimenti e più partiti.
      Comunque sia, in bocca al lupo per tutto.

  119. Le dimissioni di massa della dirigenza del Partito sono un coraggioso atto dovuto e pregno di lodevole dignità.

    Non bisogna dimenticare che aver nascosto il segno distintivo della falce e martello ha tolto ulteriore visibilità, oltre alla visibilità negata dai mezzi di comunicazione controllati dalle oligarchie interessate.

    E non dimenticare mai che la Falce e Martello non appartengono al Partito della Rifondazione Comunista, ma rappresentano la sintesi più alta e progettualmente più ambiziosa ed articolata dell’unione delle forze lavoratrici ed intellettuali. Sotto la Falce e Martello nel resto del Mondo, e penso all’America Latina, scendono nelle piazze, a centinaia di migliaia, tutti coloro che chiedono accoratamente la liberazione dalla miseria, dall’ignoranza e dalla mancanza di opportunità!

  120. Piero Cappelli

    (inviata il 14-01-2013 ancora aspetto risposta!)
    A:
    Biagi Luciano. Segretario di Circolo
    Mascherini Matteo Segretario Provinciale
    Cristiano Stefano Segretario Regionale
    Ferrero Paolo Segretario Nazionale
    E tutti gli altri in indirizzo

    Con la presente intendo informare i miei “EX” della decisione di dimettermi dall’organizzazione denominata Partito della Rifondazione Comunista (iscritto e militante dal 1990). La mia decisione non è un colpo di testa o un momento di rabbia, ma è una lunga riflessione che parte dal devastante congresso di Venezia e continua con una serie di eventi negativi provocati da decisioni che io giudico cervellotiche imposte da una direzione politica incapace, una per tutte l’esperienza arcobaleno, fino ad arrivare ad oggi dove con un solo colpo si fa sparire simbolo e nome, sostituendolo con una cosa alla moda di sapore berlusconiano (se non sbaglio fu lui per primo a mettere in evidenza il nome nel simbolo, seguito poi da tutti gli altri). Non ci sarà più il Partito della Rifondazione Comunista, ma il partito di Ingroia! Io da sempre sono stato contro la personalizzazione della politica. Io non ci stò! Io non ci stò nel rispetto di quei Compagni torturati e uccisi nella guerra di liberazione. Io non ci stò nel nome di quei Compagni che nel tempo hanno dato la vita per costruire un mondo più giusto e più equo, in nome di quei Compagni che assieme ad altri hanno redatto la nostra Costituzione antifascista e repubblicana.
    Io penso Comunista e non mi vergogno, anzi ne sono orgoglioso. Io non sono un camaleonte che cambia colore per nascondersi. Ho dato quello che ho potuto, forse potevo dare anche di più, ma non ho mai chiesto niente per me, solo coerenza politica al partito. Con più ci penso e più mi rimane difficile capire come un partito anche se piccolo e comunque con il sacrificio e la dedizione di tanti Compagni e Militanti strutturato e presente su tutto il territorio all’improvviso decreti la sua fine con grande soddisfazione di tutti i cialtroni anticomunisti. È avvilente vedere in rete circoli che hanno sostituito il simbolo di PRC con quello “arancione” (arancione è anche il colore delle tute dei prigionieri di Guantanamo…), almeno ci fosse scritto solo rivoluzione civile o meglio ancora solo rivoluzione e comunque senza il nome del “padrone”.
    È preoccupante il livello di impoverimento raggiunto e non parlo di impoverimento economico ma di tanto peggio, è l’impoverimento culturale, di memoria storica, di capacità di analisi e di sintesi.
    Non nascondo l’emozione che mi coglie mentre stò scrivendo queste righe, ma sono sereno perché certo della mia onestà intellettuale. Andrò a votare per difendere il mio diritto al voto, se troverò un simbolo con falce e martello lo voterò altrimenti annullerò la scheda. Mi è stata chiesta la disponibilità a l’autentica delle firme per la lista, la mia disponibilità ci sarà e in maniera incondizionata anche se mi crea qualche imbarazzo con me stesso. Per quanto riguarda la mia presenza come consigliere comunale ho già chiesto al circolo di esonerarmi da questo impegno.
    Un ultima cosa, io rispetto anche se non condivido le opinioni altrui, chiedo altrettanto rispetto per le opinioni del sottoscritto.
    Auguri sinceri
    Piero Cappelli

    Picap1@inwind.it Montepulciano 14-01-2013

    ————per la cronaca ho votato Riv. Civ.

    • Erminio Liguori

      Tanto di cappello per la tua onesta’ e dignita’ compagno. Ma ripartiamo da zero. Anche io rimandai per raccomandata A/r la mia tessera al sig. Bertinotti Fausto quando comincio’ a straparlare di non violenza e altre cabale salottiere con l’ineffabile anticomunista Sansonetti a tenergli bordone. Pero’ ora riprendero’ la tessera per cercare , con altri compagni, di raddrizzare la baracca, almeno tentiamo. Urge un piano B nel caso fallissimo. Vienici a trovare sul blog “rifondarerifondazione.blogspot.it” da Google chrome. Ti troverai tra compagni di diversa estrazione ” ideologica”, ma sinceramente decisi a rimanere comunisti entro un partito degno di questo nome ONORATO

      • L’ho già scritto e quindi mi ripeto: se la Rifondazione la fate all’ombra dell’immagine di Mao, che figura nel blog in questione, allora è una restaurazione e non una rifondazione.
        Chiamiamo le cose con il loro nome.
        Le vostre “nostalgie” non vi porteranno molto lontano (non più di quelle di Ferrando).
        Comunque buon lavoro.

        p.s.: la non violenza è un’aberrazione ? Ho una certa difficoltà a capire, lo confesso.
        Ma sicuramente ci sono milioni di persone pronte a prender le armi (come il legaioli della Val Trompia).

  121. basta con rivoluzione civile, un’alleanza strampalata con guardie, dipietristi, saltinbanchi e magistrati. serve un partito della sinistra anticapitalsita forte e unito che si proponga come obiettivo il superamento di questo sistema, che proponga il socialismo.

  122. una nota necessaria: post brevi, altrimenti non si legge nulla, grazie.
    non abbiamo perso perchè non c’era falce e martello, chi la messa nel simbolo ha preso lo zero virgola niente.
    abbiamo perso perchè non siamo riuisciti a costruire (per tempo) una rete di lotte e alleanze.
    perchè non siamo di moda (domina il pensiero unico neo-liberista anche tra gli emarginati).
    perchè non siamo risultati anti-sistema.
    perchè gli italiani votano aspettandosi il santo di turno e stanno a guardare.
    l’unica strada è sempre la stessa: unità, lotta e costruzione di una nuova cultura (la cosa più difficile.

    • Scusa Paolo se subito smentisco la tua richiesta di brevità, ma posto questa intervista che ritengo, anche se non sempre condivisibile, interessante leggere. Ciao

      Basta con questa sinistra: ripartire dal basso”
      Giuseppe De Marzo, economista, attivista e scrittore, chiede un passo indietro ai vari Vendola, Ferrero, Di Pietro: “Si riparta dalla democrazia partecipativa e dal “caos” di cui si compone il movimento”
      di Daniele Nalbone 27/02/2013

      La sinistra radicale, quella che ha provato con Rivoluzione civile e Antonio Ingroia a tornare in Parlamento, ha raccolto solo 765mila voti. La sinistra di Vendola, quella “dell’entrismo” nel centrosinistra, 1milione e 92mila. Il 2,2% di consensi la prima, il 3,2% la seconda. Numeri che denotano una crisi ormai irreversibile di quell’emisfero che si muove a sinistra del Partito democratico.

      Giuseppe De Marzo, economista, giornalista, attivista e scrittore (è da pochi giorni in liberia il suo ultimo lavoro, “Anatomia di una rivoluzione”), non ha dubbi: “Se guardiamo ai territori, quella sinistra sociale, ‘diffusa’, che da oltre un decennio vive e si muove nei comitati e nei movimenti ha deciso chiaramente di votare Grillo o di astenersi”. Il motivo è semplice: “La proposta politica di Antonio Ingroia e di Rivoluzione civile è stata ritenuta non credibile”. Quella di Sel “limitata e debole, subalterna al Pd”.

      Partiamo da un primo bilancio del voto. Il nostro focus di analisi: l’arco ‘a sinistra del Pd’.

      Guardando ai territori, dalla Val di Susa a Niscemi, possiamo osservare che quella sinistra sociale, ‘diffusa’, presente e attiva nei comitati e nei movimenti ha votato Grillo o non ha votato. Il motivo risiede nella non offerta politica proveniente da sinistra: quella di Rivoluzione civile è stata ritenuta non credibile per il fatto che veniva portata avanti da quegli stessi protagonisti (Ferrero, Diliberto, Bonelli, Di Pietro, ndr) che negli anni passati hanno avuto l’opportunità di cambiare il corso della storia politica italiana, di dar voce a quella fetta di società che – il voto a Grillo lo dimostra – non è affatto minoritaria nel Paese. Il non voto nei confronti di Sel esprime gli stessi limiti strutturali del non voto a Ingroia con una “aggravante”: la sinistra di Vendola rimane ancorata a quella del passato, troppo schiacciata su un’accettazione del quadro esistente. Sulle stesse politiche economiche, fiscali, commerciali che in questi anni hanno impoverito i ceti medi e quelli popolari, devastato territori.

      La debolezza di Sel è quindi nell’essere troppo ‘attaccata’ al Pd?

      Non solo. Il centro è l’incapacità di sfidare l’attuale sistema che ha prodotto la crisi e di immaginare e costruirne un altro. E’ questo, invece, il desiderio di tutti quegli italiani che hanno cercato e votato la proposta di Grillo. Alla base c’è la necessità – e il desiderio – di costruire un immaginario nuovo.

      Domanda necessaria: che voto è quello di Grillo?

      E’ un voto complesso, che non si può semplificare nella sola categoria del “voto di protesta”. Il voto a Grillo contiene diversi messaggi: il primo, il più forte, è quello che dovrebbe far scattare la scintilla negli attivisti e nei militanti delle organizzazioni sociali e sindacali. E’ un’istanza etica, di moralizzazione della politica, di partecipazione e ‘controllo’ sui rappresentanti. In poche parole il voto di Grillo è un voto per la democrazia dal basso.

      Che elettore è, quindi, quello del Movimento 5 Stelle?

      Nel voto ‘grillino’ c’è il ceto popolare che vive in un blocco sociale impoverito dalla crisi iniziata nel 2007: precari, partite Iva, piccoli imprenditori. Con loro, esodati, pezzi di pubblico impiego, giovani. E’ per questo che l’aggettivo che più si addice al voto ‘grillino’ è: trasversale. Questo, però, non è avvenuto per effetto di una proposta, bensì come riflesso di una crisi che ha prodotto una destrutturazione sociale che ha scomposto le classi. La crisi ha configurato un nuovo blocco sociale. Grillo gli ha dato voce. La sinistra non è stata capace di intercettarlo.

      La sinistra non è stata capace o non è più capace di intercettarlo?

      Questa sinistra non lo sa più fare: non per incapacità ‘congenite’ ma perché è cambiato il quadro storico e la prospettiva di riferimento. Oggi per costruire il cambiamento si deve partire da un’analisi: nelle attuali condizioni di crisi e nell’architettura del liberismo possiamo arrivare alla “giustizia sociale” solo nel momento in cui si raggiunge la sostenibilità ecologica. Ma questo impone un ripensamento dei concetti di sostenibilità e di giustizia, paradigmi da ricostruire, oggi catturali sul piano cognitivo dal sistema stesso. Quella che abbiamo davanti è una sfida culturale, entrare nel terzo millennio dalla porta del “buon vivere”. In poche parole è una lotta diversa rispetto a quella tracciata dalla sinistra europea.

      Come si inizia?

      Semplice: con la democrazia partecipativa, che deve essere il motore di questo nuovo percorso. Per accumulare forze sociali in direzione del cambiamento bisogna però cambiare pratiche: va rifiutato l’avanguardismo politico, l’idea di una politica gerarchica e fatta crescere un’organizzazione politica orizzontale.

      Per far questo, però, servono nuovi luoghi da praticare e nuove “parole d’ordine”.

      Il movimento di Grillo ha un difetto: non è un movimento. Un movimento controllato e mobilitato dall’alto ha dei limiti giganteschi. Per loro natura i movimenti devono essere caotici. Non basta l’onestà individuale o proposte importanti ma ‘singole’ come il reddito di cittadinanza per cambiare rotta. Abbiamo bisogno di una nuova etica non più costruita sull’efficienza economica ma fondata sulla giustizia sociale e ambientale. Per questo non si può più stare “solo” nei luoghi di conflitto, nei luoghi di lavoro o in quelli della contrapposizione ambiente-lavoro. Si deve entrare nelle periferie minate dal patto di stabilità che non consente di investire ad esempio sul trasporto pubblico o sulla scuola. E in questi luoghi si deve costruire una nuova immagine di società, un nuovo dizionario, pensare a una confederazione delle autonomie sociali che possa, salvaguardando autonomia e pluralità, includere le forze sociali per affrontare il nodo della rappresentanza e il tema delle istituzioni.

      Cosa ti aspetti dai vari Vendola, Ferrero, Di Pietro ora? E come si dovrà rapportare la “sinistra diffusa” con i cento parlamentari grillini?

      Mi auguro che i dirigenti che in questi ultimi venti anni hanno guidato le forze della sinistra italiana, considerando i dati e la realtà, facciano un passo indietro (Ferrero e Di Pietro hanno presentato proprio oggi le loro dimissioni a Prc e Idv, ndr) e consentano a soggetti e figure nuove, a forme politiche nuove, di avanzare. E’ questo un passaggio indispensabile per la democrazia. Detto ciò, penso che è proprio tra queste “forme nuove” che siano ascrivibili gli oltre cento deputati del Movimento 5 Stelle con i quali, condividendo alcuni obiettivi di fondo, a partire dal “no” alle grandi opere, si dovrà costruire un’interlocuzione.
      Per concludere: un tuo pensiero “libero”

      Vorrei rispondere a un’ipotetica domanda ‘antipatica’: se il “15 ottobre” fosse andato diversamente, una grande adunata di popolo per il cambiamento e non la piazza “degli scontri”, Grillo avrebbe preso gli stessi voti? Io sono convinto che il 15 ottobre avrebbe potuto rappresentare un innesco irreversibile per il nostro paese. Quel giorno era in piazza un oceano di cittadini che portavano le loro fortissime istanze dal basso. Le stesse che oggi hanno invaso il Parlamento con Grillo. Da quell’autunno caldo sarebbe potuto nascere un nuovo futuro: era un’insorgenza di democrazia, è diventato uno snodo storico che ha mortificato la possibilità di quella sinistra diffusa e sociale di costruire un grande blocco sociale. Oggi dobbiamo tornare con la memoria a quella data e a quelle 500 mila persone in piazza, incrociarle con il dato del nuovo Parlamento e ripartire con la convinzione che c’è un grande pezzo di cittadinanza del nostro Paese che chiede una sola cosa: un cambiamento. Dal basso.

  123. bisogna tornare tutti insieme basta divisioni ,tutti sotto un simbolo ,ricominciare dal 1991

  124. E’ ORA DI RIMBOCCARSI LE MANICHE E NON SEGUIRE I CATTIVI ESEMPI DEI DIRIGENTI DI SEL . ANCHE LORO HANNO PRESO UNA SONORA BATOSTA COME PREVEDIBILE…. TRAIAMONE UNA LEZIONE ANCHE NOI DI CIO CHE NON SI DEVE FARE… . L’EVENTUALITA’ ( ANCHE SE NN CI SPERO) CHE A BREVE SI TORNI A VOTARE E’ POSSIBILE, NON MOLLIAMO

  125. Fuori dalle macerie: i nostri compiti

    La sconfitta di Rivoluzione civile e di Rifondazione comunista, che ne è stata parte fondante, ha dimensioni senza appello. Non basta quindi un sussulto d’orgoglio o uno sforzo volontaristico per mettersela alle spalle e tracciare una prospettiva credibile. È necessario invece andare alla sua radice originaria e rileggere, alla luce dei dati reali, una realtà che, con ogni evidenza, il gruppo dirigente del nostro partito da tempo non era più in grado di vedere.

    Le dimissioni doverose e necessarie di un gruppo dirigente non sono per noi un semplice passaggio consolatorio, o l’occasione per rielencare la lunga, quasi interminabile lista di errori che hanno condotto a questo esito. Il punto è che da tempo ormai era venuta meno una pietra angolare essenziale alla vita di qualsiasi organizzazione, ossia il senso di responsabilità che dovrebbe legare un gruppo dirigente al corpo del suo partito. Questo senso di responsabilità è stato buttato a mare e sostituito con illusioni, improvvisazioni, fughe dalla realtà, desideri scambiati per analisi, piccoli e grandi opportunismi.

    Un gruppo dirigente irresponsabile

    La lista è interminabile e non la riproponiamo qui. Tuttavia è compito essenziale per tutti i compagni che non intendano abbandonarsi a un pessimismo corrosivo rileggere scrupolosamente il nostro dibattito interno perlomeno a partire dall’ultimo congresso (fine 2011). È stato infatti allora, in coincidenza con le dimissioni di Berlusconi e l’insediamento di Monti, che probabilmente è passato l’ultimo treno per Rifondazione comunista, l’occasione di liberarsi delle pastoie che legavano il partito al centrosinistra e di lavorare, sia pure con grande ritardo, alla costruzione di un credibile punto di riferimento a sinistra, fuori e contro l’unità nazionale, che provasse a connettere politicamente il conflitto sociale che carsicamente continuava a manifestarsi nel nostro paese e infiammava la Grecia, la Spagna, il Portogallo.
    Quell’ultimo spazio è stato bruciato per esclusiva responsabilità del gruppo dirigente. Sei mesi sono stati consumati a fingere di tenere in vita il cadavere della Federazione della sinistra, i successivi sei mesi a improvvisare appelli, assemblee e costruzioni fittizie fino a “Cambiare si può”, nata e morta nel giro di un mese per approdare infine sotto l’ala di Ingroia.
    La campagna elettorale del candidato premier è stata ai limiti dell’analfabetismo politico, dapprima alla rincorsa di Grillo quando pareva che il suo movimento vivesse una battuta d’arresto, poi, quando su quel fronte si è alzato un muro invalicabile, proponendo Rivoluzione civile come una brutta copia di Sel, rivendicando l’accordo col Pd, aprendo all’ipotesi di fare il ministro in un governo Bersani, fino all’ineguagliabile “se perdo potrei tornare in Guatemala”. Le dichiarazioni post elettorali nelle quali Ingroia ha dato la colpa del disastro al Pd chiedendo le dimissioni di Bersani (!) hanno messo la ciliegina sulla torta. Che Ferrero abbia tentato di spacciare un personaggio simile come la figura che poteva trarre la sinistra fuori dall’isolamento è una macchia incancellabile.
    Oltre all’irresponsabilità politica, il gruppo dirigente del Prc ha anche la grave colpa di avere praticato una concezione del partito per la quale c’è la militanza che fa i volantinaggi, le campagne più o meno adeguate (ad esempio i referendum), gli interventi del “partito sociale”, ecc., mentre il gruppo dirigente studia le “tattiche” affinché tutto questo pregevole lavoro trovi adeguata espressione nelle istituzioni. La conseguenza è stata un processo di parziale spoliticizzazione che oggi lascia disorientati ampi settori dei militanti, ai quali non è stata fornita alcuna lettura politica capace di spiegare perché tanto sforzo pare non sortire mai alcun effetto.
    Il codismo, l’eterna illusione che mettendosi “in scia” di qualcun altro si possa trovare la scorciatoia per apparire più forti o autorevoli di ciò che effettivamente si è, si è manifestato come vera e propria patologia di questo gruppo dirigente. La conseguenza ora sarà una spinta centrifuga di cui abbiamo già visto i segnali nei mesi scorsi, che può disgregare ciò che resta della struttura del Prc.
    Già durante le primarie del Pd si erano visti diversi segnali dell’“attrazione fatale” che il centrosinistra esercitava su diversi dirigenti del partito a livello territoriale. Oggi queste sirene si moltiplicheranno, chi pensa al partito innanzitutto come a una macchina elettorale non resisterà al richiamo di un partito come Sel che, per quanto abbia raccolto numeri modesti elegge decine di parlamentari, se non dello stesso Pd. Intendiamoci: perdere questi “dirigenti” non sarà certo un rimpianto, ma il punto è che se non c’è una lettura capace di offrire una prospettiva diversa resta solo un processo di frammentazione che, di per sé, non genera alcun contraccolpo positivo.
    Altri teorizzeranno che, poiché il Movimento 5 stelle in fondo dice anche cose di sinistra e per giunta prende milioni di voti, allora forse è lì che bisogna buttarsi.

    Quale congresso è necessario

    Tra il riconoscere i propri errori e attribuirne la colpa a qualcun altro, troppo spesso si sceglie la seconda strada. La prima reazione ufficiale del Prc è affidata a una nota del segretario Ferrero che, spandendo pessimismo a piene mani, ci informa che “siamo finiti in pieno” dentro a una situazione analoga a quella della Repubblica di Weimar. Insomma non siamo noi che sbagliamo, è il mondo che va dalla parte sbagliata. A Ferrero vorremmo fare una sola domanda: se l’Italia del 2013 è la Germania del 1932, chi sarebbe Hitler? Monti? Grillo? Bersani? Basta porsi la domanda per capire l’assurdità di certe “analisi”.
    Il Prc deve fare un congresso. Non un dibattito improvvisato o frettoloso, ma un serio percorso di analisi, orientando i propri militanti in primo luogo verso le fabbriche, verso i giovani, per ascoltare e annodare un filo di dialogo che è stato interrotto da un gruppo dirigente che ha completamente abbandonato l’idea di poter radicare il partito nel conflitto di classe per dargli un riferimento e una espressione politica compiuta.
    La situazione odierna non è quella di Weimar di cui straparla Ferrero, ma è una situazione caratterizzata innanzitutto dalla scomparsa dallo scenario politico di qualsiasi espressione indipendente della classe. La ricerca di soluzioni magiche, il gettarsi a destra e a sinistra nella speranza di un miracolo, l’alternarsi di speranza e disperazione, la ricerca di salvatori, sono le classiche manifestazioni delle classi medie, della piccola borghesia e di un “popolino minuto” stritolato dalla crisi e privato di punti di riferimento. Il riscatto potrà iniziare solo se invece di contemplare a bocca aperta questi fenomeni e di tentare di imitarli, sapremo innalzare la bandiera dell’indipendenza di classe, di una critica del sistema che sia fondata su una autentica visione rivoluzionaria (non “civile”…), di un conflitto che sappia esprimersi su tutti i terreni: sociale, sindacale, politico, ideologico. Se, o meglio quando, la classe lavoratrice di questo paese si doterà degli strumenti necessari per questa battaglia, potrà rapidamente aggregare anche quei milioni di persone che in queste elezioni hanno cercato la soluzione nel voto 5 stelle, e non solo.

    Per il partito di classe

    Può Rifondazione comunista essere parte di questo processo? La risposta la daranno gli avvenimenti stessi. Se nel gruppo dirigente prevale una volta di più la palude codista, la ricerca di qualche carro a cui aggrapparsi, il Prc è condannato definitivamente. Lottiamo fino all’ultimo contro questo sbocco, ma non ci assumiamo neppure un grammo di responsabilità per quanto ha fatto fin qui questo gruppo dirigente e tantomeno per le nuove avventure nelle quali dovesse eventualmente imbarcarsi.
    Ciò che di questo partito rimane ancorato a una prospettiva di classe può e deve trovare posto nella battaglia per ricostruire non una organizzazione ormai al lumicino, ma quel partito di classe più che mai necessario, meglio ancora storicamente necessario, affinché la crisi del capitalismo non sbocchi nella barbarie ma nel rovesciamento di questo sistema marcio. Proporremo questa battaglia a tutti, ma non ci attarderemo neppure un minuto a tentare di convincere gli scettici, i pessimisti e i professionisti del piagnisteo che hanno avuto non poca parte nel condurre a questo esito.

  126. Consigliere alla Redazione quanto già suggerito a suo tempo da Patrizia (mi pare) e cioè una registrazione di chi scrive sul sito al fine di evitare il plagio delle identità di chiunque da parte di portatori di zizzania.

  127. Luigi Di Loreto

    Ore 18,59-18,50-18,52-18,54:i commenti non sono miei.LA REDAZIONE CONTROLLI SE IL LADRO DEL MIO COGNOME E’ QUEL GIUSEPPE DELLE 15,47.

    • Ci sono buone probabilità. Forse lo si potrebbe rintracciare anche consultando il registro degli asini del belpaese.

  128. Stefano Munarin

    Propongo alla base di Rc di mettere a disposizione l’apparato, o almeno quel che ne resta, a disposizione della costituzione di un “fronte comunista”. Prendere contatti con tutti i compagni della diaspora e dare vita ad un nuovo soggetto che dell’identità ideologica e della pratica rivoluzionaria faccia la sua ragion d’essere. La strada per il socialismo c’è, la volontà di realizzare quel cammino è stata tradita dagli “opportunisti”, siano essi base che dirigenti. Solo la coerenza viene riconosciuta anche dagli “ignoranti” nei processi rivoluzionari. Solo l’opposizione al sistema borghese può essere “comunista”.Il riformismo è cosa da socialdemocratici complice della classe borghese. Non è con questa Europa che si difende il valore del lavoro ma nel internazionalismo comunista. “PROLETARI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI!”

  129. Luigi Di Loreto

    C’è un anticomunista viscerale che si è impossessato del mio cognome.Prego la redazione di intervenire al fine di evitare possibili denuncie.

  130. Luigi Di Loreto

    Naturalmente io mi riferisco al Giuseppe delle ore 15,47.A Giuseppe delle 18,44 suggerirei di aggiunre al nome anche il cognome,come ho fatto io.

  131. A bocce ferme due considerazioni sui risultati.
    Sarà la mia forma mentis ma sono portato a mettere in relazione tutte le cose umane con le leggi che regolano i fenomeni naturali, di cui l’uomo fa parte.
    Nel caso delle elezioni e della acquisizione del consenso, ragiono in termini di una sorta di “darwinismo politico”. Come gli uccelli delle Galapagos avevano becchi diversi a seconda che si nutrissero di vermi, coleotteri o semi…, ognuno aveva quindi una propria nicchia ecologica, così i diversi partiti devono ritagliarsi un’area di consenso sociale (che tanto più sarà in grado di coinvolgere più soggetti più sarà in grado di attrarre consenso).
    L’area del consenso di RCivile a mio avviso era un’area di alternativa ai partiti tradizionali e alle loro politiche neoliberiste. Un ‘area però già preoccupata dal movimento di B. Grillo, e quindi difficile da conquistare, e per i tempi ristretti, e per l’innegabile carisma del portavoce del M5stelle. Se la premessa è vera, l’errore maggiore che è stato quindi fatto è stato il tentativo di abboccamento col pd, cosa che mi ha sempre lasciato molto perplesso. Probabilmente anche senza tale tentativo di trattativa (peraltro caduto nel vuoto assoluto) le cose non sarebbero andate molto diversamente, ma è chiaro che una parte di possibile elettorato a quel punto ha preferito optare per l’originale e più coerente proposta politica. Paradossalmente non è forse stata la brevità di tempo intercorsa tra la nascita del movimento e la data delle elezioni, ma il venir meno di quella carica di novità che all’inizio aveva il movimento stesso a causare il cattivo risultato elettorale, ed infatti da un iniziale 5-6% si è passati ad un 3,9 sino poi, nelle urne, al misero risultato ottenuto.
    In Italia poi spesso le unioni non hanno portato a buoni risultati (a partire da quella tra PSI e PSDI) evidentemente tendiamo ad avere una forte identità che ci impedisce un minimo di dialettica e di confronto con esperienze appena un po’ diverse dalle nostre. Io comunque continuo a non comprendere la gente: capisco benissimo chi ha preferito i grillini a noi perchè magari non ha capito la natura un po’ interclassista di quel movimento, l’ambiguità di fondo che lo anima ed è invece rimasta attratta dalle tante cose buone che in esso si possono ritrovare, ma non riuscirò mai a capire l’incoerenza di chi si lamenta delle nostre amministrazioni locali, dei nostri politici che tagliano sempre agli altri e poi finiscono ancora per votarli. Se è di questa gente che è fatta l’italia non abbiamo speranze. In Lombardia, nonostante gli scandali Pd e PDL hanno insieme ripreso l’80% delle preferenze, fosse successa la stessa cosa in Svezia o in Danimarca, ma forse anche in Tunisia, quei partiti avrebbero preso solo i voti dei propri candidati e famigliari. Una ultima annotazione; nelle elezioni regionali del Molise la lista del pdci, apparentata col centrosx, da sola ha preso circa il 3%, più che non RCivile (almeno penso, non ho visto il dato del Molise), questo significa che la non visibilità di un simbolo conosciuto e l’evidente scarso appoggio della cosidetta società incivile non hanno permesso quel salto di qualità che chi ha creduto in questa esperienza aveva ipotizzato. Purtroppo le buone idee si scontrano a volte con realtà più arretrate non in grado di recepirle. Noi non abbiamo intercettato nessuno di quelle categorie sociali (giovani, disoccupati, operai, impiegati pubblici, pensionati…) che avrebbero fatto la differenza, ma solo una elite politicizzata e cosciente (io, ma penso anche voi siamo qui non perchè in quanto appartenenti a quelle categorie, ma per una visione della società a cui fare riferimento). Marx, del resto era di estrazione borghese. Ribadisco che questa esperienza è giusto che continui, anche se profondamente rivista, specie in termini di rapporti con le altre forze politiche, a cominciare da quelli con il pd. In ogni caso i prossimi giorni saranno importanti per vedere dove poter collocare il movimento anche in funzione di come si muoveranno i partiti usciti vivi dalle urne e di quanto accadrà nella situazione reale del paese. Almeno una cosa è quasi sicura: rifaranno la legge elettorale, anche se presumo che, col tripartitismo in atto, non sarà facile per nessuno ritagliarsi una legge su misura (ogni legge maggioritaria a doppio turno, oggi, potrebbe favorire Grillo, come già è avvenuto a Parma). Cavoli loro. Il problema è (e in pochi sembrano rendersene conto) che se non si fa qualcosa sul piano del debito, della moneta e più in generale sull’economia, rischiamo di fare la fine della Grecia. Ma qui ritorniamo al punto di partenza.

    • Scusami, le stesse cose le potevi dire in 4 righe, come ti viene in mente di postare questo poema?

      • Hai ragione, ma è un collage di varie considerazioni. In genere sono più conciso. Lo ammetterai. Anch’io in genere fatico a leggere i poemi, a meno che non siano “epici”Ciao

  132. ma che davero ?

    ma che davero volete ancora andare avanti ? ma che davero credete ancora di esistere ?

    • ma che davero…se non esistiamo che vieni a fare qui? Forse perchè nessuno ti si fila?

    • noi esistiamo e la nostra onestà non è da mettere in discussione, siamo i primi ad ammettere che abbiamo sbagliato in qualcosa, mentre altri danno la colpa a quella cosa o all’altra, , ci siamo e a noi stessi proponiamo un cambiamento che ci riporti a crescere come forza politica pulita e autentica, come rappresentanza di un movimento antiliberista , noi cresceremo perchè il tempo è galant’uomo e prima o poi fa fare sempre
      i conti con le menzogne e gli inciuci… noi ci siamo e continueremo ad esserci

    • siamo abituati a prendere calci nelle palle dai geni come te, ma soprattutto da chi crede di capire tutto in segreteria nazionale (berti-giordano-ferrero). Continuiamo a farlo perchè ci piace….

  133. Luigi Di Loreto

    Caro Giuseppe,lei parla come un certo Scalzi in televisione: i comunisti sono vetusti,mentre lui è modernissimo come Matusalemme.Io sono pronto a scommettere che lei ritiene il papa modernissimo,modernissimi i vecchi Berlusconi e Grillo,Agostino più avanzato di Marx, il comunista Picasso un pittorino da strapazzo,Einstein un allievo maldestro di Zichichi,ecc.ecc. Lei si tolga la bemda e vedrà che i comunisti sono il partito più grande sul pianeta terra (forse,purtroppo,non lo sanno nemmeno i comunisti nostrani).

  134. Solo una precisazione (anche se di poco valore). Vi è un commento di un certo giuseppe, non sono io: o si tratta di un nuovo giuseppe anticomunista oppure , ritengo più probabile, del solito modem o del solito infiltrato che vuol spargere zizzania. Reputo probabile modem in quanto è nello stile dell’archeologo scrivere “paleonotoghi” anzichè paleontologhi.
    Saluti e nervi saldi che il mondo non finisce qui, e neppure l’ideale comunista.
    giuseppe

  135. Antonio Limonciello

    Ma quale processo costituente di Rivoluzione Civile, è nata male ed è finita come doveva finire nonostante gli sforzi generosi di tanti compagni, compresi anche il mio modesto impegno anche se mi rendevo conto che non andava a finire bene: tanti alla vigilia delle elezioni mi dicevano che non conoscevano Rivoluzione Civile ed adesso qualcuno mi rimprovera di averlo convito a votarlo. Non sappiamo leggere la realtà, non sappiamo fare le giuste valutazioni altro che analisi marxista, siamo degli analfabeti della lotta di classe. E con questa dichiarazione la Segreteria Nazionale continua a sbagliare e ci sta portando dritto dritto nel burrone. Nessuno della segreteria si deve ricandidare, bisogna rinnovare completamente tutto, gruppo dirigente e comportamento dei compagni in generale attraverso un franco e sincero confronto non solo dei compagni ma di tutti quelli che si riconoscono nei valori di eguaglianza,libertà e solidarietà che noi chiamiamo comunismo. Dobbiamo ripartire da Rifondazione Comunista senza alcuna allenza calata dall’alto come è stato fin dora, Federazione della Sinistra e per ultimo Rivoluzione Civile, si perché non è stato chiesto a tutti i compagni cosa ne pensassero. Io è da poco che sono iscritto a Rifondazione Comunista(una paio d’anni)l’ultima tessera quella di DP del ’90 ma non sono riuscito a inserirmi bene nel Circolo al quale sono iscritto, sicuramente è colpa mia per la mancanza di affinità con i compagni dovuto alla mia lunga assenza dalla militanza attiva. Mi son reso conto che è difficile far parte di un Circolo per fare politica, capire e farsi capire dagli altri compagni. Bisogna trovare un modo nuovo di partecipazione da dare spazio a tutti e non solo ai duri e puri. Si era partiti bene con Cambiare si può,io ho partecipato alle varie assemblee e votato anche alla fine ed ho votato NO,ero entusiaste, vedevo una grande partecipazione spontanea di persone che volevano fare delle cose, poi a Roma si sono riuniti i “capoccioni” ed è nato un “minestrone” mal fatto, digerito male, secondo me, dalla maggioranza dei compagni del PRC. E’ nata così una lista dei magistrati e di politici riciclati, priva di novità. Cambiare si può invece era una novità con tutti i limiti che c’erano.Spero che questo gruppo dirigente ci sappia portare ad un congresso straordinario dove si possa discutere di tutto e di più con sincerità senza ricorrere al solito sistema delle corrente e della maggioranza e minoranza.

  136. Dentro RC c’era tutto ed il suo contrario. C’erano candidature apprezzabili (Ilaria Cucchi ad esempio), ma era anche infarcita di magistrati e poliziotti (con tutto il rispetto). Capolista al Senato nel Lazio c’era l’ex segretario del SILP il quale si era dichiarato contro il numero identificativo per i poliziotti. Ma poi come si fa a costruire una sinistra degna di questo nome con personaggi impresentabili come il massone diliberto, il giustizialista di pietro, bonelli (!!!).

    • il collante che li teneva insieme era esclusivamente “cerchiamo di ottenere un seggiolino in parlamento”, nient’altro.
      Di fatto, Rivoluzione Civile è diventata una specie di Idv allargata a livello di candidati e dirigenti, ma ristretta a livello di voti e consensi. Almeno Sinistra Arcobaleno era una lista di sinistra, così come oggi Sinistra Ecologia e Libertà. Ma l’IDV a livello europeo si colloca nel gruppo dei liberali(!). Che c’azzechiamo noi con loro?

    • Più semplicemente perchè farsi il culo per eleggere gente che di comunista non ha nulla. Eppure è questo che abbiamo fatto per fedeltà alla linea. Ora basta. Ferrero e gli altri tornino a lavorare come tutti noi, almeno quelli che un lavoro ce l’hanno.

  137. Perchè non dire semplicemente non siamo in grado di comprendere la realtà e quindi affidiamo le sorti del prc a qualcuno più attrezzato. Non succede nulla ad ammettere i propri limiti o no?

    • parole sante! anzi no, semplicemente parole di buonsenso.

      • Non è che tutti debbano comprendere tutto. In una organizzazione complessa come un partito ci dovrebbe però almeno essere un comitato scientifico di supporto.

        • non esiste più da anni il comitato scientifico, neanche sulla carta. Persino SEL ce l’ha (per quel che vale…), noi no.

          • Basterebbe l’umiltà di accogliere i suggerimenti di compagne/i che non smettono di tentare di anticipare gli esiti delle scelte, lo facciamo sempre nella vita.

  138. Stefano Munarin

    Ma lo statuto di Rifondazione non lo ha letto nessuno?
    Ma come pensate di essere “comunisti” e continuate a spostarvi a destra?
    Ma lo stalinismo lo ripudiate o è diventata la vostra pratica?
    Dall’arcobaleno a rivoluzione civile la segreteria ha preso decisioni senza consultere la base, e adesso alla Vendola, si dimettono e portano i loro stipendi nelle casse di Ingroia? Io la mia rivoluzione all’interno del partito l’ho fatta a suo tempo, dimettendomi dal consiglio di quartiere e stracciando la tessera. Non mi sono tenuto il posto di rappresentanza perchè era del partito non mio, invece i Vendolisti di Sel, vedi Lauri in fvg ex segretario regionale di Rc prima s’è fatto il contratto e poi “appagato” se ne è andato in Sel.
    La coerenza paga, un partito “comunista” che si allea con i “padroni” per difendere il lavoro “appaga” qualcheduno ma è destinato a sparire.

    • Luca Casartelli

      Sottoscrivo Stefano.

    • Quando i comunisti erano stalinisti hanno vinto in decine di paesi, dopo che siamo passati all’ antistalinismo abbiamo perso sempre

      • Vaìa grullo, come si dice a Firenze.
        Fatti curare, ma da uno bòno, perché un caso come il tuo mica è parecchio grave.
        Ma di sicuro sei un bel troll…..quindi a te ti vogliono due psichiatri, uno non basta.

  139. Marcello Marke

    Cerchiamo il dialogo con Ferrando,Turigliatto e Rizzo, facciamo un unico Partito Comunista.

    • Questo sarebbe possibile solo se tutti i vari leaderini si facessero da parte. Ma figuriamoci se Ferrando, fiero dei suoi 200 voti, si fa da parte. Lui ha ragione, tutti gli altri hanno torto. Figuriamoci su Diliberto, l’unico superstite della Sinistra Arcobaleno (Giordano, Pecoraro Scanio e Mussi almeno si dimisero!), si farà indietro questa volta. Anzi, Diliberto ha anche affossato la FDS implorando Bersani di dargli un posticino… Turigliatto e Rizzo hanno un consenso così enorme che non sono riusciti neppure a raccogliere le firme per presentare le liste. Questi personaggi dovrebbero semplicemente riunirsi, fondere tutti i rispettivi partiti insieme, aggregando iscritti e le (poche) risorse e poi scomparire, lasciando tutto in mano a qualche volto nuovo e, possibilmente, meno litigioso.

    • salvatore fassari

      E’ da tempo che lo dico, senza unità non ci si può dichiarare comunisti.
      Facciamo presto, le elezioni e le lotte vere sono in arrivo!

  140. se vorrete pubblicare anche l’indirizzo mail per me va bene. Questi “comunisti” che insultano tutti, nascosti dietro una tastiera mi fanno ridere, così come quelli/e ci costruiscono teoremi dietro ad una data sbagliata. Ringrazio Ingroia che ci ha messo la faccia, insultata da molti; spero rimanga. Di mafia ce n’è tanta da trovare, anche fra chi fa politica. Tutti/e giudicano, tutti/e condannano gli errori fatti, tutti/e vorrebbero di nuovo il comunismo che non c’è più in Italia (ma cè mai stato?). Sono convinto che ci voglia un nuovo Comunismo, per cui la sua Rifondazione ideale sia tuttora all’ordine del giorno. Ma facciamolo sapendo che il “Consumismo a sconfitto il Comunismo” e che i nostri consumi sono sempre più prodotti da altri proletari più sfortunati di noi. Forse un pò’ più di umiltà ci aiuterebbe a trovare lucidità anche in questo momento. Per mè Rivoluzione Civile deve diventare un movimento ampio che duri e si sviluppi nel tempo. All’interno di esso un movimento per la Rifondazione Comunista può e deve operare. Coraggio sono state solo delle elezioni borghesi, o no?.

    • Il consumismo è stato fatto passare come inevitabile nella storia del progresso umano, ma non farti ingannare, non è così! Bisogna puntare ai commerci equi e solidali, risvegliare le coscienze anestetizzate dal capitalismo e dal consumismo.
      Le elezioni ai tempi di Marx erano borghesi, adesso c’è il suffragio universale. Però sto iniziando a chiedermi anch’io se puntare sulla delega è ancora sensato. Ormai si è ridotto tutto a tifoseria, tanto che Grillo ha preso quasi tutto il nostro elettorato.
      Di fronte a questo fatto pensi che una decina di parlamentari di Rivoluzione Civile in Parlamento possa fare grandi miracoli nella lotta alla mafia?

  141. Vedo che in rif comunista si continua a parlare con lingua biforcuta, avanti con rivoluzione civile (magari alle prossime elezioni con montalbano candidato a ministro degli interni) e con il rafforzamento di rif! Quindi prima le formule elettoralistiche, poi vi stupiremo con effetti speciali! Non c’e’ peggior sordo di chi non vuol sentire. Sono quelli che Lenin chiamava ‘vecchi bolscevichi’, ovvero quelli che ripetono schemi di una fase passata in eterno. Questa volta pero’ in palio non c’e’ la rivoluzione, ma l’esistenza politica.

  142. Antonio Di Ninno

    Era meglio se presentavamo come fds. Io ho fatto la campagna elettorale qui a lacedonia abbiamo preso il 5.5 percetuali
    Era l’inizio di febbraio 2000 il sottoscritto Antonio Di Ninno prese l’iniziativa di ricordare in maniera adeguata l’anniversario dell’occupazione delle terre in Irpinia, avvenuta tra il 6 marzo ed il 12 marzo 1950; nella lettera appello ”al grido la terra a chi la lavora la terra ai Contadini” propose tra l’altro la costituzione di un Comitato Unitario per la organizzazione dell’avvenimento;
    il 3/3/2000 il PRC di Lacedonia fa propria l’iniziativa e organizza una riunione per il 6/4/2000 tra tutti coloro che in qualche modo avevano fatto pervenire il loro interessamento per l’iniziativa. Parteciparono a vario titolo all’incontro, tenutosi nel Circolo di R.C. di Lacedonia, Michele Fumagallo del Manifesto, Antonio Vespucci, Franco Arminio, Antonio Di Ninno, Michele Di Maio, fecero pervenire le loro adesioni alla iniziativa a mezzo fax i sig. Paolo Speranza e Giuseppe Moricola ed a mezzo telefono il Direttore di Otto Pagine poi Corriere, Liberazione, Manifesto e Telenostra la quale fece anche uno speciale Televisivo con i protagonisti di allora, ed i sig. Mitrione, Procaccino e Peppino Di Iorio a nome della CGIL Nazionale, l’Istituto Campano per gli studi sulla Resistenza “Vera Lombardi” e ancora il Prof. Franciosi Claudio della Università di Potenza e la segreteria del Circolo prc di Lacedonia.
    In quella sede e sotto la spinta delle varie anime della sinistra si decise di riconvocare la stessa riunione del costituendo Comitato preso la sede della CGIL di Avellino il 23 maggio 2000.
    Dopo aver portato in quella riunione le riflessioni della riunione precedente tenutasi a Lacedonia, si convenne (alla presenza di Villano Giovanni della FLAI e del Segretario generale della Camera del Lavoro di Avellino Raffaele Lieto), dopo una discussione a tratti anche polemica soprattutto con il sottoscritto, si costituì formalmente il comitato organizzatore dell’Anniversario dell’occupazione delle terre in provincia di Avellino,Il coordinamento di tutto questo fu affidato al Prof. Paolo Speranza, su precisa indicazione nonché specifica richiesta delle segreterie Provinciali della FLAI e della CGIL di Avellino. Decidemmo tra l’altro le altre cose che per brevità non elenco, Il Comitato Tecnico scientifico per la pubblicazione degli atti dell’anniversario con la pubblicazione degli atti dei convegni e la prosecuzione della Borsa di Studio già titolata a Giuseppe Di Vittorio.
    Che cosa è successo: Dal 23 maggio 2000 fino al 18 dicembre 2000 silenzio assoluto.
    Lo stesso giorno leggo sul Corriere con somma meraviglia e su alcuni manifesti di propaganda di due iniziative a Calitri proiezione del Film Placido Rizzoto, a Bisaccia proiezione del Film con dibattito per non dimenticare l’occupazione delle terre, e leggo sempre sul giornale l’elenco degli invitati, non li elenco per brevità, Ma! noto l’assenza del PRC e di tutti coloro che avevano ricordato di non dimenticare questo avvenimento.
    Ci sono invece, coloro che (idealmente e politicamente tanto che non hanno partecipato all’iniziativa della CGIL ) nel 1950 con la polizia di Scelba caricarono i Contadini che occuparono le terre incolte del mezzogiorno. Io comprendo che per sedersi alla tavola imbandita del potere bisogna recitare molti atti di dolore e fare molti atti di fede, ma Prostrarsi è veramente troppo. Rinnegare la Storia per quella che fu e rileggerla per quella che più vi aggrada è un atto di Viltà per me insopportabile. E pertanto con questo gruppo dirigente della CGIL non voglio più avere a che fare e quindi gli tolgo pubblicamente la fiducia e la mia delega che impropriamente avete detenuto per ben 25 anni. Consto comunque che è un modo singolare di dirigere una grande organizzazione come quella che fu la mia CGIL.
    Ormai è chiaro al peggio non c’è mai fine, il peggio è dietro l’angolo e quella che fu una grande organizzazione che organizzava il Lavoratori ed i Disoccupati del Mezzogiorno d’Italia è solo un ricordo. La tavola imbandita del Potere è più golosa delle misere lotte per l’occupazione, il Lavoro e quant’altro è compito del sindacato di Di Vittorio. Lo stesso rinvio a Sine die del Congresso Nazionale della Confederazione è un segnale inequivocabile della sua Degenerazione, Ideale Culturale e Politica.
    Naturalmente tutto questo non ha a che vedere con il Regista e con il FILM “PLCIDO RIZZOTTO”

    Lacedonia 21/12/2000 Antonio Di Ninno Lacedonia (AV)

  143. Ma non capisco una cosa compagni, tutta la segreteria darà le dimissioni,dai circoli al direttivo nazionale?

  144. Ho 70 anni,sono stato sempre comunista,ho sempre votato per Rifondazione da quando è nata, ho parteciupato a tutte le fasi della sua nascitam, quando ero iscritto al PCI sono stato sempre critico verso i miglioristi tipo Napolitano,Macaluso,ecc. fui contro la svolta della Bolognina ,mi schierai sulla 3 mozione. Detto questo attualmente in Italia il comunismo non è accettato dal popolo, in quanto è stato plagiato dalla TV e dai mas media. Tutti si sentono ricchi e poi ha prevalso l’egoismo più sfrenato.Spero che Rivoluzione civikle vada avanti ma c’è molto da lavorara per riportare le idee comuniste fra la gente.Io ormai non ho più niente da sperare ma vi auguro di riuscire nel vostro intento,ma ho la vaga impressione che finchè non si è raggiunto il fondo (come si dice da noi occorre che la treggia sbucci le gambe) non si potrà fare nientedi buono anche perchè il popolo italiano pè molto egoista e individualista, mentre i giovani sono superficiali e aqntipolitici.

    • Stefano Munarin

      Ma lo statuto di Rifondazione non lo ha letto nessuno?
      Ma come pensate di essere “comunisti” e continuate a spostarvi a destra?
      Ma lo stalinismo lo ripudiate o è diventata la vostra pratica?
      Dall’arcobaleno a rivoluzione civile la segreteria ha preso decisioni senza consultere la base, e adesso alla Vendola, si dimettono e portano i loro stipendi nelle casse di Ingroia? Io la mia rivoluzione all’interno del partito l’ho fatta a suo tempo, dimettendomi dal consiglio di quartiere e stracciando la tessera. Non mi sono tenuto il posto di rappresentanza perchè era del partito non mio, invece i Vendolisti di Sel, vedi Lauri in fvg ex segretario regionale di Rc prima s’è fatto il contratto e poi “appagato” se ne è andato in Sel.
      La coerenza paga, un partito “comunista” che si allea con i “padroni” per difendere il lavoro “appaga” qualcheduno ma è destinato a sparire.

      • Magari fossero stalinisti! Quando i comunisti erano stalinisti hanno vinto in decine di paesi, dopo che siamo passati all’ antistalinismo abbiamo perso sempre

        • Ma che scrivi sempre la stessa cosa ?
          Si vede che sei a uno stadio parecchio avanzato di rincintrullimento (e poca fantasia di troll).

  145. alessandro fabi

    Ma quale classe dirigente abbiamo votato all’ultimo congresso ????? Ha deciso da sola di partecipare a Rivoluzione Civile, ci ha portato al minimo storico ed ora si appresta a convocare un congresso straordinario per riproporci la stessa linea !!! Se volete il dissolvimento del Partito siete sulla strada giusta.

    • Il vero problema si presenterà quando al congresso questi dirigenti verrano rieletti dalla platea congressuale.
      Mai visto un gruppo dirigente più inetto, parassitario e soprattutto indeciso.

  146. Siamo alla farsa….tanto valeva tenere in piedi la Sinistra Arcobaleno. Liquidiamo Rifondazione.
    Voglio vedere questi dirigenti fare i conti con il tesseramento. Vorrei vederli alla prova.

  147. Comunque vada un grazie ad Antonio Ingroia, una grande persona. Spero resti con noi, abbiamo bisogno di persone come lui, delle sue capacità, della sua onestà.

    • Diego Andreotti

      Grazie ad Ingroia per averci fatto restare fuori dal parlamento.
      Grazie.
      Saluti

      • Aggiungo anche i miei più sentiti ringraziamenti. Bertinotti non avrebbe mai potuto fare così bene come Ingroia. Forse perchè Fausto non ha mai preteso il nome nel simbolo, almeno quello.

        • antonio dumas

          Non bisogna dimenticare che Bertinotti grazie all’incontro con Berlusconi nel 2006, ha fatto perdere un casino di voti a Prodi. é stato ricompensato con la presidenza della fondazione della Camera, da Berlusconi che lo ringrazia per le buone maniere ed il bon ton che ha avuto.

  148. Cari compagni scrivo da Genova ho 29 anni non sono un militante ma da quando ho diritto di voto non ho mai avuto dubbi su chi votare. Per la prima volta i dubbi sono stati tanti e con la morte nel cuore alla fine non sono riuscito a votare rivoluzione civile.
    Sperò in futuro di poter rivedere il simbolo e il partito ma forse sopratutto le idee del movimento con cui sono cresciuto idealmente. Credo che prima di logiche parlamentari e su questo la penso esattamente come Ferrando conti più l’orgoglio e la dignità di essere comunisti!

  149. RIVOLUZIONE CIVILE NO! BASTA! BASTA ARCOBALENI! BASTA TAFAZZISMO!

  150. Quando l’avventura di questa dirigenza è iniziata questo partito era nel suo modesto 3,7 % , orfano di un leader come Bertinotti e lontano dalle altre sinistre per il suo unico pensiero che io ho sempre condiviso. La colpa che si è sempre dato a quest’ultimi era l’errore grossolano di presentarsi alle elezioni con quella Sinistra Arcobaleno senza un simbolo chiaro che ci ha sempre contraddistinto. 10 Anni dopo circa, abbiamo fatto lo stesso errore presentandoci con un fantomatico leader che ha sfruttato la nostra crisi e la nostra disperazione politica per provare una scalata fallita da subito ( senza alibi ) .Errori continui senza tregue partendo dai movimenti locali fino all’incapacità di sfruttare il momnento politico del paese riportandoci alla ribalta facendoci scavalcare da un comico e la sua allegra combriccola. 10 Anni si pensava che peggio di cosi non si può , ce l’avete fatta . A CASA ADESSO…..

  151. il 2008 fu un anno funesto e bisestile da cui presero le sorti del partito gli infallibili attuali dirigenti che ci hanno portato fuori :
    – dalla camera,
    – dal senato,
    – dal parlamento europeo
    – man mano che si vota dai consigli regionali, comunali e provinciali,

    – dalle nostri sedi svendute per ochi soldi

    in più in nessuna elezione a differenza della boria partitista di Chianciano si è più usato il simbolo e il nome del partito…

    mi sembra corretto quindi convocare riunione una inesistente segreteria in una inesistente data….. il 29 di febbraio che infatti non compare su nessun calendario, come su nessun almanacco politico compaiono più i dirigenti di Rifondazione…

    by – by

  152. Luca Casartelli

    Personalmente avrei lasciato, nelle notizie principali del partito della rifondazione comunista, questa notizia.
    E non il PD …
    Ma sono scelte.

    • Hanno rettificato. Sono d’accordo con la seconda soluzione che proponi nel tuo intervento delle 15:45

    • Un attimo di tempo, no? Su questo tipo di siti, quando posti un nuovo articolo va automaticamente al primo posto. Dategli il tempo di respirare, non è tutta una congiura anticomunista.

      • Luca Casartelli

        E chi parla di congiura?
        Sarebbe anche comico (oltre che profondamente illogico) avere una congiura anticomunista su un sito comunista, non trovi?
        :-)

        • Sei tu che hai scritto che sono scelte. De che?

          • Ma lo sai lui com’è, c’ha fretta di passare alla rifondazione della rifondazione. L’appuntamento con le masse non attende.
            E la direzione dimissionaria era fatta d’incompetenti e traditori.
            Largo ai paladini del proletariato che ora ci fanno vedere come si fa.

          • Luca Casartelli

            Certo che vedere il marcio dovunque .. è triste…

            Caro omonimo, qui per ora, chi si è erto a insegnante sono stati gli esaltati di Riv.Civ.
            E non lo dico io, ma i vari commenti scritti nero su bianco.

            Ora sarebbe il caso di riflettere insieme, anziché continuare imperterriti a gettar fango .. Non credi?

            @Patrizia = sono scelte, intendo dire che uno sceglie cosa mettere in prima pagina, e si mette ciò che si ritiene più importante.
            Ma se poi è come dici tu (ossia particolarità del sito ..) meglio!

            Tirem inanz!

  153. Luca Casartelli

    Il CONGRESSO STRAORDINARIO che andrà a farsi dovrà decidere cosa vuol, fare Rifondazione, e non si può tenere il piede in due scarpe.
    Delle due l’una.
    1) si decide di costituire un polo di sinistra antiliberista rafforzando Rivoluzione Civile ed a questo punto è giocoforza abbandonare l’attuale nome, per onestà morale e di rispetto verso gli elettori ed i militanti. Non ha senso chiamarsi “rifondazione comunista” quando si abbandona il progetto comunista.
    Inoltre ,o ritengo più corretto verso l’elettore che non legge una miariade di sigle ma un unico e forte nome.
    2) Iniziare a “rifondare il comunismo” in Italia, essendo il motore ed il protagonista dell’UNITA’ dei comunisti italiani. Cosa che NON IMPLICA E NON VUOLE l’esclusione dei movimenti, delle associazioni o altro. Anzi!!! Stando vicino nelle loro lotte (che poi, per inciso, sono le lotte di tutti noi) , combattendo fianco a fianco con loro, sono certo che non hanno paura della falce e martello, ma sarebbero pronti a lavorare con noi. Se solo osassimo.

    Un’altra decisione sarebbe assurda, ci annienterebbe come movimento e credibilità.

    • Direi assolutamente la soluzione n.2. Se ci sono ancora dei comunisti che non si vergognano di essere tali, hanno il diritto di essere rappresentati come tali! La storia insegna che cambiare i nomi porta disorientamento, perdita di identità, confusione e conseguente perdita di elettori che migrano verso movimenti populisti ma con leader carismatici.

  154. Le dimissioni sono un atto dovuto,ma non credo risolvano la situazionbe, occorre fare una analisi seruia e profonda del perchè non siamo stati votati. Partirei col dire che attualmente il popolo italiano non è più comunista, vuoi per come è stato dipinto il comunismo, vuoi perchè non si è fatto niente per spiegare la differenza fra il cosi detto comunismo sovioetico e quello italiano.Ma la cosa più grave è che oggi, a tutti i livelli, la gente è influenzata dalla televisione e dagli spudo giornalisti che scrivono su testate che chiamano indipendenti, ma che in realtà non lo sono. Non si spiega altrimenti il successo di Grillo iul quale non ha fatto nessun dibattito;l’unica cosa era affabulare le piazze con i soliti discorsi che peròl hanno avuto grande risonanza grazie alla TV e ai giornalisti che facevano finta di criticare Grillo ma in reatà facevano propaganda per lui. Grillo attaccava i politici chiamandoli corrotti ,ecc. ma non ha mai attaccato la casta giornalistica, e lo sapeva bene perchè. Io personamente non ho mai creduto nelle rivoluzioni colorate (Arancione, Verde.Viola. Azzurra),la rivoluzione è una sola :quella comunista. Ma oggi c’è molto da lavorare per riportare il popolo a ragionare in quanto è stato rintontito dai vari berlusconi, grillo ,ecc.Quando manca la cultura è facile per i populisti sostituirsi alla vera politica. Quindi ripartire da zero, con umiltà e ascoltando tutti, non atteggiarsi a saccenti, primi della classe, perchè c’è bisogno di tutti e di tutte le idee.Torniamo fra la gente. apriamo le porte a tutti,meno ai fascisti.

    • Non vi hanno votato perchè il comunismo è morto in tutto il mondo, come il fascismo.
      Dopo aver preso scoppole elettorali negli ultimi 15 anni, cambiando ogni volta interpreti c’è poco da fare se non prenderne atto.
      Per carità hanno diritto di vivere anche i paleonotoghi, basta che si rendano conto che studiano una specie defunta.

      • E allora siamo messi male. Questo significa che hanno ucciso il livello di cultura, che gli ideali sono morti, oppure adesso si chiamano iphone o suv. Infatti così si spiega un ventennio di nano malefico. Ma se quando esisteva il PCI si stava meglio e adesso con il nano pelato non si arriva a fine mese, significa che il fallimento è ora. Magari che rinascesse un vero sano comunismo, che facesse piazza pulita di tutta questa feccia, che ci garantisse una vita magari più spartana, ma con tutto il necessario garantito (casa, lavoro, sanità, cibo, cultura). Sinceramente ne sarei felice, tenetevi pure i vostri smartphone, ipad e auto di lusso, non mi interessano e non so che farmene!

        • Stai a vedere che adesso non vi hanno votato perché hanno tutti lo smartphone o l’auto di lusso… Lo vedi che siete dei moralisti! Io ho le pezze al culo e un cellulare da 27 euro eppure non vi ho più votato lo stesso! Imparate ad ascoltare invece di stracciarvi le vesti contro il destino cinico e baro! Io ho votato M5S per contribuire a mandare fuori dalle palle questa nomenklatura irriformabile, PD in primis!

          • Erminio Liguori

            Ecco che escono fuori quelli che provocavano prima delle elezioni! Io da persona seria , oltreche’ comunista non mi sono mai permesso di intervenire sul blog di Grillo o su quello di SEL a mettere zizzania. Sono di Rifo ed intervengo, anche aspramente sul suo sito: Il sapore di certe polemiche ora e’ molto piu’ chiaro. Grazie e levatevi dalle palle!

      • il comunismo è morto in tutto il mondo? Dando per scontata Cuba, provi a guardare in India (più di un settimo della popolazione mondiale) in almeno quindici stati indiani (ad es. Kerala) sono presenti fortissimi partiti comunisti con decine di milioni di militanti con i quali sonia e il suo partito del congresso (equivalente indiano del PDmenoelle)devono misurarsi.

      • Penso che sia defunto il Termine Comunismo, non i valori dello stesso.

      • no caro giuseppe o come ti chiami veramente , il comunismo non e’ affatto morto , forse sono morti i comunisti o presunti tali , in quanto non ci hanno mai creduto veramente , in effetti sono diventati grillini o pidiellini ecc.

    • Un analisi politica con retro pensiero è sbagliata in partenza.
      I giornalisti fanoo i giornalisti, riportano fatti e notizie in modo da vendere più giornali ed acquisire più pubblicità. Vanno a caccia di scoop e se Grillo li caccia dal palco qualcno dice che è un antidemocratioc. Sarà come Moretti, “Mi notano di più se caccio i giornalisti o mi notano di più se non li attacco”. Siate seri quale inziativa politica ha RC sviluppato negli ultimi 10 anni? Referendum, proposte di leggi, sitting, scioperi della fame o semplicemente scioperi. Quale battaglia ideale? Quale provocazione? Quali analisi sono state fatte 10 anni fa e quali 2 anni fa? E’ stato il destino cinico e baro. Allora siamo saragattiani? Conosciamo il significato di populista? Cosa è la vera politica? mutuare frasi fatte e incredibili “c’è molto da lavorare per riportare il popolo a ragionare in quanto è stato rintontito dai vari berlusconi, grillo,” Popolo bue e cialtrone mentre noi che abbiamo la cultura non ci siamo fatti fottere. Così dobbiamo fare fornire cultura.
      Mavalà.

  155. Cari amici! Ho votato Ingroia ma l’ho fatto malvolentieri. Avrei voluto un simbolo con la falce e il martello, con scritto “comunista” sotto, qualcosa che mi dia un’impressione di ideali, di un futuro migliore, un’idea di valori, non mi interessa votare per il “panino”. E allora che timore c’è di quella falce e martello? Che timore della parola “comunista”? Sembra che faccia paura anche ai comunisti! Quel simbolo rappresenta la storia italiana fatta di lotte di lavoratori, di tante piccole conquiste acquisite in anni di lotta di classe ed ora irrimediabilmente perdute, di un ideale vero o come disse Guccini “la guerra santa dei pezzenti”. E allora basta “sinistra arcobaleno”, basta Ingroia, che fino a un mese fa non sapevo nemmeno chi fosse, e mettiamolo sto simbolo che è nel cuore di tantissime persone. Almeno sai che voti un’idea, dei valori e non il niente di PD, PdL e compagnia bella! Compagni! Torniamo come i bei vecchi tempi, quando le cose si facevano perchè ci si credeva e non per recuperare 100 euro di Imu.

    • Sono d’accordo con questo intervento. Anche io ho votato Rivoluzione Civile (e sono riuscito a convincere due indecisi), ma sono seriamente in dubbio se votare di nuovo questo in un’eventuale nuova elezione…Per favore pensate bene a quello che state facendo.

    • Alessandro hai assolutamente ragione

    • mi viene in mente una vignetta di altan: ‘vorrei tornare all’URSS, alla lira e ai miei vent’anni’.
      Capisco la delusione, ma, da non iscritto, vi prego di non ricadere nella tentazione di dare la colpa alla direzione del PRC per la sconfitta.
      Stavolta neanche Mandrake ci avrebbe aiutato! Occorre riflettere e darsi una linea più realistica, badate che i 16 milioni di italiani che hanno cambiato voto il segnale lo han ben dato!!!!!! Evitiamo la nostalgia dei bei tempi andati e vediamo di trovare il modo di parlare e ascoltare tutta ‘sta gente.
      Non lo si può fare da soli, e ripetere le divisioni interne non credo aiuti.
      Forza che abbiamo bisogno di gente con la schiena dritta!
      saluti

    • D’accordo con Alessandro su tutta la linea….

    • anch’io ho votato Ingroia, ma il fatto di non votare una falce e martello mi ha intristito. sono d’accordo con Alessandro su tutto quello che dice: rivendichiamo fino in fondo la nostra adesione all’ideale comunista, dobbiamo essere fieri di questa parola e non nasconderla. siamo convinti o no che sia la soluzione ai mali che affliggono l’umanità? che il capitalismo ha miseramente fallito? e allora, cerchiamo di unirci tutti quelli che la pensano in questo modo, siamo pochi e allora non disperdiamoci, mettiamo da parte i settarismi, non mi sembra proprio il caso di fare i distinguo fra comunisti in questa fase, e costruiamo il nuovo partito comunista.

  156. Le dimissioni sono un atto dovuto,ma non credo risolvano la situazionbe, occorre fare una analisi seruia e profonda del perchè non siamo stati votati. Partirei col dire che attualmente il popolo italiano non è più comunista, vuoi per come è stato dipinto il comunismo, vuoi perchè non si è fatto niente per spiegare la differenza fra il cosi detto comunismo sovioetico e quello italiano.Ma la cosa più grave è che oggi, a tutti i livelli, la gente è influenzata dalla televisione e dagli spudo giornalisti che scrivono su testate che chiamano indipendenti, ma che in realtà non lo sono. Non si spiega altrimenti il successo di Grillo iul quale non ha fatto nessun dibattito;l’unica cosa era affabulare le piazze con i soliti discorsi che peròl hanno avuto grande risonanza grazie alla TV e ai giornalisti che facevano finta di criticare Grillo ma in reatà facevano propaganda per lui. Grillo attaccava i politici chiamandoli corrotti ,ecc. ma non ha mai attaccato la casta giornalistica, e lo sapeva bene perchè. Io personamente non ho mai creduto nelle rivoluzioni colorate (Arancione, Verde.Viola. Azzurra),la rivoluzione è una sola :quella comunista. Ma oggi c’è molto da lavorare per riportare il popolo a ragionare in quanto è stato rintontito dai vari berlusconi, grillo ,ecc.Quando manca la cultura è facile per i populisti sostituirsi alla vera politica. Quindi ripartire da zero, con umiltà e ascoltando tutti, non atteggiarsi a saccenti, primi della classe, perchè c’è bisogno di tutti e di tutte le idee.

  157. Cos’è sta storia? Ci si dimette per continuare a proporre la stessa linea fallimentare?! Non pensavo si arrivasse a tanto.
    Non vedo l’ora che arrivi il congresso.

  158. è davvero incredibile come questa dirigenza si ostini a non vedere la realtà. vogliamo un partito comunista, un programma comunista e la centralità delle lotte territoriali e della rivoluzione nella linea del partito. il prossimo congresso lo perderete. spero che le mozioni alternative abbiano il buon senso di allearsi.
    compagni questa è la volta buona di cambiare la linea ultraminoritaria e fallimentare avuta di rifondazione di questi anni,e di modificare il funzionamento verticista del partito.non buttiamola nel cesso. la dirigenza va cambiata.

    • Per Alessandro e a quelli che ne condividono il commento:

      Il nostro è già un partito comunista. Se chiedete la testa del segretario e della segreteria per i risultati elettorali negativi imputandogli di non avere una linea rivoluzionaria dovreste spiegarci dove li vedete tutti questi rivoluzionari disponibili a fare la rivoluzione con chi la proponesse. Se il problema è non aver presentato la lista come Rifondazione con il simbolo falce e martello ci dovreste spiegare perché tutti questi ipotetici rivoluzionari comunisti non hanno premiato il programma “rivoluzionario” e la falce e martello del ciarlatano Ferrando che ha ottenuto il brillante risultato da prefisso telefonico. Evidentemente il problema è molto più complesso e non sarà il cambio della segreteria, alla quale confermo il mio pieno sostegno, a risolverlo. Perciò, non perdiamo la testa e ragioniamo con calma senza cercare capri espiatori.

  159. – Finalmente era ora dopo 20 anni, in cui avete accettato accordi contro i lavoratori, le pensionni i tagli a tutto. Con Bertinotti, Giordano, Vendola una politica che ha portato mille scissioni e l’abbandono di centinaia di compagni … Basta guardare quei pochi comuni e province, regioni dove siedete per capire l’inutilità della presenza di u partito come rifondazione, sempre subalterno al PD e alle sue politiche spartitorie. Quindi speriamo sia la volta buona per finirla con i giochi di parole, le ambiguità, pur di non dire ed essere COMUNISTI ..

  160. Paolo Ferrero, una brava persona, un bravo compagna…ha fatto quel che poteva! Non lo condanno,anzi..lo ringrazio per quello che ha fatto! Per l’impegno e la passione!

    • un bravo compagno*

    • c’èra la possibilita di allearsi con zingaretti a roma ,a quanto ne so l’accordo è saltato perchè la condizione era che i vecchi consiglieri non si ripresentassero,cosa che trovo giusta,ferrero non a accettato,abbiamo ripresentato un cosigliere con gia due legislature e ultra sessantenne con la lista ingroia morale ora non abbiamo nessun consigliere in regione,basta,fate largo ai giovani ,anche in segreteria ,ferrero si dimetta per il bene del partito.

    • ferrero è un signore, ma ora spazio ai giovani

  161. Ecco perchè abbiamo perso! In sede avevano, per risparmiare, riciclato i calendari del 2012 e la segreteria ha attuato il piano A) del 2012 trovandosi di fatto indietro di un anno nell’analisi politica.

  162. “Rivoluzione Civile dia vita al processo costituente…..” bla bla bla.
    Cioè ancora Ingroia, Di Pietro, Diliberto che dovrebbero “dare vita”? Ma per favore, fate bene a dimettervi ma spero che non vi riconfermino

  163. Luca Casartelli

    Non ho ancora letto l’articolo (vedo , come dice alberto, che il 29/02 quest’anno non c’è ..).

    Più che parlare di atto di generosa lealtà
    parlerei onestamente di atto dovuto.

  164. ahahah la direzione convocata per il 29!!
    spero che finalmente si possa cambiare direzione al partito. uscire da questa situazione ultraminoritaria e provare a rappresentare i comunisti che non sono oggi rappresentati da rifondazione. i piu han preferito il non voto o il voto a grillo. Bene le dimissioni, era ora di una cambio di dirigenza e di una svolta alla linea politica, riformista ambigua fallimentare da 20 anni. spero che le opposizioni abbiano la decenza di presentare un unico documento per una svolta comunista. avrebbero di certo la maggioranza

  165. Stefano Maggiolo

    Atto di generosa lealtà della segreteria spero che il Cpn respinga le dimissioni sarebbe ancor piu’ bello se per una volta Contocorrente e Falmartello si unissero in un voto unanime per rinnovare alla segreteria che ha lavorato comunque ad un progetto di alternativa pur con risultato negativo ma ci si e’ provato a questa segreteria va dato in mandato di portate avanti il Prc

  166. Ma il 29/02/2013 non esiste…

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